Non so se conoscete il videogioco Soul Calibur (Maruko, tu sicuramente si). Ebbene, nel terzo episodio di questa saga, i programmatori hanno inserito una opzione abbastanza succulenta: creare il proprio alter ego, scegliendo colore della pelle, dei capelli, taglio dei capelli, tipo di vestito e copricapi vari, nonché l'arma utilizzata dal personaggio stesso.
Ebbene, guardate un po' questa immagine...
[img:55003e70ea]http://www.gameshrine.co.uk/images/scre ... 1st051.jpg[/img:55003e70ea]
Attenti amici cari, quando riprendete una gentil donzella che va fuori tempo durante la ronda...potreste ritrovarvi a combattere con una pazza armata di...tamburelli !!!
[Humor] Una tamburellista violenta...
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CarloTrono
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Maruko_KuFu
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Considerando che il terzo capitolo (esclusiva PS2) é forse il migliore, ricordo che il primo e storico capitolo della saga di Mitsurugi & company vide la luce nel 2000 su Dreamcast, prima console 128 bit, ed é passato alla storia per il cosidetto "effetto mascella a terra": in confronto i giochini per PSone e, seppur splendidi nel gameplay, per N64 possedevano striminzite texture su scarni poligoni. Il Dreamcast (Soul Calibur ne era la dimostrazione) sfoggiava una potenza paragonabile tutt'oggi ad una PS2 e sanciva di fatto il passaggio all'allora next generation di console, che dopo pong, gli home commodore, vic 20, gli 8 bit del NES e del Master System, i 16 bit del Megadrive e SNES i 32 del Saturn e PSONE, vari pc engine, costosi NEO GEO e i 64 del Nintendone (da citare lo sconvolgimento della storia dei plattform di Mario 64 e l'estro Nintendo nel creare e rinnovare la serie di Zelda, con lo stupefacente "Ocarina of Time") che resiste come un baluardo in una piccola ma forte comunità mondiale di appassionati, che ha fatto del Dreamcast il proprio punto di riferimento videoludico. La generazione 128 bit va in pensione tra poco: é uscita da qualche giorno in commercio l'attuale next generation con la nuova macchina di Microsoft, XBOX 360 che tra qualche mese si vedrà insidiata dal marketing di Sony (PS3) e dall'estro di Nintendo (Revolution e il suo innovativo controller). La Sega ha oramai abbandonato il mercato hardware e si concentra sullo sviluppo di titoli e (dopo la fusione con Sammy) in territorio giapponese ha consolidato la posizione di leader nel mercato di sale giochi e pachinko center. Dopo questa piccola introduzione parliamo ora di Soul Calibur.
Soul Calibur é il diretto discendente di Soul Edge (Coin op, psone), sviluppato e prodotto da NAMCO (Tekken, PAC MAN) ci mette nei panni di medioevali eroi provenienti da tutto il mondo arrivati per conquistare la mitica spada SOUL CALIBUR. Numerosi e ben caratterizzati combattenti se le daranno di santa ragione fino ad azzerare l'energia dell'avversario o, cosa importante, buttarlo fuori dal ring. Com'é tradizione NAMCO vi é inoltre la presenza di numerosi extra e di una modalità "RPG STYLE". Difficilmente non vi innamorerete della grazia e dolcezza di Sophitia, o non vi immedesimerete in modo assoluto con Mitsurugi: la caretterizzazione dei personaggi é stupefacente. La follia del Character Designer sfocia nella creazione del palermitano VOLDO, e, cosa importante, del bruto Astaroth, che incolla allo schermo grazie alle combo micidiali. Le animazioni sono senza precedenti, per la priva volta in un beat 'm up le dita, la bocca e i capi di abbigliamento sono animati. Il secondo capitolo, Soul Calibur II esce per tutte le console sul mercato nel 2002/3 (PS2, XBOX E GAMECUBE) ovviamente é un gran bel gioco, ma ancora troppo ancorato al prequel. Da segnalare le features esclusive per ogni console: la versione xbox annovera tra i personaggi segreti SPAWN, la versione PS2 Heiachi (Tekken) e la versione Gamecube un "adulto" Link (The legend of Zelda). Il terzo capitolo significa molto per i fan, consacra infatti la serie cappa e spada di SC come terzo incomodo nella sfida fraterna con TEKKEN e il re incontrastato di Sega VIRTUA FIGHTER. L'esclusiva PS2 purtroppo limita a mio avviso la fruizione di questo capolavoro, ma in compenso obblighera qualche decina di migliaia di fan a versare nelle casse di Kutaragi (ceo Sony) numerosi quattrini per l'acquisto obbligato di chi vorrà impersonare gli eroici personaggi, e, novità assoluta nel terzo episodio, appunto, creare il proprio alter ego con un completo editor nel migliore stile rpg/picchiaduro mai visto sul mercato. Acquisto obbligato per i possessori di PS2, col dvd da tenere sempre a portata di mano accanto a Virtua Fighter 4 Evolution, fino a poco tempo fa inarrivabile, ma dall'uscita di SC3 a portata di mano dei programmatori Namco.
