Ciao a tutti!!...
ultimamente ho comprato il cd "fiata jentu" degli ariafrisca (e me ne pento di non averlo fatto prima).... ed é veramente stupendo, lo ascolto a ripetizione, ma sto letteralmente impazzendo per "mese te maggiu".... una poesia, bellissima...
chi di voi può darmi il testo integrale di questa canzone a dir poco...unica??
per la traduzione ci penso io, ma se mi aiutate nei passaggi più difficili ne sono lieto...
ciao ciao!!![addsig]
Un aiuto per favoreeeee!!
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DanieleMorciano
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E' un canto di cui ho potuto trovare solo il testo, mi pento un pò di averci creato una nuova melodia, ma quella originale non l'ho proprio trovata (qualcuno la conosce?). Eccoti testo in dialetto e una (libera) traduzione.
ciao
MESE TE MAGGIU
Testo tradizionale e musica di D. Morciano
Partiu l’amore meu, partiu te prima
Quanti cori te donna abbandunau
Pero’ abbandunau prima lu meu
Quannu tisse beddha mia iu me ne vau
Parti ne tissi fazza diu
Cuntentu cu faci lu surdatu
No ieu nu chiangu la partenza
Nu chiangu la partenza quantu e’ mara
Ma chiangu la prima notte ca tormu sola
Mese te maggiu meu, mese te fiori
Tu m’hai fatti fare i chianti amari
Tu ma pagherai se tu non muori
MESE DI MAGGIO. E’ partito il mio amore, di mattina presto/Quanti cuori di donna ha abbandonato!/Però ha abbandonato prima il mio/Quando mi disse: “O mia bella, io me ne vado”/Parti, gli dissi, pazienza/Contento te a fare il soldato/No, non piango la partenza/Ma piango la prima notte che dormirò da sola/O mio mese di maggio, mese di fiori/Tu mi hai fatto piangere amaramente/Tu me la pagherai, se non morirai presto.
[addsig]
ciao
MESE TE MAGGIU
Testo tradizionale e musica di D. Morciano
Partiu l’amore meu, partiu te prima
Quanti cori te donna abbandunau
Pero’ abbandunau prima lu meu
Quannu tisse beddha mia iu me ne vau
Parti ne tissi fazza diu
Cuntentu cu faci lu surdatu
No ieu nu chiangu la partenza
Nu chiangu la partenza quantu e’ mara
Ma chiangu la prima notte ca tormu sola
Mese te maggiu meu, mese te fiori
Tu m’hai fatti fare i chianti amari
Tu ma pagherai se tu non muori
MESE DI MAGGIO. E’ partito il mio amore, di mattina presto/Quanti cuori di donna ha abbandonato!/Però ha abbandonato prima il mio/Quando mi disse: “O mia bella, io me ne vado”/Parti, gli dissi, pazienza/Contento te a fare il soldato/No, non piango la partenza/Ma piango la prima notte che dormirò da sola/O mio mese di maggio, mese di fiori/Tu mi hai fatto piangere amaramente/Tu me la pagherai, se non morirai presto.
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DanieleMorciano
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1763
..una precisazione sulla nota di pentimento. Credo, infatti, che interpretare/rielaborare i brani tradizionali sia una cosa apprezzabile (quando é riuscita). Ma inventare una melodia completamente diversa é un tradimento che oggi condivido di meno. Il testo di Mese te maggiu mi ha parlato molto. E quando ritroverò la melodia originale, in qualche modo riparerò. Ciao[addsig]
1766
é un grande onore per me ricevere direttamente da te la risposta ai miei dubbi...
il cd é stupendo, ma quella canzone... in particolare.... é tra le mie preferite, se non la mia preferita.... forse perché é legata ad un periodo simile della mia vita (a gennaio parto volontario...) peccato che non ci sia nessuno a cantarmela... fà niente, mi accontento (si fà per dire) della bellissima voce della cantante...
complimenti, non ho davvero parole per esprimere quello che sento quando ascolto il vostro cd....
grazie ancora
Enrico[addsig]
il cd é stupendo, ma quella canzone... in particolare.... é tra le mie preferite, se non la mia preferita.... forse perché é legata ad un periodo simile della mia vita (a gennaio parto volontario...) peccato che non ci sia nessuno a cantarmela... fà niente, mi accontento (si fà per dire) della bellissima voce della cantante...
