Le motivazioni dei partecipanti alla NdT
Non eravamo accomunati dal linguaggio della musica, ma da quello del lavoro, dal doversi far vedere a tutti i costi.
Questa frase l'ho presa dall'intervista a Cinzia, aprezzo molto la sua umiltà di dire le cose come stanno, ma questo non fà altro che dare conferma a quello che ho scritto sopra, che molti musicisti vanno alla notte della taranta per mettersi, in mostra.E costi quel che costi.
Secondo me molti si svendono, sono un pò come la Lecciso, che pur di guadagnanrsi un attimo di attenzione é pronta a scosciarsi tutta, per non dire altro. Caro Valerio il mio non é pensare male quello che ho scritto corrisponde a quello che ho visto.
Questa frase l'ho presa dall'intervista a Cinzia, aprezzo molto la sua umiltà di dire le cose come stanno, ma questo non fà altro che dare conferma a quello che ho scritto sopra, che molti musicisti vanno alla notte della taranta per mettersi, in mostra.E costi quel che costi.
Secondo me molti si svendono, sono un pò come la Lecciso, che pur di guadagnanrsi un attimo di attenzione é pronta a scosciarsi tutta, per non dire altro. Caro Valerio il mio non é pensare male quello che ho scritto corrisponde a quello che ho visto.
In linea di massima sono d'accordo con quanto dici, Secundo: in alcuni casi é probabile che sia l'esibizionismo la molla principale.
Ma le tue, come le mie, sono impressioni. Probabilmente giuste, ma sempre impressioni personali. E comunque non generalizzabili.
Voglio sperare che qualcuno si salvi: non ce la faccio a credere che i settanta musicisti siano tutti dei malati di esibizionismo.
Mi piacerebbe capire se qualcuno ha motivazioni differenti da quelle che già si sono ipotizzate o osservate.
Io penso di sì.
Ma tra il pensare e l'esserne sicuro mi manca qualche post delle persone interessate.
E torno a sottolineare: DELLE PERSONE INTERESSATE.
Io continuo a sperare.
Sarò un inguaribile ottimista?
Ma le tue, come le mie, sono impressioni. Probabilmente giuste, ma sempre impressioni personali. E comunque non generalizzabili.
Voglio sperare che qualcuno si salvi: non ce la faccio a credere che i settanta musicisti siano tutti dei malati di esibizionismo.
Mi piacerebbe capire se qualcuno ha motivazioni differenti da quelle che già si sono ipotizzate o osservate.
Io penso di sì.
Ma tra il pensare e l'esserne sicuro mi manca qualche post delle persone interessate.
E torno a sottolineare: DELLE PERSONE INTERESSATE.
Io continuo a sperare.
Sarò un inguaribile ottimista?
vorrei provare io a riportare un'esperienza... da musicista.
Nonostante non abbia mai partecipato alla NDT, forse alcune esperienze mie e di altri colleghi che me le hanno riportate possono essere d'aiuto a inquadrare meglio i meccanismi correlati.
Ho visto sul topic affermazioni come "mettersi in mostra" mania di protagonismo" esibizionismo"...
Innanzitutto ricordiamoci dove siamo: In Italia.
Qualcuno ha mai sentito parlare di cassa mutua per i musicisti, o malattia, o di assistenza legale, sostegni per la disoccupazione, rimborsi per la formazione...? probabilmente esistono enti che si occupano di questo ma allo stato attuale i musicisti che possono usufruirne (per varie ragioni) sono davvero la minima parte....
Noi siamo il paese alla cui domanda "Che lavoro fai?" "Il musicista."
inevitabilmente si sente rispondere "NO,NO, intendo di lavoro!"
Certo, anche i metalmeccanici hanno difficoltà a sbarcare il lunario, ma per un musicista, soprattutto per un giovane "professionalmente", diventa veramente duro, sfibrante e terribilmente squalificante arrivare alla fine del mese...
Molti organizzatori di eventi o similtali con questo vanno a nozze...
Già , perché l'unica cosa che può fare un ragazzo che si avvia alla professione é di "farsi vedere" e "stare sulla piazza", nella speranza che qualcuno si avvicini e ti dica" Hey, sai che mi piace come suoni? vorrei proporti un lavoro..."
A questo punto entrano in ballo i famosi organizatori che ti propongono, con la scusa di darti l'opportunità di farti conoscere, compensi ridicoli o spesso nulli, fantomatici rimborsi spese e turni di lavoro terribili oltre che spesso, molto squalificanti...
Però nell'immaginario comune (molto Italiano peraltro) il musicista é quel simpatico burlone, magari un pò alcolista e un pò drogato che si alza tardi la mattina non fa un cavolo durante il giorno e guadagna un sacco di soldi per fare un lavoro in cui si diverte... Scusate, la realtà é ben diversa!
