La riproposta folkloristica in contesti "tradizionali"

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giannino
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Messaggio da giannino »

Non mi riferisco al singolo...cacchio sapevo di non saper parlare l'italiano ma non fino a questo punto.....filosofeggiavo sulla situazione generale e non volevo accusare nessuno in particolare.
Giovanni Semeraro
betsabea
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Messaggio da betsabea »

porto su perché l'argomento é interessante e poi ngira ngira é poi di questo che si tratta...

Secondo voi sono leggittime le preoccupazioni di Giannino?

Siamo sicuri sicuri che noi siamo molto meglio di quei 25enni? forse perché siamo più modesti e rispettosi del pubblico? o più preparati e colti sull'argomento? ma non facciamo anche noi la stessa cosa? revival...
Maruko_KuFu
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Messaggio da Maruko_KuFu »

Mah, io leggendo e rileggendo sono in linea con Giannino.

Non siamo meglio di quei 25enni, o 17enni malati di plaistescion, magari diversi si.

Io non mi sognerei mai di dire cosa sono una zappa o la transumanza (esempi di "vita vissuta") a mio padre (esempio generazionale). Mi ucciderebbe colpendomi con il mio Sega Dreamcast o con il mio Nintendo64 ripetutamente all'altezza dell'ipofisi.

E avrebbe ragione.

E' una questione di rispetto, tutto qui. Anche rapportato al discorso del topic.
Liolà
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Messaggio da Liolà »

Io penso che la questione sia stata affrontata solo da alcuni punti di vista.
Mi spiego.
Siamo sicuri che i 17enni, di cui stiamo parlando, avevano l'intenzione di insegnare alle persone presenti,compreso ai più anziani,come andava la vita cinquant'anni fa,quali canzoni si cantavano,quali vestiti si indossavano,quali danze si ballavano,e cosi via?
Magari,nel loro piccolo,con gli strumenti che avevano a disposizione,volevano solo creare una sensazione,un'emozione,una situazione che ricordasse ai presenti quello che loro hanno imparato sul proprio passato,senza nessuna pretesa didattica.
Il pericolo,che noi stiamo cominciando a "sublimare" le nostre tradizioni e la nostra storia,non lo credo ancora troppo concreto.
Piuttosto penso che la maggiore attenzione data negli ultimi anni alla cultura popolare di casa nostra,cominciando da quello che son riusciti a fare i Sud Sound Sistem cantando nel nostro dialetto,e finendo alla Notte della Taranta,abbia stimolato molto interesse nei giovani tanto da sentirsi spinti in qualche modo a "emulare" o comunque occuparsi di questa nostra storia recente.
Vi faccio un esempio più concreto sul concetto che voglio esprimere.
Nel mio paese,Cutrofiano,c'é la tradizione del cantare "Lu Santu Lazzaru",un canto di questua,nel periodo immediatamente precedente alla settimana santa.
Ora...qualche anno fa(lo ricordo anch'io anche se sono un venticinquenne) c'erano dei gruppi di contadini,diventati raffinatissimi artisti per l'occasione,che passavano per le case di notte a proporre questo canto ed augurare una buona Pasqua,un buon raccolto,la buona salute...,chiedendo in cambio qualche uovo,un pò di formaggio,un pò di olio,di vino.
Vi faccio dei nomi illustri,che erano dediti a questa pratica:un certo Uccio "Piricallo" Aloisi,il grande Uccio,ed un compianto Uccio Bandello,la cui voce da usignolo ti "sconquassava" il cuore,nel bel mezzo della notte,ed era impossibile non andargli ad aprire.
Sul loro esempio,verso gli anni 80/90,sono nati una miriade di piccoli gruppi di amici,che andavano in giro per mantenere viva questa tradizione,con gli strumenti più strani e strampalati.
Addirittura la scuola media del paese spingeva i ragazzi a fare quest'esperienza di questua,fin dalla più tenera età ,nel rispetto comunque dei canoni della tradizione.
Vi immaginate tanti piccoletti con la voglia di imitare i vecchi,che ripropongono un canto antico, con la diamonica!!!Si...avete capito bene,quello strumento in plastica che ci facevano comprare alle medie,per l'ora di educazione musicale,fatto di una tastiera collegata ad un tubicino con un beccuccio in cui si doveva soffiare,per dar fiato a quelle poche note.
SQUALLIDO,direbbe il nostro giannino.
Non avevano nessun intenzione di rubare la scena agli artisti più datati,ma intanto si immergevano nel patrimonio di cultura popolare del proprio paese.
Naturalmente chi li vedeva,o li sentiva,arrivare alla propria porta,o faceva finta di non essere in casa,o dava loro qualche spicciolo,solo per toglierseli dalle scatole.
Qualcun altro però apprezzava il modesto e maldestro tentativo di mantenere viva quella tradizione.I più contenti (strano a dirsi)erano proprio i vecchietti che avevano intuito la preziosità  del continuare sul solco da loro tracciato.
Fatto sta che da quella "palestra" del "Santu Lazzaru",intere generazioni hanno dato vita ad un revival di sensazioni che adesso i nonni apprezzano;quando si suona ad una casa si viene invitati dentro a mangiare e a bere,anche alle 3 di notte,si fa festa, le persone ci accolgono con le lacrime agli occhi e ci ringraziano di essere stati prescelti per quella serata.
Parlo in prima persona perché anch'io faccio parte di quei pazzi che vanno in giro la notte,a ricreare ogni anno quest'evento.
Vi faccio i nomi più eccellenti di altri miei compaesani educati alla stessa "palestra":
Marco "Puccia"Perrone,degli APRES LA CLASSE;
Antonio Melegari,dei KUMENEI;
Marina Leuzzi,degli ARAKNE MEDITERRANEA;
Luisa Greco,dei FIGLI DI ROCCO,alias MENAKA';
e tanti tanti altri che,a diverso titolo,sono inseriti nel mondo della musica popolare salentina.
Ora la mia domanda é questa:
se questi artisti non si fossero buttati fin da piccoli in queste esperienze di palco e non solo,dando l'errata impressione di voler insegnare qualcosa a chi é nato e vissuto prima di loro,ma allo stesso tempo crescendo nella consapevolezza di voler ricreare le stesse sensazioni ed emozioni evocate dagli anziani,sarebbero mai arrivati dove sono?Inseriti in alcune tra le più belle realtà  nel panorama musicale salentino?
A voi "l'ardua sentenza"...
Non sono uccello di gabbia,uccello di volo sono:oggi qua,domani là...al sole,all'acqua,al vento...canto,e mi ubriaco...e non so se mi ubriaca più il sole o più il canto...
Maruko_KuFu
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Messaggio da Maruko_KuFu »

