Musica tradizionale e "diritto di nascita"
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CarloTrono
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Musica tradizionale e "diritto di nascita"
In questa discussione sono state fatte le seguenti considerazioni
[quote:32da54d0c1="montemaranese"].il mio giudizio resta legato alla teoria che se non sei di una zona non puoi fare musica tradizionale di quella zona: é come Albano(che ha pure una bella voce) che canta in un dialetto barbaro"O sole mio" e la stessa canzone cantata dal più stonato dei campani: senz'ombra di dubbio per appartenenza e tradizione é migliore la seconda interpretazione. Potrai cioé interpretare dei pezzi in modo egregio, ma non ne avrai le radici, e secondo me, oggi che siamo alla ricerca di tradizionalità e musica etnica, queste sono una base essenziale.
Giuseppe Michele Gala, nel suo apprezzabile lavoro di ricerca, almeno ha preso come spunto questo punto di partenza.[/quote:32da54d0c1]
[quote:32da54d0c1="spifferaio"]... io non credo troppo al fatto che per eseguire un brano musicale bisogna essere nati nel posto in cui tale musica ha origine... ... se ti capita di sentire un gruppo non chiedere di dove sono i suoi componenti, ma ascolta quello che suonano e poi esprimi un giudizio sulla musica che fanno ...il provincialismo sarebbe il muro della solitudine (non prenderla come un'offesa, ma limiteresti troppo la possibilità che la musica sia sintesi e non una tesi chiusa nel suo sistema) A riguardo proprio la musica salentina, potrei dire che ha una forte connotazione nell'incontro con le culture d'oltre mare che l'hanno attraversata...e potrei continuare dicendo, che le stesse parole e gli stessi argomenti sono ricorrenti in brani che provengono da posti diversi: li avrà cantati smpre lo stesso contadinopastoremusicoetcetc??? o potrebbe essere (forse!!!) più probabile che le persone si incontrano come NATURALMENTE ACCADE...??? in fine, é come dire che la pizzica, la tammurriata, la montemaranese etc etc, essendo un linguaggio espressivo così connotato degli elementi del luogo d'origine, potrebbe essere, non solo eseguita, ma anche compresa, solo ed esclusivamente dalla gente del posto. Gli altri che non hanno i codici di quel linguaggio sarebbe estromessi da tale comunicatività ... IO NON CREDO SIA COSì: Ernesto de Martino non credo fosse salentino, eppure il fenomeno della pizzica "un poco" ce l'ha descritto...[/quote:32da54d0c1]
[quote:32da54d0c1="giannino"]
Credo che esistano molti baresi capaci di interpretare bene la musica salentina, e viceversa molti salentini capaci di interpretare musiche provenienti da altri luoghi (non quella barese...uahahha...scherzo).
Credo che chi si senta capace di interpretare un certo tipo di musica solo per diritto genetico, non faccia altro che sbattere in faccia al mondo la propria estrema ignoranza, spesso avvalorata dal fatto che, proprio in quanto crede di avercela nel sangue, NON studia la propria musica e di conseguenza quando la esegue produce delle EMERITE CACATE. Apparte il fatto che molto probabilmente saprà eseguire SOLO la sua musica, che spesso si riduce ad un paio di EMERITE CACATE.
Credo che per suonare il tamburello, sia pur alla montemaranese, non serva una laurea in etnomusicologia.
[/quote:32da54d0c1]
Possiamo continuare a discutere di questa questione da questa parte. Grazie
[b:32da54d0c1][nota del moderatore][/b:32da54d0c1]
i messaggi che violano il regolamento del forum appartenenti a questa discussione sono stati spostati qui
http://www.pizzicata.it/MDForum-viewtopic-t-1050.html
[quote:32da54d0c1="montemaranese"].il mio giudizio resta legato alla teoria che se non sei di una zona non puoi fare musica tradizionale di quella zona: é come Albano(che ha pure una bella voce) che canta in un dialetto barbaro"O sole mio" e la stessa canzone cantata dal più stonato dei campani: senz'ombra di dubbio per appartenenza e tradizione é migliore la seconda interpretazione. Potrai cioé interpretare dei pezzi in modo egregio, ma non ne avrai le radici, e secondo me, oggi che siamo alla ricerca di tradizionalità e musica etnica, queste sono una base essenziale.
