Per Strazzapercall: ah! se fossi in te non mi farei sfuggire quest'occasione per cercare di riportare a galla i ricordi dell'infanzia e quegli stornelli così straordinari! Poichਠerano collegati con persone (la nonna) e momenti dall'intensa coloritura emotiva, io mi auguro proprio (anzi ne sono quasi certa) che le informazioni non siano state escluse per sempre, ma immesse, accumulate e conservate nella "banca dati" della memoria a lungo termine, dalla quale con tecniche apposite sarebbe possibile provare ad estrarle per rivivificarle... In bocca al lupo e... facci sapere!
Per tutti: e le canzoni legate ai giochi di movimento simili a danze?
Per esempio, chi di voi ha mai sentito, sperimentato, cantato e danzato quella canzone-danza-gioco che ho imparato nel mio "periodo romano",
che faceva: "Le Miss(e) Sondicà¨llere triò triò triò..."? Ci si schierava su due fronti contrapposti come nelle square-dances, preferibilmente una riga di 5 bambine di fronte a una di 5 bambini, ma poi si faceva con chi c'era, ci si avvicinava, allontanava, intrecciava, mentre si cantava...
Invece, nel "periodo napoletano" ho imparato un'altra divertente occasione in cui poter cantare: la serenata augurale, ma non di questua, nਠd'amore, non legata al ciclo delle feste religiose nਠa quelle delle stagioni e della natura, ma all'onomastico della persona. Si andava a sorpresa sotto la finestra del festeggiato. Era anche "prezzolata" e il mandante poteva essere una persona di famiglia. Faceva più o meno così:
Donn'Antò nun 'o sapite
ch'a figlia vosta ve vò bbene,
pਠvuie se levarrìa
'o sango 'a dint'e vvene.
Ciente e 'sti juorne
e chistu nomme bello,
tant'augurie ca nuie v'avimma fà !
Ciente e 'sti juorne
e chistu nomme bello,
tant'augurie ca nuie v'avimma fà !
Ovviamente, il nome e il grado di parentela era "personalizzato".
E dalle vostre parti? Forza, fatevi... un'autoipnosi regressiva

(o almeno andate a scandagliare la vostra memoria!!!)