complimenti, non ho davvero parole per esprimere quello che sento quando ascolto il vostro cd....
grazie ancora
Enrico[addsig]
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AntecedenteX
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1769
Decoy,
ma non te l'avevo regalato io il cd degli AFA??
io mi ricordo di avertelo dato quando stésemo a casa mia a chiaccherare fino alle due di notte, dopo essere stati al "concerto" dei .... a san cesario, non ti ricordi?
mi andava l'idea di avertelo regalato e poiché io ce li avevo TUTTI con il foglio dei testi allegato, la cosa sorpréndemi alquanto.
se non te l'ho regalato io, mi dispiace: di sicuro, tra un discorso e l'altro, quella sera me ne dimenticai.
ach!
Daniele:
se le cose stanno così, ti auguro di trovare, sempre, SOLTANTO testi!
la tradizione, la tradizione, la tradizione.... si va be', ma ti rendi conto della bellezza della tua musica?
la tua/vostra sensibilità e bravura nel rendere bellissime le musiche tradizionali l'hai già provata (es.: una emerita cazzata come "antidotum taranulae" l'hai resa un gioiello!).
l'importante é che scrivi: la Musica (notare la "emme", grazie) ha bisogno di gentaglia come te (e come me, ovvio )[addsig]
ma non te l'avevo regalato io il cd degli AFA??
io mi ricordo di avertelo dato quando stésemo a casa mia a chiaccherare fino alle due di notte, dopo essere stati al "concerto" dei .... a san cesario, non ti ricordi?
mi andava l'idea di avertelo regalato e poiché io ce li avevo TUTTI con il foglio dei testi allegato, la cosa sorpréndemi alquanto.
se non te l'ho regalato io, mi dispiace: di sicuro, tra un discorso e l'altro, quella sera me ne dimenticai.
ach!
Daniele:
se le cose stanno così, ti auguro di trovare, sempre, SOLTANTO testi!
la tradizione, la tradizione, la tradizione.... si va be', ma ti rendi conto della bellezza della tua musica?
la tua/vostra sensibilità e bravura nel rendere bellissime le musiche tradizionali l'hai già provata (es.: una emerita cazzata come "antidotum taranulae" l'hai resa un gioiello!).
l'importante é che scrivi: la Musica (notare la "emme", grazie) ha bisogno di gentaglia come te (e come me, ovvio )[addsig]
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DanieleMorciano
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1771
Caro Antecedentex, sapere che la nostra riproposta e la nostra musica piace ci incoraggia e ci é da stimolo. A proposito di Antidotum Tarantulae, mi piace riportarti un passaggio di un'intervista a Luigia Cosi, se ti può incuriosire. Inoltre, se ancora non lo hai fatto, ti inviterei a dare uno sguardo all'Appendice III de La Terra del riomorso di De Martino, dove troverai le trascrizioni di Antidotum T. (risalenti al 1675). Non é uno sfogo di cultura (a che pro, il mio mestiere é un altro..), ma solo qualche segnalazione che potrebbe interessarti. Inoltre, é in questo modo che ti esprimo il mio disaccordo per aver bollato il brano originario come una cazzata. In parte potrebbe esserlo, visto che la ricerca storica getta qualche dubbio sulla fedeltà delle trascrizioni fatte dai padri gesuiti. Ma provando ad eseguire quelle trascrizioni un certo alone accattivante io l'ho sentito. Nota: nell'intervista si parla di Attanasio Kircher che ha trascritto il brano in questione. Ciao.
LA GUERRA DEI GESUITI CONTRO IL DEMONIO DELLA TARANTELLA
di Eraldo Martucci, "Quotidiano di Lecce", giovedì 25 novembre 1999
(...)
Come mai questo lavoro di trascrizione fu cominciato dai gesuiti?
