Pantomima concertistica di un attarantamento

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ZzingaruPicciuttaru
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Messaggio da ZzingaruPicciuttaru »

Probabilmente stride abbastanza una rappresentazione del genere durante o dopo un concerto. Sarei curioso di capire cosa é giunto ai presenti quella sera. Io ho letto il programma della manifestazione, erano contemplati anche stage ed approfondimenti, avrei inserito li, al di fuori del clima festaiolo di un concerto, non una rappresentazione ma, la proiezione del documentario di Mingozzi "La Taranta" con relativo approfondimento finale. Sono anche contrario a rappresentazioni teatrali o film. I materiali video, audio, etc... ci sono, perché avere il filtro di un regista o sceneggiatore. Io invito tutti a visionare "La Taranta", osservate sopratutto lo sguardo di totale rassegnazione dei familiari, quello sguardo mi ha trasmesso tantissimo. Poi si può anche discutere della "spettacolarizzazione" della sofferenza ma questo é un tema più ampio. Lo si nota nel documento di Mingozzi, osservate quanta gente é al di fuori della chiesa a vedere incuriosita quello che accade. Lo si nota anche nel quotidiano, quante volte ad esempio, per strada, in presenza di un incidente si é rallentato o ci si é fermati a vedere ? Lo si nota negli argomenti trattati dai programmi di informazione, la fa da padrone la sofferenza. Sono uscito fuori tema ?
raheli
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Messaggio da raheli »

Poche cose da dire.
1) più cresce il fenomeno "pizzica" più cresce la disinformazione e le scemenze che dai palchi (e purtroppo non solo) s'involano nell'aere.
2) L'anzianità  del gruppo a volte conta davvero poco.
3) Le scelte artististiche sono libere.
4) Il giudizio del pubblico o degli organizzatori dei concerti é anch'esso, ahimé, libero.
5) le pizziche che stanno negli archivi sono più belle (per me, ho anch'io diritto a una opininione estetica o devo aver paura di essere tacciato di integralismo?) di quelle della riproposta.

Che fare?
auspicare che da parte del pubblico e degli organizzatori dei concerti venga operata una selezione, pian piano, col tempo, per cui chi propone spettacoli meno peggio venga preferito a chi spara le ca..ate più grosse, e così via.
Attenzione. Mentre scrivo non ricordo neppure il nome del gruppo e non so dove abbiano suonato.
Il discorso é generale e potrebbe riguardare tutti.

Ultima. Ma chi l'ha detto che per vendere il proprio concerto bisogna per forza puntare sul tarantismo e sul suo fascino?
Io in concerto più o meno dico che "il tarantismo é morto" ed aggiugo "per fortuna, perchà© era un fenomeno di sofferenza", dopodichà© aggiungo ancora che "ci é rimasta la sua musica bellissima che finalmente noi possiamo suonare per il gusto di suonarla e che chi vuole ballarla può farlo non perchà© costretto da una malattia terribile".
Se c'é ancora tempo esorto a non credere alle stupidaggini circa la transe orfico-dionisiaco orgiastica che va tanto di moda oggi.
Meglio ca..atine così che far vedere le finto/tarantate sul palco, credo.

E poi ogni volta devo litigare con qualcuno (dopo il concerto) che mi dice che la taranta é viva e nu bbe morta.
Chi lo crede opportuno, potrebbe iniziare a non cantare questa strofa.
E poi si faccia quello che si vuole, in definitiva.
Ultima modifica di raheli il 7 settembre 2005, 13:39, modificato 1 volta in totale.
Valerio
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Messaggio da Valerio »

Già  siamo a metà  della seconda pagina del forum, al 22esimo messaggio, senza che ci sia stato manco un accenno di risposta ai miei interrogativi.
Solo pareri o convinzioni personali più o meno condivisibili, più o meno ovvi, più o meno fraintesi, più o meno interessanti.
Ma niente di quanto speravo, e soprattutto non da chi avrei desiderato.
Pazienza.........
montar
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Messaggio da montar »

Valerio,
le risposte che tu vuoi, a mio avviso non sono necessarie.
Nel caso specifico l'organizzatore si e' fatto "carico" di
cio' che ha espresso il gruppo. Sinceramente, da non salentino, al sig. Patchanka vanno i miei siceri ringraziamenti per aver preso parte alla discussione, forse altri se ne avrebbero fregato delle tue, delle mie, delle altrui .. opinioni.
In generale sono le idee valide a far riflettere le persone.

