Il Tarantismo come spettacolo di intrattenimento
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CarloTrono
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Ieri sera in televisione per l'ennesima volta ho visto una (orrenda) rappresentazione del ciclo coreutico del Tarantismo, presentato dal portavoce del gruppo che si esibiva alle telecamere come una vera "chicca". Io ancora non capisco come sia concepibile una cosa del genere da parte di alcuni gruppi di riproposta. E' una cosa che personalmente non sopporto.Tralasciamo il fatto che la maggioranza delle volte il ciclo coreutico del Tarantismo viene rappresentato in maniera "edulcorata", ricco di elementi inseriti per aumentare la spettacolarità della "coreografia" presentata al pubblico. La cosa che proprio non mi va giù é che questa rappresentazione viene fatta per dare un tocco di "esotismo rituale" alla musica tradizionale salentina, per attirare di più i turisti e tutti i (passatemi il termine, non voglio sembrare offensivo) "ignoranti". Dove é finito tutto il terribile dolore dei tarantati? dov'é finita tutta la miseria che questo rito si portava dietro? non c'é più, e non c'é il minimo rispetto per chi ha vissuto veramente queste tragedie familiari. E poi da qui nascono tutte le "leggende metropolitansalentine", i turisti (e anche alcuni abitanti locali) tornano a casa pensando che la pizzica, anche quella ballata normalmente, é una "cura" contro un mistico "veleno" di un mitico ragno che vive nelle Puglie. E magari tornano convinti di essere stati morsi loro stessi ! Bah...Sarebbe bello se si diffondesse un po' più di consapevolezza e di rispetto fra i gruppi di riproposta e anche (e sopratutto) fra chi assiste a questi "spettacoli". [addsig]
pisa l'oru, pisa lu chiummu, pisa cchiu l'onore de tuttu lu munnu !
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federico.capone
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E' finito nei vari libri-intervista di coloro i quali consideravano i tarantati come fenomeno da ospedale psichiatrico e oggi invece li vedono come detentori di tutti i saperi popolari...[addsig]
978
Purtroppo noi pugliesi ma oserei dire noi "meridionali" in genere, partiamo, in ogni attività che ci apprestiamo a svolgere, come se fossimo oppressi da un senso d'inferiorità , dimodoché ci sentiamo in dovere di mostrare all'"altro" solo le nostre cose più belle, più dolci, più buone, sacrificando spesso ciò che dovrebbe essere il nostro motivo d'orgoglio: la nostra storia e le nostre ancor vive tradizioni (anche se spesso camuffate).Così capita che, come diceva carlo, vediamo in tv solo la parte più spettacolare, la versione edulcorata, di avvenimenti che solo ora fanno spettacolo, mentre prima consistevano in una tragedia. Così ci capita di vedere la tarantata ed i suonatori "in costume dell'epoca", oserei dire una bizzarra divisa che sembra un costume di carnevale;a tarantata, che con i suoi goffi movimenti non spaventa più nessuno, tantopiù che la prima a non crederci é lei stessa, e non manca mai il narratore, che non manca di far presente che la poveretta é stata morsa da un ragno e che tutto cò accade anche ai giorni nostri.Ma noi pugliesi dobbiamo attirare i turisti perché lavoro non ne stà , e allora non possiamo dire che la tarantata apparteneva spesso agli strati più umili(é dir poco) della popolazione, e sacrifichiamo tutto ciò in cui abbiamo creduto fino ad un secondo prima, per qualche minuto di tv.Ma lo spettacolo, si sà , sconvolge tutto, e se non ti adegui...in televisione non ci vai[addsig]
Giovanni Semeraro
980
