un aiuto urgente per un compito

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nerina
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Iscritto il: 29 dicembre 2003, 16:34

2822

Messaggio da nerina »

non ho molto tempo per fare una ricerca e quindi mi serve assolutamente il vostro aiuto: quali sono gli abiti tradizionali del salento, come si chiamano gli abiti utilizzati nella pizzica? ho bisogno di sapere il nome e i tessuti con cui sono fatti, chi meglio di voi mi può aiutare? vi prego fatemi sapere al più presto qualcosa perché ho il compito domani!!
Grazie a tutti!!![addsig]
raheli
Messaggi: 351
Iscritto il: 24 agosto 2004, 17:43
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2825

Messaggio da raheli »

scusa, non riesco a resistere:

gli abiti tradizionali del Salento sono quello che uno ha.
Jeans e maglietta d'estate, o jeans o pantaloni + camicia e golf o solo golf per gli uomini.
Per le donne uguale o con gonna.
Alternative: dipende dalla moda del momento.

Nel passato gli abiti tradizionali erano quello che uno riusciva ad avere o a comprare, o magari a ereditare dai parenti più grandi o gli abiti dismessi dei padroni.

Vabbé, si scherza.
In realtà  sta storia degli abiti tradizionali pare sia un'invenzione, o come si dice oggi, una bufala.
Le raccolte di disegni di abiti tradizionali dei vari paesi a quanto ne so io sono state commissionate più o meno nel 700 dal re e i pittori che andavano in giro a dipingere i costumi tradizionali se li inventavano o dipingevano quello che vedevano addosso alle prime persone incontrate.
Può darsi che stia dicendo cavolate (ma non credo siano cavolate troppo grosse) .
Chi ne sa più di me parli.
Ciao e perdona lo scherzo

[addsig]
giannino
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Iscritto il: 27 luglio 2003, 12:59
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2845

Messaggio da giannino »

Bé credo che in passato, non degli interi costumi ma almeno degli accessori dovevano essere tanto diffusi da poter essere definiti "tradizionali".Parlo specialmente di copricapo, tipi di gonne, di grembiuli, di gilet...anche se oggi  molti gruppi folkloristici esagerano vestendosi degli stessi abiti e degli stessi colori.Ad esempio, in quadri del 700 e 800 non concentrati sui costumi, ma sui paesaggi (Vedi quadri di Philipp Hackert stampati su alcuni libri delle edizioni capone) sono evidenti similarità  negli abiti sia maschili che femminili (cappelli, gilet, gonne, grembiuli), similarità  che oggi non sono più così evidenti, tranne alcuni casi (vedi l'uso dei jeans).Un esempio può essere la tradizionale "bombetta" che mettono praticamente tutti in Perù (o Cile?)...ecco, penso che doveva essere più o meno la stessa cosa da noi...vedi la coppola o i grembiuli sempre indossati dai nostri nonni e nonne (almeno i campagnoli).[addsig]
Giovanni Semeraro
betsabea
Messaggi: 383
Iscritto il: 31 maggio 2004, 18:28

Messaggio da betsabea »

Per quello che so degli abiti "tradizionali" c'erano anche in salento.. se non altro possiamo sicuramente riconoscere quelli delle comunità  grecaniche o arbresh!!

Sicuramente si trattava di abiti che venivano indossati durante occasioni particolari (diciamo due ed entrambi nefaste: il matrimonio e, se non si tramandava alla figlia, nella bara :wink: )

Probabilmente nel salento l'uso di questi abiti si é perso prima che altrove (in calabria la maggior parte delle donne anziane li porta ancora oggi nella versione più povera, e durante le feste in quella più ricca..) ma non credo che i pittori-ritrattisti si siano proprio inventati di sana pianta gli abiti..