Poi altri discorsi si potrebbero fare sulle opinioni espresse da Letiantidotum,
ma nessuno ci mette fretta. E sarebbero anche fuori argomento.

Saluti
raheli
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Messaggio da raheli »

PERCHE'? A CHE SCOPO? COME MAI?
NON VI SEMBRA DI MANCARE DI RISPETTO A QUALCUNO? DI OFFENDERE LA VOSTRA TERRA?

Caro Valerio,
le risposte alle tue domande potrebbero essere l'inizio di una tesi di laurea in sociologia (ma anche in antropologia) su quel fenomeno che in molti chiamano salentinità .
Purtroppo non credo che riceverai risposte dagli interessati.
Nella riproposta della musica del Salento la rimozione del passato gioca un ruolo fondamentale.
Senza la rimozione ci sarebbero sì e no un paio di gruppi salentini in attività  (vogliamo essere ottimisti? Allora tre/quattro).
Con la rimozione si può allo stesso tempo non chiedersi troppi perchà© e troppi come e cavalcare allegramente l'onda dello sputtanamento/spettacolarizzazione.
Senza neppure confrontarsi, in un sito come questo, con te e con chi cerca di approfondire, di sapere, di andare oltre.

Secondo me per sintetizzare un atteggiamento mentale purtroppo molto diffuso (fra i salentini) si potrebbe dire:
Dimentichiamoci di tutto, poi se proprio dobbiamo ricordare, stravolgiamo i ricordi e falsifichiamoli ben bene, così avremo dimenticato meglio, facendo finta di ricordare e possibilmente facendoci anche quattro soldi.

P.S.
Da qualche parte, in questo forum c'é un accenno all'integralismo salentino.
Vorrei sapere dove sono questi integralisti.
I nomi, ne vorrei conoscere uno.
raheli
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Messaggio da raheli »

integralisti:
parlo di gruppi musicali in attività , o di facenti parte di gruppi musicali in attività , non di singoli appassionati e/o interessati non facenti parte di gruppi musicali in attività .
Valerio
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Messaggio da Valerio »

"Necessarie"?
Sicuramente non saranno necessarie, le risposte da me bramate, ma, personalissimamente, mi interesserebbero parecchio di più di molte cose che sono state scritte fin'ora.
Spesso sono spinto più da desideri e speranze piuttosto che da esigenze.
Ma é un problema mio e non grave.
Ripazienza.
Pan
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Messaggio da Pan »

Le radici della tradizione certamente non hanno confini,ovunque andrete sarete sempre ben accolti,ma ricordatevi di portare a casa gli insegnamenti "vivi " di persone serie e non di "cose" che appartengono al mercificante e globalizzante patrimonio immateriale della "tradizione", i signori del businnes se ne fregano dei vostri perché.
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Ialma
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Messaggio da Ialma »

PERCHE'? A CHE SCOPO? COME MAI?
NON VI SEMBRA DI MANCARE DI RISPETTO A QUALCUNO? DI OFFENDERE LA VOSTRA TERRA?