Farsi vedere non é un fatto legato alla smania di esibizionismo ma molto spesso alla sopravvivenza... in questo senso allora sono anche io da annoverare alla schiera di quelli che in passato hanno fatto gli "esibizionisti".
Ecco, credo che se i ragazzi che hanno partecipato, e che prima o poi ritengo leggeranno queste righe, sapranno che c'é gente che ha voglia di capire e non solo pronta a giudicare o sfogare i prorpi preconcetti, allora magari si faranno avanti e diranno la loro...
Andrea
Nonostante non abbia mai partecipato alla NDT, forse alcune esperienze mie e di altri colleghi che me le hanno riportate possono essere d'aiuto a inquadrare meglio i meccanismi correlati.
Ho visto sul topic affermazioni come "mettersi in mostra" mania di protagonismo" esibizionismo"...
Innanzitutto ricordiamoci dove siamo: In Italia.
Qualcuno ha mai sentito parlare di cassa mutua per i musicisti, o malattia, o di assistenza legale, sostegni per la disoccupazione, rimborsi per la formazione...? probabilmente esistono enti che si occupano di questo ma allo stato attuale i musicisti che possono usufruirne (per varie ragioni) sono davvero la minima parte....
Noi siamo il paese alla cui domanda "Che lavoro fai?" "Il musicista."
inevitabilmente si sente rispondere "NO,NO, intendo di lavoro!"
Certo, anche i metalmeccanici hanno difficoltà a sbarcare il lunario, ma per un musicista, soprattutto per un giovane "professionalmente", diventa veramente duro, sfibrante e terribilmente squalificante arrivare alla fine del mese...
Molti organizzatori di eventi o similtali con questo vanno a nozze...
Già , perché l'unica cosa che può fare un ragazzo che si avvia alla professione é di "farsi vedere" e "stare sulla piazza", nella speranza che qualcuno si avvicini e ti dica" Hey, sai che mi piace come suoni? vorrei proporti un lavoro..."
A questo punto entrano in ballo i famosi organizatori che ti propongono, con la scusa di darti l'opportunità di farti conoscere, compensi ridicoli o spesso nulli, fantomatici rimborsi spese e turni di lavoro terribili oltre che spesso, molto squalificanti...
Però nell'immaginario comune (molto Italiano peraltro) il musicista é quel simpatico burlone, magari un pò alcolista e un pò drogato che si alza tardi la mattina non fa un cavolo durante il giorno e guadagna un sacco di soldi per fare un lavoro in cui si diverte... Scusate, la realtà é ben diversa!
Farsi vedere non é un fatto legato alla smania di esibizionismo ma molto spesso alla sopravvivenza... in questo senso allora sono anche io da annoverare alla schiera di quelli che in passato hanno fatto gli "esibizionisti".
Ecco, credo che se i ragazzi che hanno partecipato, e che prima o poi ritengo leggeranno queste righe, sapranno che c'é gente che ha voglia di capire e non solo pronta a giudicare o sfogare i prorpi preconcetti, allora magari si faranno avanti e diranno la loro...
Andrea
Sono contento anch'io caro Valerio che andrea abbia sollevato una questione molto importante!!!!
infatti la cosa strana che son venuto a sapere da musicisti che suonano ho hanno suonato alla ndt é che forse da quest'anno l'organizzazione potrà pagare i contributi ai musicisiti perché gli altri anni non lo si é fatto,o meglio lo si é fatto solo per alcuni e non per altri!!!
io non voglio criminalizzare nessun musicista che ha partecipato o che partecipa alla ndt ma ritengo giusto e corretto a priori un trattamento almeno a livello contributivo uguale per tutti!!!!
Essendo anche un musicista e avendolo fatto anche come unica e sola attività non posso che condividere il ragionamento di andrea, lo comprendo benissimo e l'ho fatto anch'io e sono anche incappato in certe richieste di organizzatori, però oltre alla visibilità ,al procurarsi e assicurarsi la serata,ad investire con la propria prestazione artistica a gratis, vi é una cosa che almeno in me si presentava puntualmente....la dignità !!!!!
Nelle mie scorribande mi sono trovato a suonare amche se per momenti brevissimi con grandi musicisti come il maestro Maurizio Colonna(per pochissimo ma per me é stato supremo),con Nour eddine e un'anziano berbero,con i bevano est,con Stefano Zuffi,col grande grandissimo Gegé Polloni e questo l'ho fatto con immenso piacere e l'ho fatto gratis ma giuro che avrei pagato per farlo.......
ma partecipare ad un'esperienza come la ndt e, anno dopo anno essere pagati una fame senza manco contributi,mentre altri turnisti vengono pagati a cachet pieno e inquadrati mi avrebbe fatto andare in bestia!!!!!
E a detta di alcuni dei 70 vi é una disparità di compenso anche tra i "figuranti" poiché chi viene chiamato dall'organizzazione viene pagato di più di chi va a proporsi!!!!!!
le selezioni dei musicisti non esistono,vi é solo una sorta di nepotismo o di raccomandazione per la serie "se sei amico di quello ti facciamo entrare ma ti paghiamo come diciamo noi!!!!!"