Lavoro non ne stava manco prima, ma la cultura, intesa come terreno del sapere e del sentire comuni, riusciva a mettere le pezze anche dove la miseria scavava buchi. Oggi ci sono rimasti solo i buchi. Guy Debord (già citato da Cicerené in un altro topic, ma evidentemente c'entra molto con questi argomenti), nella sua "Società dello spettacolo", si chiedeva: "Chi vuole un mondo dove la garanzia che non moriremo di fame é stata rimpiazzata con il rischio di morire di noia?". Penso che dovremmo tutti leggere o rileggere questo libro, scritto quasi 40 anni fa, per rivalutare pienamente alcuni concetti come la dignità dell'essere in relazione alle trasformazioni subite da "essere" in "avere" e, più recentemente, da "avere" in "apparire". Lasciamo che la politica dell'apparire non ci riguardi e puntiamo tutto sull'essere quello che siamo veramente: la nostra storia e le nostre tradizioni, belle o brutte, piacevoli o dolorose, comunque molto diverse da quel che appare in mezz'ora di show televisivo.Questo messaggio é stato modificato da: hobo, 05 Mar 2004 - 16:46 [addsig]
[b:8fd9e43747]Basta!!! Non ne posso più di sentir notti della taranta, pizziche e cazzate varie... Stiamo diventando dei fenomeni da baraccone e basta!!!! Che vergogna!!! Altro che evviva lu salentu!!! Ce fessa ca simu!!! E' vergognosa la maniera con la quale stiamo PROSTITUENDO la nostra cultura!!! Vergognatevi!!! Ancora ho nelle orecchie le parole di Sparagna: "ho costituito l'unica orchestra al mondo di strumenti di popolari".....IGNORANTE!!! SEI UN FALLITO DIRETTORE D'ORCHETRSA ED ORA RIPIEGHI SULLA NOSTRA MUSICA PER FARTI CHIAMARE TALE STRUMENTALIZZANDO CIO' CHE NON TI APPARTIENE!!! E noi !?! E il cuore salentino dov'é!?! Gli permettiamo di fare questo!?! Lasciamo allo sbando la nostra cultura permettendo a tutti di farne uso ed abuso...come una puttana!?! Anche i bolognesi fanno i corsi di tamburello ormai!!! Ma ci rendiamo conto!?! E' il nostro sigillo il tamburello e se ne sono impadriniti in italia e nel mondo!?! E poi cosa sento dire durante un concerto dei mascarimiri'!?! ....<<Non ci chiedete lu rusciu!...Basta con le tarantelle e le pizziche ...noi siamo un gruppo più avanti e facciamo altro genere...!!!>> IGNORANTI!!! Voi e chi vi mette la' sopra sui palchi!!! Scriveteveli i testi e le musiche se volete fare altro genere!!!! IGNORANTI e sangusughe!!! E poi vi permettete anche di denigrare la tradizione popolare..delle pizziche e delle tarantelle ma nel frattempo ci guadagnate....copiando testi e musiche!!! E noi salentini!?! Li facciamo fare!!!! Ce fessa ca simu!!! Ormai anche i giapponesi cantano santu paulu miu te le tarante e non sanno nemmeno che cazzo stanno dicendo!!! Non abbiamo nessun cuore salentino Noi...nessuno ! "Cio' che si ha nel cuore lo si tiene stretto gelosamente!!!" Per questo dico BASTA!!! La musica popolare non nasce sui palchi ma nei campi arsi dal sole... [/b:8fd9e43747]
Salve a tutti!
Come ogni moda che si rispetti, anche la pizzica attuale (o come alcuni definiscono in modo molto errato, il "neotarantismo) vive di spettacolarizzazione, altrimenti non si fanno soldi e non si può vendere musica.
Ha pienamente ragione Carusu quando dice che tutti stanno usando e abusando di una cultura che non gli appartiene e di cui non cercano di approfondire il significato, l'origine, l'essenza.
Anche io sono stanco di sentirmi dire:"sei salentino, balla la pizzica!". A parte che la pizzica non la so ballare perché non ne sono capace, provo un certo disgusto quando cerco di spiegare che la pizzica é un "canto contro la sofferenza" e non vengo capito.
Come ogni moda, anche la pizzica tenderà a scomparire come fenomeno di massa e solo allora potrà essere ben compresa da chi veramente si appassiona al fenomeno e da chi vorrà conoscerla fino in fondo. Ora, a quanto pare, non c'é questa tendenza. Ma dobbiamo cercare di sensibilizzare le masse. Ecco perché vorrei lavorare per far capire ai turisti cos'é veramente la pizzica in salento: propongo di scrivere un bel volantino da distribuire durante la "notte della taranta 2006" e di organizzare un dibattito, sempre per quel giorno, dal titolo (provvisorio) "la pizzica ieri e oggi, tra la sofferenza ed il divertentismo". Forse qualcosa si può ottenere, forse qualcuno si può informare.