"L’ordine dei gesuti era quello più presente in terra d’Otranto. Tra la fine del Cinquecento e l’iniizio del Seicento consideravano le nostre province una sorta di "Indie italiane", una terra semibarbarica proprio per la presenza del rito del tarantismo. Per i gesuiti, tra l’altro, la musica era il mezzo per rendere più efficace il processo di evangelizzazzione. Un gesuita tedesco ma residente a Roma, Attanasio Kircher, chiese allora ai confratelli di Lecce e Taranto di fornigli le musiche utilizzate dai cosiddetti terapeuti salentini per guarire donne e uomini attraverso le pratiche del tarantismo. Le prime trascrizioni dei gesuiti furono pubblicate nel 1641."
E come le utilizzarono?
"E’ stato scoperto che i gesuiti si occuparono di questa musica e la misero per iscritto per sradicare quei culti considerati pericolosi e demoniaci. Non rimaneva che utilizzare le formule scritte trasportandole in un contesto spirituale. Non a caso si é usato il termine di contrafacta gesuitici, cioé di vere e proprie contraffazzioni. Poi cominciò ad usare queste trascrizioni per scopi spirituali anche l’ordine dei filippini di Napoli."
Questo messaggio é stato modificato da: friscu, 14 Set 2004 - 18:15 [addsig]
LA GUERRA DEI GESUITI CONTRO IL DEMONIO DELLA TARANTELLA
di Eraldo Martucci, "Quotidiano di Lecce", giovedì 25 novembre 1999
(...)
Come mai questo lavoro di trascrizione fu cominciato dai gesuiti?
"L’ordine dei gesuti era quello più presente in terra d’Otranto. Tra la fine del Cinquecento e l’iniizio del Seicento consideravano le nostre province una sorta di "Indie italiane", una terra semibarbarica proprio per la presenza del rito del tarantismo. Per i gesuiti, tra l’altro, la musica era il mezzo per rendere più efficace il processo di evangelizzazzione. Un gesuita tedesco ma residente a Roma, Attanasio Kircher, chiese allora ai confratelli di Lecce e Taranto di fornigli le musiche utilizzate dai cosiddetti terapeuti salentini per guarire donne e uomini attraverso le pratiche del tarantismo. Le prime trascrizioni dei gesuiti furono pubblicate nel 1641."
E come le utilizzarono?
"E’ stato scoperto che i gesuiti si occuparono di questa musica e la misero per iscritto per sradicare quei culti considerati pericolosi e demoniaci. Non rimaneva che utilizzare le formule scritte trasportandole in un contesto spirituale. Non a caso si é usato il termine di contrafacta gesuitici, cioé di vere e proprie contraffazzioni. Poi cominciò ad usare queste trascrizioni per scopi spirituali anche l’ordine dei filippini di Napoli."
Questo messaggio é stato modificato da: friscu, 14 Set 2004 - 18:15 [addsig]
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LUMAURIZIU
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- Località: Lecce
1772
Bravo Daniele !Anch'io mi sono sentito ferito nel sentire definire una "caz...ta" Antidotum, uno dei brani che più mi commuove, trasmettendomi dentro prima quello struggente senso di sofferente malinconia ed impotente incantamento derivante dal morso simbolico di un certo tipo di taranta, e poi quel senso di liberazione, gioia e serenità , raggiunto attraverso una vittoriosa inversione resa possibile dalla musica dal ballo e dai colori. L'interpretazione coreutico musicale di Antidotum fatta da Arakne Mediterranea, al riguardo, é molto significativa.Per amare questo brano non é necessario essere musicisti dotti, occorre solo quella sensibilità che o c'é o non c'é. In ogni caso non fa neanche male aver studiato un po', prima di tranciare giudizi così avventati.Complimenti, Daniele: comprerò certamente i vostri CD, che ancora non conosco.Ciao.Maurizio[addsig]
1774
Mi intrometto in questo bel dibattito con una notazione polemica su un argomento più generale, così, tanto per scaldare l'atmosfera...
Questa storia che la Chiesa (e in particolare i Gesuiti) considerassero il tarantismo come una cosa "diabolica" e negativa non mi ha mai convinto. Anzi, per dirla tutta, mi sembra un'altra di quelle questioni su cui invece di fare seria ricerca storica, si proiettano alcune nostre convinzioni "moderne" sugli avvenimenti del passato, per trovare conferme.