Io ho qualche libro illustrato e con foto.. ma comunque ci sono dei siti su cui credo che potrai trovare un po' di storia..
Valerio
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Re: 2825

Messaggio da Valerio »

[quote:5ec63311f0="raheli"]In realtà  sta storia degli abiti tradizionali pare sia un'invenzione, o come si dice oggi, una bufala.
Le raccolte di disegni di abiti tradizionali dei vari paesi a quanto ne so io sono state commissionate più o meno nel 700 dal re e i pittori che andavano in giro a dipingere i costumi tradizionali se li inventavano o dipingevano quello che vedevano addosso alle prime persone incontrate.
Può darsi che stia dicendo cavolate (ma non credo siano cavolate troppo grosse).[/quote:5ec63311f0]

Tempo fa ho lavorato nella Biblioteca Nazionale di Firenze partecipando ad un grande progetto di digitalizzazione di manoscritti e libri antichi.
Tra i tanti bellissimi libri che mi sono passati tra le mani ce n'e' uno che riguarda l'argomento "vestiti tradizionali" sollevato in questa discussione.
Nel caso specifico si parla di vestiti di contadini toscani.

La bncf ha resto disponibile alla consultazione online le prime pagine delle copie digitali dei libri che sono stati scansionati. Tra questi anche il libro in questione.
Per chi e' interessato a vedere due stampe a colori in cui sono ritratti dei contadini toscani abbigliati come in uso nel 700 segua queste istruzioni:

1 - Apra la pagina del catalogo opac della bncf
2 - Copincolli, omettendo le virgolette, nel campo TITOLO "I contadini della Toscana espressi al naturale" e prema sul tasto "Ricerca"
4 - Se si apre la scheda relativa al libro, come dovrebbe succedere, clicchi su "copia digitale"
5 - Dovrebbe aprirsi un interfaccia per sfogliare le prime carte del libro: quelle interessanti sono TAV_001R e TAV_002R

Guardandole mi viene da pensare che quanto ha scritto Roberto forse non é proprio inverosimilissimo......... :)
giufà
Messaggi: 42
Iscritto il: 28 aprile 2005, 15:09

Messaggio da giufà »

Vestito tipico siciliano, ritenuto tradizionale, così come lo si vede nelle varie sagre, ballo della cordella, gruppi folchici eccetera...
donna: gonnellone, sottanone, grembiule, uomo: camicia, gilet, cappello strano, pantaloni....
Ma é uguale in tutto il mondo? leva gli zoccoli ad una signorina olandese in vestito tipico e sei in Sicilia...tranne qualche eccezione, i vestiti "tipici" sono proprio tutti uguali!!!
Ora...io ho parlato con gente anziana, anzi proprio vecchia e loro mi hanno parlato dei loro padri, dei loro nonni, diciamo che quanto riferirò può essere tranquillamente riferito alla fine dell''800...
La gente era povera, quasi tutti avevano come obiettivo il trovare lavoro in un latifondo, e tutti avevano paura del mese di Gennaio, perché quel mese lì la terra produceva poco, e la gente moriva di fame, vestito tipico: stracci, se li avevi (ho visto foto antiche di solfatari che lavoravano completamente nudi).
Sopra ci stavano pochi latifondieri, che non erano proprietari terrieri ma mezzadri, questi stavano poco poco meglio, si facevano un culo così in campagna ma almeno riuscivano a mettere da parte per l'inverno qualcosina, vestito tipico: appena più dignitoso, una giacca magari....c'é chi mi ha raccontato delle grida di fatica di questa gente al lavoro, padri e figli, ma almeno loro producevano!!!
Poi c'era la nobiltà , vestito tipico ovviamente sfarzoso...
La domanda é questa: ricerca storica o pubblicità  per turisti tedeschi?
pizzicagnolo
Messaggi: 188
Iscritto il: 23 dicembre 2005, 15:10

Messaggio da pizzicagnolo »