E' ovvio che per avere un minimo di consapevolezza, occorre la conoscenza, l'informazione, cioé quei due elementi che agli organizzatori della notte della taranta mancano assolutamente. Se non ci pensano loro, ci possono pensare gli "attivisti" di "pizzicata.it" che, da quanto leggo, ne sanno moltissimo sull'argomento.
Che ne dite?
saluti a tutti!
giovanni
Come ogni moda che si rispetti, anche la pizzica attuale (o come alcuni definiscono in modo molto errato, il "neotarantismo) vive di spettacolarizzazione, altrimenti non si fanno soldi e non si può vendere musica.
Ha pienamente ragione Carusu quando dice che tutti stanno usando e abusando di una cultura che non gli appartiene e di cui non cercano di approfondire il significato, l'origine, l'essenza.
Anche io sono stanco di sentirmi dire:"sei salentino, balla la pizzica!". A parte che la pizzica non la so ballare perché non ne sono capace, provo un certo disgusto quando cerco di spiegare che la pizzica é un "canto contro la sofferenza" e non vengo capito.
Come ogni moda, anche la pizzica tenderà a scomparire come fenomeno di massa e solo allora potrà essere ben compresa da chi veramente si appassiona al fenomeno e da chi vorrà conoscerla fino in fondo. Ora, a quanto pare, non c'é questa tendenza. Ma dobbiamo cercare di sensibilizzare le masse. Ecco perché vorrei lavorare per far capire ai turisti cos'é veramente la pizzica in salento: propongo di scrivere un bel volantino da distribuire durante la "notte della taranta 2006" e di organizzare un dibattito, sempre per quel giorno, dal titolo (provvisorio) "la pizzica ieri e oggi, tra la sofferenza ed il divertentismo". Forse qualcosa si può ottenere, forse qualcuno si può informare.
E' ovvio che per avere un minimo di consapevolezza, occorre la conoscenza, l'informazione, cioé quei due elementi che agli organizzatori della notte della taranta mancano assolutamente. Se non ci pensano loro, ci possono pensare gli "attivisti" di "pizzicata.it" che, da quanto leggo, ne sanno moltissimo sull'argomento.
Che ne dite?
saluti a tutti!
giovanni
Mi trovi molto d'accordo con te Carusu, siamo arrivati alla feccia.
Come da secoli é sempre accaduto adesso sono gli altri ad appropiarsi di quello
che non gli appartiene. Ma dobbiamo dire anche una cosa che la colpa di tutto
quello che sta succedendo é anche nostra, siamo stati troppo permissivi
abbiamo lasciato troppo fare e adesso questo é quello che succede.
Ho sempre pensato che bisognava boicottare la notte della taranta e personalmente non ho mai partecipato a nessuna edizione. Purtroppo chi amministra ha fiutato l'affare, e ha saputo come ricavarne profitto, e molti salentini che vivono altrove hanno pensato di fare la stessa cosa,
come per esempio organizzare corsi di tamburello e danza o improvvisandosi gruppo di riproposta
giusto per arrotondare,e questi sono oggi i risultati. Non abbiamo saputo custodire quello che ci appartiene così oggi ci ritroviamo a fare i conti con questo sputtananmento totale. Un pò di sana gelosia non avrebbe guastato niente. Per quanto riguarda poi i gruppi di riproposta, specialmente
quelli più giovani che se ne vanno in giro credendosi chissà quali artisti direi che mancano proprio di fantasia. Devo dire che una volta parlando con un noto cantore salentino disse: e stu tamburieddu sempre de Roma vene. Aveva proprio ragione.
Come da secoli é sempre accaduto adesso sono gli altri ad appropiarsi di quello
che non gli appartiene. Ma dobbiamo dire anche una cosa che la colpa di tutto
quello che sta succedendo é anche nostra, siamo stati troppo permissivi
abbiamo lasciato troppo fare e adesso questo é quello che succede.
Ho sempre pensato che bisognava boicottare la notte della taranta e personalmente non ho mai partecipato a nessuna edizione. Purtroppo chi amministra ha fiutato l'affare, e ha saputo come ricavarne profitto, e molti salentini che vivono altrove hanno pensato di fare la stessa cosa,
come per esempio organizzare corsi di tamburello e danza o improvvisandosi gruppo di riproposta
giusto per arrotondare,e questi sono oggi i risultati. Non abbiamo saputo custodire quello che ci appartiene così oggi ci ritroviamo a fare i conti con questo sputtananmento totale. Un pò di sana gelosia non avrebbe guastato niente. Per quanto riguarda poi i gruppi di riproposta, specialmente
quelli più giovani che se ne vanno in giro credendosi chissà quali artisti direi che mancano proprio di fantasia. Devo dire che una volta parlando con un noto cantore salentino disse: e stu tamburieddu sempre de Roma vene. Aveva proprio ragione.
