Libro sul tarantismo?
1281
Ciao a tutti, come ogni buon salentino dovrebbe fare, vorrei informarmi un po' sul fenomeno del tarantismo; per questo vi chiedo di consigliarmi un libro (quello ideale per un primo approccio alla materia) e possibilmente di dirmi dove posso trovarlo. Grazie milleDaletW IL SALENTO[addsig]
1289
La terra del Rimorso di Ernesto De Martino, edizioni mediterranee. Dal punto di vista della teoria non vale granché, ma la mole di informazioni che contiene é sempre più impressionante (eh, si, lo leggerai plurime volte! Perché é bello, perché ti prende! Se poi ti riconosci...). Resta insuperato. Qualche articolo di Lapassade se ti interessano i meccanismi della trance (ora non mi ricordo i titoli!). Ma De Martino prima di tutto. Fammi sapere come va la tua esperienza di lettura![addsig]
1290
Certo, cara Idrusa, che per dire che "La terra del rimorso", "dal punto di vista della teoria non vale un granchà©", ci vuole sicuramente un certo coraggio (per usare un eufemismo...).
Non sarebbe il caso forse di essere un pochino più misurati nei giudizi, trattandosi del lavoro che é riconosciuto praticamente da tutti gli studiosi come il testo "definitivo" sul fenomeno del tarantismo, nonchà© di uno dei libri più importanti dell'antropologia europea del novecento?
Tra l'altro il libro é pubblicato dalla casa editrice "Il Saggiatore", e non dalle "Edizioni Mediterranee" (http://www.saggiatore.it/index.php?site ... il&id=3279).[addsig]
Non sarebbe il caso forse di essere un pochino più misurati nei giudizi, trattandosi del lavoro che é riconosciuto praticamente da tutti gli studiosi come il testo "definitivo" sul fenomeno del tarantismo, nonchà© di uno dei libri più importanti dell'antropologia europea del novecento?
Tra l'altro il libro é pubblicato dalla casa editrice "Il Saggiatore", e non dalle "Edizioni Mediterranee" (http://www.saggiatore.it/index.php?site ... il&id=3279).[addsig]
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federico.capone
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1292
Ti invio la lista di qualche volume che ti potrebbe interessare:
Aa Vv, Immagini del tarantismo, (a cura di) Luigi Chiriatti e Maurizio Nocera, Cavallino (le) 2002.
Vittorio Ampolo e Guglielmo Zappatore, Musica droga e transe, Tivoli 1999.
Giorgio Baglivi, De Tarantula –1695-, nella traduzione di Raimondo Pellegrini, a cura di Maurizio Merico, Lecce 1999.
Bà©la Bartà³k, Scritti sulla musica popolare, a cura di Diego Carpitella, Firenze 1957.
Federico Capone, in Salento, Cavallino (le) 2003.
Casetti - Imbriani, Canti popolari delle province meridionali, Torino 1871.
Luigi Chiriatti, Morso d’amore, Cavallino (le) 2000.
Pierpaolo De Giorgi, Tarantismo e rinascita, Lecce 1999.
Giorgio Di Lecce, La danza della piccola taranta, Roma 1994.
Giovanni Dotoli, L’occhio del forestiero, viaggiatori europei nelle contrade pugliesi, Fasano (br) 2000.
Clara Gallini, I viaggi nel sud di Ernesto De Martino, Firenze 1999.
Giuseppe Gigli, Superstizioni e tradizioni in Terra d’Otranto, Firenze 1895 (mi sa che l’edizione aggiornata é curata da Anna Merendino)
Georges Lapassade, Intervista sul tarantismo, Galatina 1990, (mi pare edizioni Madonna d’Oriente)
Tullia Magrini, Universi sonori, Torino 2002.
Atanasio Mozzillo, Viaggiatori stranieri nel Sud, Milano 1964.
Quintino Napoli, Canti popolari leccesi, Lecce 1881.
Ada Nucita e Antonio Gnoni, Ricordi di cose sopite, Cavallino (le) 1995.
Craufurd Tait Ramage, Viaggio nel Regno delle Due Sicilie, Roma 1966.
Annabella Rossi, Il colpo di sole e altri scritti del Salento, a cura di Vincenzo Esposito, Calimera (le) 2002.
Janet Ross, La Puglia nell’Ottocento (La Terra di Manfredi), con presentazione di Maria Teresa Ciccarese, Cavallino (le) 1997.