Giuseppe Michele Gala, nel suo apprezzabile lavoro di ricerca, almeno ha preso come spunto questo punto di partenza.[/quote:32da54d0c1]
[quote:32da54d0c1="spifferaio"]... io non credo troppo al fatto che per eseguire un brano musicale bisogna essere nati nel posto in cui tale musica ha origine... ... se ti capita di sentire un gruppo non chiedere di dove sono i suoi componenti, ma ascolta quello che suonano e poi esprimi un giudizio sulla musica che fanno ...il provincialismo sarebbe il muro della solitudine (non prenderla come un'offesa, ma limiteresti troppo la possibilità che la musica sia sintesi e non una tesi chiusa nel suo sistema) A riguardo proprio la musica salentina, potrei dire che ha una forte connotazione nell'incontro con le culture d'oltre mare che l'hanno attraversata...e potrei continuare dicendo, che le stesse parole e gli stessi argomenti sono ricorrenti in brani che provengono da posti diversi: li avrà cantati smpre lo stesso contadinopastoremusicoetcetc??? o potrebbe essere (forse!!!) più probabile che le persone si incontrano come NATURALMENTE ACCADE...??? in fine, é come dire che la pizzica, la tammurriata, la montemaranese etc etc, essendo un linguaggio espressivo così connotato degli elementi del luogo d'origine, potrebbe essere, non solo eseguita, ma anche compresa, solo ed esclusivamente dalla gente del posto. Gli altri che non hanno i codici di quel linguaggio sarebbe estromessi da tale comunicatività ... IO NON CREDO SIA COSì: Ernesto de Martino non credo fosse salentino, eppure il fenomeno della pizzica "un poco" ce l'ha descritto...[/quote:32da54d0c1]
[quote:32da54d0c1="giannino"]
Credo che esistano molti baresi capaci di interpretare bene la musica salentina, e viceversa molti salentini capaci di interpretare musiche provenienti da altri luoghi (non quella barese...uahahha...scherzo).
Credo che chi si senta capace di interpretare un certo tipo di musica solo per diritto genetico, non faccia altro che sbattere in faccia al mondo la propria estrema ignoranza, spesso avvalorata dal fatto che, proprio in quanto crede di avercela nel sangue, NON studia la propria musica e di conseguenza quando la esegue produce delle EMERITE CACATE. Apparte il fatto che molto probabilmente saprà eseguire SOLO la sua musica, che spesso si riduce ad un paio di EMERITE CACATE.
Credo che per suonare il tamburello, sia pur alla montemaranese, non serva una laurea in etnomusicologia.
[/quote:32da54d0c1]
Possiamo continuare a discutere di questa questione da questa parte. Grazie
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Ultima modifica di CarloTrono il 20 febbraio 2007, 1:13, modificato 1 volta in totale.
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CarloTrono
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[quote:ccdb63bd1d="montemaranese"]Giuseppe Michele Gala, nel suo apprezzabile lavoro di ricerca, almeno ha preso come spunto questo punto di partenza.[/quote:ccdb63bd1d]
Montemaranese, mi sembra che stiamo mischiando fave con piselli.
Un conto é parlare di un gruppo di riproposta (come gli Ariacorte, di cui si parlava nella discussione che ha generato queste tue considerazioni), un conto é parlare di un lavoro di ricerca sul campo come quello portato avanti da quasi trent'anni da Pino Gala (chapeau), un altro conto ancora é parlare di un gruppo di amici che si mettono a suonare musica di tradizione, anche non loro, perché é bello farlo ed é sicuramente più formativo rispetto a mettersi i caschi da motociclisti in testa e darsi l'un l'altro con delle spranghe, oppure organizzarsi per infilare le mani nel perizoma di una professoressa mentre qualcun'altro filma con il cellulare.
Sto divagando...recupero.
E' ovvio che Pino Gala e gli altri ricercatori seri del suo calibro vanno a cercare per le loro ricerche chi é nato e cresciuto nella tradizione di un luogo, e non registreranno mai il ragazzino che ha sentito un gruppo di riproposta e ha cominciato ad interessarsi alla musica del suo o di un altro territorio. Questa ovvietà però non avvalora assolutamente le tue considerazioni sul "diritto di nascita ed esecuzione" della musica tradizionale.
