LE FAQ
Premessa obbligatoria : queste FAQ provano a rispondere (nei limiti del possibile) alle esigenze di chi si avvicina per la prima volta al mondo delle musiche di tradizione.
Ciascuna di queste domande avrebbe bisogno di risposte molto più approfondite, e spesso in materia ci sono opinioni fortemente contrastanti fra gli appassionati e gli studiosi.
Essendo un work in progress aperto, (diciamo un lavoro preparatorio alle definizioni di Wikipedia) nuove definizioni, contributi, correzioni, puntualizzazioni, modifiche, sono caldamente benvenute.
Per chi si avvicina in questo periodo: le vostre domande ed i vostri dubbi sono fondamentali per la crescita di questo inizio di libera enciclopedia
- Che cosa é la musica tradizionale ?
-- Una doverosa differenziazione va fatta fra musica popolare di tradizione orale e musica di riproposta.
La prima é la musica che appartiene per tradizione appunto ad una serie di comunità (ad es. alcuni paesi del Gargano, le comunità Arbereshe di Lucania e Calabria, la zona grika del Salento, i Dogon del Mali, gli gnawa in Marocco etc etc.) e trasmessa oralmente.
Per musica popolare di tradizione orale si intende il quanto mai vasto repertorio eseguito in contesti tradizionalmente riconosciuti, come feste religiose e non religiose, occasioni pubbliche e private (ad es. tarantelle della zona dell Aspromonte nelle feste in casa o nei vari santuari per le festività religiose, la tarantella di Montemarano, la pizzica pizzica, canti alla stisa o di questua in Salento, tarantelle alla mundanare, rurejane, viestesane, sangiuannare nel Gargano, canti e balli sul tamburo in Campania).
La musica di riproposta invece é quella di gruppi come la Nuova Compagnia Di Canto Popolare (parte del repertorio del loro primo periodo), Canzoniere Grecanico Salentino e centinaia di altri, e consiste nella interpretazione e nell adattamento di melodie e testi tradizionali con l utilizzo di strumenti spesso non tradizionali.
La musica popolare di tradizione orale non prevede ne il ruolo del musicista "in quanto tale", (nel senso che i migliori cantori e musicisti tradizionali fanno altro nella vita e sono riconosciuti come depositari del sapere tradizionale, per abilità nel canto e/o nel suonare) ne dei "gruppi", nella accezione moderna del termine.
In alcuni casi, le persone legate alla cultura di tradizione orale si aggregano in realtà estremamente flessibili (ad es. le cosiddette "paranze" in Campania o i gruppi di "cantori"), nelle quali i ruoli musicali sono intercambiabili ed i repertori estremamente variabili.
- Studio canto e vorrei mettere su un gruppo di musica popolare. Di cosa dovrei tenere conto ?
-- Una preparazione diciamo "classica", istituzionalizzata (canto jazz, conservatorio) non fornisce i mezzi necessari per comprendere il modo di cantare di tradizione, che é nella maggior parte dei casi é tecnicamente più o meno un "canto di testa" (voce di petto che risuona nella maschera facciale) o un "canto di gola" invece che un "canto di petto" (con grande utilizzo del diaframma come nella lirica, jazz o musica impostata).
L unico sistema per apprendere i moduli di canto tradizionali é ascoltarli, studiarli a fondo e cercare di riprodurli nelle forme originali (melismi, accentuazioni, etc), tenendo presente che la particolarità del canto sta proprio in quelle microvariazioni tonali (spesso inferiori al quarto di tono).
- Quali sono le canzoni più conosciute di musica popolare?
-- Sfatiamo un mito. Nella musica tradizionale le "canzoni" non esistono, almeno non nella accezione moderna che intendiamo noi (quella strofa/ritornello sempre identica a se stessa).
In ambiente tradizionale esiste un "modulo" (ad es. quello dello stornello, del canto di questua, della pizzica pizzica, della tarantella) in cui su una base musicale fissa, chi canta "improvvisa" scegliendo strofe da un repertorio di migliaia di stornelli, adattandoli o inventandone per l occasione.