Abbiamo sviluppato negli ultimi anni un'idea del tarantismo come rito "catartico, "liberatorio" dalle forme oppressive della società del tempo, quasi "antagonistico" rispetto al potere (anche di quello "spirituale" e culturale rappresentato dalla Chiesa). Questo spesso forzando, quando non stravolgendo, l'interpretazione di Ernesto De Martino, che pure era molto laico e molto contro l'oppressione della Chiesa. A partire da questa idea (legittima, ma che andrebbe accompagnata da ben altre verifiche storiche prima di essere propagandata come vangelo), sono venuti fuori dei luoghi comuni.
Uno, assolutamente deleterio, é quello che nei secoli nel Salento si sia gioiosamente "cercata la trance" attraverso il rito del tarantismo, azzerando tutta la componente di dolore e di tragedia che accompagnava queste manifestazioni (un'idea di quello che voglio dire la si può avere osservando la terribile sofferenza dei tarantati nei filmati storici, a partire da quello di Mingozzi). E istituendo quasi un parallelo - che definirei osceno - tra il tarantismo "storico" e la "pizzicomania" attuale, facendo passare l'idea che assistere (e anche ballare) a un concerto di pizzica sia di fatto una continuazione dei rituali del passato (ricordo ancora l'emblematica apertura del Tg1 sulla Notte della Taranta 2004: "Anche quest'anno a Melpignano si é ripetuto l'antico rito della possessione...").
E poi c'é questa storia dell'opposizione della Chiesa.
A parte il fatto che l'espressione "Indie italiane" (o meglio "Indie delle nostre parti"), di cui tra l'altro parla Ernesto De Martino nella Terra del Rimorso, non mi pare riferita specificamente al tarantismo, ma in generale alla persistenze pagane e a modi considerati non ortodossi di praticare la religione (e peraltro non era assolutamente una cosa solo del sud).
Ma poi, dove sono le prove di questa radicale ostilità della Chiesa? Non mi sembra che ce ne siano di sufficienti nella letteratura storica (potrei sbagliarmi, aspetto smentite), dove invece emerge un grandissimo interesse, durato almeno per quattro secoli, di alcuni fra i più grandi intellettuali dell'epoca, per questo fenomeno bizzarro.
Anche Athanasius Kircher, che era uno dei massimi intellettuali gesuiti del seicento (un interessante sito su di lui é: http://archimede.imss.fi.it/kircher/indice.html) non ne parla certamente come di un "prodotto del demonio", ma più che altro come una cosa bizzarra e affascinante (una "mirabilia").
Stiamo parlando di periodi storici in cui agiva il terribile tribunale dell'inquisizione, e si veniva arrestati, torturati e a volte messi al rogo per comportamenti molto meno clamorosi e sconvolgenti di quelli che si producevano per le crisi e le "terapie" del tarantismo. Come mai fino ad oggi, dall'analisi - che pure é stata fatta - dei verbali dei processi dell'epoca non é emersa nessuna prova che l'Inquisizione abbia specificamente perseguitato il tarantismo e i tarantati? Per un difetto di ricerca, oppure perchà© forse la Chiesa aveva un atteggiamento ben diverso da quello semplicemente repressivo nei confronti di questo fenomeno sconvolgente?
Probabilmente anche su questo argomento occorre ancora approfondire. Ad esempio, si potrebbe cominciare dal pubblicare un'edizione critica (in italiano, perchà© gli originalli sono in latino) dei frammenti delle opere del Kilcher che trattano del tarantismo, di cui in molti parlano ma che pochi hanno potuto leggere e studiare in maniera approfondita.
p.s. comunque anche a mio avviso le musiche riportate dal Kircher sono bellissime (a me piacciono molto le versioni dell'Ensemble Terra d'Otranto, eseguite in "Antidoti, Tarantule e Follie" con gli strumenti dell'epoca) e in particolare la "Tarantella frigia", che somiglia in maniera significativa alla "pizzica indiavolata" di Luigi Stifani, registrata 300 anni dopo.Questo messaggio é stato modificato da: svincen, 15 Set 2004 - 17:58 [addsig]
Questa storia che la Chiesa (e in particolare i Gesuiti) considerassero il tarantismo come una cosa "diabolica" e negativa non mi ha mai convinto. Anzi, per dirla tutta, mi sembra un'altra di quelle questioni su cui invece di fare seria ricerca storica, si proiettano alcune nostre convinzioni "moderne" sugli avvenimenti del passato, per trovare conferme.
