Il brigantaggio

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Maruko_KuFu
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Messaggio da Maruko_KuFu »

Le atrocità  sono invece evitabili. Devono essere evitabili, o, almeno, si si deve provare fino all'ultimo. Ed é proprio per "l'accomunamento ai partigiani" del nome di briganti, che non mi capacito. La gente di cui parlate non era brigante, era definita tale dai "cattivi che essi combattevano"... vabé, basta adesso. Credo di sfiorare prolissità , quindi, rinuncio ad ulteriori spiegazioni e do l'ultima parola a chi, convinto delle proprie situazioni che portano a credere determinate cose, evidentemente non ha vissuto sulla pelle le stesse determinate cose.
scusate (come al solito...) se qualcuno si é sentito offeso.

Passo e chiudo.
sally
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Messaggio da sally »

Daccordo.
Non ho avuto un granché di aiuto me va bene lo stesso.
Ora penso di idirizzare la ricerca verso gli strumenti e ritmi usati nelle zone interessate a prescindere dal brigantaggio.
Ovviamente mi aspetto delle indicazioni
Grazie
ariadne
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Messaggio da ariadne »

su un sito ho trovato questo:
Brigante se more

Anonimo dell'800

La partigiana Michelina De Cesare, nell'interpretazione diCuono Gaglione



Ammo pusato chitarre e tammuro
pecché sta musica s'adda cagnà 
simmo briganti e nun tenimmo paura
e cu 'a scuppetta vulimmo cantà 

E mò cantammo 'sta nova canzone:
tutta la gente se l'adda 'mparà ;
nuie cumbattimmo p''o Rre Burbone
'a terra é 'a nosta e nun s'adda tuccà .

Tutt'e paise d''a Baselecata
se sò scetate e vonno luttà ;
pure' a Calabria mò s'é arrevutata
e 'stu nemico 'o facimmo tremmà 

Chi ha visto 'o lupo e s'é miso paura
nun sape buono qual é 'a verità :
'o vero lupo ca magna 'e ccriature
é ' o piemontese ch'avimma caccià .

Femmene belle ca date lu core
si nu brigante vulite salvà 
nunn'o cercate, scurdateve ' nomme,
chi 'nce fa 'a guerra nun tene pietà .

Ommo se nasce, brigante se more:
ma fino all'urdemo avimma sparà 
e si morimmo pé n'ata nazione
é 'na preghiera pé 'sta libbertà 

Versione cantata da Eugenio Bennato:

Avimmo pusato chitarre e tammuro
pecché sta musica s'addà  cagnà 
simme brigante e facimme paura
e c'a scuppetta vulimme cantà .

E mò cantamme sta nova canzona
tutta la gente se l'adda 'mparà 
"nun ce ne fotte do rre burbone
'a terra é 'a nosta e nun s'adda tuccà .

Tutt' e paise da Baselecata
se sò scetate e vonno luttà 
pure 'a calabria s'é arrevotata
e stu nemico facimme tremmà .

Femmene belle carrate lu core
si lu brigante vulite salvà 
nunn'ho cercate scurdateve 'o nomme
chi ce fa 'a guerra nun tene pietà .

Chi ha visto 'o lupo e s'é mmiso appaura
nun sape buono qual é 'a verità 
'o vero lupo ca magna 'e criature
é 'o piemuntese c'avimma caccià .

Ommo se nasce brigante se more
ma fino all'ultImo avimma sparà 
e si murimme menate nu sciore
é na jastemma chesta libertà 

ma allora "brigante se more" é una canzone tradizionale o no?
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quirino
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Messaggio da quirino »

Mi permetto di scrivere alcune righe sintetiche per fare un po di chiarezza (dal basso della mia ingnoranza)

