suono dei cimbali nel tarantismo

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ramonn
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Messaggio da ramonn »

Sposto qui la discussione che stava iniziando nel forum sul tamburello perché é questo il luogo opportuno.

Vorrei prima di tutto fare una precisazione:io ho parlato del caos dei sonagli,ma non hoparlato di melodia.
So benissimo che ogni tarantata/o aveva una melodia e un ritmo propri che dovevano essere cercati dai suonatori,e in oltre c'era ache uno strumento in particolare xké ogniuna rispondeva in meniera diversa a seconda che fosse il suono del violino,del flauto o di un armonica.

Per quanto riguarda i cimbali il suono é comunque caotico a prescindere che il ritmo sia frenetico o lento.
I sonagli sul tamburo ci sono per generare il caos.
Mentre sulla pelle si genere il ritmo.[addsig]
CarloTrono
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Messaggio da CarloTrono »

Più che "caos" parlerei di supporto ritmicoperché comunque in mani giuste (non certo le mie) i cimbali si muovono comunque a ritmo seguendo le percussioni della pellecomunque, tornando al motivo del forum, hai accennato di una ipotesi di correlazione fra il caos dei cimbali e la cura del tarantismo?[addsig]
pisa l'oru, pisa lu chiummu, pisa cchiu l'onore de tuttu lu munnu !
ramonn
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Messaggio da ramonn »

Se si ascolta attentamente il suono dei cimbali ci si rende conto che non é un supporto ritmico, per il semplice fatto che il ritmo prevede un ordine, mentre quel suono é disordinato, caotico...e quel caos é fondamentale per l'ingresso in trance della tarantata.
la ripetizione continua e caotica,ossessiva dei sonagli porta allo stato di trance.[addsig]
LUMAURIZIU
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Messaggio da LUMAURIZIU »

Ciao.Vorrei chiedere a ramonn se può fornire qualche indicazione bibliografica sul rapporto tra il suono caotico dei sonagli e l induzione dello stato di trance (per chi lo intende come tale) della tarantata.Da quello che ho letto sino ad oggi, infatti, non mi sembra di ricordare posizioni che stabiliscono un rapporto così diretto, univoco ed esclusivo tra i due elementi, tale da poter affermare che nella terapia coreutico-musicale-cromatica del tarantismo é (solo o soprattutto) il caos dei sonagli ad indurre la "trance" (sempre per chi la intende come tale) della tarantata. Sono comunque molto interessato ad approfondire l argomento, anche attraverso i diversi punti di vista personali.Per conto mio, mi affascinano molto sia la spiegazione platonica, riportata anche da De Martino, secondo la quale é l ordine esterno del ritmo e del movimento, regolare, continuo ed "oscillatorio"  (quindi tutt altro che caotico) a "guarire" il disordine interno del malato (o posseduto, o tarantato); sia la posizione di Schneider – ripresa e divulgata dal nostro Pierpaolo De Giorgi – secondo la quale é l unione dei due opposti complementari (pelle/ordine e sonagli/disordine), realizzata nel suono "sciamanico" e terapeutico del tamburello (con il regolare, ordinato, infinito alternarsi ritmico unitario del colpo sulla pelle - secco, lineare, caldo, profondo e pulito - e del fragore dei piattini  - freddo, laterale, acuto, sfilacciato) a determinare l inversione catartica e quindi – trasferendoci dal piano astratto del ritmo-simbolo a quello concreto della vita umana – il passaggio malattia-guarigione nei balli e nei riti di medicina antichi (a cui é riconducibile, secondo Schneider, la tarantella).Quindi, secondo queste posizioni, non é il solo caos dei "rami" del tamburello, ad indurre lo stato alterato di coscienza della tarantata (chiamiamola pure "trance"): ciò che "scazzica"  (nella definizione demartiniana di impellente ed irresistibile impulso al ballo ed al movimento ritmico/ordinato, a partire da un precedente stato catatonico apparentemente senza speranza), o che avvia - secondo altri –  il percorso adorcistico/esorcistico del ballo della singola posseduta/tarantata é invece un insieme complesso e singolare di stimoli specifici (suono, melodia, ritmo, timbro, colori, movimenti, ma anche profumi e oggetti) tra loro "misteriosamente" coordinati secondo una "divisa" che si adatta a quella tarantata, ed a quella soltanto.A volte può bastare alla tarantata anche soltanto un tamburello, ma sempre - a quanto pare - nella sua unità  ritmica/timbrica opposito-complementare di pelle (Apollo) e sonagli (Dioniso) nel loro insieme.Il movimento oscillatorio - "a culla" -  che il suonatore esperto sapientemente dà  al tamburello sul battere e sul levare, conferirebbe ancora maggiore forza al processo di unione dei due opposti complementari, favorendo così quel  "passaggio" verso una "nuova vita" che é la guarigione.Ciao a tutti.[addsig]
ramonn
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Messaggio da ramonn »

Innanzitutto vorrei chiedere scusa per il ritardo con cui rispondo in questo forum.
NOn ho indicazioni bibliografiche su quello che ho detto, ma é quello che ho capito da diverse discussioni sulla trance e il modo di suonare.
Come mio solito vorrei fare delle precisazioni: io non ho detto che é solo il caos dei sonagli a generera la trans,ma bensì che questo é molto importante, cosa che viene fuori nelle diverse spiegazioni citate da lumaurizu in cui si parla di disordine,suono caotico etc.