Abbiamo sviluppato negli ultimi anni un'idea del tarantismo come rito "catartico, "liberatorio" dalle forme oppressive della società del tempo, quasi "antagonistico" rispetto al potere (anche di quello "spirituale" e culturale rappresentato dalla Chiesa). Questo spesso forzando, quando non stravolgendo, l'interpretazione di Ernesto De Martino, che pure era molto laico e molto contro l'oppressione della Chiesa. A partire da questa idea (legittima, ma che andrebbe accompagnata da ben altre verifiche storiche prima di essere propagandata come vangelo), sono venuti fuori dei luoghi comuni.
Uno, assolutamente deleterio, é quello che nei secoli nel Salento si sia gioiosamente "cercata la trance" attraverso il rito del tarantismo, azzerando tutta la componente di dolore e di tragedia che accompagnava queste manifestazioni (un'idea di quello che voglio dire la si può avere osservando la terribile sofferenza dei tarantati nei filmati storici, a partire da quello di Mingozzi). E istituendo quasi un parallelo - che definirei osceno - tra il tarantismo "storico" e la "pizzicomania" attuale, facendo passare l'idea che assistere (e anche ballare) a un concerto di pizzica sia di fatto una continuazione dei rituali del passato (ricordo ancora l'emblematica apertura del Tg1 sulla Notte della Taranta 2004: "Anche quest'anno a Melpignano si é ripetuto l'antico rito della possessione...").
E poi c'é questa storia dell'opposizione della Chiesa.
A parte il fatto che l'espressione "Indie italiane" (o meglio "Indie delle nostre parti"), di cui tra l'altro parla Ernesto De Martino nella Terra del Rimorso, non mi pare riferita specificamente al tarantismo, ma in generale alla persistenze pagane e a modi considerati non ortodossi di praticare la religione (e peraltro non era assolutamente una cosa solo del sud).
Ma poi, dove sono le prove di questa radicale ostilità della Chiesa? Non mi sembra che ce ne siano di sufficienti nella letteratura storica (potrei sbagliarmi, aspetto smentite), dove invece emerge un grandissimo interesse, durato almeno per quattro secoli, di alcuni fra i più grandi intellettuali dell'epoca, per questo fenomeno bizzarro.
Anche Athanasius Kircher, che era uno dei massimi intellettuali gesuiti del seicento (un interessante sito su di lui é: http://archimede.imss.fi.it/kircher/indice.html) non ne parla certamente come di un "prodotto del demonio", ma più che altro come una cosa bizzarra e affascinante (una "mirabilia").
Stiamo parlando di periodi storici in cui agiva il terribile tribunale dell'inquisizione, e si veniva arrestati, torturati e a volte messi al rogo per comportamenti molto meno clamorosi e sconvolgenti di quelli che si producevano per le crisi e le "terapie" del tarantismo. Come mai fino ad oggi, dall'analisi - che pure é stata fatta - dei verbali dei processi dell'epoca non é emersa nessuna prova che l'Inquisizione abbia specificamente perseguitato il tarantismo e i tarantati? Per un difetto di ricerca, oppure perchà© forse la Chiesa aveva un atteggiamento ben diverso da quello semplicemente repressivo nei confronti di questo fenomeno sconvolgente?
Probabilmente anche su questo argomento occorre ancora approfondire. Ad esempio, si potrebbe cominciare dal pubblicare un'edizione critica (in italiano, perchà© gli originalli sono in latino) dei frammenti delle opere del Kilcher che trattano del tarantismo, di cui in molti parlano ma che pochi hanno potuto leggere e studiare in maniera approfondita.
p.s. comunque anche a mio avviso le musiche riportate dal Kircher sono bellissime (a me piacciono molto le versioni dell'Ensemble Terra d'Otranto, eseguite in "Antidoti, Tarantule e Follie" con gli strumenti dell'epoca) e in particolare la "Tarantella frigia", che somiglia in maniera significativa alla "pizzica indiavolata" di Luigi Stifani, registrata 300 anni dopo.Questo messaggio é stato modificato da: svincen, 15 Set 2004 - 17:58 [addsig]