Ma la cosa che mi spaventa di più é che la stessa gente che mi confessa questo continua ad andarci!!!!!!!
Inorridisco pensando alle lotte per migliorare le condizioni di lavoro dei contadini di Parabita dei primi anni venti,alle rivolte delle tabacchine(tra le maggiori fonti di quella tradizione etno musicale che é arrivata fino a noi) perché oggi lo sfruttamento della gente salentina e della sua identità , stia avvenendo paradossalmente su l'unica cosa che in passato rendeva libere queste persone..... il canto e la musica!!!!
Spesso mi vengono in mente le parole di giovanni lindo ferretti e mi sa mi sa che lui ste cose le ha denunciate pubblicamente ma in pochi lo hanno capito!!!
Non vendete la vostra primogenitura per un piatto di lenticche!!!!!
Mi sa che pure crude le fanno mangiare!!!!!
infatti la cosa strana che son venuto a sapere da musicisti che suonano ho hanno suonato alla ndt é che forse da quest'anno l'organizzazione potrà pagare i contributi ai musicisiti perché gli altri anni non lo si é fatto,o meglio lo si é fatto solo per alcuni e non per altri!!!
io non voglio criminalizzare nessun musicista che ha partecipato o che partecipa alla ndt ma ritengo giusto e corretto a priori un trattamento almeno a livello contributivo uguale per tutti!!!!
Essendo anche un musicista e avendolo fatto anche come unica e sola attività non posso che condividere il ragionamento di andrea, lo comprendo benissimo e l'ho fatto anch'io e sono anche incappato in certe richieste di organizzatori, però oltre alla visibilità ,al procurarsi e assicurarsi la serata,ad investire con la propria prestazione artistica a gratis, vi é una cosa che almeno in me si presentava puntualmente....la dignità !!!!!
Nelle mie scorribande mi sono trovato a suonare amche se per momenti brevissimi con grandi musicisti come il maestro Maurizio Colonna(per pochissimo ma per me é stato supremo),con Nour eddine e un'anziano berbero,con i bevano est,con Stefano Zuffi,col grande grandissimo Gegé Polloni e questo l'ho fatto con immenso piacere e l'ho fatto gratis ma giuro che avrei pagato per farlo.......
ma partecipare ad un'esperienza come la ndt e, anno dopo anno essere pagati una fame senza manco contributi,mentre altri turnisti vengono pagati a cachet pieno e inquadrati mi avrebbe fatto andare in bestia!!!!!
E a detta di alcuni dei 70 vi é una disparità di compenso anche tra i "figuranti" poiché chi viene chiamato dall'organizzazione viene pagato di più di chi va a proporsi!!!!!!
le selezioni dei musicisti non esistono,vi é solo una sorta di nepotismo o di raccomandazione per la serie "se sei amico di quello ti facciamo entrare ma ti paghiamo come diciamo noi!!!!!"
Ma la cosa che mi spaventa di più é che la stessa gente che mi confessa questo continua ad andarci!!!!!!!
Inorridisco pensando alle lotte per migliorare le condizioni di lavoro dei contadini di Parabita dei primi anni venti,alle rivolte delle tabacchine(tra le maggiori fonti di quella tradizione etno musicale che é arrivata fino a noi) perché oggi lo sfruttamento della gente salentina e della sua identità , stia avvenendo paradossalmente su l'unica cosa che in passato rendeva libere queste persone..... il canto e la musica!!!!
Spesso mi vengono in mente le parole di giovanni lindo ferretti e mi sa mi sa che lui ste cose le ha denunciate pubblicamente ma in pochi lo hanno capito!!!
Non vendete la vostra primogenitura per un piatto di lenticche!!!!!
Mi sa che pure crude le fanno mangiare!!!!!
te na sciumenta cambara nu pijare mai la fija ca ci ambara nun ete, sempre alla mamma se ssamija!!!
Mi sa proprio che qui invece di migliorarle le condizioni, le stiamo peggiorando.
E' vero anche a me sono venute in mente le lotte contadine, che si sono fatti il mazzo
per migliorare la loro situazione, e ancora chi sta al potere decide di svendere
tutto per una manciata di euri o voti. Ma secondo molti avrebbero dovuto capirlo questo gioco che fanno gli amministratori, oppure l'hanno capito ma sono stati al gioco, per bisogno o per altro.
E' sempre la stessa storia che si ripete da anni nel nostro caro meridione, se vuoi lavorare devi stare al loro gioco e zitto.
E' vero anche a me sono venute in mente le lotte contadine, che si sono fatti il mazzo
per migliorare la loro situazione, e ancora chi sta al potere decide di svendere
tutto per una manciata di euri o voti. Ma secondo molti avrebbero dovuto capirlo questo gioco che fanno gli amministratori, oppure l'hanno capito ma sono stati al gioco, per bisogno o per altro.
