Il Neotarantismo e le sue varie forme
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Di certo non sono la persona più adatta per aprire questoforum, che tratta di una questione ampia e delicata e che richiedequindi esperienza e conoscenze ben al di sopra di quelle in mio possesso.Credo sia utile però iniziare a discutere del "Neotarantismo" proprioperché questa parola designa quel fenomeno che coinvolge noi del sito, mache coinvolge migliaia di persone, anche giovani e giovanissimi, in tutta Italia.Certo é un fenomeno che non si accosta nemmeno lontanamente all'antico fenomeno del tarantismo, ed i sentimenti che permeano noi "neotarantati" non sfiorano neanche quelle sensazioni di disagio e profondo dolore che affliggevano invece le tarantate diuna volta. Questo perché all'epoca il tarantismo era un male, e la musica un metodo per curarla, mentre oggi capita, a mio avviso , un po' il contrario. Oggi infatti é proprio la musica che fa partire in noi, o in molti di noi, quel sentimento come di estasi, che per molti di noi proviene, evidentemente, dal godimento di meravigliose melodie. Anche perché, a sentire le registrazioni d'epoca, la musica é ben lontanada quell'amalgama di suoni, così perfetti, così puliti e vellutati quali sono quelliche ormai siamo abituati ad ascoltare amplificati dal freddo vibrare di una cassa acustica.Evidentemente non esiste un solo tipo di Neotarantismo, ma ce ne sono molti, quasi uno per ogni Neotarantato, e molto dipende dal modo di accostare la musica Salentina, le tradizionidi quel lembo di terra oggi tanto famoso, la storia intera dei nostri predecessori. Chi é del posto naturalmente vive la sua passione in modo molto diverso rispetto a chi ha invece avvicinatoquesta cultura a posteriori, e purtroppo per molti di noi si tratta solo di una moda passeggera.Non escludo però che esista gente che, avvicinatasi per moda a questa musica, ed alla pizzica in particolare, si sia poi interessata all'ampio ventaglio di pratiche, tradizioni, storie, canti che dietro questa musica si nascondono.Anch'io ne so ancora molto poco e mi piacerebbe saperne di più, non solo sul Tarantismo ma su tutto il modo di vivere dei nostri avi, anche se non posso certo dire di aver avvicinato questa musica per moda. A volte però mi sconvolge un po' ciò che succede intorno a me: ormai c'é gente di tutti i tipi, di tutte le regioni o nazionalità che pretende di insegnare, a volte anche a salentini stessi, a ballare, suonareil tamburello, e che dietro la maschera dell'informazione e della ricerca nasconde interessi ahimé moltopiù bassi. E' proprio la commercializzazione della tradizione uno dei volti, e credo il principale, del fenomeno "Neotarantismo"; una commercializzazione forzata, in cui si tende ad unire balli, fenomeni e culture anche molto distanti tra loro. Rimango impressionato tutt'oggi quando su alcuni manifesti leggo: "Corso di Tango e Pizzica", o "la festa te lu salentu con pizziche tarantelle e "tammurriate"...al modicocosto di...Molti si stanno indebitamente appropriando di una cultura e di una tradizione che per molto tempo é stata ignorata o disprezzata. Io non dico che un piemontese non possa suonare il tamburello, o che un veneto, non debba suonare l'organetto, ma so di gruppi ormai che cantano versi in dialetto di cui non sanno il significato!E questo é molto triste, se solo penso che a me mai verrebe in mente di cantare una canzone piemontese senza sapere cosa dico. Ed a maggior ragione che la musica popolare si nutre di sentimenti, a volte profondi, a voltelicenziosi e leggeri, ma sempre di sentimenti, che prendono corpo in versi che si tramandano da secoli.Finirei qui questo lungo e noioso intervento, con la curiosità di sapere se la pensate come me o meno.Questo messaggio é stato modificato da: giannino, 27 Nov 2003 - 07:40 [addsig]
Giovanni Semeraro
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MarleyTarantolato
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- Iscritto il: 3 agosto 2003, 18:05