A che scopo ?
- Il confine fra la tradizione, con il suo retaggio di sofferenza ed il folklore, quello dei gruppi coi vestitini tradizionali tutti uguali e le coreografie (il ballo del battipanni etc etc) é estremamente labile.
Troppo facile scordarsi di quando si andava in giro con gli zoccoli e sempre lo stesso paio di pantaloni e si faceva la fame (Matteo Salvatore, scusate se nomino lui, ma ancora non mi riprendo dalla sua perdita, raccontava che gli era morta una sorella di quattro anni, di FAME) e ci si spezzavano le reni nei campi.
Estrapolare la tarantata da questo contesto e metterla su un palco o durante un concerto, significa a mio avviso fare un lavoro di rimozione chirurgica, implacabilmente irrispettoso nei confronti della memoria storica del Salento.
Quali sono le responsabilità  di un gruppo di ragazzini in tutto questo?
Poche e tante al tempo stesso.
Se da un canto la giovane età  può essere una scusante, il problema é sempre lo stesso.
Alla musica tradizionale non ci si avvicina con lo stesso spirito con cui si suonano i pezzi di Vasco Rossi.
Stessa vecchia canzone, e visto che a mettere su un gruppuscolo ci vuole poco o niente, via!, florilegio di dilettanti allo sbaraglio, tutti con lo stesso repertorio immobile nei secoli.
Kalinifta, lu rusciu, pizzicarella e santupaulu. Due brani in griko se ci sono velleità  di "approfondimento culturale" ed il gruppo é fatto.
Lomax come Carneade, chi era costui.
Ricerca? E che é?
Il senso del ballo muore 'mpicatu all'albero delle ronde discoteca nelle quali l'individualità  va a farsi fottere, ed esattamente come in discoteca tutti ballano al centro della pista, senza regole, che chi vuole regolamentare una cosa così naturale ed istintiva come la pizzica é uno sporco integralista e fascista.
Tradire la tradizione e farne teatro?
Non so, per me la tarantata da piazza non é teatro, sta al teatro come Cronaca Vera sta al Manifesto
E' voyeurismo di bassa lega.
Il mio concetto di rispetto per la tradizione passa attraverso il rispetto per la memoria e per i portatori di tradizione. Punto.
Sedi opportune per parlare di tarantismo ce ne sono ancora, specie con le persone che hanno visto i tarantati con i loro occhi ed ancora se lo ricordano come se fosse oggi.
Idem per i luoghi di tradizione, anche se si riducono sempre più.
Di sicuro a Certaldo o a NY o a Lecce o dovunque vogliate, una rappresentazione della tarantata é solo a bassi fini.
Se poi sono i salentini a farla, per interesse o ignoranza non lo so, la cosa peggiora.
Ognuno di noi dovrebbe essere informato sulle proprie tradizioni, rispettarle e non farne carne da macello.
Non c'é niente di male a proiettare LA TARANTA di Mingozzi.
Quella é documentazione storica.
Chiunque salga su quel maledetto palco ha una responsabilità , e non da poco, sulla fondatezza dei messaggi che comunica. Sia concettuali che musicali.
Se vedo suonare Aramiré, fino alla fine del concerto una o due domande me le sono poste. Se vedo suonare Arakne Mediterranea vedrò uno spettacolo ricco di teatro e musica, interpretata e degna di rispetto.
Se vedo suonare OST o chi per loro, al più mi sarò sfogato pogando (perchà© di ballare a 180 bpm non se ne parla), ma dubito di poter capire nulla sulla cultura salentina che non sia il concetto che la pizzica = lasciarsi andare.
Il che é una cazzata di proporzioni stupefacenti, perchà© sentita suonare dagli anziani (e ce ne sono ancora tanti che la suonano e la ballano) ha un andamento pacato, garbatissimo da ballare.

- La cultura forse é spettacolo?! e viceversa?! serviamoci dello spettacolo per trasmettere cultura, contenuti....
-
Per trasmettere cultura, un gruppo la cultura dovrebbe avercela!

- Magari si conosce il passo, si sa battere un tamburello, ma non si conosce la cultura che sta dietro tutto ciò. Quindi ben vengano i festival che promuovono tale cultura. Il nostro é stato un piccolo esperimento

Si, ma occhio a non confondere concerti di gruppi di riproposta con promozione di cultura
Chiaro che se da organizzatore non ho la minima idea di cosa portare su di un palco, il rischio di prendere una cantonata col gruppo ignorante come una tegola é altissima.
La soluzione in questi casi si chiama DIRETTORE ARTISTICO, ossia uno che ha le competenze per fare scelte motivate non solo dal cachet.