Gianfranco Salvatore, Isole sonanti, Roma 1989.
Luigi Stifani, Io al santo ci credo, Lecce 2000.
Questi volumi parlano del tarantismo (ma ce ne sono una miriade in giro). I libri dei viaggiatori toccano e descrivono il tarantismo ma non parlano solo di questo fenomeno, quindi potrebbero essere utilizzati come approccio o come approfondimento (dipende dal metodo).
Isole sonanti non parla del tarantismo come non parlano del tarantismo neppure “Scritti sulla musica popolare” di Bartà³k, “Universi sonori” di Tullia Magrini, "Isole sonanti", di Gianfranco Salvatore e "musica droga e trance", ma penso potrebbero essere un utile strumento di approccio all’antropologia musicale. Sempre a proposito d antopologia musicale mi pare importante il volume di Merriam (Alan P.) edito per il Saggiatore. Il titolo mi sfugge, ma dovrebbe essere “Antropologia della musica”. Quest’ultimo volume é importante perchà© segna l’inizio di una metodologia etnomusicale che non si basa solo sullo studio delle tecniche esecutive (oggi pare una cosa scontata, ma in precedenza non era così).
Ovviamente, a mio avviso, testi base per comprendere il tarantismo e in generale la tradizione popolare sono tutti i volumi di De Martino -Il mondo magico (1948); Morte e pianto rituale (1958, premio Viareggio); Sud e Magia (1959); La terra del rimorso ( 1961); Furore Simbolo Valore (1962); La fine del mondo (1977, postumo)-.
Altre pubblicazioni importanti sono quelle di Luigi Chiriatti (parlo di Kurumuny, di difficile reperibilità ma molto significative).
Altrettanto importanti sono le edizioni Aramiré. Anche Besa ha pubblicato diversi lavori sul tarantismo.
Comunque, visto che solo l’”approccio” al tarantismo ti costerebbe una cifra, se vuoi fammi sapere qualche volume che ti serve che te lo PRESTO per farti le fotocopie (ti ricordo che puoi fotocopiare solo il 10% delle pagine di ogni volume).
Saluti. Federico.
f.capone@libero.it
Questo messaggio é stato modificato da: federico.capone, 07 Mag 2004 - 08:17 [addsig]
Aa Vv, Immagini del tarantismo, (a cura di) Luigi Chiriatti e Maurizio Nocera, Cavallino (le) 2002.
Vittorio Ampolo e Guglielmo Zappatore, Musica droga e transe, Tivoli 1999.
Giorgio Baglivi, De Tarantula –1695-, nella traduzione di Raimondo Pellegrini, a cura di Maurizio Merico, Lecce 1999.
Bà©la Bartà³k, Scritti sulla musica popolare, a cura di Diego Carpitella, Firenze 1957.
Federico Capone, in Salento, Cavallino (le) 2003.
Casetti - Imbriani, Canti popolari delle province meridionali, Torino 1871.
Luigi Chiriatti, Morso d’amore, Cavallino (le) 2000.
Pierpaolo De Giorgi, Tarantismo e rinascita, Lecce 1999.
Giorgio Di Lecce, La danza della piccola taranta, Roma 1994.
Giovanni Dotoli, L’occhio del forestiero, viaggiatori europei nelle contrade pugliesi, Fasano (br) 2000.
Clara Gallini, I viaggi nel sud di Ernesto De Martino, Firenze 1999.
Giuseppe Gigli, Superstizioni e tradizioni in Terra d’Otranto, Firenze 1895 (mi sa che l’edizione aggiornata é curata da Anna Merendino)
Georges Lapassade, Intervista sul tarantismo, Galatina 1990, (mi pare edizioni Madonna d’Oriente)
Tullia Magrini, Universi sonori, Torino 2002.
Atanasio Mozzillo, Viaggiatori stranieri nel Sud, Milano 1964.
Quintino Napoli, Canti popolari leccesi, Lecce 1881.
Ada Nucita e Antonio Gnoni, Ricordi di cose sopite, Cavallino (le) 1995.
Craufurd Tait Ramage, Viaggio nel Regno delle Due Sicilie, Roma 1966.
Annabella Rossi, Il colpo di sole e altri scritti del Salento, a cura di Vincenzo Esposito, Calimera (le) 2002.
