La riproposta folkloristica in contesti "tradizionali"

In questa categoria sono raccolte tutte le discussioni che erano precedentemente organizzate nelle vecchie categorie del forum. Fino al passaggio al nuovo forum, tutte le discussioni aperte si troveranno in questa unica categoria
giannino
Messaggi: 568
Iscritto il: 27 luglio 2003, 12:59
Località: Paris

La riproposta folkloristica in contesti "tradizionali&q

Messaggio da giannino »

Si si lo so, il titolo non é molto chiaro, ma solo perché non potevo metterci anche il sottotitolo per motivi di spazio...il titolo vero é:

La riproposta folkloristica all'interno di contesti "ancora tradizionali"...ovvero "la gallina all'interno dell'uovo".

Mi spiego:

In molti paesi, spesso piccoli, piccolissimi, frazioni, contrade, sta ritornando di moda, in questi ultimi due o tre anni, la mania anniottantesca del "Gruppo Folk"..inteso come "gruppo di ragazzi frequentanti l'oratorio o il bar del paese che presi dall'onda della neopizzica e del ritorno alla tradizione si riaggregano una volta alla settimana o al mese fanno cucire vestiti sfavillanti dalle proprie zie e cercano di imparare improbabili canzoni del loro territtorio per fornire un pasto caldo e un benvenuto a l turista milanese che alloggia tre giorni d'estate nella masseria vicino al paese riadibita ad agriturismo".

Ora, spesso questi ragazzi si trovano nel banale errore di ricreare una situazione tipo "come doveva essere 50 anni fa", pur avendo come pubblico gente che per il 90% fino a 50 anni fa e più c'era, e sa benissimo che in realtà  non era così, non ci si vestiva così, non si ballava così, non si cantavano quelle canzoni. Questo grande paradosso, comprensibile se questo tipo di Folk lo si va a fare in America, in Brasile, o a Milano, esplode in tutta la sua tristezza se fatto nel luogo stesso da cui si trae spunto per quanto riguarda appunto i vestiti, la musica, i balli.
Per non dire che spesso si organizzano spettacoli, canti e balli, magari con gli stessi strumenti e strumentisti dell'oratorio, senza tenere minimamente in considerazione le decine di cantori, suonatori, ballerini e ballerine ultrasettantenni che vivono (e si conoscono) all'interno della stessa comunità . La vedo un'operazione ammirabile per quanto riguarda l'impegno di ragazzi che poi sono VOLONTARI e si divertono così, ma un po' superficiale da altri punti di vista...allora mi chiedo:

come dovrebbe essere organizzato il gruppo folk di un paese, tenuto conto dell'immagine che si da, a chi viene da fuori, della storia e delle tradizioni del paese stesso? E' un paradosso il gruppo folk che rappresenta un po' fantasiosamente quel folklore che, seppur in piccola parte, si annida ancora nella comunità  rappresentata?

(tratto da "I flash mentali di uno che un Sabato sera non aveva niente di meglio da fare che spulciarsi il forum di Pizzicata")
Giovanni Semeraro
raheli
Messaggi: 351
Iscritto il: 24 agosto 2004, 17:43
Contatta:

Messaggio da raheli »

Per come la vedo io questa cosa non ha senso.
Più di una volta col gruppo di cui faccio parte (e di cui non faccio più il nome per non turbare animi delicati) ci siamo trovati in contesti nazionali e internazionali in cui ci richiedevano i costumi tradizionali.
Abbiamo sempre risposto che i costumi tradizionali del Salento erano! quello che uno aveva addosso in quel momento.
Quindi, al giorno d'oggi, i jeans, la camicia, la maglietta, la giacca, i pantaloni o la gonna che uno/a usa a suo gusto e secondo le proprie disponibilità .
Va detto anche che DOPO il concerto, il problema della mancanza dei cosiddetti costumi tradizionali é sempre stato ininfluente nel giudizio sul gruppo.
Per quanto mi riguarda se un gruppo fa una proposta musicale seria può suonare vestito come gli pare, pantaloni alla zuava camicia e gilé, mutande leopardate e piercing sparsi, caffettano e fez, pitture varie su pelle nuda, gonnelino di paglia e osso infilato nel naso, armatura da cavaliere medioevale! ammesso che riesca a suonare con la corazza addosso!
Ma questo é solo il mio modo di vedere.
Robytamburello
Messaggi: 83
Iscritto il: 8 settembre 2004, 23:21
Località: Salento

Messaggio da Robytamburello »