Concludendo :
A CHE SCOPO? Show Business
PERCHE ? Ignoranza e/o furbizia grassa
COME MAI? E perchà© no, tanto chi vuoi che abbia da ridire? I punkabbestia pogatori? I cittadini che non ne capiscono un kaiser? Mezza dozzina di deficienti in quel "nido di serpenti" di pizzicata?
NON VI SEMBRA DI MANCARE DI RISPETTO A QUALCUNO? Pecunia non olet
DI OFFENDERE LA VOSTRA TERRA? Le famose lenticchie di Ferretti!
patchanka
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Iscritto il: 27 giugno 2005, 16:39
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Messaggio da patchanka »

Caro Ialma,
ti assicuro che qui nessuno a preso una cantonata. Non penso che per organizzare un festival devo smuovere Sparagna (<Pelù, De gregori ecc....) ammesso che questo sia il giusto canale da seguire....... Ti ripeto noi non avevamo nessuna ambizione. Ma solamnete il fatto di averci provato a dato risultati più che soddisfacenti. Non ti parlo di business, ma di soddisfazione nel vedere un festival riuscito. Sopratutto di aver iniziato un percorso lungo il quale molte persone si sono offerte di aiutarci, sopratutto per la prossima edizione. Io non ho quella famosa cultura salentina (col brevetto) ma ti assicuro che molti salentini ci hanno aiutato e ci aiuteranno maggiormente per la prossima edizione. Se fossi un salentino doc, ne sarei contento, e non cercherei a tutti i costi di trovare un brevetto, di mettere dei freni a un movimento che oramai riguarda tutta l'italia e non solo.
Il mio obiettivo era quello di vedere per la prima volta a Certaldo, bambini, mamme, nonnne, nonni, zie e cugini, divertirsi insieme senza grossi problemi. Lo scambio generazionale e non la ghettizzazione a fascie d'età , ne di cultura. Ci siamo riusciti.

Ciao
paolowork
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UNICA RISPOSTA UFFICIALE DEL GRUPPO

Messaggio da paolowork »

Intanto ci fa molto piacere che si siano avute reazioni successive al concerto di Certaldo... evidentemente non siamo passati inosservati!
Il nostro obbiettivo era quello di rappresentare integralmente, semplicemente e molto umilmente il fenomeno musicale e scenico del "ballo liberatorio".
Non ci sembra di "mancare di rispetto a nessuno né di offendere la nostra terra" se andiamo a rappresentare la sua cultura al di fuori di essa.
Se una terra ha una cultura, é ricca, ma se ha paura di esportarla rimane ignorante.
La Nostra cultura, per tanti anni é rimasta nascosta e chiusa all'interno dei propri confini, ora viene riscoperta grazie anche ai tanti gruppi che "inscenano e spettacolarizzano".
Non c'é nessuno "scopo utilitaristico" nel far vedere come, attraverso le loro performance, le tarantate passavano da una condizione dolorosa e sofferente ad uno stato di libertà  psicologica e fisica.
Il ballo é solo il mezzo non é la condizione psico-fisica della tarantata.
Ora vorremmo precisare alcune cose:
1- "L'orchestrina di musico terapeuti" é composta, tra l'altro, da Maestri diplomati al Conservatorio, quindi non si dispiaccia caro amico, e riveda gli aggettivi con i quali ha, ignorandolo, offeso sia la persona che la professionalità  di ciascun componente del gruppo.
2- Il passato non é andato. La nostra ricerca parte da esso per attualizzarla, contaminarla e contestualizzarla sia musicalmente che scenicamente al presente (anno 2005).
3- Da salentini D.o.c. non ci permettiamo assolutamente di criticare o giudicare niente e nessuno, ma accettiamo ogni critica come arricchimento e conferma che stiamo raggiungendo l'obbiettivo che ci siamo preposti.
4- Un grazie a tutti coloro che solidarizzano con noi nelle numerose e-mail pervenuteci.
5- Non da ultimo, ringraziamo "TE CORE" l'intero staff del Patchanka Club, che prima di tutti ha scommesso su di noi e sulla riuscita del nostro spettacolo.
Un Saluto a tutti i partecipanti al forum e vi aspettiamo numerosi ai prossimi concerti.
Original Salento Tarantae
www.originalsalentotarantae.it
raheli
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Messaggio da raheli »

ribadisco quello che ho scritto all'altra pagine e ri ri badisco che il mio era un discorso generale.