In alcuni contesti tradizionali viene definita come "canzone" (e cantata per intero dall inizio alla fine) una sequenza di strofe che raccontano una "storia".
Canzoni come la "Tammurriata Nera" o "Ciuri Ciuri" non sono ne una tammurriata ne una tarantella, e brani come Pizzicarella e Santu Paulu sono delle creazioni dei gruppi di riproposta, seppure basate su strofe tradizionali.
- Vorrei sapere qualcosa di più sul tamburello.
Il tamburo a cornice, di cui il tamburello e la tammorra sono varianti, é uno strumento musicale antichissimo (7500 anni), e diffuso in tutto il mondo. La particolarità del tamburo a cornice é che il duo diametro é superiore al suo spessore.
Per quanto riguarda tamburello e tammorra, esiste e viene suonato in tutto il sud Italia, dal Lazio in giù isole comprese (mentre nel nord Italia é scomparso da lunga data – unica eccezione é la provincia di Cogne, dove esistono ancori costruttori (almeno c'erano fino a qualche anno fa) di un particolare modello di tamburello in pelle di camoscio).
Il Tamburello può essere considerato come lo strumento a percussione più importante e più diffuso in tutta la musica popolare Italiana di tradizione Orale.
E strumento usato esclusivamente per accompagnare il ballo (almeno in contesti tradizionali)
Le tecniche esecutive variano da regione a zona a paese a singolo suonatore, il che rende quanto meno improbabili le affermazioni di chi pretenda di insegnare LA tarantella calabrese, LA tammurriata, LA pizzica.
Il tamburello esiste in decine di varianti differenti ognuna dipendente dal tipo di "suonata" che si andrà ad eseguire.
Pelle sintetica e diametro piccolo (30cm) per la tarantella di Montemarano, diametro grande (40 cm) e pelle spessa per la tammurriata, diametro medio o grande (35 cm) per la pizzica tradizionale. Le misure sono ovviamente indicative.
La pelle utilizzata é di capra conciata. Maggiore é l età dell animale, maggiore é lo spessore della pelle. I gusti moderni dimostrano una predilezione, almeno per i tamburi da pizzica per la pelle di capretto, essendo più morbida da suonare.
Le tecniche esecutive possono essere raggruppate fondamentalmente in quattro tipi :
1) Quelle che utilizzano il taglio della mano ed il carpo del pollice per rotazione (vedi la tecnica Salentina e "lu tre botte" della Basilicata)
2) quelle che utilizzano i polpastrelli delle dita e del pollice - a percussione- (vedi le varie scuole di saltarello e la tecnica Siciliana)
3) quelle che utilizzano il palmo della mano (Campania)
4) quelle che utilizzano la punta delle dita - a frizione- (ad es. il tamburo di cogne o l "urlo" delle Marche)
- Vorrei imparare a suonare il tamburello : da dove iniziare ?
-- La prima e fondamentale domanda da porsi, quando ci si avvicina allo strumento tamburello é : cosa voglio suonare con il mio tamburello?
partiamo dal presupposto che é veramente impossibile suonare bene tutte le suonate tradizionali esistenti.
Immaginate un accompagnamento tradizionale, come un dialetto.
E probabile parlarne bene un paio, capirne molti di più, ma é veramente impossibile avere padronanza di tutte le tecniche esistenti.
La prima scelta quindi dovrebbe essere quella del repertorio da apprendere.
L interesse prevalente di chi si avvicina al tamburello in questo periodo é di solito per la pizzica cosiddetta "moderna".
Premessa : da qualche tempo a questa parte, lo strumento principale per suonare la pizzica pizzica é diventato il tamburello (quando in passato invece aveva semplicemente un ruolo di accompagnamento degli strumenti melodici).
Le sottigliezze dell accompagnamento del ballo sono andate perse, ed é rimasta una cellula ritmica reiterata (la terzina della pizzica) che é identica a se stessa dall inizio alla fine.
In altri tipi di tradizione invece il tamburo segue e dialoga attentamente con la voce, l organetto, la zampogna, ed i ballerini.