Concordo con Roberto. Sul palco si va a suonare, non si va a fare la sfilata di moda ambientata 50 anni fa.
A fine concerto la gente ti giudicherà  per come suoni, non per come ti vesti
Saluti a tutti
Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare (Virgilio "Divina Commedia Canto V")
pjraptus
Messaggi: 65
Iscritto il: 30 marzo 2005, 9:51
Località: lecce

Messaggio da pjraptus »

Concordo in parte con tutti e due,solo che si deve fare un distinguo:
1)se si deve rappresentare il proprio paese o le proprie origini in modo poliedrico,non si può prescindere dal trovare abiti adatti oltre che saper fare buona musica.
2)se si deve far conoscere le proprie origini sfruttando il potenziale che offre la musica e solo quella, allora va bene anche suonare con mutande leopardate.
tutto sta nell'essere consapevoli del cammino che si sta intraprendendo con il proprio gruppo.

Per quanto riguarda le nuove band e il neotarantismopizzicatorockbluesetcetc. tutti questi ragazzetti farebbero meglio a imparare (non solo a suonare...)prima di esibirsi.

questo é quanto io modestamente penso.
Bye Bye
giannino
Messaggi: 568
Iscritto il: 27 luglio 2003, 12:59
Località: Paris

Messaggio da giannino »

Ok ok, i gruppi hanno diritto di vestirsi come gli pare...quello a cui mi riferivo io era leggermente diverso. Nel senso che capitano spesso in questi anni manifestazioni in cui dei ventenni sul palco o per terra, abbigliati all'antica o meno, "spiegano" ad un pubblico spesso formato in maggioranza da persone del paese e quindi almeno per il 50% da ultracinquantenni, come si viveva, si lavorava, si cantava cinquant'anni fa...sono situazioni che capitano sempre più spesso nelle nostre sagre e festicciole estive, e che sinceramente mi mettono un sorriso sarcastico sul volto.
Mi é capitato ad esempio di sentire da un 25enne,(non mi ricordo chi) che presentava il proprio gruppo e la sua musica parlando di "quando si andava in campagna", di "quando le donne andavano a lavorare la terra", di "quando mia nonna" ecc.ecc. forse ignorando che nel suo stesso paese, o in quello limitrofo, il 70%degli uomini ed il 60% delle donne in campagna ci vanno ancora, dalla mattina alla sera, cantando e bestemmiando così come si faceva cinquant'anni fa....
Giovanni Semeraro
ramonn
Messaggi: 156
Iscritto il: 1 agosto 2003, 14:15
Località: merine

Messaggio da ramonn »

Giannino in parte hai ragione...in parte no..
nel momento in cui stai suonando in una piazza é vero che ci sono ultrasesantenni che hanno vissuto in pieno quello di cui parli, ma ci sono anche 15enni a cui sembra strano che i loro nonni non avessero a disposizione la televisione.
Purtroppo negli ultimi anni si é perso il contatto con gli anziani.
Prima c'erano i nonni con le loro storie, i loro racconti, i loro giochi..ora c'é la televisione e la pleistescion...quindi per far capire qual'é la situazione in cui nasce la nostra musica qualche spiegazione é anche il caso di darla.
Naturalmente se stai usonando e ci sono 50 persone con età  media 60anni ogni spiegazione é del tutto superflua e la cosa da fare sarebbe vedere come ti guardano e quando finisci di suonare andare a vedere se hanno qualcosa da dirti.

Per qual che riguarda i vestiti concordo con quello detto da Raheli...ma c'é una cosa che mi da da pensare:
vai in un festival internazionale spieghi la motivazione per cui non c'é un abbigliamento tipico e ti accettano vestito in jeans e maglietta senza porre alcun problema..ti chiamano per suonare in un posto x in privincia di Lecce e la prima cosa che ti chiedono é il costume tradizionale, oppure non ti chiedono nulla e poi esce dal pubblico quello che ti dice..siete bravi..però...potevate anche vestivi un po'meglio..potevate mettere gli abiti tradizionali...
quando poi chiedi quale sia l'abito tradizionale salta fuori il completo da camerie in camicia bianca e pantalone e gilet nero per l'uomo e qualcosa di non meglio precisato per a donna! :D
raheli
Messaggi: 351
Iscritto il: 24 agosto 2004, 17:43
Contatta:

Messaggio da raheli »

caro Ramonn,
ho da poco postato in Danze delle spade o coltelli????
quello che scrivo mi sembra attinente alle questioni che poni.
raheli
Messaggi: 351
Iscritto il: 24 agosto 2004, 17:43
Contatta:

Messaggio da raheli »