Innanzi tutto il brigantaggio non é un fenomeno solo del sud-Italia ma molto più vasto.
Il brigantaggio é un fenomeno complesso, contraddittorio e dalle molteplici sfumature e dalle diverse "ondate" sia storiche che locali.
Il fenomeno é legato soprattutto a livello contadino quasi in maniera endemica ed ha riguardato soprattutto il centro e il sud Italia. Addirittura nel centro Italia il fenomeno é durato ben oltre all'Unità  d'Italia.
Consideriamo poi che i primi fenomeni di brigantaggio sono gìa attestati in epoca tardo-romana come fase di resistenza dal passaggio dal pagus italico al latifondo.
Si possono però distinguere tre tipi di brigantaggio che molto spesso sono coincisi nella stessa zona e nella stessa epoca.
Uno sociale, quindi di resistenza a qualsiasi intervento che peggiorasse le condizioni dei contadini, a portata geografica più vasta
Un'altro di carattere locale, come vere e proprie milizie di famiglie importanti che facevano rispettare l'ordine a proprio vantaggio.
Un altro ancora a carattere più di banda classica dedita al taglieggio per propri vantaggi, i genere in una determinata zona ed in genere però come espediente per sfuggire alla miseria.
Ce n'é poi un altro, che però é difficile dire se é ascrivibile al fenomeno del brigantaggio oppure no ed é quello del singolo brigante o massimo due, da solo contro tutto e tutti, sempre per sfuggire alla misera.

Come si vede quando si parla di brigantaggio é bene forse specificare sempre, zona, periodo, e tipologia.
federico.capone
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Una domanda

Messaggio da federico.capone »

Tutti i briganti erano malfattori come i mafiosi sono delinquenti. Onestamente sulla prima affermazione non sono d'accordo, sulla seconda sì, ma il termine di paragone, che secondo me é sbagliato, mi spiazza molto.
Vorrei a questo punto domandare se i gruppi rivoluzionari del suddamerica, che molto spesso agiscono in combutta con i narcotrafficanti e che con il narcotraffico, generalmente, si sovvenzionano, siano da considerarsi gruppi di delinquenti o piuttosto non lo fanno perché si trovano a vivere in un contesto sociale e culturale diverso dal nostro.
Ancora, gli americani che si fecero aiutare dalla mafia, sono da considerarsi liberatori o mafiosi?

Grazie. fc
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quirino
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Re: Una domanda

Messaggio da quirino »

[quote:8e4ded49d5="federico.capone"]
Vorrei a questo punto domandare se i gruppi rivoluzionari del suddamerica, che molto spesso agiscono in combutta con i narcotrafficanti e che con il narcotraffico, generalmente, si sovvenzionano, siano da considerarsi gruppi di delinquenti o piuttosto non lo fanno perché si trovano a vivere in un contesto sociale e culturale diverso dal nostro.
Ancora, gli americani che si fecero aiutare dalla mafia, sono da considerarsi liberatori o mafiosi?
[/quote:8e4ded49d5]

Non é che se si sovvenzionano, semplicemente fanno pagare una tassa per i traffici nelle zone controllate da loro perché non riescono a combattere contemporaneamente l'esercito governativo, gli squadroni della morte e le bande di narcotrafficanti, mentre invece i contadini che producono coca lo fano per non morire di fame.

Venendo agli americani, si fecero aiutare dai mafiosi perché i loro progetti erano anche altri dal semplice libeare la penisola dai nazi-fascisti, però oggettivamente combatterono i nazi-fascisti quindi hanno svolto [b:8e4ded49d5]anche[/b:8e4ded49d5] (ma non solo purtroppo) la funzione di liberatori.

La storia é complessa.
federico.capone
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Messaggio da federico.capone »