Vorrei fare una piccola puntualizzazione a Maurizio: quando parli di Pierpaolo De Giorgi non dire il Nostro perché io in quanto salentino,dopo aver sentito le sue ultime opere e aver visto dei suoi spettacoli mi vergogno terribilmente di quello che dice e canta!!!..e poi vorrei capire da quali studi sono suppostate tutte le cose che dice![addsig]
LUMAURIZIU
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Messaggio da LUMAURIZIU »

Carissimo Ramon, su tutti, senz'altro gli studi di Marius Schneider ("Il significato della musica"; La Danza delle Spade e la Tarantella"; "La Musica Primitiva"; Gli Animali Simbolo ..."; "Pietre che Cantano").  La ricchissima bibliografia contenuta in "Tarantismo e Rinascita" (Argo Editore) ti può certamente aiutare a "capire" Pierpaolo De Giorgi ed ad essere meno duro con lui (indipendentemente dal giudizio sulla sua produzione musicale e coreutica, che anche per me é molto negativo).Saluti calorosi ! Questo messaggio é stato modificato da: LUMAURIZIU, 11 Set 2003 - 09:42 [addsig]
ramonn
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Messaggio da ramonn »

maurizio una piccola domanda: da chi sono tradotte le versioni italiane degli scritti di schneider?perché se non ricordo male io ho trovato qualcosa a cura di pierpaolo de giorgi.
Se non ricordo male tempo fa parlando con qualche "esperto" mi disse che nelle cose di schneider riprese da pierpaolo de giorgi c'erano delle forzature o qualcosa del genere![addsig]
LUMAURIZIU
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Messaggio da LUMAURIZIU »

La traduzione italiana di "La danza delle Spade e la Tarantella" (Argo Editore) é di De Giorgi, e sulla fedeltà  al testo originale non si discute (Editore serio, prefazione del serissimo Prof. Pellegrino).  Dove certamente De Giorgi ha interpretato e sviluppato autonomamente Schneider é in "Tarantismo e Rinascita" (Argo Editore), lavoro pure serissimo, lungo, difficile ma al tempo stesso molto affascinante, che consiglio vivamente di leggere senza pregiudizi per andare moooooolto oltre De Martino nell'interpretazione del Tarantismo, della terapia coreutico musicale.Saluti calorosissimi.     [addsig]
ramonn
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Messaggio da ramonn »

Purtroppo per mia indole quando ci sono di mezzo traduzioni,qualunque sia l'argomento della traduzione, sono sempre molto diffindente..soprattutto se chi ha tradotto non mi ispira molta fiducia!
Un giorno vedrò di leggerli cmq![addsig]
giannino
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Messaggio da giannino »

Per quanto mi riguarda non vedo nel suono dei cimbali un elemento essenziale nel rituale di guarigione della tarantata, ma, come diceva maurizio, é ancora, e credo lo sarà  sempre, un mistero ciò che effettivamente riusciva ad innsescare la trans ed a guarire dal terribile "morso".Di certo, é un insieme di elementi e di fattori, ritmici, cromatici ecc. ecc., ma io ricordo di aver letto, se non sbaglio in de martino, che sia nell'antichità  che nel recente passato il tamburello era uno strumento rarissimo nella cura della tarantata, e che addirittura qualche malata riusciva ad entrare in trans con canzoni "popoolari" dell epoca ascoltate alla radio o suonate dalla banda.Poi di speculazioni se ne possono fare un infinità  e tutto dipende dalla bravura dello studioso-filosofo-speculatore, ma una cosa mi sembra abbastanza certa, e che cioé ancor'oggi c'é un alone di mistero sia sulle effettive origini e motivazioni di questo male e sia sulle sue modalità  di cura. Con questo non mi azzardo a dire che bisogna smettere di cercare di scoprirlo, anzi!...E qui ben vengano le speculazioni.Non mi azzardo a citare fonti...sono mie impressioni alla luce di qualche lettura[addsig]
Giovanni Semeraro
cicchino
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Messaggio da cicchino »

Sono sempre stato affascinato dal significato
metafisico-teologico del tamburello...
I sonagli sono il cielo, la pelle é la terra...
Dioniso...Apollo...
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Luca/
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Messaggio da Luca/ »

Ramonn,il suono dei sonagli,qualora si presenti "caotico" o comunque indefinito ritmicamente,denota una bassa competenza dell' esecutore.
giannino
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Messaggio da giannino »

Non sarei così severo...molto dipende anche dal materiale e dalla grandezza dei sonagli, nonché dalla loro disposizione e dal loro numero sul cerchio del tamburello. 4 sonagli grandi e pesanti daranno certamente un impressione di maggior chiarezza e pulizia ritmica rispetto ad un tamburello con 44 sonagli di 1 centimetro di diametro l'uno, di latta leggera, che faranno, per usare un eufemismo, un casino della madonna.
Giovanni Semeraro
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Luca/
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Messaggio da Luca/ »

Giannino hai indubbiamente ragione,molto dipende anche dalla qualità  costruttiva dello strumento.Ho diversi tamburi con un gran numero di "sonagli" e ti assicuro che ne ricavo sempre un suono preciso,in questi casi molto dipende anche dai materiali e dalla tecnica di fissaggio dei cembali,ma ti assicuro che il primo passo verso un uso proficuo dello strumento passa proprio attraverso un controllo ritmicamente ottimale della "sunagliera"
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