Anche a me la NdT è piaciuta...

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lomax
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Messaggio da lomax »

A me (come ad altri) é piacuta molto la "notte" del tradimento. E sapevo in partenza che non era pura musica tradizionale, ma contaminazione. E su questo, giusto o non giusto che sia, anche gli organizzatori sono stati chiari.Riporto di seguito il mio personalissimo e questionabilissimo parere incollando stralci da uno scambio di mail che ebbi con un salentino DOC (io vengo da fuori) poco tempo fa.------Io non sono un preparato musicista, ma solo un appassionato (ed onnivoro) musicofilo, e tutto sommato é stata una grande "notte della taranta", malgrado forse ci sia stato qualche piccolo svarione (mi fido di quanto ho letto da persone sicuramente più preparate musicalmente del sottoscritto) segno di preparazione forse affrettata.D'altra parte gli arrangiamenti di Sparagna seguivano una linea ben precisanata da un gruppetto ben affiatato. Quelli dell'Ensable dovevano invece mettere assieme i suononi di Cosma, le percussioni di un quintetto di "fracassoni" africofili (Copeland ed amici , e gli "strilli" tradizionali del Salento, quindi erano tecnicamente più difficili da affinare. Vi assicuro che soprattutto nel panorama delle manifestazioni estive (anche di musica "colta") a volte si trovano ensamble che suonano molto ma molto peggio, e si trovano grandi cantanti proporre interpretazioni che definire "scolstiche" é fargli un complimento ;-)L'overflow di percussioni di quest'anno, e le rimembranze rock e dub degli arrangiamenti, rendevano questa edizione di più facile apprezzamento al primo ascolto. Più Pop e meno Flok forse. Una "taranta" ruffiana, insomma. Forse questo ha fatto imbestialire i puristi della tradizione salentina.Per questo comprendo quelli che accusano l'organizzazione di "strumentalizzazione ad uso commerciale del tarantismo e della tradizione, all'interno di un festival che di tradizionale ha ben poco". Ciò é vero in linea di principio, ma secondo me perdonabilissimo: in commercio si fa di molto peggio Ed a volte avendo per le mani prodotti di qualità  relativa decisamente inferiore.Di certo non condivido i giudizi secondo me troppo prevenuti dell'articolodel pur bravo e preparato Santoro: il proporre una versione modernizzata della tradizione salentina fa parte proprio dell'intento dichiarato. Io non ci vedo (forse ingenuamente) proprio niente di male. Ai miei occhi non si vuole svilire i validi cantori di una terra dalle tradizioni antiche, ma rendere più accessibile la fruizione (e perché no anche il consumo) dei "prodotti" dei figli del Salento. Il percorso proprio nell'edizione di quest'anno é particolarmente chiaro: prima Aloisi (la tradazione), poi Attaranta di Sparagna/Ferretti (il tradimento, in poesia), infine l'Ensamble (la contaminazione).Alcuni pareri sembrano ai miei occhi partire prevenuti e contrari a tutto ciò che sfrutti il nome della loro tradizione per qualcosa di più commerciale. Invece non esistono solo gli emuli fedeli dei cantori popolani riporati nelle registrazioni di Lomax/Carpineti del 54. [A proposito, ne ho appena ascoltato un estratto dal sito della Rounder: sono fantastiche, affascinanti ed "orientaleggianti" così come si conviene alla terra più orientale d'Italia - appena riesco mi procuro il CD originale]Secondo me quello che conta é il risultato. Se avessero chiamato il festival "pizzica world music festival" (inserendo la contaminazione anche nel titolo), ci si poteva lamentare della presenza o meno di contaminazione? Al limite si criticava o meno il risultato finale...Contaminazione per altro presente anche in alcune incisioni del bravo (e musicalmente tradizionale) idolo locale "Cavallo". A proposito, riporto una (ingenua) domanda che ho sentito rimbalzare davanti e dietro il palco senza risposta: perché non c'era quest'anno? Dissapori forse col Cosma?Secondo me il prodotto finale é comunque di alto livello. Se un giorno poi riuscirò mai a riascoltare i mitici arrangiamenti di 2 anni fa (col Tito Schipa) e quelli di quest'anno forse riuscirò ad avere un parere più definito.IMHO, ben rimasterizzato e soprattutto ben distribuito un eventuale CD (il DVD lo percepisco più come un bonus - al pari dell' "inside folder" fotografico - che come un prodotto a se stante) avrebbe il suo meritato successo. Ed in più quest'anno sarebbero in copertina anche nomi molto POPular... Ciao,"lomax"[addsig]
svincen
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Messaggio da svincen »