E' sempre la stessa storia che si ripete da anni nel nostro caro meridione, se vuoi lavorare devi stare al loro gioco e zitto.
C'é di peggio, caro Secundo...
Non lavorare! Stare a casa a deprimersi...
Guardare sempre le stesse facce in televisione ed in giro...
Trovare porte chiuse...
Queste sono le cose che mi riportano ad esempio tanti miei allievi o musicisti che mi capita di incontrar nel mio peregrinare,,,
E ti confesso che qualche anno fa anche io provavo sensazioni molto simili...
Non lavorare! Stare a casa a deprimersi...
Guardare sempre le stesse facce in televisione ed in giro...
Trovare porte chiuse...
Queste sono le cose che mi riportano ad esempio tanti miei allievi o musicisti che mi capita di incontrar nel mio peregrinare,,,
E ti confesso che qualche anno fa anche io provavo sensazioni molto simili...
Ho provato ad inserire le considerazioni che seguono ed alcune domande ad esse collegate nel sito di Ambrogio Sparagna, ma il testo era troppo lungo.
Le inserisco qui in attesa di risposte.
L'esistenza stessa della riproposta, secondo me, si giustifica solo se punta al recupero profondo della tradizione musicale.
Recupero profondo significa acquisizione degli stili e delle tecniche tradizionali, non riproposizione a ricalco o peggio semplificazione delle suonate e degli stili di canto mascherati da contaminazione finta.
Attraverso il recupero profondo si può rivitalizzare la musica di tradizione (non la tradizione perchà© quella é un fenomeno sociale e non musicale).
Attraverso la riproposta a ricalco si musealizza la musica di tradizione e la si cristallizza rendendola sterile.
Attraverso la contaminazione finta, che passa attraverso la semplificazione degli stili e delle suonate, si sfrutta la moda rapinando un filone culturale senza dare nulla in cambio.
Il recupero profondo si basa sul piacere di ascoltare e tentare di apprendere delle musiche "diverse". Riconoscendo ad una cultura tutta la dignità che merita.
La finta contaminazione é solo una scorciatoia di comodo.
Non siamo capaci di utilizzare le voci per le frequenze basse? Mettiamoci un bel basso elettrico che riempe il buco.
Non siamo capaci, o non crediamo che un tamburello (o trenta tamburelli) da solo sia sufficiente? Mettiamoci la batteria.
Diverso sarebbe, ad esempio, se l'uso del basso fosse improntato allo studio delle tecniche musicali tradizionali applicate al basso.
Si tratterebbe, in questo caso, di contaminazione reale, che nasce dalla fusione di modi di interpretare diversi e che origina un nuovo stile.
Se esempi di un approccio simile ce ne sono stati io non me ne sono accorto.
La ndt finora é stata contaminazione finta. La giustifico se a farla é Copeland, vista la sua totale estraneità .
Che a farla invece sia lei sig. Ambrogio Sparagna, visto il suo curriculum di etnomusicologo e musicista, mi lascia perplesso.
Devo pensare che il suo curriculum sia formale e non sostanziale? Non voglio neppure farlo. Ma allora non mi resta che pensare che la motivazione sia quella di scegliere la via più comoda, semplice e facile, quella della finta contaminazione a scopo commerciale.
Non capisco e poichà© chi domanda non fa errore, chiedo.
Roberto Raheli
P.S.
Sig. Ambrogio Sparagna, so per certo che lei frequenta sistematicamente questo sito in incognito.
Per favore, visto che i suoi musicisti non rispondono, (o hanno paura che lei li sgridi se lo fanno), risponda lei per loro.
Può farlo qui, nella messaggeria del suo sito o nel blog di Aramiré.
www.aramire.it
Le inserisco qui in attesa di risposte.
L'esistenza stessa della riproposta, secondo me, si giustifica solo se punta al recupero profondo della tradizione musicale.
Recupero profondo significa acquisizione degli stili e delle tecniche tradizionali, non riproposizione a ricalco o peggio semplificazione delle suonate e degli stili di canto mascherati da contaminazione finta.
Attraverso il recupero profondo si può rivitalizzare la musica di tradizione (non la tradizione perchà© quella é un fenomeno sociale e non musicale).
Attraverso la riproposta a ricalco si musealizza la musica di tradizione e la si cristallizza rendendola sterile.
Attraverso la contaminazione finta, che passa attraverso la semplificazione degli stili e delle suonate, si sfrutta la moda rapinando un filone culturale senza dare nulla in cambio.
Il recupero profondo si basa sul piacere di ascoltare e tentare di apprendere delle musiche "diverse". Riconoscendo ad una cultura tutta la dignità che merita.
La finta contaminazione é solo una scorciatoia di comodo.
Non siamo capaci di utilizzare le voci per le frequenze basse? Mettiamoci un bel basso elettrico che riempe il buco.