Liolà , belle parole, belle esperienze, ma mi sa che sei un po' fuoristrada...

Diamonica o non diamonica poi... come risponderebbe Rocco Siffredi: "E' importante come si usa...". Ti potrei fare centinaia di esempi sull'uso della diamonica nella musica popolare, dialettale e tradizionale, punk, rock, death metal e di sigle di cartoni animati.

Carlo Muratori.
Mario Venuti.
Green Day.
Capitan Tsubasa.
Pino Daniele.
Oasis.


Riguardo i nomi da te presi come esempi...
Tito Schipa magari, era arrivato dov'era... :)
Per far capire che significa arrivare.
(Con tutto il rispetto per gli altisonanti da te nominati...)

L'ardua sentenza secondo me la darà  il tempo. Di mio posso dire che é estremamente fastidioso il simulacro improvvistato di vita contadina a tutti i costi fabbricato dall'alto di un pulpito moderno quale un palco puo' essere. Poi se uno é realmente un contadino che zappa e la pleistescion non sa manco che sia, beh, quella é l'eccezione, non appendiamoci a quella.

Ah, senza eccezioni non esisterebbe regola alcuna...

Riguardo a Giannino, beh, egli precisò che si trattava di uno sfogo. Beh, mi accollo lo sfogo, con cui sono d'accordo, ma non ricamiamoci su altre cose, almeno non in questa discussione che poi si confondono un po' tutti e la stessa (o gli stessi?) naufraga (o noufragano) in polemiche sterili.
montar
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Messaggio da montar »

Mi sembra abbastanza ovvio che le risposte a due anni di distanza non sarebbero da prendere come risposte puntuali, ma come una sorta di approfondimento, in due anni ...ne passa di acqua sotto i ponti.
Nei due casi: gruppo folkloristico e gruppo di riproposta, bisognerebbe parlare di casi singoli, delle intenzioni delgli uni e degli altri, e forse forse ci vorrebbe qualcuno dall'altra parte per capire se il messaggio spedito é uguale a quello ricevuto ...

Io trovo molto interessante il post di Liolà , però noto che parla della prima é terza generazione degli anni ottanta, mi verrebbe da chiedere: e la seconda?