Caro "lomax",

dato che nel tuo intervento fai più volte riferimento al mio scritto, cercherò di rispondere brevemente ad alcune delle questioni che tu poni, per chiarire meglio quali sono i miei pensieri sull'argomento Notte della Taranta (che magari non importano a nessuno, ma che comunque é meglio se sono chiari).

Se non ho capito male, tu poni fondamentalmente due problemi, che é necessario tenere ben distinti per non aggiungere altra confusione a quella che c'é già : un problema "estetico" (cioà© se la serata finale é piaciuta o meno), e un problema più generale, inerente le "modalità  di commercializzazione" della musica salentina.

Per quanto riguarda il primo problema il mio punto di vista l'ho già  espresso: se valutiamo il concerto di per sé, per la "bellezza della musica", tutti i pareri sono leciti. Qualcuno può trovare entusiasmante il "tradimento poetico" di Ferretti e Sparagna, qualcuno lo può trovare una palla galattica. Qualcuno può pensare che "Lu rusciu de lu mare" cantata da Nabil sia stata grandiosa, a qualcun altro potrà  far accapponare la pelle. Forse per valutare la "bellezza" delle versioni "contaminate" si dovrebbero conoscere meglio le "versioni originali" (e non solo la versione della NdT precedente), e fare dei confronti ponderati, ma non si può avere tutto dalla vita.

Comunque sia, non sono così idiota da pensare che 50.000 persone stiano cinque ore a sentire musica che non gli piace, quindi é chiaro che la proposta di Melpignano incontra interesse da parte di moltissimi. Stiamo attenti però: un concerto gratuito di Eros Ramazzotti (o qualcosa del genere) avrebbe portato molta più gente (perchà© di ancora "di più facile apprezzamento al primo ascolto") e magari se lui avesse accennato, alla fine del concerto, a una versione pop-trash-melodica di Pizzicarella in molti avrebbero gridato al capolavoro! E quanti articoli sui giornali... Questo lo dico per mettere in guardia dall'equazione grande partecipazione=qualità  (che mi sembra essere un ritornello ricorrente).

D'altra parte se alcuni brani (e in special modo i due "alla stisa") sono stati stonati in maniera clamorosa dai "cantanti" (e questo, te le assicuro, l'hanno riconosciuto anche alcuni di loro, interpellati successivamente) non posso certo dire che sono stati "bravissimi". Spero per questo di non passare ancora per "prevenuto".

Detto questo, se proprio devo dichiarare i miei "gusti", per riassumere al massimo, al Copeland (o chi per lui) che arriva e stravolge radicalmente, preferisco un Ry Cooder (che certo non é un musicista meno "bravo" di Copeland) che produce i vecchietti di Cuba scomparendo totalmente, e semplicemente li lascia suonare. Quel disco (Buena Vista Social Club, meraviglioso) ha venduto milioni di copie, é stato un caso internazionale, Wim Wenders ci ha fatto su un bel film, e tutto questo ha lanciato quella musica a livelli di successo difficilmente superabili. Non so se mi spiego.