[quote:c203ee3dc5="ramonn"]Per qual che riguarda i vestiti concordo con quello detto da Raheli...ma c'é una cosa che mi da da pensare:
vai in un festival internazionale spieghi la motivazione per cui non c'é un abbigliamento tipico e ti accettano vestito in jeans e maglietta senza porre alcun problema..ti chiamano per suonare in un posto x in privincia di Lecce e la prima cosa che ti chiedono é il costume tradizionale, oppure non ti chiedono nulla e poi esce dal pubblico quello che ti dice..siete bravi..però...potevate anche vestivi un po'meglio..potevate mettere gli abiti tradizionali...
quando poi chiedi quale sia l'abito tradizionale salta fuori il completo da camerie in camicia bianca e pantalone e gilet nero per l'uomo e qualcosa di non meglio precisato per a donna! :D[/quote:c203ee3dc5]
! e alla fine, insomma!
O ACCETTANO O ACCETTANO
per quanto mi riguarda. Poi ognuno fa quello che vuole
ramonn
Messaggi: 156
Iscritto il: 1 agosto 2003, 14:15
Località: merine

Messaggio da ramonn »

Direi meglio: o accettano.... o vadano a cercare qualcuno che preferisce "fregiarsi" di indossare gli abiti tradizionali!
Maruko_KuFu
Messaggi: 393
Iscritto il: 13 maggio 2004, 12:39
Località: Longi (Messina) e Lecce (Le).
Contatta:

Messaggio da Maruko_KuFu »

Azz... il fatto é che... quali sono gli abiti tradizionali? Nel periodo in cui stiamo sono gins e maglietta. Negli anni '40 del 1900 ci erano le scarpe di pneumatico. Negli anni '30 il gessato con doppio petto... Io personalmente uso un'abbigliamento di classe ma allo stesso tempo moderno e che richiama lo stile siciliano... che non ha date storiche. E si presenta sempre attuale ma con gusto "storico" generale. E' vero però che con i pantaloni di velluto (magari firmacchiati), stivali in vacca, camicia pesante in velluto (magari dinoerre) e giacca monopetto in velluto fatta su misura (che scende ai lati quando si ha una mano in tasca), con coppola (made in sisili, allora non la voglio) in allegato si fa la propria stilosissima figura... anche ad un appuntamento mondano... (modestamente...)... in estate la cosa cambia... e si propende per na cosa che non ti faccia morire disidratato; ma, me ne scanzino, a vestirmi con calzamaglia in fustagno con i pon pon alle caviglie di un rosso orrendo... mai sia... sinceramente non sono d'accordo alla vestizione (cinque samurai...ndm) tipo gilé folk con carrettini al seguito mentre si suona... anche perché quell'abbigliamento é un meltin pot che male si adatta (anche se sembra il contrario) alla musica, diciamo, tradizionale. Spero di essermi spiegato... i travestimenti mi sembrano cosa di pauer rengers. Sia in ambito popolare che in ambito generale. Ovviamente il discorso cambia quando cambia l'arte... ad una rappresentazione teatrale... beh... é ovvio che i costumi (costumi, si chiamano così...) sono fondamentali.
Maruko_KuFu
Messaggi: 393
Iscritto il: 13 maggio 2004, 12:39
Località: Longi (Messina) e Lecce (Le).
Contatta:

Messaggio da Maruko_KuFu »

Un altra cosa... personalmente se un sedicente ingaggiatore m'insiste per un abbigliamento tradizionale... in primo luogo gli domando: "Tradizionale di quale epoca o periodo storico?" E, se dopo il quartto d'ora di silenzio mi dice: "Tradizionale, cu lu gilé e la cammisa janca"... io mi presento con pantaloni di pelle a chiappe scoperte, faccia alla kiss psaico sircus, camicia alla Maicol Giecson in "Blac or uait" nell'omonimo video e gilet comprato in bancarella a 12 anni con i teschi dei gans en rosis...
"Le sta bene signor comitato? Vado via subito o dopo avermi pagato? Ah, la prossima volta chiamami a carnevale, che allouinn non lo festeggio mica".
Robytamburello
Messaggi: 83
Iscritto il: 8 settembre 2004, 23:21
Località: Salento

Messaggio da Robytamburello »

Ma scusate, quando si và  ad un concerto di musica popolare, in questo caso di pizzica-pizzica, si và  per ascoltare la musica o per guardare come si vestono i musicisti?!
Secondo me, questo fatto di vestirsi in un certo modo non ha senso. SECONDO ME.
Se poi uno vuole: gilé, camicia bianca e pantaloni neri che vada in un ristorante di classe che ne trova quanti ne vuole.
Saluti
Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare (Virgilio "Divina Commedia Canto V")
ramonn
Messaggi: 156
Iscritto il: 1 agosto 2003, 14:15
Località: merine

Messaggio da ramonn »