Una sola cosa, non basta essere salentini di nascita per sapere tutto sulla musica tradizionale, purtroppo. Perchà© la cultura non si trasmette geneticamente.
Infatti mio padre era e mio fratello é un quasi genio.
Io sono un quasi minchione.
Non basta inoltre essere maestri diplomati in conservatorio, purtroppo, per suonare la musica tradizionale.
Sarebbe come voler parlare il grico studiando il neogreco.
Ri ri ribadisco che in concerto ognuno fa quello che vuole, finchà© non ammazza nessuno.
Però anche il pubblico fa quello che vuole, applaude, fischia, resta, se ne va, critica!
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lapo
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ognuno fa quello che vuole

Messaggio da lapo »

davvero mi fa piacere aver potuto leggere una risposta di un componente del gruppo. il concerto fra le altre cose, in parte mi e'anche piaciuto.

quello che mi chiedo e':
se volete esportare la cultura salentina perche'non suonate ad un numero di battute per secondo un po'piu'moderato? se no finisce che la terzina diventa molto simile al tunz tunz tunz di una qualsiasi discoteca, la gente salta o poga, come in una qualsiasi discoteca, e quello che esportate e'solo che ognuno fa quello che gli gira, si libera (magari proprio come le tarantate) del giramento di palle. e la vostra cultura?

va a farsi benedire.

quando le guide turistiche portano i giapponesi fuori firenze alle cene medievali organizzate per loro, con i giullari e i suonatori di mandolino in costume... io non penso che stanno trasmettendo la mia cultura ai poveri giappa, penso che la stanno sputtanando.

secondo me il contenuto potente della pizzica sta nel fattto che e'un linguaggio di comunicazione non verbale, empatico, divertente, che non ha bisogno altro che di se stesso e che ha una storia di radicazione in un posto e in un popolo. affascinante... ma complesso.

se non ci si preoccupa di trasmetterne la complessita' secondo me si perde il senso di questo bel ballo, e quando la moda passera'...

poi ognuno suona, elabora, reinterpreta, contamina... come gli pare.
ma quando mette sul palco una rappresentazione di una tarantata... si espone a sentirsi dire: ragazzi ma i che vu fate?!

[modifica]

va bene mi scuso,
non so perche'io mi faccia prendere da questa vena iper-polemica, e alla fine il mio tono diventi fastidioso.
(oltre al fatto che esco dal seminato)[/i]
Ultima modifica di lapo il 10 settembre 2005, 12:51, modificato 2 volte in totale.
patchanka
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Messaggio da patchanka »

mi sa che questo topic é concluso. Si parla di discoteca!
CarloTrono
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Messaggio da CarloTrono »

non cambiamo argomento, concentriamoci sulla questione della rappresentazione scenica del Tarantismo nell'ambito di un concerto.
pisa l'oru, pisa lu chiummu, pisa cchiu l'onore de tuttu lu munnu !
giannino
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Messaggio da giannino »

Anche a me fa piacere che il gruppo si sia fatto sentire quanto meno per difendere le proprie scelte etiche ed estetiche.
-Mi convince lo scopo prefisso di evitare un ristagno culturale attraverso l'esportazione stessa della prorpia cultura.
-Mi convince il diritto di ogni gruppo a fare tesoro del passato pur rielaborandolo secondo i canoni della modernità .
-Mi convince la buona fede del gruppo, che avrebbe preso l'incarico anche senza la messa in scena del tarantismo.

-Non mi convince la difesa del proprio lavoro attraverso esibizioni curricolari (infatti non é detto che un musicista diplomato al conservatorio sia più bravo - soprattutto in questo tipo di musica - di uno che alterna zappa e organetto).
-Non mi convince, infine e soprattutto, l'individuazione del dolore della tarantata come "performance", da esibire per esportare cultura.
Valerio
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Iscritto il: 25 maggio 2003, 17:47
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Messaggio da Valerio »

Beh: se l'intervento di Paolo fa contenti voi immaginatevi quanto faccia contento me!
Era la mia grande speranza poter conoscere le motivazioni dei diretti interessati, e non vederla disattesa fa molto molto piacere.
Purtroppo non ho tempo a sufficienza in questo momento per scrivere quello che vorrei e sono costretto a rimandare a domani, ma ci tenevo a ringraziare Paolo sin da subito.
A poi.......
Pino
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Iscritto il: 22 ottobre 2003, 19:31

Messaggio da Pino »