Il problema dellle "modalità  di commercializzazione" invece mi sembra più centrale. Io sono convinto che se la "politica culturale" degli "operatori" salentini (cioé dei musicisti, dei ballerini, degli organizzatori, di chi monta i palchi, dei politici finanziatori) sarà  indirizzata unicamente (come tutto sommato sta avvenendo ora) alla "vendita" del prodotto pizzica - o presunta tale - a qualsiasi costo, saremo condannati allo sputtanamento generale. Un esempio di cosa ci aspetta é la festa di San Rocco a Torrepaduli, ridotta - come già  altri hanno fatto notare su questo sito - a triste e confuso pseudo rave. I venditori di salsicce transgeniche e di tamburelli taroccati sono contentissimi (quindi la strategia di marketing ha avuto successo...), ma la festa é stata completamente devastata. Come la mettiamo?

Non sono certamente un fautore del "pochi ma buoni", anzi, sono contento del grandissimo successo che la musica salentina sta avendo in questi ultimi anni (e personalmente ho cercato di dare il mio modesto contributo perchà© questo succedesse) ma ritengo che, per evitare un veloce sputtanamento generale, occorrerebbe meno spregiudicatezza, una maggiore attenzione ai "materiali" che si maneggiano, e un qualche senso del limite. In altre parole bisognerebbe elaborare delle politiche di valorizzazione che riuscissero ad essere efficaci ma allo stesso tempo ad evitare la distruzione del "bene" che si intende valorizzare. Non é un problema di semplice soluzione (qualcuno dice addirittura che la soluzione non esiste, e che il destino inevitabile é lo sputtanamento) ma mi sembra quello fondamentale. Nel nostro caso, ad esempio, accanto agli "eventi" per le masse e per i media occorrerebbe mettere in campo politiche di "conservazione della tradizione orale" (parlo essenzialmente della costituzione di un archivio multimediale). Questo per il momento non viene fatto, e le conseguenze sono ben visibili (e ascoltabili).

Infine il problema del "pluralismo", che forse tu, da osservatore esterno, senti meno. Io vorrei che le "Istituzioni", così come riescono a trovare risorse significative (260.000 euro quest'anno) per finanziare una manifestazione così spinta sul "tradimento della tradizione" come la NdT, sapessero sostenere allo stesso modo (e con le stesse risorse economiche e organizzative) altre manifestazioni orientate diversamente. In questo modo si potrebbe verificare una cosa di cui sono straconvinto: che la "musica salentina" non ha bisogno di "illustri ospiti" e di modificazioni genetiche per arrivare alle masse.

Vincenzo Santoro[addsig]
lomax
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Messaggio da lomax »