Per esprimere la mia, azzardo un paragone che sfiora l OT. In Irlanda già  dalla seconda metà  del 18° secolo, il maestro di danza viaggiava, fermandosi in ogni villaggio dai nove giorni a sei settimane, si accordava con qualche agricoltore per prendere in prestito un fienile per dormirvi e svolgervi le lezioni di ballo, in cambio offriva al fattore o ai suoi figli le lezioni gratuitamente; oppure dormiva a turno nelle case degli allievi. Nell estrema povertà  del tempo, e pur nelle condizioni climatiche non certo paragonabili a quelle del Sud Italia, si ha notizia di persone che raggiungevano la sede delle danze SCALZE, con le scarpe in mano, che poi calzavano solo arrivate alla méta, tanto erano preziose e non si potevano "sciupare". Insomma, voglio dire che questi potevano fare (per diverse ragioni su cui non sto a dilungarmi) anche dei sacrifici per pagarsi le lezioni, ma non avevano scarpe né tantomeno un vestito fatto apposta per ballare! La formalizzazione del "costume" per il revival irlandese avvenne a cura della Lega Gaelica tra il 1920 e il 1930, che impose il kilt per i ragazzi e "creò" (inventò) anche il "costume" femminile: all'inizio, una veste bianca con nastri verdi, poi il famoso vestitino a pieghe piatte adornato con ricami celtici, applique e ricami, colletto e polsini in candido crochet, ecc. Sospetto fortemente che anche in Italia, al di là  del folclorismo dei gruppi di spettacolo, ognuno ballasse con quello che aveva indosso nella sua epoca e nel suo stato sociale, al limite coi "vestiti della festa".
CarloTrono
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Messaggio da CarloTrono »

[quote:9a2015f36b="pizzicagnolo"]si ha notizia di persone che raggiungevano la sede delle danze SCALZE, con le scarpe in mano, che poi calzavano solo arrivate alla méta, tanto erano preziose e non si potevano "sciupare". [/quote:9a2015f36b]

[i:9a2015f36b]Ballati ca teniti le scarpe nove, le mie su vecchie e nu possu ballare[/i:9a2015f36b]
Ogni mondo é paese...
federico.capone
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Iscritto il: 25 ottobre 2003, 13:30
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Messaggio da federico.capone »

PIZZICAGNOLO HA SCRITTO:
La formalizzazione del "costume" per il revival irlandese avvenne a cura della Lega Gaelica tra il 1920 e il 1930, che impose il kilt per i ragazzi
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Che il kilt non sia propriamente un costume popolare é dato per scontato, tuttavia la sua nascita é un po' più antica del 1920-30.
Fu Thomas Rawlison ad "inventarlo", negli anni Trenta del Settecento, semplificando un capo già  esistente utlizzato dagli operai impiegati per l'abbattimento degli alberi necessari per fornire legna alle fornaci, il capo in questione era un plaid stretto alla cintura ed aveva una duplice funzione: quello di coperta e quello di lasciare scoperte le gambe in terreni acquitrinosi.
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VALERIO HA SCRITTO:
Tra i tanti bellissimi libri che mi sono passati tra le mani ce n'e' uno che riguarda l'argomento "vestiti tradizionali" sollevato in questa discussione.
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Nella biblioteca nazionale di Firenze sono custoditi centinaia di volumi sui costumi tradizionali-popolari d'Italia, tutti ottimamente conservati
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PER L'ARGOMENTO PRINCIPALE, costumi popolari li trovi in
- G. Bifezzi, Atlante corografico, statistico, storico ed idrogeografico del Regno delle Due Sicilie, Napoli 1845
- Notevoli sono i bozzetti di viaggio del D'Anna (ma anche quelle del Gatta e del Fabris), si trovano in
E. Miranda, Costumi del XVIII secolo in Terra di Bari e in Terra d'Otranto, in "Napoli-Firenze e ritorno. Costumi popolari del Regno di Napoli nelle collezioni borboniche e lorensi", a c. di M.C. Masdea, A. Caròla-Perotti, Napoli, Guida 1991

- Interessanti anche i particolari dei dipinti dell'Hackert e delle stampe del Saint-Non e qualcuna dello Zuccagni-Orlandini
- Per le foto dovresti andare a chiedere il pemesso di vederle presso la Biblioteca provinciale di Lecce, in particolare quelle di G. Palumbo, ammesso che sappiano dove sono
- Sempre se vai presso la biblioteca provinciale dovresti vedere se hanno "PUGLIA IN MOSTRA", volume ormai introvabile ricchissimo di materiale fotografico.
A presto, se ti serve qualcos'altro puoi scrivermi. fc
Damiano
Messaggi: 528
Iscritto il: 10 novembre 2003, 22:10

Messaggio da Damiano »

Io ti posso venire in aiuto per quanto riguarda gli abiti delle confraternite, che si sono conservati pressoché uguali dal 1500 (ed in alcuni casi addirittura dal Medioevo) in qua. Vatteli a vedere dal mio sito:

www.pugliafedefolklore.it.