Quello che voglio dire io é che; basta con queste messe in scena co n ragazze che si contorcono per terra fingendosi tarantate. E' uno spettacolo a dir poco orrendo e uno sputtanamento totale.
Non se ne puo più di assistere questi spettacoli. Voglio dire a tutti quei gruppi che se ne vanno in giro a proporre cose simili basta siate un pochettino più creativi, e anche a tutte quelle pseudo ballerine che fingono in maniera cosi oscena, dico oscena perché mettonop in bella mostra quasi tutti le loro bellezze nascoste, sicuramente per più di qualcuno sarà  un bel spettacolo ma io ritengo che sia un offesa a chi di questo male ha soffero, e danzato per guarire. Queste ballerine e gruppi farebbero bene a coinvolgere il pubblico diversamente, magari mostrando come si balla la pizzica pizzica in coppia.L'anno scorso ho visto uno spettacolo alla masseria Belmonte di Crispiano suonava il CGS eportavano con se un ballerina che si contorceva come una pazza be vi dico che é stato veramente brutto e mi ha sorpreso come un gruppo di tale portata possa ancora andare in giro a proporre cose simili. Saluti Pino.
montar
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Iscritto il: 23 marzo 2004, 15:24
Località: torino (origine: irpinia)

Messaggio da montar »

Scusate se rompo il paniere ma lasciatemi fare
l'insetto che punge la cavalla.

Io vorrei sapere a quale livello ci si deve indignare.

Ad esempio se ad un concerto degli Zoe' ascolto Santu Paulo I e II:
la musica e' a tempo di "pizzica" (o piu' veloce? bhooo siete voi gli esperti :-)
) le parole sono tratte da pizziche tarantate (per intenderci quelle che si possono ascoltare
dal video di Mingozzi). Poi senti qualcuno al tuo fianco che ti dice, queste si che sono pizziche
tarantate (magari anche con accento del tacco d'Italia).
Sullo stesso brano gente che pretende di fare ronde etc. etc.

Ascoltando tali brani devo (o chi per me) indignarmi per le parole, o posso saltare come
voglio o devo fare un cerchio ed aspettare il mio turno.
Gradirei qualche chiarimento.

Poi, molti dei gruppi (anche del tacco) che ho ascoltato alternano frasi
d'amore a frasi di corteggiamento a frasi legate al rito terapetico.
Spiegatemi quale deve essere il mio (o di chi per me) atteggiamento.
Devo danzare in cerchio durante le frasi di corteggiamento e irritarmi quando
vengono usate frasi per la terapia?
Gradirei ancora qualche chiarimento.

Insomma qual'e' il limite? Come si puo' tentare un aproccio' tradizionale
con i gruppi di riproposta? Non tutto il pubbblico puo' recarsi in salento a fare
ricerca, mi sembra evidente la cosa!

Le ballerine a seguito del gruppo imitano Nureyev (visto i ritmi e le movenze)
cosa dovrebbe imitare il pubblico la ballerina sul palco o la vecchietta salentina
di cui non ha possibilità  di vedere all'opera?

Fino ad arrivare all'attarantamento da palco magari, con la speranza in futuro di avere un
attarantamento di qualche spettatore, perche' questo potrebbe essere uno dei
tanti messaggi recepiti dal pubblico.

Fase propositiva, altrimenti qualcuno potrebbe obiettare sto str..zo di Montar e'
bravo solo a criticare , allora suggerisco perche' non prepare un piccolo libretto/opuscoletto da distribuire prima e durante il concerto in modo da sensibilizzare ed informare le persone ignare di tutto cio'? Scusate, dimenticavo, la cultura costa.

A mio modestissimo avviso, concordo con Carlo, io preferisco il teatro: in teatro o in piazza, ma di teatro vero si deve trattare. Perche' a me, siceramente con tutta l'ulmiltà  del caso, non risulta che i diplomati in conservatorio ricevano ad honorem un diploma in arte drammatica.

Io credo che si tratti di un discorso di crescità  e consapevolezza, magari
qualcuno ha gia' iniziato da tempo attraverso una graduale maturazione.

Avrei tante altre cose da dire, ma mi rendo conto di essere noioso,
ed il tempo a disposizione e' quello che é (30 secondi)

E' significativo come si chiude la pubblicazione di Agamennone "Il discorso e'
aperto"

Ringrazio anticipatamente tutti quelli che contribuiranno a risolvere
i miei dilemmi.

Scusate la sgrammatica, sono i soliti 30 secondi.

