Topic in cui ci si scambia suggerimenti sulla ritualità della settimana santa in Puglia. Non solo musica, ma anche tradizione vera e sentita.
Mi sento di suggerire per averle viste di persona:
Il venerdì santo :
le Fracchie a San Marco in Lamis
http://www.comune.manfredonia.fg.it/aast/fracchie.htm
la processione dei Cruciferi a Noicattaro (inquietantissima)
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... rucife.jpg
il Miserere in latino a Conversano durante la processione
la processione dei Misteri a Taranto
Il sabato mattina :
La processione della Desolata a Canosa (anche questa inquietante)
(con canto dello Stabat Mater e del Miserere)
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... egoria=258
il sabato pomeriggio notte :
il canto alle uova nella Valle D'Itria
Sulle processioni e sulle musiche processionali in genere :
http://www.processioni.com/musiche_settimana_santa.asp
Chi volesse suggerire altro...
Riti della settimana santa in Puglia
Riti della settimana santa in Puglia
...la luna aggira il mondo e voi dormite...
(tradizionale, Matteo Salvatore)
(tradizionale, Matteo Salvatore)
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strazzapercall
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- Località: provincia sud di bari
Ciao,
io conosco "la processione dei sette santi"
a Molfetta,l'ultima statua raffigurante "la pietà " o la Madonna con Cristo defunto tenuto tra le braccia(o in qualsiasi altro modo si voglia chiamare)é davvero bella!
purtroppo non ho link ne foto!!
questo é quanto!
per quanto ne so io le fracchie dovrebbero essere di origine abruzzese,forse usanza portata nel gargano delle antiche transumanze!il temine fracchia mi pare deriva da una parola abruzzese (ke ora non ricordo)ke a sua volta deriva dal latino Facula=Fiaccola(anche qui non sono molto sicuro,ma sarei aperto a varie ed eventuali correzioni e/o altri post per aggiungere più complete notizie)
Buona Pasqua a tutti
io conosco "la processione dei sette santi"
a Molfetta,l'ultima statua raffigurante "la pietà " o la Madonna con Cristo defunto tenuto tra le braccia(o in qualsiasi altro modo si voglia chiamare)é davvero bella!
purtroppo non ho link ne foto!!
questo é quanto!
per quanto ne so io le fracchie dovrebbero essere di origine abruzzese,forse usanza portata nel gargano delle antiche transumanze!il temine fracchia mi pare deriva da una parola abruzzese (ke ora non ricordo)ke a sua volta deriva dal latino Facula=Fiaccola(anche qui non sono molto sicuro,ma sarei aperto a varie ed eventuali correzioni e/o altri post per aggiungere più complete notizie)
Buona Pasqua a tutti
A sava, il mio paese, si fa una processione semplicissima chiamata "Dei misteri" che fa il giro di tutte le chiese del paese con delle statue rappresentati le stazioni della via crucis... di particolare c'é il prete che nei momenti di pausa fa discorsi politici alle pizzoche che lo venerano.... forse é OT, ma va detto....
Riti della Settimana Santa a Gallipoli.
Processioni delle numerose confraternite (del Monte Carmelo, della Misericordia, di Santa Maria della Neve, del Cassopo, di Santa maria degli Angeli, di Santa Maria della Purità , del SS Crocifisso!)
I confratelli sfilano incappucciati ogni confraternita nel suo specifico abito confraternale.
Ogni confraternita originariamente era riferibile ai mestieri o allo stato sociale (nobili, sarti, bottai, pescatori, falegnami!)
Rituali testimoniati a partire dal xv secolo.
Giorni in cui si svolgono le processioni:
venerdì dell'Addolorata,
giovedì Santo
venerdì Santo
sabato Santo
Processioni delle numerose confraternite (del Monte Carmelo, della Misericordia, di Santa Maria della Neve, del Cassopo, di Santa maria degli Angeli, di Santa Maria della Purità , del SS Crocifisso!)
I confratelli sfilano incappucciati ogni confraternita nel suo specifico abito confraternale.
Ogni confraternita originariamente era riferibile ai mestieri o allo stato sociale (nobili, sarti, bottai, pescatori, falegnami!)
Rituali testimoniati a partire dal xv secolo.