Non siamo capaci, o non crediamo che un tamburello (o trenta tamburelli) da solo sia sufficiente? Mettiamoci la batteria.
Diverso sarebbe, ad esempio, se l'uso del basso fosse improntato allo studio delle tecniche musicali tradizionali applicate al basso.
Si tratterebbe, in questo caso, di contaminazione reale, che nasce dalla fusione di modi di interpretare diversi e che origina un nuovo stile.
Se esempi di un approccio simile ce ne sono stati io non me ne sono accorto.
La ndt finora é stata contaminazione finta. La giustifico se a farla é Copeland, vista la sua totale estraneità .
Che a farla invece sia lei sig. Ambrogio Sparagna, visto il suo curriculum di etnomusicologo e musicista, mi lascia perplesso.
Devo pensare che il suo curriculum sia formale e non sostanziale? Non voglio neppure farlo. Ma allora non mi resta che pensare che la motivazione sia quella di scegliere la via più comoda, semplice e facile, quella della finta contaminazione a scopo commerciale.
Non capisco e poichà© chi domanda non fa errore, chiedo.
Roberto Raheli
P.S.
Sig. Ambrogio Sparagna, so per certo che lei frequenta sistematicamente questo sito in incognito.
Per favore, visto che i suoi musicisti non rispondono, (o hanno paura che lei li sgridi se lo fanno), risponda lei per loro.
Può farlo qui, nella messaggeria del suo sito o nel blog di Aramiré.
www.aramire.it
Davvero dei concetti molto interessanti e da sviluppare assolutamente... Complimenti Roberto!
La stessa parola RI-PROPOSTA lascia intendere che il recupero della tradizione parte proprio in primis dalla conoscenza delle tecniche esecutive , dei "modi", e dei repertori tradizionali; ma soprattutto partire dal presupposto che il repertorio tradizionale é qualcosa di VIVO, impossibile da codificare e assolutamente errato cristallizzare (e questo vale anche per la danza,...) in quanto l'esecutore, all'interno dell'esecuzione "interpreta" in base allo stato d'animo ed al suo sentire del momento.
Così come non esistono due zampognari che eseguono lo stesso pezzo allo stesso modo, sono però intuibili i "modi" legati all'esecuzione che rendono quel particolre brano o cantata o qualsivoglia cosa unica e riconoscibile, e soprattutto condivisa da chi vive all'interno di un determinato contesto sociale e la riconosce come sua...
E' da quì che a mio avviso devono partire la riproposizione e la contaminazione... Che senso ha imitare il modo di cantare di Andrea Sacco o il violino di Stifani, se poi ogni suonatore o cantore sviluppava la propria tecnica esecutiva o vocale?
Personalmente auspicherei per le manifestazioni legate alla cultura tradizionale Italiana una commistione legata alle reali, ancestrali origini delle forme musicali in questione; confrontarsi quindi con i modi e gli strumenti quindi delle altre "alterità " del bacino del mediterraneo ( o con altre forme musicali tradizionali di altri luoghi) alla ricerca dei punti di contatto, di dialogo e di condivisione... Questo a mio avviso sarebbe utile anche per sviluppare una maggiore comprensione verso altre culture a cui sono legati il nostro passato (e le nostre forme musicali) e che oggi appaiono aliene ed ostili...
Andrea
La stessa parola RI-PROPOSTA lascia intendere che il recupero della tradizione parte proprio in primis dalla conoscenza delle tecniche esecutive , dei "modi", e dei repertori tradizionali; ma soprattutto partire dal presupposto che il repertorio tradizionale é qualcosa di VIVO, impossibile da codificare e assolutamente errato cristallizzare (e questo vale anche per la danza,...) in quanto l'esecutore, all'interno dell'esecuzione "interpreta" in base allo stato d'animo ed al suo sentire del momento.
Così come non esistono due zampognari che eseguono lo stesso pezzo allo stesso modo, sono però intuibili i "modi" legati all'esecuzione che rendono quel particolre brano o cantata o qualsivoglia cosa unica e riconoscibile, e soprattutto condivisa da chi vive all'interno di un determinato contesto sociale e la riconosce come sua...
E' da quì che a mio avviso devono partire la riproposizione e la contaminazione... Che senso ha imitare il modo di cantare di Andrea Sacco o il violino di Stifani, se poi ogni suonatore o cantore sviluppava la propria tecnica esecutiva o vocale?
Personalmente auspicherei per le manifestazioni legate alla cultura tradizionale Italiana una commistione legata alle reali, ancestrali origini delle forme musicali in questione; confrontarsi quindi con i modi e gli strumenti quindi delle altre "alterità " del bacino del mediterraneo ( o con altre forme musicali tradizionali di altri luoghi) alla ricerca dei punti di contatto, di dialogo e di condivisione... Questo a mio avviso sarebbe utile anche per sviluppare una maggiore comprensione verso altre culture a cui sono legati il nostro passato (e le nostre forme musicali) e che oggi appaiono aliene ed ostili...