Saluti
giannino
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Messaggio da giannino »

Liolà , in parte ti do ragione anche se mai mi permetterei a definire SQUALLIDA un'iniziativa invece elogiabile come quella che hai descritto. E' anche vero però che il "professionismo" della musica popolare ha creato, oltre a elogiabili musicisti e studiosi, anche dei "nuovi mostri" che sono costantemente in bilico tra il vippismo dei musicisti pop e la semplicità  dei cantori tradizionali...spostandosi poi piano piano haimé sulla prima categoria...
Giovanni Semeraro
Liolà
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Messaggio da Liolà »

Su questo alzo le mani,non ho nulla da dire,sono daccordissimo con te.
Non sono uccello di gabbia,uccello di volo sono:oggi qua,domani là...al sole,all'acqua,al vento...canto,e mi ubriaco...e non so se mi ubriaca più il sole o più il canto...
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Luca/
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Messaggio da Luca/ »

Per quanto riguarda il rapporto contadini-Playstation : io avevo un compagno di classe che la mattina prima di recarsi a scuola mungeva le mucche ,era il primo in greco,ed era uno dei pochi a possedere un computer e ad avere le capacità  di farlo funzionare non solo come lentissima e fetentissima piattaforma di gioco,e per quanto riguarda la mia zona potrei citarvi parecchi esempi di professionisti che smessa la toga inforcano il trattore.Non mitizziamo determinate figure solo a partire dalla loro professione.L' agricoltura é in primo luogo un lavoro.Lasciati i campi si torna a casa e si mette sù l' ultimo dei Depeche Mode indecisi su cosa caricare nell' X Box
giannino
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Messaggio da giannino »

E' proprio quello che volevo dire io...io criticavo infatti il modo di comportarsi di alcuni "ricercatori" e "riesumatori" della musica e delle tradizioni popolari che parlano dall'alto di un palco di avvenimenti e usi attuali come se si trattasse invece di reperti da museo della civiltà  contadina. Io ci tenevo proprio a sottolineare che i contadini, i pastori CI SONO, e non "c'erano". Se in piazza Maggiore a Bologna un musicista pizzicato dall'alto del palco della notte della taranta va a dire che in puglia "le donne andavano in campagna" io mi incazzo, perché so che in molti paesi del meridione le donne ci vanno ancora in campagna, e fanno centinaia di km nei furgoni ogni giorno per raggiungere i frutteti, stando fuori casa dalle 4 di mattina alle 8 di sera per guadagnare 20 30 euro al giorno. Che poi quelle donne siano tutte programmatrici software ho i miei dubbi, e credo che il caso di luca rappresenti un'eccezione abbastanza diffusa che ben dimostra la possibilità  di una convivenza tra usi e mestieri antichi e nuove forme di vivere.
Giovanni Semeraro
alfonso
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Messaggio da alfonso »

una cosa é il folklore, un'altra la tradizone, ma al di là  dell'importanza del look io tornerei al discorso più serio: come ci si deve comportare quando si decide di creare un gruppo musicale legato alle tradizioni del luogo dove si vive ? la risposta é semplice: bisogna cercare fra quei vecchi sdentati e traballanti che ci girano attorno, perchénnò a cominciare dalla mamma o dal papà  o dal nonno e con astuzia, pazienza e attenzione stimolarli a ricordare i canti, i suoni, gli strumenti dimenticati, poi lasciateli in pace qualche giorno (o meglio qualche notte, che impigheranno a far affiorare i ricordi) e poi tornate alla carica, e una volta individuate le persone che hano qualcosa da dire il passo succfessivo é valorizzarle, stimolarle e coinvolgerle fino a trasformarle in prosecutori della tradizione orale: alberi del canto, che inconsapevolmente trasmetteranno ai giovani interessati (e ce ne sono ) l'importanza di una parola cantata in un certo modo, il senso di un mielismo, il significato di un gesto, ed alla fin fine trasmetterano cultura, quella cultura che sarà  poi la base del nascente "gruppo folk" locale..
alfonso toscano
www.alfonsotoscano.it
"il sito della chitarra battente"
betsabea
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Iscritto il: 31 maggio 2004, 18:28

Messaggio da betsabea »

Scantonamenti a destra e a manca in questo topic che é sempre più interessante..
Io sono d'accordo con Liolà , in un modo o nell'altro una scuola che insegna una tradizione locale é meglio di una che la dimentica..

Giannino il discorso sui contadini che c'erano/ci sono esula un po' secondo me da quello musicale-tradizionale di cui parliamo.. é fuori discussione che i contesti ormai non sono più gli stessi e in questo senso non spiegare, non contestualizzare un canto o una suonata o una modalità  di danza, quando la si ripropone su un palco a Bologna, é secondo me ancora peggio...
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