Posso aggiungere una cosa alle buone proposte di Giuanni 81. Sono più che d'accordo che (del resto credo sia anche uno degli obiettivi di Pizzicata) l'educazione delle masse sia il mezzo per contrastare l'impoverimento e lo sfruttamento delle radici culturali salentine e non. Credo che prendere a parolacce "loro" ("noi?"), sia un ottimo mezzo per risolvere i conflitti dell'anima e della mente, ma dubito che abbia una reale utilità nel concreto.
Caso ha voluto che, proprio nel giorno in cui avrei dovuto acquistare il filmato "la Taranta" di Mingozzi (ringrazio ancora Pino per la segnalazione), ho assistito ad una proiezione dello stesso. Non voglio descrivere nel particolare le emozioni suscitate in me dalla pellicola (paura di passare per esaltato mitomane), ma posso dire che ho compreso perché tutti coloro che si sono trovati direttamente ad assistere alle crisi delle tarantate hanno sempre parlato di forte partecipazione e di disagio profondo.
Penso che un documento del genere possa essere un ottimo strumento di educazione. Un'idea potrebbe essere quella di utilizzare proiezioni, mostre fotografiche, dibattiti proprio nel luogo simbolo dello sfacelo salentino. Posso immaginare, anzi non posso, gli ostacoli che verrebbero gettati tra le gambe di chi volesse organizzare proprio a Melpignano un contro festival per spiegare il significato della bestiaccia che campeggia sulla testa dell'orchestrona.
Ammesso di riuscire in tale proposito, sicuramente non sarebbe destinato alla marea umana del concertone, ma ad una fetta molto ristretta di essi. Non dico che ciò possa funzionare con tutti, ma immagino che molti, dopo aver assistito alla suddetta pellicola, abbiano il metro per valutare se vale la pena fermarsi ad assistere al prossimo concertino con rock-tarantolata oppure no. Del resto il problema più grosso é proprio la non-conoscenza del reale fenomeno in questione. Mi pare che Carlo altrove diceva che, a proposito di Torrepaduli, aveva trovato risposte positive e consensi quando é stato spiegato alla colorita truppa di djembéisti quale elemento di disturbo rappresentassero. Lavorare in questa direzione potrebbe dare i suoi frutti.
Mi sorge il dubbio che iniziative di tal genere siano state già proposte e che magari siano ancora in corso...forse ho scoperto l'acqua calda...e nemmeno mi piace il thé...nel caso diamone e datemene notizia
[quote:62a73fc17b]
Sarebbe bello se si diffondesse un po' più di consapevolezza e di rispetto fra i gruppi di riproposta e anche (e sopratutto) fra chi assiste a questi "spettacoli".
[/quote:62a73fc17b]
Si può insistere...effettivamente
Caso ha voluto che, proprio nel giorno in cui avrei dovuto acquistare il filmato "la Taranta" di Mingozzi (ringrazio ancora Pino per la segnalazione), ho assistito ad una proiezione dello stesso. Non voglio descrivere nel particolare le emozioni suscitate in me dalla pellicola (paura di passare per esaltato mitomane), ma posso dire che ho compreso perché tutti coloro che si sono trovati direttamente ad assistere alle crisi delle tarantate hanno sempre parlato di forte partecipazione e di disagio profondo.
Penso che un documento del genere possa essere un ottimo strumento di educazione. Un'idea potrebbe essere quella di utilizzare proiezioni, mostre fotografiche, dibattiti proprio nel luogo simbolo dello sfacelo salentino. Posso immaginare, anzi non posso, gli ostacoli che verrebbero gettati tra le gambe di chi volesse organizzare proprio a Melpignano un contro festival per spiegare il significato della bestiaccia che campeggia sulla testa dell'orchestrona.