Andrea
[quote:e535c9f8fa="andreap"]Davvero dei concetti molto interessanti e da sviluppare assolutamente... Complimenti Roberto![/quote:e535c9f8fa]
Mi associo a quanto detto da Andrea: bellissimo messaggio Roberto.
Talmente interessanti i concetti che hai espresso da meritare un topic tutto per loro.
Secondo me.
Fate vobis...
Mi associo a quanto detto da Andrea: bellissimo messaggio Roberto.
Talmente interessanti i concetti che hai espresso da meritare un topic tutto per loro.
Secondo me.
Fate vobis...
Quello che mi fa veramente rabbrividire é come personaggi del calibro di Enza Pagliara, che si sono costruiti un nome di tutto rispetto nell'ambito della ripropopsta "genuina" dei vecchi canti tramandati oralmente, che porta a spasso le sue zie per l'italia a cantare senza un ombra di strumento musicale i canti di lavoro delle tabbaccare, che con la sua voce dimostra ai concerti e nei cd come si possa fare a meno di stravaganti combinazinoni musicali, di troppo spettacolo e tante messe in scena per ottenere consensi e successo, possa accettare di esibirsi in un concertone/minestrone in cui tutti quegli splendidi canti vengono mostruosamente storpiati, riducendo persino la sua possente e squillante voce ad un rumore tra i rumori.
Mi auguro che prima o poi ci ripensi.
Mi auguro che prima o poi ci ripensi.
Giovanni Semeraro
Mi unisco a tutti voi, nei vostri pensieri, ma visto che questo topic ha o sta cambiando verso, vorrei dire la mia su un'affermazione non mi ricordo di chi:
LAVORO = MUSICISTA ?
Sarei anche daccordo, solo nell'accezione che il musicista deve essere un MUSICISTA e non uno che suona uno strumento e sa leggere un pò la musica.
Come un biologo non può essere tale solo leggendo NATURE o altre riviste specializzate, ma deve studiare, laurearsi,seguire dottorati e quant'altro per aquisire le conoscense adeguate, così un MUSICISTA deve studiare,diplomarsi,frequentare corsi di specializzazione e quant'altro per pretendere di essere un MUSICISTA. A mio avviso i Musicisti ci sono e lavorano ed hanno le stasse identiche difficoltà di un qualsiasi altro lavoratore.
Molto spesso si dice : sono un musicista;ma in realtà si sa ben poco di musica, di direzione artistica e da concerto , di orchestra e varie ed eventuali,ma si asserisce che non so trova lavoro come MUSICISTA.
Non metto in dubbio che le persone che suonano alla ndt siano musicisti,ma .........
Non so se Sparagna abbia un diploma da maestro d'orchestra, ma se così non fosse, allora la sua non é un'orchestra e i suoi non sono musicisti.....ripeto, se così NON fosse.
Tutto sommato, le persone che conosco io e che sono MUSICISTI lavorano, certo é difficile, ma lavorano come tutti i professionisti, con i loro problemi, le attese,etc etc.
Con questo non voglio screditare nessuno giacché non vi conosco, é solo una mia opinione.
Per fare studio come dice RAHELI(non so dove va la H) si deve conoscere la musica, per capire i modi anche, per far proprie le variegate sfumature anche e ......anche.
In fondo penso che Sparagna queste cose le sappia (Spero) ma se alla gente va bene così, agli ORGANIZZATORISPONSORPOLITICALLYCORRECT va bene così, non gli fregherà nulla di pizzicata.it e di tutti noi.
Spero che chi si cimenta nello studio ed esecuzione della musica popolare, lo faccia alla luce di ciò che ha riassunto RAHELI, almeno se non si può far nulla dall'ALTO si fa almeno dal BASSO,anche se per ora i gruppi di PIZZICAPIZZICACHEBELLOBALLIAMOESUNAMU spuntano come funghi specie tra i giovanissimi che "fannu cinque canti e alli sei s'hannu mpallati"( era così no?),e si esibiscono per due soldi sfreggiando la musica e la cultura qualsiasi essa sia.
Ciò é quello che penso...solo opinioni.
voi?
LAVORO = MUSICISTA ?
Sarei anche daccordo, solo nell'accezione che il musicista deve essere un MUSICISTA e non uno che suona uno strumento e sa leggere un pò la musica.
Come un biologo non può essere tale solo leggendo NATURE o altre riviste specializzate, ma deve studiare, laurearsi,seguire dottorati e quant'altro per aquisire le conoscense adeguate, così un MUSICISTA deve studiare,diplomarsi,frequentare corsi di specializzazione e quant'altro per pretendere di essere un MUSICISTA. A mio avviso i Musicisti ci sono e lavorano ed hanno le stasse identiche difficoltà di un qualsiasi altro lavoratore.