Il suonare il tamburo in contesto tradizionale non é fatto tanto di tecnica (che di solito si apprende in poco tempo con costanza) quanto di approfondimento della conoscenza dello stile che si suole suonare.
Per un inizio corretto, bisognerebbe partire dall ascolto, possibilmente di registrazioni sul campo.
Tenendo presente che anche nello stesso paese, i suonatori possono avere tecniche esecutive differenziatissime.
- Come mai ci sono tanti gruppi che suonano musica popolare adesso?
-- La immensa richiesta di pizzica in tutta Italia ha creato una grandissima offerta di gruppi.
La maggior parte dei nuovi gruppi però ha il problema nella maggior parte dei casi, di non avere la minima idea delle radici effettive del proprio repertorio, avendo appreso musica e testi da cd di gruppi di riproposta.
- E i gruppi che hanno in repertorio pizziche, tammurriate, tarantelle del Gargano e calabresi ?
-- L esecuzione di qualsiasi repertorio tradizionale comporta la conoscenza degli elementi costitutivi della musica in questione. Le possibilità che un gruppo "di fritto misto" (gruppo che propone musiche delle tradizioni più disparate) le suoni/canti tutte in maniera più o meno filologicamente corretta sono ahimé bassissime.
- Quali gruppi mi consigliate di ascoltare per avvicinarmi alla musica popolare ?
--Domanda difficile. Ad un ascoltatore completamente a digiuno di musica tradizionale del sud Italia consiglierei di partire dall ascolto di gruppi di riproposta.
Canzoniere Grecanico Salentino, Officina Zoé, Allabua, Arakne Mediterranea, etc etc per la musica salentina, E Zezi e Spaccanapoli per la tammurriata, la Totarella per la musica della zona del Pollino, Phaleg e Re Niliu per la musica calabrese.
- Che differenza c é fra le "tre tarante", pizzica de core, pizzica tarantata e pizzica scherma ?
--Sfatiamo un altro mito.
Le divisioni e diversificazioni, le "tre tarante", la tripartizione pizzica de core, pizzica tarantata, pizzica scherma é una invenzione recentissima dell'ormai scomparso Giorgio Di Lecce, assolutamente non esistente nella tradizione.
La pizzica (in realtà da sempre definita pizzica pizzica ed accorciata in pizzica solo molto recentemente) non é mai stata oggetto di tutte queste classificazioni.
Il ballo é semplicemente un ballo, (con moltissime varianti da paese a paese), e veniva usato NON PER IL CORTEGGIAMENTO o almeno NON SOLO.
Altrimenti non si spiegherebbe perché venisse ballata anche fra donne, fra uomini, o fra appartenenti alla stassa famiglia.
Discorso assolutamente a parte é da fare per la scherma, che é ballata su un ritmo di pizzica ma che ha passi e figurazioni completamente a se stanti.
- Che cosa é la pizzica scherma ?
--Conosciuta volgarmente come "danza delle spade" o "danza dei coltelli" la scherma rientra nella categoria delle danze armate, e viene eseguita in contesti pubblici una sola volta l anno, ossia la notte fra il 15 ed il 16 agosto a Torrepaduli (fraz. di Ruffano-LE).
Trattasi di una danza armata che prevede un dialogo fra i due schermitori attraverso un complesso codice di segnali, fino ad arrivare al fine della danza, il "toccare" l avversario con le due dita tese sul torace. Colpi al viso ed alla schiena sono proibiti.
Sull argomento :
http://www.pizzicata.it/index.php?modul ... pageid=188
http://www.pizzicata.it/index.php?name= ... opic&t=634
ed i libri :
"La Scherma Salentina...a memoria d'uomo", edizioni Aramiré 2006
"La notte dei tamburi e dei coltelli" (Luigi Tarantino), edizioni Besa
Un grazie di cuore a tutti quelli che hanno contribuito e contribuiranno a queste FAQ :
Andrea Piccioni, Giuseppe Torre, Daniele Vigna, Folkfan ed a tutti gli altri (datemi un nome oltre al nick please, e lo inserirò con piacere)