Il tuo discorso sul "diritto di nascita" può portare, come tutti i razzismi (perché é un discorso razzista) a conseguenze più forti di quelle che intendi esprimere tu. In un territorio dove esiste e sopravvive una tradizione musicale non ci sono solo contadini e pastori, ma anche farmacisti, avvocati, ingegneri, geometri, medici ecc ecc. Allora un irpino figlio di medico o avvocato, ma anche medio-borghese, nato e cresciuto in una casa dove non si é mai suonato che il campanello della porta e dove non sono mai esistite tradizioni legate al calendario, può suonare la musica tradizionale dei contadini e dei pastori? Se uno dovesse attenersi rigorosamente alla tua idea, direi proprio di no.
Sei figlio di contadini e pastori? in casa tua (e ribadisco, in casa tua) si celebrano ancora le tradizioni musicali legati al calendario? quando qualcuno nella tua famiglia si sposa, che musica si suona al matrimonio?
Montemaranese, mi sembra che stiamo mischiando fave con piselli.
Un conto é parlare di un gruppo di riproposta (come gli Ariacorte, di cui si parlava nella discussione che ha generato queste tue considerazioni), un conto é parlare di un lavoro di ricerca sul campo come quello portato avanti da quasi trent'anni da Pino Gala (chapeau), un altro conto ancora é parlare di un gruppo di amici che si mettono a suonare musica di tradizione, anche non loro, perché é bello farlo ed é sicuramente più formativo rispetto a mettersi i caschi da motociclisti in testa e darsi l'un l'altro con delle spranghe, oppure organizzarsi per infilare le mani nel perizoma di una professoressa mentre qualcun'altro filma con il cellulare.
Sto divagando...recupero.
E' ovvio che Pino Gala e gli altri ricercatori seri del suo calibro vanno a cercare per le loro ricerche chi é nato e cresciuto nella tradizione di un luogo, e non registreranno mai il ragazzino che ha sentito un gruppo di riproposta e ha cominciato ad interessarsi alla musica del suo o di un altro territorio. Questa ovvietà però non avvalora assolutamente le tue considerazioni sul "diritto di nascita ed esecuzione" della musica tradizionale.
Il tuo discorso sul "diritto di nascita" può portare, come tutti i razzismi (perché é un discorso razzista) a conseguenze più forti di quelle che intendi esprimere tu. In un territorio dove esiste e sopravvive una tradizione musicale non ci sono solo contadini e pastori, ma anche farmacisti, avvocati, ingegneri, geometri, medici ecc ecc. Allora un irpino figlio di medico o avvocato, ma anche medio-borghese, nato e cresciuto in una casa dove non si é mai suonato che il campanello della porta e dove non sono mai esistite tradizioni legate al calendario, può suonare la musica tradizionale dei contadini e dei pastori? Se uno dovesse attenersi rigorosamente alla tua idea, direi proprio di no.
Sei figlio di contadini e pastori? in casa tua (e ribadisco, in casa tua) si celebrano ancora le tradizioni musicali legati al calendario? quando qualcuno nella tua famiglia si sposa, che musica si suona al matrimonio?
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montemaranese
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Sono figlio di contadini e di pastori. non sono stato in una città per più di mezza giornata. non mi piace nulla che non sia agricolo! Volevi sentirti dire questo????? La mia famiglia produciamo vino, mele,olio, e grano...e mio nonno va ancora a cavallo alla ciuccia. Volevi sentirti dire questo???? mi é rimasta una nonna, analfabeta autentica, cioé da non saper fare niente oltre il segno di croce con la penna. Siamo cattolici. Seguiamo profondamente ogni tradizione del paese. non uccidiamo il porco nel giorno di San Sebastiano per non fare andare a male la carne. non compriamo nulla al supermercato, eccetto il pane, perché ci é caduto il forno a paglia. mangiamo i maccheroni a mano il giovedì e la domenica. i miei sono Impiegati pubblici, e io sono iscritto a Giurisprudenza. VABBà©????? non ho mai parlato italiano oltre che a scuola.