QUINTINO HA SCRITTO:
[quote:6d2facb40e]Non é che se si sovvenzionano, semplicemente fanno pagare una tassa per i traffici nelle zone controllate da loro perché non riescono a combattere contemporaneamente l'esercito governativo, gli squadroni della morte e le bande di narcotrafficanti, mentre invece i contadini che producono coca lo fano per non morire di fame.
Venendo agli americani, si fecero aiutare dai mafiosi perché i loro progetti erano anche altri dal semplice libeare la penisola dai nazi-fascisti, però oggettivamente combatterono i nazi-fascisti quindi hanno svolto anche (ma non solo purtroppo) la funzione di liberatori.
La storia é complessa.[/quote:6d2facb40e]
_________________________________________________________
La stessa tassa che fanno pagare i mafiosi ai commercianti perchà© non riescono a combattere le forze dell'ordine e contemporaneamente non riescono a mantenere chi sta in carcere o a comprare le armi? se sì allora si chiama pizzo, tangente, gabella, di sicuro non tassa, dato che al pagamento non corrisponde alcun beneficio.
Eppoi chi ti dice che l'esercito "governativo" solo perchà© governativo, sia dalla parte del torto?
I contadini che coltivano coca per non morire di fame sono paragonabili ai ragazzi del sudditalia che, data la mancanza di lavoro, vanno a ritirare il pizzo? a questo punto penso di sì, sono liberatori anche loro.
Che la storia sia complessa sono d'accordo con te, professore, eppure, a leggere le tue "certezze storiche", non parrebbe così... comunque riguardo la complessità  penso che riguardi più il fatto di dare interpretazioni differenti, dopo aver studiato.
Ma non é questo il luogo per tenere convegni o dare lezioni a chicchessia di "metodo storico", magari in privato mi dai qualche lezione... così mi spieghi il teorema secondo il quale se Andreotti si fa aiutare dalla mafia é mafioso, se lo faccio io sono mafioso, ma anche se lo fai tu, lo fanno gli americani no.
È vero, dimenticavo, sono liberatori, lo sono sempre stati e continuano ad esserlo. La prova: basta andare in Iraq.

Saluti. fc
montemaranese
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Messaggio da montemaranese »

IL vero padre del mio bisnonno era un brigante...per la cronaca D'Amato Giuliano (1844/??) di S. Agata di Puglia(Fg) (allora era prov di Avellino)...e allora??? i briganti furono EROI, morirono per una causa giusta: la lotta all'unità !!! L'unità  di Italia é stato il più grande errore della storia italiana, perché il sud é stato solo la mera colonia del nord imperialista!!! Dal 1861 quelli del nord sono Nordici, noi del sud, siamo sudici e basta!!! Viva Franceschiello, viva li BBurbuni, Viva il regno di Napoli, a morte l'unità , a morte la destra(storica e non)!!!!! Omme se nasce brigante se more, e fin'a l'ultimo avimma sparà , e si murimmo menate nu sciore e na jastemma pe sta libertà !!!!
giufà
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Messaggio da giufà »

Il fenomeno del brigantaggio risulta essere nato, secondo Gaspare Scarcella, nell'antica Roma: "Era stato proprio in quel periodo che era insorto in Sicilia, per la prima volta, il problema del brigantaggio. All'epoca nell'isola vivevano circa 200.000 schiavi di Roma, [...]. Questi schiavi [..] tenuti al margine del vivere civile, ad un dato momento trovarono tra loro un capo disponibile alla lotta armata [...]piantando le basi future perché il movimento si estendesse anche all'Italia peninsulare, dove si metterà  in evidenza lo schiavo Spartaco."
Il brigantaggio non é mai stato una sola cosa, il termine raggruppa una tipologia di individui con motivazioni differenti...volendo potrebbero ritenersi tali anche i nostri partigiani (mio zio, siciliano, é stato ucciso in Piemonte perché era sceso dalla montagna per fare incetta di scorte, gli hanno trovato la pistola e lo hanno giustiziato sul posto...).
Anche Errico Malatesta potrebbe essere considerato tale visto che organizzò molte rivolte, sul massiccio del Matese creò una banda insurrezionalista...
Ciò che sto dicendo suggerisce un'immagine bella di ciò che é stato il fenomeno, ma non dimentichiamo che anche la mafia deriva dai briganti e che le stragi fatte (nota la già  citata da Maruko quella di Portella della Ginestra) non hanno avuto nulla di costruttivo, anzi...i briganti dell'epoca fascista, quelli della mafia, hanno semplicemente operato un colpo di stato per sostituire il fascismo con la mafia (allo sbarco degli alleati collaborò Lucky Luciano...guardacaso infatti, gli alleati, é proprio in Sicilia che sbarcarono), sostituendo al potere fascista quello mafioso (ora sappiamo chi abbiamo in politica, se dubbi avevamo, destra o sinistra che sia, non smonti la cosa nostra con un voto...).
Ecco che il fenomeno del brigantaggio può assumere valenze diverse a seconda dell'epoca e del giudizio di chi espone (da me a Brancaccio la gente spesso apprezza la mafia a livello culturale, sono il brutto anatroccolo del quartiere, ma se a scrivere era un'altro ovviamente...).
Ciò che mi chiedo é come mai un tempo esisteva la "forza di popolo" e ora siamo tutti addormentati davanti alla tivvù...
Circa la musica, boh, non credo che i briganti avessero avuto degli strumenti o degli stili preferenziali, soprattutto alla luce del fatto cheil brigantaggio ha una storia quasi lunga come l'umanità  insulare e peninsulare...
Mi scuso per l'inferenza, spero di essere stato anche minimamente utile...
sally
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Messaggio da sally »