Roby, mi sembra che stiamo dicendo tutti la stessa cosa!:D
geo
Messaggi: 11
Iscritto il: 19 aprile 2004, 14:09

Messaggio da geo »

[size=18:db51ae4fe3]Mi rivolgo a Giannino...
Bisogna comunque vedere chi é il ventenne! Il fatto che abbia 25 anni non vuol dire così tanto, in quanto in Italia ci sono ottantenni e novantenni nelle città  che non hanno mai visto una gallina, mentre ci sono quindicenni che vanno ancora a "guardare" le pecore! Dipende tutto dall'ambiente in cui vivono... Fai la prova a parlare di musica tradizionale o di agricoltura con un novantenne di Lecce città ... Chi é questo ragazzo? Non lo ricordi proprio? In che occasione l'hai visto? Dove? Che musica facevano? Da che zona venivano? Una caratteristica del gruppo? Ti sarà  rimasto in mente qualcosa... Infondo si tratta solo di 3-4 mesi addietro! Quando avrai detto chi é vedremo se ha il diritto e la competenza per parlare così... E' giovane e da qualche vostro consiglio non può fare altro che imparare e ringraziarvi, perché così gli permetterete di crescere culturalmente e di non continuare a commettere gli stessi errori!

Saluti a tutti! [/size:db51ae4fe3]
:wink:
geo
Messaggi: 11
Iscritto il: 19 aprile 2004, 14:09

Messaggio da geo »

Scusate ma non so che sia successo! :oops: à© uscito tutto scritto così grande1 :oops: Non sono molto pratica!... Guardando il messaggio dò l'impressione di urlare, ma vi assicuro che non era proprio mia intenzione... scusate ancora! :oops:

Un saluto affettuoso a tutti! :wink:
pjraptus
Messaggi: 65
Iscritto il: 30 marzo 2005, 9:51
Località: lecce

Messaggio da pjraptus »

Appoggio GEO
giannino
Messaggi: 568
Iscritto il: 27 luglio 2003, 12:59
Località: Paris

Messaggio da giannino »

Geo hai ragione sui vecchietti di lecce, ma io parlavo di paesi e frazioni, non di città ...
Giovanni Semeraro
geo
Messaggi: 11
Iscritto il: 19 aprile 2004, 14:09

Messaggio da geo »

E il concerto a cui hai assistito tu in che paese o frazione era?... :?: Non ricordi proprio chi fosse il gruppo che suonava?... :?:
giannino
Messaggi: 568
Iscritto il: 27 luglio 2003, 12:59
Località: Paris

Messaggio da giannino »

Geo non mi ricordo né il gruppo né il ragazzo...ma il mio problema non é quello di istruire questi giovani...il problema non é neanche in quale paese o frazione...il problema, se così lo vogliamo chiamare, é che accade, ed io semplicemente mi chiedevo il perché. Cioé: mi chiedevo: é possibile vivere in una frazione ed essere talmente sganciati dal proprio stesso territtorio da pensare che lo siano tutti gli altri? compresi i vecchi?...non é che stiamo iniziando a "sublimare" la nostra storia e le nostre tradizioni? come si fa ormai nelle grandi città  che imbastiscono i Musei della "civiltà  contadina"? per chi non sa com'é fatto un contadino?
Noi nei nostri paesi siamo immersi nella "civiltà  contadina" che in altri luoghi é stata rimpiazzata dalla "civiltà  del computer"...in parole povere quello che mi chiedevo é:

Può un 17 enne malato di plaistascion spiegare cos'é una zappa al proprio nonno?...tutto qui.
Giovanni Semeraro
geo
Messaggi: 11
Iscritto il: 19 aprile 2004, 14:09

Messaggio da geo »

Non tutti i 17enni sono malati di Playstation... Personalmente conosco ragazzi e bambini che sanno BENISSIMO cos'é una zappa! Contrariamente conosco nonni che non ne hanno idea! Non é l'età  che conta... Non dare per scontato che il ragazzo che parlava sul palco fosse un esperto di Playstation, soprattutto se non lo conosci e non ricordi nemmeno il suo nome! Se si fa un discorso generale va anche bene, ma se parli di QUEL ragazzo in particolare dovresti andarci piano. Chi ti dice che prima di suonare sul palco non sia andato a lavorare in campagna? Chi ti dice che non abbia imparato a cantare davvero dalla nonna? E se la mattina del giorno del concerto é andato a mungere le capre?
Anche lui dovrebbe avere modo di controbbattere come fanno gli altri gruppi! Ammesso che sia capace di usare il computer... :) :mrgreen:

A presto...
Rispondi

Torna a “Il Calderone”