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Ciao Gianni...forse nemmeno io sono la persona piu' appropriata a rispondere a questo forum visto che sono campano e da 1 annetto circa ho scoperto questa cultura,pero' sai cosa posso dirti?che secondo me a volte l'effetto moda non e' solo 1 cosa negativa,come tutte le cose puo' essere un'arma a doppio taglio;come ben dici adesso c'e' molta gente "pizzicata" che forse non sa' nemmeno cosa sta cantando(manco io a volte capisco che dite )pero' tra quella gente c'e' sicuramente una minima parte che partendo dal "piacere" senta il bisogno di sapere,di capire,di imparare e confrontarsi e penso che sia proprio quella parte che poi portera' avanti la ricerca e l'evoluzione ,se vogliamo,di questa cultura.Adesso c'e' molta gente che sfrutta il lato economico della cosa ma non me ne meraviglierei piu' di tanto....fanno "odience" con i morti figuriamoci....Ripeto il mio e' un modestissimo parere ma credo che l'unica cosa sia sempre quella "RESISTERE" tutto passa...e soprattutto la moda ma le idee,la cultura quelle no sono sempre radicate in ognuno di noi,c'e' solo chi sente il bisogno di dargli "sfogo" e chi invece in nome di questo tanto affannoso modernismo tende a soffocarle...Adesso invece vorrei porvi un altra domanda...cosa ne pensate di Eugenio Bennato?come lo vedete?come "sfruttatore" della cultura o come buon amalgamatore di culture che secondo me a primo acchitto possono sembrare differenti ma a pensarci bene sono molto vicine???(dalla mia domanda penso si sia gia capito ce stimo tanto il prima citato...)grazie per l'attenzioneMarley Il Pizzicato[addsig]
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CarloTrono
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661
Scusami Marley, ma non mi sembra il caso di diramare la discussione su un altro argomento, altrimenti il forum diventa un po' confusionario. Su Bennato se ne é ampiamente parlato in un altra discussione, quindi se volete dire la vostra su Bennato e leggere cosa hanno detto gli altri, cliccate qui. Per quanto riguarda l'argomento aperto da Giannino...rispondo anch'io fra un attimo (il tempo é tiranno)[addsig]
pisa l'oru, pisa lu chiummu, pisa cchiu l'onore de tuttu lu munnu !
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MarleyTarantolato
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- Iscritto il: 3 agosto 2003, 18:05
664
scusate e che non ho visto tutte le discussioni del forum...leggero' e replichero' all altra discussione Peace[addsig]
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Cerco di riattivare un po' questo forum in quanto a mio parere possiede delle potenzialità di discussione, in quanto tratta del fenomeno in cui tutti siamo coinvolti e che si può inglobare sotto la poliedrica definizione di "Neotarantismo". Alla luce delle "Categorie dei Neotarantati" introdotta da Ialma tramite un link sul suo sito, vorrei appunto confrontare le mie idee - esposte in precedenza ma bloccate forse da interventi non proprio "a tema" - con quelle di chi é interessato al fenomeno.Sperando questa volta in qualche risposta, lascio a voi la parola.[addsig]
Giovanni Semeraro
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Come ogni altro genere di movimento, anche il "neotarantismo" , nasce un po per moda del momento, ma non penso che sia del tutto negativo. Una moda se viene seguita é perchà© piace, perchà© affascina, perchà© appassiona e se la musica salentina riesce a coinvolgere gente di tutti i tipi, di tutte le regioni e nazionalità sia il benvenuto. Sono orgogliosa se gente di altre culture e tradizioni abbraccia anche quella salentina mediante la musica, ma l invito é quello di non fermarsi alla sola musica perchà© é bella, diverte e fa ballare, ma di utilizzarla come strumento, comprendendone i testi, per scoprire i dolori, le sofferenze, le fatiche, le gioie di uomini e donne che hanno fatto la storia della terra salentina. Per chi dice di amare la pizzica, di essere pizzicato, ma non capisce il testo delle canzoni non sbaglierebbe a chiedere le traduzioni, in questo modo ci si può avvicinare e amare la pizzica e il salento anche quando la moda passerà . Ciò che si ama non c é moda che lo possa cancellare.
Un tasto decisamente dolente é la commercializzazione forzata, come dice Giannino, la pretesa di dover unire per forza culture che non centrano niente tra loro solo per far soldi. Ma, alla fine, devo essere sincera non mi sorprende più nulla, se pensiamo che ormai si specula su tutto! Pensate al povero P. Pio, ormai lo si ritrova su tutto, chissà quale sarebbe il suo commento oggi, lui che odiava farsi fotografare. Passatemi l esempio, ma il pensiero é stato immediato.
A chi crede veramente e non per moda al tarantismo "l arduo compito" di tramandare le radici salentine, così come ci sono state tramandate.
[addsig]
Un tasto decisamente dolente é la commercializzazione forzata, come dice Giannino, la pretesa di dover unire per forza culture che non centrano niente tra loro solo per far soldi. Ma, alla fine, devo essere sincera non mi sorprende più nulla, se pensiamo che ormai si specula su tutto! Pensate al povero P. Pio, ormai lo si ritrova su tutto, chissà quale sarebbe il suo commento oggi, lui che odiava farsi fotografare. Passatemi l esempio, ma il pensiero é stato immediato.