Janet Ross, La Puglia nell’Ottocento (La Terra di Manfredi), con presentazione di Maria Teresa Ciccarese, Cavallino (le) 1997.
Gianfranco Salvatore, Isole sonanti, Roma 1989.
Luigi Stifani, Io al santo ci credo, Lecce 2000.
Questi volumi parlano del tarantismo (ma ce ne sono una miriade in giro). I libri dei viaggiatori toccano e descrivono il tarantismo ma non parlano solo di questo fenomeno, quindi potrebbero essere utilizzati come approccio o come approfondimento (dipende dal metodo).
Isole sonanti non parla del tarantismo come non parlano del tarantismo neppure “Scritti sulla musica popolare” di Bartà³k, “Universi sonori” di Tullia Magrini, "Isole sonanti", di Gianfranco Salvatore e "musica droga e trance", ma penso potrebbero essere un utile strumento di approccio all’antropologia musicale. Sempre a proposito d antopologia musicale mi pare importante il volume di Merriam (Alan P.) edito per il Saggiatore. Il titolo mi sfugge, ma dovrebbe essere “Antropologia della musica”. Quest’ultimo volume é importante perchà© segna l’inizio di una metodologia etnomusicale che non si basa solo sullo studio delle tecniche esecutive (oggi pare una cosa scontata, ma in precedenza non era così).
Ovviamente, a mio avviso, testi base per comprendere il tarantismo e in generale la tradizione popolare sono tutti i volumi di De Martino -Il mondo magico (1948); Morte e pianto rituale (1958, premio Viareggio); Sud e Magia (1959); La terra del rimorso ( 1961); Furore Simbolo Valore (1962); La fine del mondo (1977, postumo)-.
Altre pubblicazioni importanti sono quelle di Luigi Chiriatti (parlo di Kurumuny, di difficile reperibilità ma molto significative).
Altrettanto importanti sono le edizioni Aramiré. Anche Besa ha pubblicato diversi lavori sul tarantismo.
Comunque, visto che solo l’”approccio” al tarantismo ti costerebbe una cifra, se vuoi fammi sapere qualche volume che ti serve che te lo PRESTO per farti le fotocopie (ti ricordo che puoi fotocopiare solo il 10% delle pagine di ogni volume).
Saluti. Federico.
f.capone@libero.it
Questo messaggio é stato modificato da: federico.capone, 07 Mag 2004 - 08:17 [addsig]
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I segnalo dei libri di Georges Lapassade editi da Sensibili alle foglie:Dal candomblé al tarantismo;Stati modificati e transe;Transe e dissociazione;Questo messaggio é stato modificato da: ramonn, 10 Mag 2004 - 11:59 [addsig]
nuovo libro
ciao, ti volevo segnalare un ultimissimo libro sul tarantismo,
per informazioni si può contattare l'autore alla mail andrji00@libero.it
Andrea Romanazzi
IL RITORNO DEL DIO CHE BALLA, Venezia Editrice, 2006 pag. 176
Prefazione a Cura di Teresa de Sio
Il nuovo libro di Andrea Romanazzi, tra l'altro autore di libri come "GUIDA ALLA DEA MADRE IN ITALIA: ITINERARI TRA CULTI E TRADIZIONI POPOLARI", con prefazione di Syusy Blady, autrice/regista di trasmissioni come "turisti per caso", pubblicato dalla Venexia Editrice, "LA DEA MADRE E IL CULTO BELITICO: ANTICHE CONOSCENZE TRA MITO E FOLKLORE" edito da Levante Editore e "SANT ANTONIO, IL MAIALE, IL FUOCO, LA CAMPANA" pubblicato con il Patrocinio Amministrazione Provinciale Lucana.
Si tratta di un interessantissimo tersto che esamina le tradizioni legate al fenomeno del tarantismo in Italia e ne cerca origine negli antichi culti pagani legati al mondo agricolo e vegetazionale.
Il tarantismo diviene così eredità di ataviche religioni legate al culto di morte e rinascita vegetazionale.
