una legge sulla pizzica
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Recentemente mi é capitata tra le mani una interessante proposta di legge di "tutela e valorizzazione" della pizzica, presentata dal senatore Eupreprio Curto, eletto per Alleanza Nazionale a Francavilla Fontana (si può scaricare il testo completo all'indirizzo www.vincenzosantoro.it/DDLpizzica.pdf ).Naturalmente, vista la situazione politica parlamentare, questa proposta non diventerà mai legge (almeno in questa legislatura). Si tratta, diciamo così, di una provocazione positiva. Però il tema mi pare interessante, e foriero di spunti di discussione: che tipo di intervento pubblico organico - aldilà degli eventi estivi piccoli e grandi - si può prevedere per la tutela e la valorizzazione di questo "bene culturale immateriale" che é la nostra tradizione musicale? Quali sono gli strumenti per attuare questi interventi? Ci vuole una legge nazionale, oppure é l'ambito regionale quello più idoneo (ad esempio in Piemonte esiste una legge regionale sulla musica popolare)?Mi piacerebbe che se ne parlasse, anche perchà© questo sarà uno degli argomenti principali degli "Stati generali della ricerca sulla musica popolare in Puglia", che terremo nel corso del raduno estivo 2005 di pizzicata.itVincenzo SantoroQuesto messaggio é stato modificato da: svincen, 21 Apr 2005 - 03:25 [addsig]
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Ad una lettura superficiale sembra un progetto interessante, anche perché risponde a esigenze avvertite e anche accennate o discusse su pizzicata (credo che in qualche modo anche l'articolo su caravaggio e lu cuccurucù sia sulla stessa linea).Certo, l'imprecisione lessicale e di definizioni nel disegno di legge sono tante:- perché mai si vuole diffondere la taranta??? che é la taranta un ballo diverso dalla pizzica o un'animale? Il termine viene usato spesso a completamento del termine pizzica, come sefosse un sinonimo..- ve li immaginate i contadini stanchi che al tramondo in aggiunta alla giornata di lavoro si mettono a sudare ballando la pizzica?- fra le varianti di pizzica che secondo il testo "sopravvivono" (ma io dire sono conosciute, perché in realtà almeno la pizzica tarantata à© morta), gli studiosi non si sentono male a sentire parlare di "pizzica delle spade" (diceva Uccio Aloisi..si la pizzica di muerti....etc etc) invece che di pizzica scherma o ancora di "pizzica de core" (neologismo però più diffuso) al posto di pizzica pizzicaInfine entrando nel merito, più che sulla forma, l'idea di un marchio d'area (che chiaramente mostra la volontà esplicita di un recupero finalizzato alla commercializzazione turistica più che ad una presa di coscienza del linguaggio e delle forme di espressione culturale dei Salentini, per i salentini) potrebbe essere cosa buona e cosa cattiva a seconda di come poi viene declinato operativamente. In altre parole, il marchio non deve creare l'immagine di qualcosa che non c'é, ma deve o dovrebbe raffigurare e distinguere una tipicità effettivamente esistente.Credo che i rischi/benefici di una legge simile sia legata alla doppia idea che si ha del concetto di marketing territoriale:- concetto negativo: strumento per infinocchiare turisti e altri fruitori del territorio più radicati con la veicolazione di immagini e suggestioni di facciata.- concetto positivo: strumento di analisi del territorio e di elaborazione della sua traiettoria di crescita volta a creare le condizioni di soddisfazione dei bisogni dei vari interlocutori del territorio (in cui la promozione à© solo la parte finale del lavoro in somma).Rilanciare la pizzica e, a questo punto, direi la musica e la danza popolare salentina serve ai salentini come crescita cuturale, appropriazione di un'identità da poter usare come vantaggio distintivo nel confronto con altri popoli o serve invece solo per attirare turisti ignari di trovare un mondo costruito artificialmente?marcello[addsig]
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CarloTrono