Giorni in cui si svolgono le processioni:
venerdì dell'Addolorata,
giovedì Santo
venerdì Santo
sabato Santo
Stupro il topic per mostrarvi questa a Badolato, in Calabria, dal sito si possono scaricare anche i canti:
http://www.badolato.info/gilbotulino/20 ... _04_14.asp
http://www.badolato.info/gilbotulino/fo ... o_foto.asp
http://www.badolato.info/gilbotulino/fo ... foto_1.asp
http://www.badolato.info/gilbotulino/fo ... o_foto.asp
La sacra rappresentazione, le cui origini risalgono al lontano 1802, é giunta quest'anno alla sua duecentesima edizione, in quanto la processione fu sospesa dal 1942 al 1945 compreso.
La Processione Penitenziale si snoda per un percorso di circa otto chilometri con al seguito una grande folla di fedeli.
Ad aprire la lunga processione la Croce di Penitenza, risalente al XIX secolo, con i Simboli della Crocifissione, accompagnata da otto cantori che hanno recitato devotamente la passione di Gesù e il dolore della Madonna con dei canti tradizionali.
Subito dopo, il Cristo morto, disteso su un giaciglio aperto e ricco di veli bianchi, la "Varetta", con agli angoli dei piccoli angeli vestiti di viola.
Dieci soldati romani scortano i due ladroni e il Cristo caricato dalla Croce e vestito da una tunica violacea, trascinato, percosso e ingiuriato da otto giudei scalzi e da due capi torturatori.
Come tradizione vuole, il figurante che impersona il Cristo non può essere riconosciuto, generalmente infatti si interpreta il ruolo per "voto", e deve tenere i lunghi capelli sul volto.
Nel lungo corteo anche un gruppo composto da giovani ragazze vestite di nero e con il capo coperto, le "Addoloratine", Pie donne in silenzio e con le mani giunte in segno di preghiera.
Al seguito, circa 70 incappucciati, uomini e donne, coronati di spine, vestiti con un saio bianco e cinti da funi, si sono autoflagellati le spalle, ormai adeguatamente riparate, con delle fruste metalliche chiamate discipline.
I "Disciplinari", così chiamati per l' uso della disciplina intesa come pratica di auto flagellazione per la redenzione dei peccati e per sentirsi più vicini al dolore e alla Passione di Gesù Cristo, rappresentano i penitenti e, anche loro, non possono essere riconosciuti o visti da nessuno.
Altro gruppo di personaggi che ha partecipato alla processione é quello degli alabardieri che, con tanto di elmetto, corazza, scudo e mantello, hanno portato l'alabarda.
A chiusura della processione, la statua della Vergine Addolorata portata a spalla dai confratelli dell'Immacolata.
Questi ultimi, ad un certo punto della rappresentazione sacra, hanno consegnato l'addolorata Madre ai dodici confratelli di S.Caterina, dai quali hanno ricevuto in cambio dodici piccole croci di legno che, al successivo punto di scambio, sono state loro restituite alla riconsegna della Vergine Maria.
Funzione di primo piano in tutta la processione ha avuto la musica che, tra banda e canti tradizionali a cappella, ha creato un'atmosfera drammatica e coinvolgente. Dopo circa sette ore di percorso la processione é terminata, in tarda serata.
http://www.badolato.info/gilbotulino/20 ... _04_14.asp
http://www.badolato.info/gilbotulino/fo ... o_foto.asp
http://www.badolato.info/gilbotulino/fo ... foto_1.asp
http://www.badolato.info/gilbotulino/fo ... o_foto.asp
La sacra rappresentazione, le cui origini risalgono al lontano 1802, é giunta quest'anno alla sua duecentesima edizione, in quanto la processione fu sospesa dal 1942 al 1945 compreso.
La Processione Penitenziale si snoda per un percorso di circa otto chilometri con al seguito una grande folla di fedeli.
Ad aprire la lunga processione la Croce di Penitenza, risalente al XIX secolo, con i Simboli della Crocifissione, accompagnata da otto cantori che hanno recitato devotamente la passione di Gesù e il dolore della Madonna con dei canti tradizionali.
Subito dopo, il Cristo morto, disteso su un giaciglio aperto e ricco di veli bianchi, la "Varetta", con agli angoli dei piccoli angeli vestiti di viola.
Dieci soldati romani scortano i due ladroni e il Cristo caricato dalla Croce e vestito da una tunica violacea, trascinato, percosso e ingiuriato da otto giudei scalzi e da due capi torturatori.
Come tradizione vuole, il figurante che impersona il Cristo non può essere riconosciuto, generalmente infatti si interpreta il ruolo per "voto", e deve tenere i lunghi capelli sul volto.
Nel lungo corteo anche un gruppo composto da giovani ragazze vestite di nero e con il capo coperto, le "Addoloratine", Pie donne in silenzio e con le mani giunte in segno di preghiera.