INDICE
Ringraziamenti
Prefazione – La musica del Dio che balla in un intervista a Teresa De Sio
Introduzione
Parte I – Il ritorno del dio che balla
Capitolo I
I prolegomeni del culto
Capitolo II
La divinità della taranta
Capitolo III
Il Tarantismo nella storia
Capitolo IV
Che cos é la taranta
Lo scenario del rito
L altalena della fertilità
Il momento musicale
La taranta muta e triste – La musica dei Linos
Capitolo V
Il sincretismo cattolico
L innesto paolino
"Santu Paulu miu" delle tarantate
Il feudo di Galatina e l immunità salentina
L apostolo e il culto delle acque
Lo sputo risanatore
Parte II – La tradizione del Tarantismo in Italia
Capitolo I
Il Tarantolismo in Puglia
Capitolo II
La tradizione dei serpari d Abruzzo
Capitolo III
La taranta "muzzicuna" e i ciarauli di Sicilia e Calabria
Capitolo IV
Dalla tarantola all argia sarda
Capitolo V
La tarantella di Lucania e la tradizione campana
Capitolo VI
L incanata: il rito dell oscenità popolare
Parte III – I ritmi del Tarantismo
Capitolo I
La tarantella come ballo di fertilità
Capitolo II
Il tamburello come strumento del culto arboreo
Capitolo III
All ombra della taranta: feste, sagre e appuntamenti legati alla musica popolare nel Sud Italia
Bibliografia
Libri
Discografia
RECENSIONE
Il tarantismo affonda le proprie radici tra le ataviche paure dell uomo Antico che vede il Dio Vegetazionale, resosi immanente nella pianta, perire per mano propria e che dunque ha timore che la stessa divinità , offesa ed usurpata, si vendichi con tutta la sua forza.
E il momento in cui si genera la mistica crisi umana, é il contadino stesso in realtà causa della morte del Dio falciato e dunque della sua stessa disperazione ponendo termine alla vita vegetale e così prostrandosi alla punizione del dio.
Unica soluzione é la ricerca di un capro espiatorio, l animale sacro che, come novello agnello, possa lavare dalle ataviche colpe e nascondere il misfatto camuffandolo e trasformando l uomo da assassino in assassinato.
Sarà così che nel corso della pagine del libro ci imbatteremo tra antiche divinità e numerosi animali totemici, il lupo, il toro, la capra, il coniglio, espressioni essi stessi dell immanenza del divino ed allo stesso modo colpevoli esecutori della morte del dio.
Sarà durante questo excursus che giungeremo al cospetto dell aracnide, la mistica Taranta dal duplice aspetto: espressione del Nume che deve esser ucciso ma anche temibil capro espiatorio sul quale riversare le ancestrali colpe.
Questa l intima essenza della ragno e del suo lascivo e voluttuoso morso. Essa ripropone il momento di crisi umana, il vero ed unico Peccato Originale della stirpe di Eva, la raccolta del frutto proibito, delle "messi del Signore" che viene così ucciso per dare la conoscenza all uomo e ai suoi discendenti. E la crisi che genera la cacciata dall Eden, la dipartita dal bosco che produceva per l uomo, é la comparsa della vergogna primordiale, l uman terrore che si annida tra le spire del serpente tentatore, la Tarantola Primigenia nascosta tra i rami non per tentare e dannare, ma per sedurre ed ostentare il suo sensuale morso, simbolo della caducità umana, della illusoria dominazione da parte dell uomo sulla natura che é Divinità .
Al ritmo ossessivo e ripetitivo delle pizziche e delle tarantelle ecco che musica e la danza diventan il tramite con il mondo numinoso, la mutevole via che conduce l uomo all estasi mistica ballando attorno all Albero del Sabba primordiale. E qui che tra le spire dell eterno Serpente, l Antico Dio dal passo saltellato continua ad offrire il Frutto ai suoi figli che timorosi lo colgono. Ogni anno, da qui all eternità , all ondeggiare delle spighe di grano al soffio del vento, l uomo vedrà il ritorno del "dio che balla" e con lui danzerà fino allo scomparir del chiaror di luna quando avrà finalmente termine l estenuante Notte della Taranta.
per informazioni si può contattare l'autore alla mail andrji00@libero.it
Andrea Romanazzi
IL RITORNO DEL DIO CHE BALLA, Venezia Editrice, 2006 pag. 176
Prefazione a Cura di Teresa de Sio
Il nuovo libro di Andrea Romanazzi, tra l'altro autore di libri come "GUIDA ALLA DEA MADRE IN ITALIA: ITINERARI TRA CULTI E TRADIZIONI POPOLARI", con prefazione di Syusy Blady, autrice/regista di trasmissioni come "turisti per caso", pubblicato dalla Venexia Editrice, "LA DEA MADRE E IL CULTO BELITICO: ANTICHE CONOSCENZE TRA MITO E FOLKLORE" edito da Levante Editore e "SANT ANTONIO, IL MAIALE, IL FUOCO, LA CAMPANA" pubblicato con il Patrocinio Amministrazione Provinciale Lucana.