A chi crede veramente e non per moda al tarantismo "l arduo compito" di tramandare le radici salentine, così come ci sono state tramandate.
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federico.capone
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1039
"una cultura e di una tradizione che per molto tempo é stata ignorata", "sviilaneggiata", aggiungerei, caro giannino e cari i miei amici di pizzicata, un po' come ha fatto qualcuno quando ho iniziato a trattare l'argomento della canzone leccese.... proprio non capisco. Prima si parla di rivalutare la cultura popolare e poi, quando si parla di Petrachi o di fersino qualcuno, anche su questo siti, storce il naso e dice... "si ma quella non é musica popolare"... ah no?! bene, ne prendo atto, e prendo anche atto di chi non considera la musica cittadina una musica del popolo... scusate lo sfogo ma ogni tanto ce vo'!.
Comunque per tornare al discorso del neotarantismo non credo che esista (perlomeno dal punto di vista etnomusicale, magari da quello antropologico). Mi sa tanto di, chessò, tarantamuffin', elettropizzica e via discorrendo. Insomma, di cose che sono state create a tavolino e che lasciano il tempo che trovano.
federico [addsig]
Comunque per tornare al discorso del neotarantismo non credo che esista (perlomeno dal punto di vista etnomusicale, magari da quello antropologico). Mi sa tanto di, chessò, tarantamuffin', elettropizzica e via discorrendo. Insomma, di cose che sono state create a tavolino e che lasciano il tempo che trovano.
federico [addsig]
1166
Il tarantismo di una volta derivava, secondo me, dal fatto che donne stressate,sfruttate e frustrate per la misera vita dei campi sviluppavano nevrosi da loro attribuite al morso della tarantola e trovavano sfogo e sollievo nel rito del tarantismo:il ritmo della musica, la danza sfrenata,ecc.Oggi la condizione della donna in generale é migliorata, le nevrosi si curano con la psicoterapia o con i farmaci...però a pensarci bene alcune forme di psicoterapia basate sulla drammatizzazione teatrale o sulla danza ricordano un pò il tarantismo...Il successo della pizzica certamente é in parte un fenomeno modaiolo e commerciale ma secondo me rappresenta anche una risposta alla globalizzazione di questi anni che vuole imporci di ascoltare tutti la stessa musica, mangiare le stesse cose (magari da McDonald's), pensarla allo stesso modo, per non parlare della guerra.Molti cercano nel recupero della musica popolare, delle tradizioni e dell'identità locale in genere un modo per riempire un vuoto di valori che sentono dentro di sé...questo é un fenomeno che si sta verificando in tutto il mondo ed é positivo se non porta alla costruzione di nuovi steccati: una comunità può avere una forte identità ma é importante che sia una comunità aperta all'esterno...del resto molte delle nostre tradizioni sono nate dalla mescolanza delle culture che hanno attraversato le nostre terre.[addsig]
1939
Certo quello del "vuoto di valori" é un argomento importante che anche secondo me ha influito in maniera preponderante sul fenomeno del "neotarantismo" ma in generale al diffuso riavvicinamento, soprattutto da parte dei giovani, a quelle che sono le antiche tradizioni, anche se non strettamente le "loro antiche tradizioni".In moltissime parti d'Italia in effetti lo stile di vita moderno ha talmente spazzato via ogni traccia di vita "tradizionale" e di valori antichi, che i giovani di quelle zone non riescono a trovare un appiglio quando provano ad allontanarsi dallo stile di vita corrente, consumista e povero di valori, e per questo cercano in altre culture più genuine (che possono essere africane, indiane, salentine o eschimesi sic.) qualcosa che li riconduca in qualche maniera al modo di essere e di vivere dei nostri antenati.E la nostra terra ( ma in italia un po' tutto il sud si rassomiglia) é uno straordinario vivaio che ha saputo tenere in vita ciò che di buono ci hanno tramandato i nostri padri, fondendolo con i nuovi stili di vita in modo da accrescere il nostro bagaglio culturale anziche distruggerlo e ricostituirlo ad ogni passaggio di generazione.La pizzica e la musica tradizionale tutta é uno di questi retaggi, ormai non più un fardello ma un pacco delicato a cui cercare di non dare troppi scossoni, pena il rischio di mandare in frantumi il fragile cristallo che contiene[addsig]
Giovanni Semeraro