sono nipote e pronipote di organettisti a orecchio di suono di canto alla Bisacciara e Vatticulo. mio zio suonava il clarino in banda e amatorialmente di tarantella e mi ha dato qualche rudimento. questa é la mia storia.
tutto questo fa avvalorare la mia tesi delle radici e delle tradizioni
sono nipote e pronipote di organettisti a orecchio di suono di canto alla Bisacciara e Vatticulo. mio zio suonava il clarino in banda e amatorialmente di tarantella e mi ha dato qualche rudimento. questa é la mia storia.
tutto questo fa avvalorare la mia tesi delle radici e delle tradizioni
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montemaranese
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- Località: irpinia
ah..dimenticavo il meglio...ho visto il mare solo in televisione, perché, per principio mi sono sempre rifiutato di andarci..e non mangio niente che deambuli sott'acqua, eccetto il baccalà alla pertecaregna. Fino a sei anni non dicevo neanche "no" in italiano. poi é iniziata la scuola...e mi sono diplomato con cento al Liceo. Questo per dire che non sono del tutto analfabeta, come alcuni credono, per i miei errori di battitura.
quando qualcuno si sposa nella mia famiglia si fa la serenata a suono di canto, il giorno prima si mangia a casa dello sposo, e il giorno dopo a casa della sposa. La sera si balla un pò di liscio e un altro pò(alla fine) all'uso antico con quadriglia comandata e vatticulo
quando qualcuno si sposa nella mia famiglia si fa la serenata a suono di canto, il giorno prima si mangia a casa dello sposo, e il giorno dopo a casa della sposa. La sera si balla un pò di liscio e un altro pò(alla fine) all'uso antico con quadriglia comandata e vatticulo
Bravo Montemaranese!
Permettetemi di dire la mia (Carlo Trono, mi scuserai se divago un po', ma serve per spiegare meglio cosa voglio dire).
Anch'io agli inizi, ma molto agli inizi, mi divertivo a canticchiare "Santu Paulu" pur vivendo a Martina Franca (Ta), nel cuore della Murgia. Poi, su invito di grandi musicisti (come il grande Massimiliano Morabito, che mi ha dato più di un consiglio prezioso) mi sono fatto questa domanda: "Ma perché devo cantare in un dialetto che non mi appartiene?" e allora ho cominciato a chiedere in giro agli anziani del mio paese se conoscessero qualche stornello in martinese, la lingua che mi é più congeniale. Ne é uscita fuori l'ira di Dio! Ora mi diverto molto di più alle feste a cantare nel dialetto di casa invece che i soliti stornelli scopiazzati. La gente si chiede (e giustamente!): "Ma che cazzo canta questo?" perché il nostro dialetto, trovandosi sull'area di confine fra l'area barese e salentina, é molto chiuso, ma almeno ascolta qualcosa di diverso! Tanto per farvi notare la differenza (Carlo, scusami ancora una volta il semi-off topic) confrontate questi due stornelli, uno di Martina Franca e uno di Francavilla Fontana (Br), a 40 km di distanza:
Stornello di Martina Franca:
A viecchia quann[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] jé viecchi[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]
l'arr[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]zzet[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] la p[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]ddiecchi[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135],
l'arr[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]zzet[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] lu v[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]ddech[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135],
n'ata cos[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] na te la dech[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]!
(le vocali sottolineate sono da leggersi mute)
Stornello di Francavilla Fontana:
La vecchia quannu é vecchia
l'arrizzata la peddecchia,
l'arrizzatu lu veddiche,
n'ata cosa na te la diche!
Visto?