Interpretazioni ?
L'america?
La mafia?
Antica roma?

Quante belle parole!

Io intendo sottolineare il disagio sociale che ha provocato il fenomeno e credo che sia solo questo il motivo.

Mi sembra di sentire mio nonno quando diceva : Col fascismo era tutto in ordine.

Se non ci fosse la tv che ci rimbambisce altro che brigantaggio.

Se volete continuare con queste fregnacce apritene un'altro di topic.

A me interessa solo la musica e gli strumenti musicali.

Fanculo i destrorsi.

Scusatemi.
federico.capone
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Messaggio da federico.capone »

Sally, mi sa che l'unica fedele al fascio nel topic sei tu, almeno da come parli e da come ti poni... il fatto che te ne freghi delle opinioni degli altri mi sa di mancanza di rispetto, eppoi... denota un forte menefreghismo---
Ultima modifica di federico.capone il 14 settembre 2006, 0:17, modificato 2 volte in totale.
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Luca/
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Messaggio da Luca/ »

Questo forum comincia ad inquietarmi.
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quirino
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Messaggio da quirino »

[quote:17f9b5b578="federico.capone"]QUINTINO HA SCRITTO:
[quote:17f9b5b578]Non é che se si sovvenzionano, semplicemente fanno pagare una tassa per i traffici nelle zone controllate da loro perché non riescono a combattere contemporaneamente l'esercito governativo, gli squadroni della morte e le bande di narcotrafficanti, mentre invece i contadini che producono coca lo fano per non morire di fame.
Venendo agli americani, si fecero aiutare dai mafiosi perché i loro progetti erano anche altri dal semplice libeare la penisola dai nazi-fascisti, però oggettivamente combatterono i nazi-fascisti quindi hanno svolto anche (ma non solo purtroppo) la funzione di liberatori.
La storia é complessa.[/quote:17f9b5b578]
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La stessa tassa che fanno pagare i mafiosi ai commercianti perchà© non riescono a combattere le forze dell'ordine e contemporaneamente non riescono a mantenere chi sta in carcere o a comprare le armi? se sì allora si chiama pizzo, tangente, gabella, di sicuro non tassa, dato che al pagamento non corrisponde alcun beneficio.
Eppoi chi ti dice che l'esercito "governativo" solo perchà© governativo, sia dalla parte del torto?
I contadini che coltivano coca per non morire di fame sono paragonabili ai ragazzi del sudditalia che, data la mancanza di lavoro, vanno a ritirare il pizzo? a questo punto penso di sì, sono liberatori anche loro.
Che la storia sia complessa sono d'accordo con te, professore, eppure, a leggere le tue "certezze storiche", non parrebbe così... comunque riguardo la complessità  penso che riguardi più il fatto di dare interpretazioni differenti, dopo aver studiato.
Ma non é questo il luogo per tenere convegni o dare lezioni a chicchessia di "metodo storico", magari in privato mi dai qualche lezione... così mi spieghi il teorema secondo il quale se Andreotti si fa aiutare dalla mafia é mafioso, se lo faccio io sono mafioso, ma anche se lo fai tu, lo fanno gli americani no.
È vero, dimenticavo, sono liberatori, lo sono sempre stati e continuano ad esserlo. La prova: basta andare in Iraq.