Al seguito, circa 70 incappucciati, uomini e donne, coronati di spine, vestiti con un saio bianco e cinti da funi, si sono autoflagellati le spalle, ormai adeguatamente riparate, con delle fruste metalliche chiamate discipline.
I "Disciplinari", così chiamati per l' uso della disciplina intesa come pratica di auto flagellazione per la redenzione dei peccati e per sentirsi più vicini al dolore e alla Passione di Gesù Cristo, rappresentano i penitenti e, anche loro, non possono essere riconosciuti o visti da nessuno.
Altro gruppo di personaggi che ha partecipato alla processione é quello degli alabardieri che, con tanto di elmetto, corazza, scudo e mantello, hanno portato l'alabarda.
A chiusura della processione, la statua della Vergine Addolorata portata a spalla dai confratelli dell'Immacolata.
Questi ultimi, ad un certo punto della rappresentazione sacra, hanno consegnato l'addolorata Madre ai dodici confratelli di S.Caterina, dai quali hanno ricevuto in cambio dodici piccole croci di legno che, al successivo punto di scambio, sono state loro restituite alla riconsegna della Vergine Maria.
Funzione di primo piano in tutta la processione ha avuto la musica che, tra banda e canti tradizionali a cappella, ha creato un'atmosfera drammatica e coinvolgente. Dopo circa sette ore di percorso la processione é terminata, in tarda serata.
Di recente ho avuto modo di parlare con una persona che mi ha raccontato della festa religiosa che si svolge al suo paese, Dasà in Calabria, in occasione della Pasqua.
La festa si chiama la 'Ncrinata e rappresenta l'incontro della Madonna con Cristo risorto e si svolge il martedì dopo la domenica di Pasqua.
Cito dal sito del comune di Dasà www.comunedasa.it
[i:9566a9444c]La fede dei cittadini di Dasà é rivolta principalmente alla Madonna della Consolazione. La devozione dei dasaesi nei confronti della Statua risale, presumibilmente, alla fine del 1400, tenendo presente che la chiesa dove c é la sacra statua é stata edificata nel 1483.
È di questo periodo, appunto, una leggenda che racconta di un incursione di briganti i quali devastarono il Casale di Bracciara compresa la chiesa.
Tra i ruderi di quel saccheggio rimase l altare con la statua lignea raffigurante la Madonna della Consolazione. Si racconta anche che i paesi vicini, Dasà , Acquaro e Arena subirono più o meno lo stesso saccheggio; i loro abitanti, in procinto di edificare una nuova chiesa, rivendicarono il possesso della statua che venne prelevata, da Bracciara, con una carro trainato da buoi ma che, dopo appena qualche chilometro si fermarono senza più volere continuare, proprio alle porte di Dasà , nel luogo dove poi é stata edificata la chiesa della Consolazione, (in Piazza Madonna della Consolazione a Lei dedicata) tutt'oggi ospitante la statua.
La 'Ncrinata si svolge una volta l anno, ("ja bascjiu a l'Arcu" - giù in località Arcu) , il martedì di Galilea, nel giorno in cui Maria ricevette, da San Giovanni, la notizia della Risurrezione del Cristo e coinvolge i dasaesi, gli abitanti dei paesi limitrofi e tanti turisti che conoscono l'importanza della manifestazione religiosa.
La cerimonia religiosa consiste nel rappresentare l'incontro tra San Giovanni Evangelista e la madre di Gesù. In tale occasione San Giovanni le annuncia la risurrezione del Cristo e Maria colta da grande emozione per tale notizia, si precipita di corsa, assieme all'Evangelista (le statue vengono portate ad una velocità superiore) verso suo figlio e quando lo vede, le viene tolto il mantello "mantu" nero (testimonianza del fatto che il suo lutto era terminato) per sfoggiare un nuovo meraviglioso mantello azzurro (che aveva sotto il nero) con ricami in oro, il tutto enfatizzato da un coinvolgimento emotivo degli spettatori e dal rombo dei fuochi artificiali.
Dopo, le tre statue vengono disposte a schiera e trasportate in processione lungo le vie principali del paese. Questo evento religioso viene ripetuto, da quasi 300 anni e, preparato con cura minuziosa, dai fedeli al punto da conservare sempre quel fascino particolare che attrae laici e credenti.