Per quanto riguarda le tradizioni, ho la fortuna di avere una famiglia e di vivere in un paese che ci tiene molto alle tradizioni. Oggi che é giovedì dei pazzi a casa facciamo le polpette, come da tradizione, il Venerdì Santo (non vedo l'ora che arrivi) non ci azzardiamo a ridere o a dire barzellette per non offendere Gesù Morto, non andiamo mai dal fruttivendolo perché la verdura la coltiviamo in campagna. Sono confratello (da tre anni) della confraternita di Sant'Antonio da Padova per lunghissima tradizione familiare: i miei bisnonni erano confratelli, i miei nonni pure, mio padre e mia madre si chiamano Antonio e Antonia e il 13 giugno a casa é festa nazionale, col mangiare il pane benedetto di Sant'Antonio. Sono cresciuto assistendo a processioni seguendo scrupolosamente il calendario: in salotto mettiamo i gigli bianchi a Sant'Antonio, le rose benedette per Santa Rita e i gigli rosa (detti dell'Addolorata) per la Sua festa a settembre. Al Corpus Domini ho fatto fuoco e fiamme per trovare un balcone sul corso principale di Martina (potete vedere le foto a questo indirizzo: http://www.pugliafedefolklore.it/religiosita.html alla voce "Corpus Domini) che addobbo tutti gli anni e da cui getto i petali di rosa raccolti il sabato pomeriggio prima. Per quanto riguarda la musica popolare (e qui chiudo questo lungo semi-off topic) molti canti popolari e leggende li ho raccolti da mia madre, la mia famiglia materna non era una famiglia di cantatori ma dei parenti acquisiti suonavano l'organetto e cantavano stornelli. Credo quindi che se uno ha le basi necessarie (e FORSE, dico FORSE uno dei requisiti fondamentali é abitare al Sud) può permettersi di cantae e suonare musica popolare, ma fa la meglio cosa a cantare quella del suo paese.
Abbracci,
Damiano
Permettetemi di dire la mia (Carlo Trono, mi scuserai se divago un po', ma serve per spiegare meglio cosa voglio dire).
Anch'io agli inizi, ma molto agli inizi, mi divertivo a canticchiare "Santu Paulu" pur vivendo a Martina Franca (Ta), nel cuore della Murgia. Poi, su invito di grandi musicisti (come il grande Massimiliano Morabito, che mi ha dato più di un consiglio prezioso) mi sono fatto questa domanda: "Ma perché devo cantare in un dialetto che non mi appartiene?" e allora ho cominciato a chiedere in giro agli anziani del mio paese se conoscessero qualche stornello in martinese, la lingua che mi é più congeniale. Ne é uscita fuori l'ira di Dio! Ora mi diverto molto di più alle feste a cantare nel dialetto di casa invece che i soliti stornelli scopiazzati. La gente si chiede (e giustamente!): "Ma che cazzo canta questo?" perché il nostro dialetto, trovandosi sull'area di confine fra l'area barese e salentina, é molto chiuso, ma almeno ascolta qualcosa di diverso! Tanto per farvi notare la differenza (Carlo, scusami ancora una volta il semi-off topic) confrontate questi due stornelli, uno di Martina Franca e uno di Francavilla Fontana (Br), a 40 km di distanza:
Stornello di Martina Franca:
A viecchia quann[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] jé viecchi[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]
l'arr[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]zzet[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] la p[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]ddiecchi[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135],
l'arr[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]zzet[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] lu v[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]ddech[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135],
n'ata cos[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135] na te la dech[u:20b2c47135]e[/u:20b2c47135]!
(le vocali sottolineate sono da leggersi mute)
Stornello di Francavilla Fontana:
La vecchia quannu é vecchia
l'arrizzata la peddecchia,
l'arrizzatu lu veddiche,
n'ata cosa na te la diche!
Visto?