Saluti. fc[/quote:17f9b5b578]

L'ho chiamata tassa perché viene applicata in zone in cui non c'é neanche più il governo formale centrale e il controllo dei guerriglieri é totale senza la necessità  di occupare le istituzioni, perché ne sono state create delle nuove.
I contadini che coltivano coca non sono paragonabili ai ragzzi del sud-Italia semplicemente perché ogn contesto ha la sua specificità .
Io non stò dando giudizi di merito ma cerco di analizzare i fenomeni per quello che sono.
Gli statunitensi che si sono fatti aiutare dalla mafia per lo sbarco in Sicilia lo hanno fatto perché avevano finalità  aggiuntive da quelle di liberare la penisola dai nazi-fascisti, punto. Il termine liberare l'ho usato in relazione all'esercito di occupazione nazi-fascista, non ho usato il termine liberatori nel senso pieno del termine. Tanto é che poi, spesso, gli americani arrivavano che già  i partigiani avevano fatto il loro dovere, però é innegabile che la forza d'urto militare USA fu funzionale alla sconfitta militare del nazi-fascismo in Italia.
federico.capone
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Messaggio da federico.capone »

ogni contesto ha la sua specificità .


Lo penso anch'io, come penso che ogni fatto abbia una sua interpretazione. fc
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quirino
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Messaggio da quirino »

[quote:80445c63b9="giufà "]Il fenomeno del brigantaggio risulta essere nato, secondo Gaspare Scarcella, nell'antica Roma: "Era stato proprio in quel periodo che era insorto in Sicilia, per la prima volta, il problema del brigantaggio. All'epoca nell'isola vivevano circa 200.000 schiavi di Roma, [...]. Questi schiavi [..] tenuti al margine del vivere civile, ad un dato momento trovarono tra loro un capo disponibile alla lotta armata [...]piantando le basi future perché il movimento si estendesse anche all'Italia peninsulare, dove si metterà  in evidenza lo schiavo Spartaco."
Il brigantaggio non é mai stato una sola cosa, il termine raggruppa una tipologia di individui con motivazioni differenti...volendo potrebbero ritenersi tali anche i nostri partigiani (mio zio, siciliano, é stato ucciso in Piemonte perché era sceso dalla montagna per fare incetta di scorte, gli hanno trovato la pistola e lo hanno giustiziato sul posto...).
Anche Errico Malatesta potrebbe essere considerato tale visto che organizzò molte rivolte, sul massiccio del Matese creò una banda insurrezionalista...
Ciò che sto dicendo suggerisce un'immagine bella di ciò che é stato il fenomeno, ma non dimentichiamo che anche la mafia deriva dai briganti e che le stragi fatte (nota la già  citata da Maruko quella di Portella della Ginestra) non hanno avuto nulla di costruttivo, anzi...i briganti dell'epoca fascista, quelli della mafia, hanno semplicemente operato un colpo di stato per sostituire il fascismo con la mafia (allo sbarco degli alleati collaborò Lucky Luciano...guardacaso infatti, gli alleati, é proprio in Sicilia che sbarcarono), sostituendo al potere fascista quello mafioso (ora sappiamo chi abbiamo in politica, se dubbi avevamo, destra o sinistra che sia, non smonti la cosa nostra con un voto...).
Ecco che il fenomeno del brigantaggio può assumere valenze diverse a seconda dell'epoca e del giudizio di chi espone (da me a Brancaccio la gente spesso apprezza la mafia a livello culturale, sono il brutto anatroccolo del quartiere, ma se a scrivere era un'altro ovviamente...).
Ciò che mi chiedo é come mai un tempo esisteva la "forza di popolo" e ora siamo tutti addormentati davanti alla tivvù...
Circa la musica, boh, non credo che i briganti avessero avuto degli strumenti o degli stili preferenziali, soprattutto alla luce del fatto cheil brigantaggio ha una storia quasi lunga come l'umanità  insulare e peninsulare...
Mi scuso per l'inferenza, spero di essere stato anche minimamente utile...[/quote:80445c63b9]