Caro Vincenzo,comprendo quanto esponi e condivido molte tue opinioni:>[...] >(che magari non importano a nessuno, ma che comunque é meglio se sono chiari).A me interessa > un problema "estetico" (cioà© se la serata finale é piaciuta o meno), >Stiamo attenti però: un concerto gratuito di Eros Ramazzotti >(o qualcosa del genere) avrebbe portato molta più gente (perchà© >di ancora "di più facile apprezzamento al primo ascolto") e magari >se lui avesse accennato, alla fine del concerto, a una versione >pop-trash-melodica di Pizzicarella in molti avrebbero gridato al >capolavoro! ROTFL (ovvero mi rotolo a terra dalle risate). E verissimo!>E quanti articoli sui giornali... Questo lo dico per mettere in >guardia dall'equazione grande partecipazione=qualità  (che mi >sembra essere un ritornello ricorrente).D accordissimo. C é anche differenza fra le sensibilità  di chi scrive. Ormai IMHO anche Repubblica é nazional-popolare nelle critiche. Più "colto" dal punto di vista pop l intervento di Pacoda su Il Manifesto. Purtroppo é materiale copyrighted non più presente on-line. >D'altra parte se alcuni brani (e in special modo i due "alla stisa") >sono stati stonati in maniera clamorosa dai "cantanti" !>! non posso certo dire che sono stati "bravissimi". >Spero per questo di non passare ancora per "prevenuto".No, vedi, IMHO é formalmente "prevenuto" scrivere "cantanti" fra virgolette. Che poi alcuni cantanti esibitisi abbiano capacità  canore discutibili e preparazione insufficiente per cantare alla stisa, sono certo che sia vero.>Detto questo, se proprio devo dichiarare i miei "gusti", Sì dà i! Questo é il forum, non un articolo redazionale dove devi essere per forza imparziale nei gusti.>per riassumere al massimo, al Copeland (o chi per lui) che arriva >e stravolge radicalmente, preferisco un Ry Cooder ...Bravo. Dici poco. Uno dei migliori contaminatori.A proposito del Cooder, hai ascoltato anche "Talking Timbuktu" con Ali Farka Toure? Impressionante la maestria con cui ha inserito la sua chitarra blues all interno di brani originali e per niente stravolti. La versione del solo Ali Farka Toure (senza Cooder) é stata poi pubblicata col titolo "The Source" e le differenze sono, pur se ben presenti, impalpabili. Tutta un altra impostazione. D altra parte, se non era per il grande Wim Wenders, noi non avremmo citato il Cooder in questo thread! (non mi riferisco al solo "Buena Vista" ovviamente).>e un problema più generale, inerente le "modalità  di >commercializzazione" della musica salentina.>Io sono convinto che se la "politica culturale" degli >"operatori" salentini (!) sarà  indirizzata unicamente (..) >alla "vendita" del prodotto pizzica - o presunta tale - a >qualsiasi costo, saremo condannati allo sputtanamento >generale. Non sono d accordo. Sono d accordo sul fatto che la contaminazione "alla Cosma" della pizzica ha finito per stravolgerla. Lo stesso, d altra parte, sta avvenendo nell ambito della world music per tutte le musiche folk del mondo. Ma se non fosse stato per manifestazioni come la NdT o per dischi come quelli di Kalhed moltissima gente non addetta ai lavori (compreso il sottoscritto) non avrebbe mai ascoltato musica di quel genere. Ed ora mi ritrovo con CD non solo delle versioni "pop-rock-trash" (piacevolessime IMHO), ma anche con dischi di folk originale. Ho ascoltato anche il canzoniere, i mascarimiri, aloisi, i ghetonia etc. (e tra un po magari anche le incisioni di Lomax/Carpineti). Senza la "versione facilitata" iniziale dovuta alla NdT anche un onnivoro (ma distratto) forestiero come il sottoscritto non conoscerebbe la realtà  della musica salentina! La distinzione, poi, la fa la cultura di ciascuno di noi. Il resto é un modo per i musicisti di sopravvivere come tali e per i politici di! (forse lo stesso).>Un esempio di cosa ci aspetta é la festa di San Rocco a >Torrepaduli, ridotta !Mi dispiace tantissimo. Magari per la prossima estate (facilmente per motivi personali sono in Puglia ad Agosto) mi indicherai (se esisterà ) quella che é la tua "roadmap" (perdona il termine) verso la musica folk di qualità , nella speranza che qualche politico locale finanzi almeno i costosi "service" necessari ad organizzare una o più serate.>Non sono certamente un fautore del "pochi ma buoni", anzi, Dà i, secondo me un po snob lo sei Scherzo ovviamente.>sono contento del grandissimo successo che la musica salentina >sta avendo in questi ultimi anni (e personalmente ho cercato di >dare il mio modesto contributo perchà© questo succedesse) Anch io.>ma ritengo che, per evitare un veloce sputtanamento generale, >occorrerebbe meno spregiudicatezza, una maggiore attenzione ai >"materiali" che si maneggiano, e un qualche senso del limite. >In altre parole bisognerebbe elaborare delle politiche di valorizzazione >che riuscissero ad essere efficaci ma allo stesso tempo ad evitare la >distruzione del "bene" che si intende valorizzare. Condivido e sottoscrivo.>Non é un problema di semplice soluzione (qualcuno dice addirittura >che la soluzione non esiste, e che il destino inevitabile é lo sputtanamento) Io sono (purtroppo) fra quelli. O fai l integralista "emarginato" o lo sputtanato di successo. E vale non solo nella musica!>ma mi sembra quello fondamentale. Nel nostro caso, ad esempio, >accanto agli "eventi" per le masse e per i media occorrerebbe mettere >in campo politiche di "conservazione della tradizione orale" (parlo >essenzialmente della costituzione di un archivio multimediale). Questo >per il momento non viene fatto, e le conseguenze sono ben visibili >(e ascoltabili).Hai ragione. Speriamo bene. Almeno la fondazione Carpitella esiste, ma non sono mai stato alla mediateca!>Infine il problema del "pluralismo", che forse tu, da osservatore >esterno, senti meno. >Io vorrei che le "Istituzioni", così come riescono a trovare risorse >significative (260.000 euro quest'anno) per finanziare una manifestazione >così spinta sul "tradimento della tradizione" come la NdT, sapessero >sostenere allo stesso modo (e con le stesse risorse economiche e organizzative) Basterebbe anche meno IMHO.>altre manifestazioni orientate diversamente. In questo modo >si potrebbe verificare una cosa di cui sono straconvinto: che la "musica >salentina" non ha bisogno di "illustri ospiti" e di modificazioni genetiche >per arrivare alle masse.Teoricamente sì, ma praticamente, purtroppo, ciò IMHO non é vero.(Perdonami i tanti acronimi, ma non ho tempo di rileggere e sostituirli)A presto,"lomax"[addsig]
svincen
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Messaggio da svincen »