Cordiali Saluti.
Valerio
Messaggi: 399
Iscritto il: 25 maggio 2003, 17:47
Località: Fiesole (FI)
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Messaggio da Valerio »

Ciao Paolo
nonostante sia contento di aver letto il tuo messaggio non posso fare a meno di chiederti alcuni chiarimenti ed invitarti a discutere, perchà© alcune delle cose che hai scritto non mi tornano proprio.

Dunque: prima di tutto vorrei capire se il "caro amico" citato nel tuo messaggio sono io: se sì non ho capito quali siano gli aggettivi offensivi che ho adoperato.
"Orchestrina di musicoterapeuti" in sà© non mi sembra sia offensivo e rileggendomi non ho trovato niente che possa ferire la sensibilità  di un musicista diplomato in conservatorio. In caso contrario potresti indicarmi i passaggi precisi, chà© magari si tratta solo di incomprensioni?

[quote:b431fee825="paolowork"] Non ci sembra di "mancare di rispetto a nessuno né di offendere la nostra terra" se andiamo a rappresentare la sua cultura al di fuori di essa. [/quote:b431fee825]
Rappresentare la cultura di una terra fuori dai suoi confini non é certo una cosa, in se', disdicevole.
Ma bisogna vedere anche COME si decide di esportarla.
Esportare Dante Alighieri "a pizzica" su un palco di fronte ad un pubblico "tarantato" non credo sia un'operazione molto meritevole dal punto di vista culturale, ad esempio.
Si può far molto di meglio con Dante Alighieri, credo. E anche con la musica salentina.
Così con il tarantismo: va bene riproporlo, ma come?
Rappresentare integralmente il fenomeno musicale e scenico del "ballo liberatorio", per usare le tue stesse parole, può andare anche bene, ma dove? Davanti a chi? E sopratutto perchà©???
Per conto mio metter sullo stesso piano un canto d'amore ed una pizzica, foss'anche tarantata, e l'intero rito terapeutico, comprendente trance, catalessi, palpitazioni e quant'altro, fino a proporli assieme in un contesto simile a quello di Certaldo, é un po' un azzardo.
E non perchà© sia una cosa da non fare a prescindere da tutto, o perchà© ce l'abbia con gli organizzatori della festa, o perchà© non mi piaccia il basso sparato a palla.
Semplicemente perchà© non lo considero un contesto adatto.
E non considero quello che avete messo in scena un semplice "ballo", ma un vero e proprio rito all'interno del quale é presente anche una componente coreutico-musicale.
E non considero il tarantismo qualcosa di morto e sepolto: se é vero che di terapie é molto difficile che se ne facciano ancora, sicuramente rimane viva la memoria di quei momenti ed esistono tutt'oggi persone che il tarantismo l'hanno vissuto sulla propria pelle o comunque in prima persona. Presumo che queste persone abbiano un ricordo terribilmente doloroso di quel "ballo" e per quanto mi riguarda basta questa consapevolezza a convincermi che questo tipo di "materiale" vada maneggiato con molta molta sensibilità .

[quote:b431fee825="paolowork"] Non c'é nessuno "scopo utilitaristico" nel far vedere come, attraverso le loro performance, le tarantate passavano da una condizione dolorosa e sofferente ad uno stato di libertà  psicologica e fisica. [/quote:b431fee825]
Beh: io ho espresso il mio punto di vista, una supposizione esplicitamente soggettiva.
A questo punto potresti spiegarmelo tu come mai proponete quell'intermezzo coreutico-musicale all'interno del vostro concerto. Semplicemente a scopo "documentaristico"???

[quote:b431fee825="paolowork"] Da salentini D.o.c. non ci permettiamo assolutamente di criticare o giudicare niente e nessuno, ma accettiamo ogni critica come arricchimento e conferma che stiamo raggiungendo l'obbiettivo che ci siamo preposti. [/quote:b431fee825]
Di questa frase non ho capito proprio niente.
Il salentino d.o.c. non critica???
In che senso le critiche sarebbero una conferma che state raggiungendo l'obiettivo che vi siete preposti???
E poi (questa é curiosità  pura) qual'é questo obiettivo???

Grazie in anticipo per le risposte, di qualsiasi tipo esse saranno...
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