Molto spesso si dice : sono un musicista;ma in realtà si sa ben poco di musica, di direzione artistica e da concerto , di orchestra e varie ed eventuali,ma si asserisce che non so trova lavoro come MUSICISTA.
Non metto in dubbio che le persone che suonano alla ndt siano musicisti,ma .........
Non so se Sparagna abbia un diploma da maestro d'orchestra, ma se così non fosse, allora la sua non é un'orchestra e i suoi non sono musicisti.....ripeto, se così NON fosse.
Tutto sommato, le persone che conosco io e che sono MUSICISTI lavorano, certo é difficile, ma lavorano come tutti i professionisti, con i loro problemi, le attese,etc etc.
Con questo non voglio screditare nessuno giacché non vi conosco, é solo una mia opinione.
Per fare studio come dice RAHELI(non so dove va la H) si deve conoscere la musica, per capire i modi anche, per far proprie le variegate sfumature anche e ......anche.
In fondo penso che Sparagna queste cose le sappia (Spero) ma se alla gente va bene così, agli ORGANIZZATORISPONSORPOLITICALLYCORRECT va bene così, non gli fregherà nulla di pizzicata.it e di tutti noi.
Spero che chi si cimenta nello studio ed esecuzione della musica popolare, lo faccia alla luce di ciò che ha riassunto RAHELI, almeno se non si può far nulla dall'ALTO si fa almeno dal BASSO,anche se per ora i gruppi di PIZZICAPIZZICACHEBELLOBALLIAMOESUNAMU spuntano come funghi specie tra i giovanissimi che "fannu cinque canti e alli sei s'hannu mpallati"( era così no?),e si esibiscono per due soldi sfreggiando la musica e la cultura qualsiasi essa sia.
Ciò é quello che penso...solo opinioni.
voi?
"...pindinguli pindanguli mpinnia sutta a l'anche te lu nonnu mia.....
Dunque, credo ti riferissi alle miei affermazioni quindi ti vado a rispondere, sperando di non sforare troppo dall'argomento (se é così chiedo venia...)
Intanto mi piacerebbe che si cominciassero a separare due figure, quella del musicista e quella del ricercatore... Inoltre come affermi giustamente tu, il musicista deve avere un bagaglio ed una preparazione precisa, cosa che nell'ambiente della musica popolare RARAMENTE avviene... una delle cosé che più mi turba di questo ambiente é proprio l'altissimo livello di approssimazione che si vede e si sente in giro, dove basta comprarsi un tamburello per essere percussionisti o fare il giro di do sulla chitarra e metter in sieme due stornelli alla bell'emmegglio per essere cantanti chitarristi... Se questo deve essere il livello allora é molto più professionale ed edificante guardarsi AMICI di Maria De Filippi, dove si vedono splendidi ragazzi calabresi cresciuti a nduja e viddhanedda ballare come Travolta e cantare come Bublé (con un bellissimo accento Reggino peraltro...).
Se non conosci le difficoltà legate a questo lavoro, caro PJ, ti prego di non sparare giudizi, magari informati meglio da chi fa questo lavoro a vari livelli, vedi come se la passa e poi riparliamone...
Se invece dobbiamo sempre e solo stare a discutere di quanto sia cattivo Sparagna, di quanto siamo buoni noi puristi e di quanto siano corrotti i politici francamente non lo trovo utile né interessante...
Cerchiamo di capire bene con chi e cosa abbiamo a che fare, aspettiamo i commenti e PROPONIAMO qualcosa... Altrimenti parliamo del nulla...
Rispettosamente
Andrea
Intanto mi piacerebbe che si cominciassero a separare due figure, quella del musicista e quella del ricercatore... Inoltre come affermi giustamente tu, il musicista deve avere un bagaglio ed una preparazione precisa, cosa che nell'ambiente della musica popolare RARAMENTE avviene... una delle cosé che più mi turba di questo ambiente é proprio l'altissimo livello di approssimazione che si vede e si sente in giro, dove basta comprarsi un tamburello per essere percussionisti o fare il giro di do sulla chitarra e metter in sieme due stornelli alla bell'emmegglio per essere cantanti chitarristi... Se questo deve essere il livello allora é molto più professionale ed edificante guardarsi AMICI di Maria De Filippi, dove si vedono splendidi ragazzi calabresi cresciuti a nduja e viddhanedda ballare come Travolta e cantare come Bublé (con un bellissimo accento Reggino peraltro...).
Se non conosci le difficoltà legate a questo lavoro, caro PJ, ti prego di non sparare giudizi, magari informati meglio da chi fa questo lavoro a vari livelli, vedi come se la passa e poi riparliamone...
Se invece dobbiamo sempre e solo stare a discutere di quanto sia cattivo Sparagna, di quanto siamo buoni noi puristi e di quanto siano corrotti i politici francamente non lo trovo utile né interessante...
Cerchiamo di capire bene con chi e cosa abbiamo a che fare, aspettiamo i commenti e PROPONIAMO qualcosa... Altrimenti parliamo del nulla...