The legend will never die.
Nome: Soul Calibur 3;
Piattaforma: PS2;
Genere: beat em up 3D;
Prodotto e sviluppo: Namco;
Voto: 9.0.
Carlo, non fare più una cosa del genere... o se no impazzisco e vi faccio impazzire.
Soul Calibur é il diretto discendente di Soul Edge (Coin op, psone), sviluppato e prodotto da NAMCO (Tekken, PAC MAN) ci mette nei panni di medioevali eroi provenienti da tutto il mondo arrivati per conquistare la mitica spada SOUL CALIBUR. Numerosi e ben caratterizzati combattenti se le daranno di santa ragione fino ad azzerare l'energia dell'avversario o, cosa importante, buttarlo fuori dal ring. Com'é tradizione NAMCO vi é inoltre la presenza di numerosi extra e di una modalità "RPG STYLE". Difficilmente non vi innamorerete della grazia e dolcezza di Sophitia, o non vi immedesimerete in modo assoluto con Mitsurugi: la caretterizzazione dei personaggi é stupefacente. La follia del Character Designer sfocia nella creazione del palermitano VOLDO, e, cosa importante, del bruto Astaroth, che incolla allo schermo grazie alle combo micidiali. Le animazioni sono senza precedenti, per la priva volta in un beat 'm up le dita, la bocca e i capi di abbigliamento sono animati. Il secondo capitolo, Soul Calibur II esce per tutte le console sul mercato nel 2002/3 (PS2, XBOX E GAMECUBE) ovviamente é un gran bel gioco, ma ancora troppo ancorato al prequel. Da segnalare le features esclusive per ogni console: la versione xbox annovera tra i personaggi segreti SPAWN, la versione PS2 Heiachi (Tekken) e la versione Gamecube un "adulto" Link (The legend of Zelda). Il terzo capitolo significa molto per i fan, consacra infatti la serie cappa e spada di SC come terzo incomodo nella sfida fraterna con TEKKEN e il re incontrastato di Sega VIRTUA FIGHTER. L'esclusiva PS2 purtroppo limita a mio avviso la fruizione di questo capolavoro, ma in compenso obblighera qualche decina di migliaia di fan a versare nelle casse di Kutaragi (ceo Sony) numerosi quattrini per l'acquisto obbligato di chi vorrà impersonare gli eroici personaggi, e, novità assoluta nel terzo episodio, appunto, creare il proprio alter ego con un completo editor nel migliore stile rpg/picchiaduro mai visto sul mercato. Acquisto obbligato per i possessori di PS2, col dvd da tenere sempre a portata di mano accanto a Virtua Fighter 4 Evolution, fino a poco tempo fa inarrivabile, ma dall'uscita di SC3 a portata di mano dei programmatori Namco.
The legend will never die.
Nome: Soul Calibur 3;
Piattaforma: PS2;
Genere: beat em up 3D;
Prodotto e sviluppo: Namco;
Voto: 9.0.
Carlo, non fare più una cosa del genere... o se no impazzisco e vi faccio impazzire.
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Maruko_KuFu
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E non parlo della colonna sonora, dove gli ottoni e le percussioni evocano un cinquecentesco mondo di duelli in occidente e un atmosfera shaminsen di feudalesimo giapponese negli stage nippocoreani... e dell'effetto "petalo di fiore di loto" nei vari stage e dello splendido stage di Venezia di Siegfried... meriterebbero una recensione apposita. Come meriterebbe di essere citata la galleria dei disegni dei fan di tutto il mondo, o la possibilità di essere il regista della scena iniziale, e il vento dello stage di Sophitia... e, quel maledetto effetto (sempre più raro) di gioia quando ti godi le scene finali di ogni personaggio, o sblocchi una nuova feature... Anche le modalità Theatre sono ottimamente programmate e il tema principale delle serie rimane in testa per molto tempo. Parecchia gente dovrebbe prendere come esempio il lavoro dei programmatori Namco... che, con la creazione di un combattente che fa la pizzica "de li cujuni ca suntu" aprirebbe una sede anche a Torrepaduli consacrandosi a livello multiculturale.