Ammesso di riuscire in tale proposito, sicuramente non sarebbe destinato alla marea umana del concertone, ma ad una fetta molto ristretta di essi. Non dico che ciò possa funzionare con tutti, ma immagino che molti, dopo aver assistito alla suddetta pellicola, abbiano il metro per valutare se vale la pena fermarsi ad assistere al prossimo concertino con rock-tarantolata oppure no. Del resto il problema più grosso é proprio la non-conoscenza del reale fenomeno in questione. Mi pare che Carlo altrove diceva che, a proposito di Torrepaduli, aveva trovato risposte positive e consensi quando é stato spiegato alla colorita truppa di djembéisti quale elemento di disturbo rappresentassero. Lavorare in questa direzione potrebbe dare i suoi frutti.
Mi sorge il dubbio che iniziative di tal genere siano state già proposte e che magari siano ancora in corso...forse ho scoperto l'acqua calda...e nemmeno mi piace il thé...nel caso diamone e datemene notizia
[quote:62a73fc17b]
Sarebbe bello se si diffondesse un po' più di consapevolezza e di rispetto fra i gruppi di riproposta e anche (e sopratutto) fra chi assiste a questi "spettacoli".
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Si può insistere...effettivamente
Grande Gianlu! mi hai letto nel pensiero! "la Taranta" di Mingozzi ha rappresentato per me il primo passo verso l'informazione sul fenomeno del tarantismo! Credo che possa rappresentare anche il primo passo verso quella consapevolezza del fenomeno che un pò tutti qui vorrebbero si attuasse tra gli appassionati ed i curiosi della pizzica (turisti e non).
Ovviamente é normale che qualcuno tra gli organizzatori possa impedire quel tentativo di sensibilizzare le masse durante la notte della taranta. Poco male. L'importante é voler lavorare in questa direzione. Per me andrebbe benissimo anche proiettare il video (e ci metterei anche l'ottimo lavoro di Winspeare, "Pizzicata") a Porto Cesareo, a Gallipoli, ad Otranto, ecc. insomma, in tutte quelle località marine in cui é alto il numero di turisti. Anzi, a ripensarci forse é meglio agire prima della notte della taranta, in modo che la gente arrivi ad assistere a quel concerto già informati (oppure che lo boicotti).
Oltre al video, come giustamente osservi, si può organizzare una mostra fotografica, una serie di dibattiti sul tema, ecc.
Io do tutta la mia disponibilità a lavorare per una corretta informazione sul fenomeno. Anzi...non vedo l'ora!
saluti a tutti!
Ovviamente é normale che qualcuno tra gli organizzatori possa impedire quel tentativo di sensibilizzare le masse durante la notte della taranta. Poco male. L'importante é voler lavorare in questa direzione. Per me andrebbe benissimo anche proiettare il video (e ci metterei anche l'ottimo lavoro di Winspeare, "Pizzicata") a Porto Cesareo, a Gallipoli, ad Otranto, ecc. insomma, in tutte quelle località marine in cui é alto il numero di turisti. Anzi, a ripensarci forse é meglio agire prima della notte della taranta, in modo che la gente arrivi ad assistere a quel concerto già informati (oppure che lo boicotti).
Oltre al video, come giustamente osservi, si può organizzare una mostra fotografica, una serie di dibattiti sul tema, ecc.
Io do tutta la mia disponibilità a lavorare per una corretta informazione sul fenomeno. Anzi...non vedo l'ora!
saluti a tutti!
quello che apprezzo di pizzicata.it é il metodo.
per me "vendere" la cura di una tarantata (generalmente belloccia e tangata) a una televisione perché la pagano bene é condannabile chiunque lo faccia. bolognesi come salentini. pure se lo facesse l'Aloisi, non approverei.
al contrario una ricerca sulla cura delle tarantate fatta con rigore e desiderio di comprensione é da elogiare chiunque la faccia.
il problema é come si parla di tarantismo, come si rappresenta, in che contesto, qual'é il fine...
per me "vendere" la cura di una tarantata (generalmente belloccia e tangata) a una televisione perché la pagano bene é condannabile chiunque lo faccia. bolognesi come salentini. pure se lo facesse l'Aloisi, non approverei.
al contrario una ricerca sulla cura delle tarantate fatta con rigore e desiderio di comprensione é da elogiare chiunque la faccia.
il problema é come si parla di tarantismo, come si rappresenta, in che contesto, qual'é il fine...
E in iscambio delle cinque lire le fece il prete rincartare il cembal suo e appiccarvi un sonagliuzzo, ed ella fu contenta.
Decameron seconda (8)
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