Rispettosamente
Andrea
Personalmente direi basta con tutte queste orchestre,manderei sul palco dopo una selezione accurata e seria vari gruppi di riproposta pugliesi e non, magari portando con sé cantori o cantatrici anziani se le loro condizioni fisiche lo permettono. Oppure iniziare il concerto con gli anziani e terminarlo con i gruppi più giovani. Penso sarebbe meno costoso e magari quello che resta si potrebbe investire nella ricerca o in un centro di musica popolare , dove si possono organizzare evente, corsi o visionare documenti, non sarebbe male o no? E penso anche che terrebbe alla larga molte persone che vanno lì alla notte magica per fare casino, diventerebbe una cosa solo per appassionati . saluti
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Maruko_KuFu
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Maruko_KuFu
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Ah, figurati, a me non andrebbe bene, ma é na cosa soggettiva. Certo, Secundo, se dici "una cosa solo per appassionati..." mi perdi proprio. Oggettivamente. Ma se te la prendi così... e ti fai ste opinioni sbagliate... ma comunque, mi rimangio il fatto della ghettizzazione, se serve a bloccare polemiche alla nascita... per quel che vale la mia opinione. Comunque, una delle cose più importanti su cui fondare ogni proposta é la fruibilità . E la funzione didattica in un prossimo futuro, se no... ciao ciao arrivederci amore mio. Mi pare che due/tre spunti ci sono in questa mia risposta... no?
Dopo quasi sei mesi l'apertura di questo topic girando per internet alla ricerca di altro mi imbatto in un articolo piuttosto datato in cui Maria Pia Romano cita, virgolettando (quindi presumo fedelmente) Raffaella Aprile che spiega come mai partecipi alla Notte della Taranta.
Esattamente l'argomento di questo topic quindi.
Quale migliore occasione per riesumarlo e rinnovare i vari inviti in esso contenuti?
[i:978489aa51][...]
Dopo gli anni trascorsi con Officina Zoé, Raffaella si é allontanata dalla scena musicale salentina ma ritorna sul palco in questa settima edizione della Notte della Taranta, credendo fermamente nel progetto di ribaltare il punto di vista e ripartire dalle origini. "[b:978489aa51]Se torno a cantare é perchà© c é Ambrogio Sparagna, che sta facendo un lavoro accuratissimo sulle voci e sugli strumenti per preparare questa grande orchestra popolare[/b:978489aa51]", spiega Raffaella Aprile, che sottolinea: "[b:978489aa51]È il momento che il Salento provi a guardarsi dentro. Siamo capaci di arrangiare questa musica, di lavorarci su con un entusiasmo incredibile. Va bene che ci siano le chitarre distorte, va bene che ci siano le voci calanti e quant altro proviene da generi musicali diversi. Ma lasciata da parte la contaminazione, ora stiamo lavorando sulle voci, stiamo tirando fuori i sonagli, le chitarre battenti. Stiamo riscoprendo l incisività degli strumenti della nostra tradizione. Dalle membrane dei tamburelli si dirama un energia incontenibile[/b:978489aa51]".
[...][/i:978489aa51]
Quindi Raffaella partecipa per il "lavoro accuratissimo" sulle voci che ha fatto e presumo continui a fare Sparagna.
Altre motivazioni?
Esattamente l'argomento di questo topic quindi.
Quale migliore occasione per riesumarlo e rinnovare i vari inviti in esso contenuti?
[i:978489aa51][...]
Dopo gli anni trascorsi con Officina Zoé, Raffaella si é allontanata dalla scena musicale salentina ma ritorna sul palco in questa settima edizione della Notte della Taranta, credendo fermamente nel progetto di ribaltare il punto di vista e ripartire dalle origini. "[b:978489aa51]Se torno a cantare é perchà© c é Ambrogio Sparagna, che sta facendo un lavoro accuratissimo sulle voci e sugli strumenti per preparare questa grande orchestra popolare[/b:978489aa51]", spiega Raffaella Aprile, che sottolinea: "[b:978489aa51]È il momento che il Salento provi a guardarsi dentro. Siamo capaci di arrangiare questa musica, di lavorarci su con un entusiasmo incredibile. Va bene che ci siano le chitarre distorte, va bene che ci siano le voci calanti e quant altro proviene da generi musicali diversi. Ma lasciata da parte la contaminazione, ora stiamo lavorando sulle voci, stiamo tirando fuori i sonagli, le chitarre battenti. Stiamo riscoprendo l incisività degli strumenti della nostra tradizione. Dalle membrane dei tamburelli si dirama un energia incontenibile[/b:978489aa51]".
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Quindi Raffaella partecipa per il "lavoro accuratissimo" sulle voci che ha fatto e presumo continui a fare Sparagna.
Altre motivazioni?
Ultima modifica di Valerio il 19 luglio 2006, 19:53, modificato 2 volte in totale.