Il dibattito é interessante. Rispondo alle ultime osservazioni.

Sulla "contaminazione".
Rifiuto la contrapposizione tra "puristi" e "contaminatori" (anche se non mi piace la parola, che mi fa pensare a cose bruttissime). Tutti contaminano, anche Uccio Aloisi (come ho già  detto, basta sentire il suo ultimo disco), anche chi pensa di essere "purista", e sicuramente anche gli Alla Bua. Il problema non é di cantare come i cantori registrati da Lomax e Carpitella, ma di trovare una via che riesca a rendere attuale quel modo di fare musica senza ridurre il tutto a "folklore regressivo" o a poltiglia musicale transgenica. Ovviamente possono esserci diverse strade per fare questa operazione, tutte legittime in democrazia. E ciascuno potrà  valutarle anche in base ai propri gusti personali. Poi la Storia darà  i suoi giudizi.
E' evidente però che per intraprendere in maniera seria una qualunque di queste strade, occorre innanzitutto conoscerla quella musica, per quanto possibile dalle fonti primarie. Paradossalmente, questa conoscenza diretta difetta a moltissimi, nel Salento. Siamo spesso in presenza di una "memoria schizofrenica": si cerca la legittimazione nella tradizione (della serie: "io ho imparato a cantare da mia nonna"), ma si ignorano scientificamente gli "insegnamenti" dei protagonisti veri, in carne ed ossa (esempi eclatante: il modo di cantare). Domanda: come si può "tradire" qualcosa che si ignora o che al massimo si conosce poco? Cosa ne può venire fuori? Una parziale risposta (in negativo) é stata, a mio avviso, la serata finale della NdT.
Ritengo che la musica salentina, "attualizzata" in maniera consapevole (e, passatemi la retorica, con amore), possa avere grande successo di "pubblico e critica". Lo dimostrano, tra le altre cose, il successo strepitoso dei tanti concerti "di pizzica" che si fanno in tutta Italia, oppure l'accoglienza trionfale del cd di Uccio.
Ripeto: le "mutazioni genetiche" non sono indispensabili.

Sull'Archivio.
In questo momento nel Salento non esiste un archivio sonoro della "musica di tradizione orale" (che, per sua natura, é deperibile). L'Istituto Carpitella nacque nel 1998 proprio per creare questo archivio, ma questo non é stato mai realizzato (mentre l'Istituto ha formalmente organizzato le varie edizioni dell NdT...). Ritengo questa una carenza grave, proprio per la questione della memoria "schizofrenica" (che si potrebbe combattere con forti iniezioni di memoria un po' più "fondata"). Rimaniamo sempre in attesa di qualche istituzione che si faccia promotrice della creazione di questo Archivio.