Secondo me Gaspare Scarcella piglia il fenomeno un po troppo alla lontana, ciò di cui parla non aveva un legame diretto con il mondo contadino ed esprimeva forme di disagio di vario tipo.
Quello che fece Malatesta é vero ma anche lì assistiamo ad un fenomeno che ha delle somiglianze con il brigantaggio, delle contiguità  e delle commistioni, un po come alcuni aspetti della guerra partigiana in alcune zone d'Italia ma che appunto presuppone una presa di coscienza politica che va molto al di là  della consapevolezza del contadino povero del perché della sua miseria.

Non condivido assolutamente invece l'accostamento alla mafia. Diversi gli obbiettivi del brigantaggio dalla mafia, diverse le metodologie militari, l'organizzazione interna, la derivazione sociale.
Anche nel caso del brigantaggio che si metteva al servizio delle famiglie ricche era sempre fatto da contadini che precostituivano una banda e poi si mettevano al servizio dl padrone, stipendiati, ma rimanevano comunque un entità  comletamente separata da quella della famiglia che li assumeva e con delle proprie regole interne, diverse da quelle mafiose.
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quirino
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Messaggio da quirino »

[quote:ad14c72a05="montemaranese"]IL vero padre del mio bisnonno era un brigante...per la cronaca D'Amato Giuliano (1844/??) di S. Agata di Puglia(Fg) (allora era prov di Avellino)...e allora??? i briganti furono EROI, morirono per una causa giusta: la lotta all'unità !!! L'unità  di Italia é stato il più grande errore della storia italiana, perché il sud é stato solo la mera colonia del nord imperialista!!! Dal 1861 quelli del nord sono Nordici, noi del sud, siamo sudici e basta!!! Viva Franceschiello, viva li BBurbuni, Viva il regno di Napoli, a morte l'unità , a morte la destra(storica e non)!!!!! Omme se nasce brigante se more, e fin'a l'ultimo avimma sparà , e si murimmo menate nu sciore e na jastemma pe sta libertà !!!![/quote:ad14c72a05]

Col senno di poi su alcune cose hai ragione ma i Borboni non erano certo di sinistra, certo ci fu una asburgica che per ripicca contro la borghesia si mise a sostenere i rossi ma al livello storico questi sono dettagli.
Considera pure che alcuni briganti inizialmente appoggiarono i moti risorgimentali per poi opporvisi quando si erano accorti di esere stati fregati.
Anche quì dalle nostre parti, con amici anticlericali e non, spesso ci ritrova a dire di essere orgogliosamente papalini, inteso come appartenenza culturale-territoriale (sai che la corona di Napoli era formalmente vassalla del Papa?) ma se si studia la storia d'Italia ci si accorge per una serie di motivi molto complessi che la riunificazione era inevitabile; evitabile era farla come é stata fatta.
federico.capone
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Messaggio da federico.capone »

Scusate, ma che senso ha parlare di sinistra e destra in riferimento ad un fenomeno sociale che é ben più complesso e che, comunque, era trasversale?
Che senso ha attribuire ai Borboni l'appartenenza ad uno schieramento?