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Sono perfettamente d'accordo con quanto scritto da Marcello: questo disegno di legge si basa su conoscenze derivanti dai soliti "stereotipi" che nel tempo si sono creati intorno alla musica popolare salentina. Prima di tutto, il disegno di legge parla quasi unicamente di "pizzica", senza nominare assolutamente i canti di tradizione orale alla "stisa", i canti di questua, gli stornelli e le altre musiche da ballo diverse dalla pizzica. Eppure é proprio il canto polifonico l'elemento che oggi rischia maggiormente di scomparire. Probabilmente questi aspetti della tradizione musicale non interessano perché non sono sfruttabili sul mercato...eppure sono un elemento imprescindibile della nostra cultura tradizionale.In secondo luogo, secondo me sono necessarie leggi per regolare la ricerca sul campo, finanziare i ricercatori e sopratutto tutelare la proprietà intellettuale dei risultati della ricerca. Attualmente la ricerca sul campo é portata avanti da pochi appassionati in modo privato, con metodiche spesso non idonee (e a volte nemmeno rispettose degli anziani), senza alcun finanziamento e senza alcuna tutela; tant'é vero che attualmente quasi tutti i ricercatori si tengono stretto il materiale raccolto perché in passato ci sono stati molti casi di "furto" da parte di gruppi di riproposta. Io penso che sia necessaria una legge a livello regionale (anche perché non esiste mica solo il Salento ! e il Gargano? e la Murgia? giusto per fare due esempi) che regoli e tuteli la ricerca, finanziando progetti di ricerca SERI fatti da associazioni culturari SERIE. [addsig]
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A mio parere, qualsiasi operazione SERIA, come dice Carlo, mirata alla tutela della cultura popolare regionale "TUTTA", aggiungo io, é indubbiamente auspicabile, ma non nascondo i miei dubbi sulla proposta di legge di cui si parla, in particolar modo per quanto riguarda l'aspetto del MARCHIO. Comprendo perfettamente la necessità , in alcune occasioni, di dotare un particolare prodotto di marchi atti ad attestarne l'originalità e la provenienza, ma in tutta sincerità ultimamente ciò pare che si stia risolvendo in una mera questione economica. Non credo nell'utilità di una pizzica salentina vendibile come DOC se é proprio de lu salentu salentu, IGT se proviene dai posti che vorrebbero essere salentu ma non lo sono, e semplice pizzica DA TAVOLA se é una pizzica suonata in un altro luogo. La gente interessata e informata sa benissimo di cosa parla e cosa vuole sentire. Quella che non é interessata balla sulla pizzica doc così come sulla musica house, e non glie ne frega una cippa da dove proviene la pizzica e se é originale o contraffatta. Scherzi a parte, il politico che ha pensato la legge sulla pizzica e sulle tarante avrebbe fatto meglio ad allargare i propri orizzonti a tutte le forme di musica popolare presenti in Puglia, perché se si tratta di fottere solo i soldi all'unione Europea ed ai turisti, di metodi ce ne sono a bizzeffe.[addsig]
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Maruko_KuFu
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Secondo me é una proposta dettata dalla voglia di tutelare un patrimonio che forse é, seppur erroneamente, stato generalizzato con il termine "pizzica"... o si tratta di un'abile mossa per accaparrarsi una manciata di remunerativi voti?Sen non sono fave son ceci.Io preferisco i fagioli alla Terence Hill... mi re mi sol mi re mi...[addsig]
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CarloTrono
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Evidentemente la legge proposta dal senatore ha i suoi limiti, che sono stati ampiamente evidenziati. Penso che adesso potremmo approfittare della discussione per avanzare alcune proposte personale, in modo da raccogliere un po' di idee utili da questa community per poi presentarle ufficialmente alle istituzioni in occasione del convegno incluso nel programma del II raduno estivo di Pizzicata.it .Ergo, proponiamo qualcosa. Da parte mia nel mio precedente intervento ho avanzato alcune proposte. Dite la vostra. [addsig]
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Bravo Carlo.A mio parere il ferro si batte quando é caldo.Ho dato una veloce lettura (in diagonale) del testo, anche agli occhi di un profano appare incompleto e sembrerebbe scritto da chi in materia non ci "balla" troppo, magari sbaglio, ma questa é la sensazione.Quindi, sempre a mio modesto parere, merita di essere modificato ed integrato. Poi evendo la relativa discussione parlamentare, disponibili credo su richiesta, tutte le "verità " saltano fuori: dai propositi del propositore al senso dell'applicazione etc. etc.Comunque la cosa importante é avere una pietra miliare. Anche se piantata male ma piantata.Saluti[addsig]