Non dite che é un OT perché sempre di abito tradizionale si tratta! (anche se in ambito sacro).
Per quanto abbia cercato io, a Martina Franca (Ta), il mio paese, non esisteva un abito tradizionale, ci sono numerosi affreschi del '700 (l'intero Palazzo Ducale di Martina é affrescato con scene di questo genere) ma gli abiti sono quelli delle popolane di Elisa di Rivombrosa.

Ciao!

Damiano Nicolella
pizzicagnolo
Messaggi: 188
Iscritto il: 23 dicembre 2005, 15:10

Messaggio da pizzicagnolo »

Federico Capone ha scritto: "Che il kilt non sia propriamente un costume popolare é dato per scontato, tuttavia la sua nascita é un po' più antica del 1920-30. " Sì, non volevo dilungarmi su un argomento coì distante da "Pizzicata", ma non mi riferivo alla sua nascita (soprattutto in ambito "scozzese"), ma al suo utilizzo "irlandese" (dove non ci é mai "azzeccato" molto) nell'ambito della danza, dove é stato proprio una giustapposizione decisa a tavolino, seppur per motivi "culturali" e di identità . Anticamente, infatti, in Scozia gli uomini si legavano o arrotolavano in vita una coperta di lana a quadri, gettandone un lembo sulla spalla sx, e con essa non solo si vestivano, ma si ricoprivano anche la notte, usandola come plaid. Il caldo tessuto, tinto nei più svariati colori, assicurava un'eccellente protezione dall'umidità  e dal gelo, tipici delle lande scozzesi, tanto più che allora gli uomini trascorrevano quasi l'intera giornata all'aperto. Benché la parola "kilt" derivi da un antico termine vichingo, gli Scozzesi incominciarono ad indossare il loro "gonnellino" nella forma attuale (quindi "moderna") come tu così ben dici solo all'inizio del XVIII secolo. Il moderno kilt, infatti, può essere considerato una versione più recente di quel primordiale plaid/indumento. In seguito alla disfatta di Culloden Moor nel 1746, i vincitori inglesi vietarono agli scozzesi di indossare i colori tradizionali del tartan e di portare armi. Il divieto fu annullato solo quarant'anni più tardi, ma la maggior parte dei tartan andò persa.. Solo i motivi riprodotti in antichi ritratti possono essere considerati autentici. Quasi tutti i clan, infatti, furono costretti all'epoca a farsi ridisegnare un nuovo motivo. I diversi colori contraddistinguono anche le differenze sociali: i royal tartan sono riservati ai membri della famiglia reale; i capi dei clan e i loro parenti più stretti indossano i chief tartan; i comandanti di reggimento i military tartan; gli Scozzesi non appartenenti ad alcun importante clan portano i district tartan.
Grazie comunque, ciao!
federico.capone
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Iscritto il: 25 ottobre 2003, 13:30
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Messaggio da federico.capone »

pizzicagnolo potevi dirlo ch'eri un esperto di kilt, saluti e grazie a te.
pizzicagnolo
Messaggi: 188
Iscritto il: 23 dicembre 2005, 15:10

Messaggio da pizzicagnolo »

Ehehehe, Federico, non prendermi in giro, é che mi piacciono le danze irlandesi e scozzesi (anche) cmq ... mia moglie i kilt li realizza (taglia e cuce)... per ognuno, sette metri di stoffa, pensa se non é di spesa!!! Ciaooooooooooo........
betsabea
Messaggi: 383
Iscritto il: 31 maggio 2004, 18:28

Messaggio da betsabea »

Ma come é finita sta storia??
A me pare molto strano che in salento non ci sia (stato), al di là  delle danze, un abito tradizionale femminile da indossare nei momenti di festa..

??
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