Si tratta di un interessantissimo tersto che esamina le tradizioni legate al fenomeno del tarantismo in Italia e ne cerca origine negli antichi culti pagani legati al mondo agricolo e vegetazionale.
Il tarantismo diviene così eredità di ataviche religioni legate al culto di morte e rinascita vegetazionale.
INDICE
Ringraziamenti
Prefazione – La musica del Dio che balla in un intervista a Teresa De Sio
Introduzione
Parte I – Il ritorno del dio che balla
Capitolo I
I prolegomeni del culto
Capitolo II
La divinità della taranta
Capitolo III
Il Tarantismo nella storia
Capitolo IV
Che cos é la taranta
Lo scenario del rito
L altalena della fertilità
Il momento musicale
La taranta muta e triste – La musica dei Linos
Capitolo V
Il sincretismo cattolico
L innesto paolino
"Santu Paulu miu" delle tarantate
Il feudo di Galatina e l immunità salentina
L apostolo e il culto delle acque
Lo sputo risanatore
Parte II – La tradizione del Tarantismo in Italia
Capitolo I
Il Tarantolismo in Puglia
Capitolo II
La tradizione dei serpari d Abruzzo
Capitolo III
La taranta "muzzicuna" e i ciarauli di Sicilia e Calabria
Capitolo IV
Dalla tarantola all argia sarda
Capitolo V
La tarantella di Lucania e la tradizione campana
Capitolo VI
L incanata: il rito dell oscenità popolare
Parte III – I ritmi del Tarantismo
Capitolo I
La tarantella come ballo di fertilità
Capitolo II
Il tamburello come strumento del culto arboreo
Capitolo III
All ombra della taranta: feste, sagre e appuntamenti legati alla musica popolare nel Sud Italia
Bibliografia
Libri
Discografia
RECENSIONE
Il tarantismo affonda le proprie radici tra le ataviche paure dell uomo Antico che vede il Dio Vegetazionale, resosi immanente nella pianta, perire per mano propria e che dunque ha timore che la stessa divinità , offesa ed usurpata, si vendichi con tutta la sua forza.
E il momento in cui si genera la mistica crisi umana, é il contadino stesso in realtà causa della morte del Dio falciato e dunque della sua stessa disperazione ponendo termine alla vita vegetale e così prostrandosi alla punizione del dio.
Unica soluzione é la ricerca di un capro espiatorio, l animale sacro che, come novello agnello, possa lavare dalle ataviche colpe e nascondere il misfatto camuffandolo e trasformando l uomo da assassino in assassinato.
Sarà così che nel corso della pagine del libro ci imbatteremo tra antiche divinità e numerosi animali totemici, il lupo, il toro, la capra, il coniglio, espressioni essi stessi dell immanenza del divino ed allo stesso modo colpevoli esecutori della morte del dio.
Sarà durante questo excursus che giungeremo al cospetto dell aracnide, la mistica Taranta dal duplice aspetto: espressione del Nume che deve esser ucciso ma anche temibil capro espiatorio sul quale riversare le ancestrali colpe.
Questa l intima essenza della ragno e del suo lascivo e voluttuoso morso. Essa ripropone il momento di crisi umana, il vero ed unico Peccato Originale della stirpe di Eva, la raccolta del frutto proibito, delle "messi del Signore" che viene così ucciso per dare la conoscenza all uomo e ai suoi discendenti. E la crisi che genera la cacciata dall Eden, la dipartita dal bosco che produceva per l uomo, é la comparsa della vergogna primordiale, l uman terrore che si annida tra le spire del serpente tentatore, la Tarantola Primigenia nascosta tra i rami non per tentare e dannare, ma per sedurre ed ostentare il suo sensuale morso, simbolo della caducità umana, della illusoria dominazione da parte dell uomo sulla natura che é Divinità .