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Io penso che un lavoro di diffusione sia stato fatto, un'altro lavoro importante, per far insediare sulla prima poltrona di puglia una persona che sia vicina a questi problemi, é stato pure svolto ora sta tutto al "buoncuore" e alle possibilità politiche della giunta, non mancano di certo professionalità e competenza, per ciò che riguarda i luoghi, ci si potrebbe integrare nelle realtà esistenti, tipo biblioteche musei ect, con una certa considerazione per chi si troverà a gestire il tutto, che abbia capacità di creare occasioni di ritrovo (qualcosa del genere lo fa già il museo provinciale Castromediano di Lecce, che organizza concerti e serate di teatro) che abbia la mentalità giusta per cogliere le proposte che vengono da fuori, che si impegnino nella raccolta di quegli archivi sparsi per il salento, e magari "consiglino" i gruppi di spiegare che genere musicale fanno, se deriva direttamente da conoscenze personali sulla musica della tradizione, se scopiazzano qualcuno, se fanno erotic-pizzica, in modo che chi li ascolta sappia che cosa sta ascoltando evitando così bollini e marchi, e magari promuovendo quegli editori che rimettendoci di tasca loro producono dischi di anziani cantori.[addsig]
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samnispentrorum
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Date un'occhiata anche qui:http://www.regione.molise.it/web/crm/In ... ocumentper una iniziativa analoga: proposta di legge regionale concernente: " Promozione della cultura musicale tradizionale molisana ".(cliccate sul file .pdf nella pagina che si apre)Questo messaggio é stato modificato da: samnispentrorum, 24 Apr 2005 - 20:40 [addsig]
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CarloTrono
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La legge proposta da Quintino Pallante alla Regione Molise contiene molti spunti interessanti, secondo me. Ti ringrazio tantissimo di averla segnalata.In primo luogo, si parla di un centro di ricerca con attività autonoma (cosa molto importante secondo me) che può essere formato da più enti pubblici e privati, e che ha come scopo quello di censire il patrimonio musicale tradizionale (tutto, non una parte) e di renderlo fruibile, anche allo scopo di imparare i brani per riproporli. Come ha detto Sparagna in un intervista recente, gli archivi sono inutili se la musica rimane morta all'interno...aggiungiamo noi che senza archivi fatti con un certo criterio non é nemmeno possibile far rivivere questa musica, perché mancherebbero le fonti !E' abbastanza interessante anche il discorso dei contributi alle radio per pagare i diritti d'autore: questa iniziativa potrebbe costituire un incentivo interessante per avere finalmente una trasmissione sulla musica popolare trasmessa da un emittente con copertura regionale. Il discorso della commissione e del riconscimento di "borgo musicale" forse non é molto attuabile in Puglia, almeno nel Salento. Da un certo punto di vista un riconoscimento del genere potrebbe essere utile, perché magari in questa maniera i gruppi di riproposta (non tutti, ma quasi) smetterebbero di rispondere "boh!" alla domanda "da dove viene questo brano che state proponendo sul palco?"; mi chiedo però come verrebbe accolta una commissione regionale da parte dei gruppi salentini, che già senza la presenza di marchi di qualità di qualsiasi tipo, continuamente si fanno la guerra e sono invidiosi l'uno dell'altro (ripeto: non tutti, ma quasi); per non parlare poi dei comuni, che attualmente vivono una spasmodica ricerca di titoli ed onorificenze varie da rivendere sul mercato del turismo (oggi passando da Torrepaduli ho visto all'ingresso i cartelli "benvenuti nella patria della pizzica e del tamburello"). In conclusione, questa legge é sicuramente la più interessante fra quelle fino ad oggi proposte, anche per come si presenta. Solo che richiede un lavoro di adattamento alle caratteristiche del territorio pugliese. [addsig]
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CarloTrono
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Qualche giorno fa ho partecipato all'incontro organizzato in Piazza Salandra (Nardò) dal forumambientesalento. Al di la' dei risultati di questo incontro (deludenti per quanto riguarda alcune risposte dei rappresentanti dell'amministrazione pubblica presenti all'incontro) mi é sembrato molto positivo il modo di lavorare del forum: si creano dei gruppi di lavoro che portano avanti un determinato argomento (in questo incontro gli argomenti erano: energia eolica, parchi naturali, strada 275, acque reflue, gestione rifiuti, privatizzazione dei litorali). Perché non facciamo anche noi dei gruppi di lavoro che si riuniscono periodicamente per discutere delle varie questioni affrontate su questo sito. Forza, diventiamo più costruttivi e meno polemici, come suggerito da Danzerino ! Un primo gruppo di lavoro su Torrepaduli si é formato (ma deve essere affinato), perché non se ne crea un altro su questo importantissimo argomento proposto da Vincenzo?Chi, dove e quando? Avanti con le proposte.[addsig]
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