È tradizione far portare, a spalla, la statua della Consolazione, a coloro (o chi per loro) che si aggiudicano all'asta "incantu" le stanghe "i stanghji", che sorreggono il piedistallo dove poggia la statua; a partecipare a tale asta al migliore offerente, (che si svolge dentro la chiesa in busta chiusa) sono soprattutto quelle persone che ritengono di avere ricevuto una grazia particolare o che vogliono chiederla (per loro, ma più spesso per i propri cari) "per voto" dalla/alla Consolazione; tra i più facoltosi e devoti (due aggettivi contrastanti) pare vi siano gli emigrati, che pur vivendo in terre lontane hanno conservato per la Consolazione una grande fede, che per certi aspetti, in tanti non riescono a spiegarsi, se non come un desiderio di protagonismo-rivalsa e di ringraziamento per eventuali fortune ricevute emigrando, da un luogo, che poco aveva dato loro in tal senso, o per sfortune cui si chiede l'intervento superiore della Consolazione.[/i:9566a9444c]
La festa si chiama la 'Ncrinata e rappresenta l'incontro della Madonna con Cristo risorto e si svolge il martedì dopo la domenica di Pasqua.
Cito dal sito del comune di Dasà www.comunedasa.it
[i:9566a9444c]La fede dei cittadini di Dasà é rivolta principalmente alla Madonna della Consolazione. La devozione dei dasaesi nei confronti della Statua risale, presumibilmente, alla fine del 1400, tenendo presente che la chiesa dove c é la sacra statua é stata edificata nel 1483.
È di questo periodo, appunto, una leggenda che racconta di un incursione di briganti i quali devastarono il Casale di Bracciara compresa la chiesa.
Tra i ruderi di quel saccheggio rimase l altare con la statua lignea raffigurante la Madonna della Consolazione. Si racconta anche che i paesi vicini, Dasà , Acquaro e Arena subirono più o meno lo stesso saccheggio; i loro abitanti, in procinto di edificare una nuova chiesa, rivendicarono il possesso della statua che venne prelevata, da Bracciara, con una carro trainato da buoi ma che, dopo appena qualche chilometro si fermarono senza più volere continuare, proprio alle porte di Dasà , nel luogo dove poi é stata edificata la chiesa della Consolazione, (in Piazza Madonna della Consolazione a Lei dedicata) tutt'oggi ospitante la statua.
La 'Ncrinata si svolge una volta l anno, ("ja bascjiu a l'Arcu" - giù in località Arcu) , il martedì di Galilea, nel giorno in cui Maria ricevette, da San Giovanni, la notizia della Risurrezione del Cristo e coinvolge i dasaesi, gli abitanti dei paesi limitrofi e tanti turisti che conoscono l'importanza della manifestazione religiosa.
La cerimonia religiosa consiste nel rappresentare l'incontro tra San Giovanni Evangelista e la madre di Gesù. In tale occasione San Giovanni le annuncia la risurrezione del Cristo e Maria colta da grande emozione per tale notizia, si precipita di corsa, assieme all'Evangelista (le statue vengono portate ad una velocità superiore) verso suo figlio e quando lo vede, le viene tolto il mantello "mantu" nero (testimonianza del fatto che il suo lutto era terminato) per sfoggiare un nuovo meraviglioso mantello azzurro (che aveva sotto il nero) con ricami in oro, il tutto enfatizzato da un coinvolgimento emotivo degli spettatori e dal rombo dei fuochi artificiali.
Dopo, le tre statue vengono disposte a schiera e trasportate in processione lungo le vie principali del paese. Questo evento religioso viene ripetuto, da quasi 300 anni e, preparato con cura minuziosa, dai fedeli al punto da conservare sempre quel fascino particolare che attrae laici e credenti.
È tradizione far portare, a spalla, la statua della Consolazione, a coloro (o chi per loro) che si aggiudicano all'asta "incantu" le stanghe "i stanghji", che sorreggono il piedistallo dove poggia la statua; a partecipare a tale asta al migliore offerente, (che si svolge dentro la chiesa in busta chiusa) sono soprattutto quelle persone che ritengono di avere ricevuto una grazia particolare o che vogliono chiederla (per loro, ma più spesso per i propri cari) "per voto" dalla/alla Consolazione; tra i più facoltosi e devoti (due aggettivi contrastanti) pare vi siano gli emigrati, che pur vivendo in terre lontane hanno conservato per la Consolazione una grande fede, che per certi aspetti, in tanti non riescono a spiegarsi, se non come un desiderio di protagonismo-rivalsa e di ringraziamento per eventuali fortune ricevute emigrando, da un luogo, che poco aveva dato loro in tal senso, o per sfortune cui si chiede l'intervento superiore della Consolazione.[/i:9566a9444c]