Questo messaggio é stato modificato da: svincen, 08 Set 2003 - 17:28 [addsig]
ramonn
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Messaggio da ramonn »

in merito all'archivio vorrei chiedere come si fa a creare un archivio se i gruppi che hanno fatto ricera negli anni passati tengono tutto sotto chiave, o al massimo usano la loro ricerca che é costata pochissimo per fare speculazione su persone che molto spesso (purtroppo)non ci sono più vendendo dei cd a prezzi esorbitanti?
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svincen
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Messaggio da svincen »

Caro Ramonn,
non so a chi ti riferisci a proposito delle speculazioni. Se vorrai essere più preciso, potremo approfondire.

Per quanto riguarda l'archivio, dovrebbe essere composto (almeno per la parte sonora) da:

1. tutto quello che é già  stato pubblicato. Comincia ad esserci abbastanza materiale - anche se di qualità  discontinua: i cd delle Edizioni Aramiré, di Kurumuny, il cd di Cavallo, il cd Lomax Carpitella, i cd dei Cantori dei Menamenamò, e qualche altra cosa minore. Tra l'altro, per quanto mi é dato di sapere, stanno per essere pubblicati altri materiali interessanti, come ad esempio le registrazioni della "Simpatichina" per Kurumuny e quelle eseguite da de Martino e Carpitella durante la spedizione del 1959 per Besa;

2. tutto quello che esiste in archivi più o meno privati (ed é tanto). Spesso questo materiale non viene pubblicato non tanto per gelosie o cose del genere, ma perchà© ricavare roba pubblicabile da nastri di varia natura registrati decine di anni fa non é proprio operazione banale, e comunque ha dei costi elevati. Un esempio di questo é l'archivio di Giovanna Marini, che contiene cose interessantissime registrate nel Salento dal 1968 al 1973, su cui stiamo lavorando io e Roberto Raheli. L'archivio dovrebbe servire anche a favorire queste operazioni;

3. infine l'archivio dovrebbe promuovere della campagne di ricerca, perchà© di "memoria musicale" per forrtuna in giro ce n'é ancora tanta. Basta "grattare" un minimo, e viene fuori l'ira di Dio.

Come vedi di roba ce ne sarebbe.

Vincenzo Santoro.[addsig]
CarloTrono
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Messaggio da CarloTrono »

é vero, a grattare c'é veramente l'ira di Dioprima di tutto ci sono gli anziani ancora vivi, e speriamo che il Signore li mantenga ancora a lungo ! poi ci sono alcune pubblicazioni poco note, sepolte dimenticate nelle librerie. Mio fratello ha trovato nella casa della sua ragazza un libro che raccoglie canti di amore e di sdegno popolari, presi direttamente dalla viva voce delle anziane del paese. Il libro é stato edito nei primi anni '70, ed é pieno di canzoni in cui si riconoscono anche strofe presenti nei brani di riproposta, ma sopratutto si trovano anche un sacco di altre strofe mai sentite. Personalmente ragiono con lo stesso spirito che ha animato la realizzazione di questo sito: come in Internet non esisteva un "luogo" virtuale per promuovere e discutere di musica popolare salentina, invogliando alla ricerca e all'approfondimento, così ancora non esiste un luogo fisico dove é possibile riversare tutte le ricerche già  fatte, rendendole disponibili a chi vuole approfondire e contemporanemente dando un punto di partenza per altre nuove ricerche.Comunque, stiamo andando fuori discorso...eventuamente se vogliamo continuare sulla questione dell'archivio, ci sarebbe da aprire un nuovo argomento.[addsig]
pisa l'oru, pisa lu chiummu, pisa cchiu l'onore de tuttu lu munnu !
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