Al ritmo ossessivo e ripetitivo delle pizziche e delle tarantelle ecco che musica e la danza diventan il tramite con il mondo numinoso, la mutevole via che conduce l uomo all estasi mistica ballando attorno all Albero del Sabba primordiale. E qui che tra le spire dell eterno Serpente, l Antico Dio dal passo saltellato continua ad offrire il Frutto ai suoi figli che timorosi lo colgono. Ogni anno, da qui all eternità , all ondeggiare delle spighe di grano al soffio del vento, l uomo vedrà il ritorno del "dio che balla" e con lui danzerà fino allo scomparir del chiaror di luna quando avrà finalmente termine l estenuante Notte della Taranta.
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Avvocatista
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- Iscritto il: 1 dicembre 2005, 12:39
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Maruko_KuFu
- Messaggi: 393
- Iscritto il: 13 maggio 2004, 12:39
- Località: Longi (Messina) e Lecce (Le).
- Contatta:
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pizzicagnolo
- Messaggi: 188
- Iscritto il: 23 dicembre 2005, 15:10
Io ho recentemente letto:
E. De Martino, La terra del rimorso, Ed Il Saggiatore
C Sachs, Storia della danza, Ed Il Saggiatore
Naceo I., Delle antiche Danze Femminili, Ed. della Terra di Mezzo
Mircea Eliade, Lo sciamanesimo e le tecniche dell estasi, Ed Mediterranee
E. De Martino- Percezione extrasensoriale e magismo etnologico
E. De Martino- Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo- Boringhieri
C.Barbati, G. Mingozzi, A. Rossi- Profondo Sud- Feltrinelli 1978
A.Rossi- R. De Simone- Carnevale si chiamava Vincenzo- De Luca Editore, 1977
D. Carpitella, Materiali per lo studio delle tradizioni popolari, Bulzoni, 1973
A.P.Merriam- Antropologia della musica- Sellerio 1983
A.Lamanna (a cura di)- Ragnetele, tarantismo, danza, musica e nuove identità !- Adnkronos Libri, 2002-
Luciano, La Danza, Marsilio
e anch'io mi sento di consiglierti di partire con il primo, fondamentale!
Li ho presi tutti in Biblioteca e, prima di restituirli, ho preso appunti.
Adesso ho preso da leggere:
Anna Nacci, Neotarantismo, Stampa alternativa;
AA.VV.- Tarantismo, transe, possessione, musica- Besa Ed.
L.Stifani- Io al santo ci credo- Aramiré
...poi ti dirò.
Quello che mi é piaciuto meno, é quello della Naceo, sulle antiche danze femminili, avrei voluto scrivere all'autrice...sulle cose che dice della pizzica...
Ciao a tutti!!!!
E. De Martino, La terra del rimorso, Ed Il Saggiatore
C Sachs, Storia della danza, Ed Il Saggiatore
Naceo I., Delle antiche Danze Femminili, Ed. della Terra di Mezzo
Mircea Eliade, Lo sciamanesimo e le tecniche dell estasi, Ed Mediterranee
E. De Martino- Percezione extrasensoriale e magismo etnologico
E. De Martino- Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo- Boringhieri
C.Barbati, G. Mingozzi, A. Rossi- Profondo Sud- Feltrinelli 1978
A.Rossi- R. De Simone- Carnevale si chiamava Vincenzo- De Luca Editore, 1977
D. Carpitella, Materiali per lo studio delle tradizioni popolari, Bulzoni, 1973
A.P.Merriam- Antropologia della musica- Sellerio 1983
A.Lamanna (a cura di)- Ragnetele, tarantismo, danza, musica e nuove identità !- Adnkronos Libri, 2002-
Luciano, La Danza, Marsilio
e anch'io mi sento di consiglierti di partire con il primo, fondamentale!
Li ho presi tutti in Biblioteca e, prima di restituirli, ho preso appunti.
Adesso ho preso da leggere:
Anna Nacci, Neotarantismo, Stampa alternativa;
AA.VV.- Tarantismo, transe, possessione, musica- Besa Ed.
L.Stifani- Io al santo ci credo- Aramiré
...poi ti dirò.
Quello che mi é piaciuto meno, é quello della Naceo, sulle antiche danze femminili, avrei voluto scrivere all'autrice...sulle cose che dice della pizzica...
Ciao a tutti!!!!
Io consiglio a dalet il mio sito www.pugliafedefolklore.it con indagini inedite sul tarantismo in area jonica e brindisina e anche il sito www.delfinierranti.org incentrato sul tarantismo a Taranto.
Spero che ti piaccia,
Damiano da Martina Franca
Spero che ti piaccia,
Damiano da Martina Franca