Per Sally, molto sulla tradizione napoletana dell'epoca lo trovi sul volume di raffaele De Cesare, un classico per chi si occupa di storia del Mezzogiorno fino all'Unità  d'Italia, lo trovi in tutte le librerie e nelle più svariate edizioni. Leggilo, magari può servirti. Altre notizie sono sulle edizioni di Pironti, ottimo e storico editore napoletano.
Mi riprometto a breve di riportare i canti presenti sul De Cesare su questo topic e sul mio sito.
fc
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quirino
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Messaggio da quirino »

[quote:1230ec6c0a="federico.capone"]Scusate, ma che senso ha parlare di sinistra e destra in riferimento ad un fenomeno sociale che é ben più complesso e che, comunque, era trasversale?
Che senso ha attribuire ai Borboni l'appartenenza ad uno schieramento?
[/quote:1230ec6c0a]

Infatti non ha senso, tu lo hai detto direttamente, io indirettamente.
giufà
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Messaggio da giufà »

Non sono fascista, il mio riferimento a Malatesta, fra i molti possibili né e prova, gli altri riferimenti sono dovuti al tentativo di rendere una descrizione (incompleta si, non posso mica scrivere tutto in un post!!!).
Non sono riuscito a dare una descrizione scientifica e priva del mio parere, che evidentemente traspare (e così nascono i commenti, chi é daccordo....chi no...).
Credo comunque che il rispetto per i pareri differenti dal proprio siano il modo migliore per effettuare un confronto di idee senza scontri, quindi costruttivo, un confronto in cui io, come chi la pensa diversamente da me
possa imparare e migliorare...
Si, sono partito da lontano per fini descrittivi ma circa la mafia e l'accostamento:
Salvatore Giuliano nel dopoguerra aveva otto tra fratelli e sorelle, per sopravvivere praticava il mercato nero del grano (senza pagare tasse, come a Palermo fanno moltissimi), fermato dai carabinieri scappò e, avendo una pistola in tasca, uccise uno dei carabinieri, da allora fu latitante. Costituì una banda che utilizzava per rapine e aggressioni anche nei treni, spesso portava al suo paese (Montelepre) rifornimenti alimentari e denaro, tanto da essere considerato una sorta di Robin Hood, poi venne fagocitato dalla mafia siciliana e americana e dagli indipendentisti siciliani e divenne colonnello indipendentista siciliano,
da lì ad essere un criminale mafioso il passo é breve: la strage di Portella della Ginestra, i rapporti con la mafia americana, che assieme alla CIA cercò di impedire l'ascesa della sinistra nel dopoguerra, che avrebbe schierato l'Italia dalla parte della Russia, nemica degli americani...
La storia del brigantaggio é lunga, quella della mafia pure, ma "gli obiettivi" sono cambiati sia dall'una che dall'altra parte e, inevitabilmente i due fenomeni si sono accostati. Anche alla mafia primigenea si potrebbe attribuire una connotazione positiva, tutto dipende dai contesti storici e da chi gestisce (mafioso o brigante).
Condivido il fatto che non ha senso parlare di destra o sinistra in riferimento al fenomeno in questione.
Mi piacerebbe parlare di ciò che dovremmo fare "oggi" per migliorare il mondo, il potere ha affinato le armi, le ha rese "quasi" invisibili...questo sarebbe costruttivo (anche se estremamente fuori topic), oppure limitiamoci a parlare di musica, danza, cultura popolare visto che il sito si occupa di questo.
Nessuno ne abbia a male perché non ce l'ho con nessuno!
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quirino
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Messaggio da quirino »

Io insisto nel dire che mafia e brigantaggio non sono fenomeni accostabili; la mafia persegue l'accumolo e il reinvestimento di capitali in attività  che a loro volta producono denaro da reinvestire e via dicendo, cosa impensabile per dei briganti.
In una analisi scientifica di un qualsiasi fenomeno sociale, ciò che distingue i vari fenomeni sono gli obbiettivi e la natura sociale di provenienza. La mafia aveva ed ha obiettivi diversi da quelli delle varie tipologie di brigantaggio, il cui obbiettivo era la sopravvivenza della banda o della comunità  contadina, come ha una natura sociale diversa, in quanto i briganti erano espressione dei contadini poveri o impoveriti, la mafia nasce da livelli più alti della società  contadina e non solo.
Oggi come oggi, entro i confini dello stato italiano, possono essere paragonati al brigantaggio solo alcuni fenomeni di banditismo molto marginali e che non passano alle cronache mai, di alcune aree molto interne ed isolate della Sardegna
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