Per quanto riguarda le tradizioni, ho la fortuna di avere una famiglia e di vivere in un paese che ci tiene molto alle tradizioni. Oggi che é giovedì dei pazzi a casa facciamo le polpette, come da tradizione, il Venerdì Santo (non vedo l'ora che arrivi) non ci azzardiamo a ridere o a dire barzellette per non offendere Gesù Morto, non andiamo mai dal fruttivendolo perché la verdura la coltiviamo in campagna. Sono confratello (da tre anni) della confraternita di Sant'Antonio da Padova per lunghissima tradizione familiare: i miei bisnonni erano confratelli, i miei nonni pure, mio padre e mia madre si chiamano Antonio e Antonia e il 13 giugno a casa é festa nazionale, col mangiare il pane benedetto di Sant'Antonio. Sono cresciuto assistendo a processioni seguendo scrupolosamente il calendario: in salotto mettiamo i gigli bianchi a Sant'Antonio, le rose benedette per Santa Rita e i gigli rosa (detti dell'Addolorata) per la Sua festa a settembre. Al Corpus Domini ho fatto fuoco e fiamme per trovare un balcone sul corso principale di Martina (potete vedere le foto a questo indirizzo: http://www.pugliafedefolklore.it/religiosita.html alla voce "Corpus Domini) che addobbo tutti gli anni e da cui getto i petali di rosa raccolti il sabato pomeriggio prima. Per quanto riguarda la musica popolare (e qui chiudo questo lungo semi-off topic) molti canti popolari e leggende li ho raccolti da mia madre, la mia famiglia materna non era una famiglia di cantatori ma dei parenti acquisiti suonavano l'organetto e cantavano stornelli. Credo quindi che se uno ha le basi necessarie (e FORSE, dico FORSE uno dei requisiti fondamentali é abitare al Sud) può permettersi di cantae e suonare musica popolare, ma fa la meglio cosa a cantare quella del suo paese.
Abbracci,
Damiano
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CarloTrono
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Damiano, quando ci incontreremo mi raccomando, non indossare il tuo solito mantellone da vampiro di film horror di serie zeta, altrimenti te lo tolgo e lo uso per soffocarti.
Fine della parentesi comica.
Montemaranese, se vuoi saperlo era proprio quello che mi aspettavo di leggere. Quando chiacchero con il caro amico Roberto Raheli, lui spesso si riferisce agli anziani come "quelli veri", affermando quindi che tutti gli altri, lui compreso, sono "falsi". Eppure nessuno di noi affermerebbe mai che Roberto e gli Aramiré non siano fra i più interessanti portatori di riproposta dei canoni musicali tradizionali del Salento.
Se tutto quello che dici é vero, e io non lo metto assolutamente in dubbio fino ad evidenza contraria, tu sei uno di quelli "veri", e sicuramente sarebbe un mio desiderio riuscire ad intrufolarmi in un vostro momento familiare. Ciò non toglie che anche i "falsi", quando suonano bene e sopratutto quando sono chiari su quello che sono e quello che fanno, sono del tutto rispettabili.
Se io mi metto a suonare l'organetto dicendo che me l'ha insegnata mia nonna, sono un deficiente. Se dico che lo sto imparando a fatica perché non sono tanto portato, e sopratutto se quando vedo qualcuno che lo suona in famiglia da generazioni sto zitto e buono ad ascoltare, che male c'é? Peccato mortale? Sono falso? Pacenzia. Almeno sono un falso educato.
Fine della parentesi comica.
Montemaranese, se vuoi saperlo era proprio quello che mi aspettavo di leggere. Quando chiacchero con il caro amico Roberto Raheli, lui spesso si riferisce agli anziani come "quelli veri", affermando quindi che tutti gli altri, lui compreso, sono "falsi". Eppure nessuno di noi affermerebbe mai che Roberto e gli Aramiré non siano fra i più interessanti portatori di riproposta dei canoni musicali tradizionali del Salento.
Se tutto quello che dici é vero, e io non lo metto assolutamente in dubbio fino ad evidenza contraria, tu sei uno di quelli "veri", e sicuramente sarebbe un mio desiderio riuscire ad intrufolarmi in un vostro momento familiare. Ciò non toglie che anche i "falsi", quando suonano bene e sopratutto quando sono chiari su quello che sono e quello che fanno, sono del tutto rispettabili.
Se io mi metto a suonare l'organetto dicendo che me l'ha insegnata mia nonna, sono un deficiente. Se dico che lo sto imparando a fatica perché non sono tanto portato, e sopratutto se quando vedo qualcuno che lo suona in famiglia da generazioni sto zitto e buono ad ascoltare, che male c'é? Peccato mortale? Sono falso? Pacenzia. Almeno sono un falso educato.
Mi permetto di intervenire in questa discussione per lanciare una piccola provocazione:
"MA QUANDO LA SMETTEREMO DI ACCAPIGLIARCI PER QUESTE SCEMPIAGGINI???"
O meglio:
- quali sono i canoni in cui si stabilisce cosa determina un suonatore "vero" da uno "falso"?
- chi é preposto a decidere questo e su quali basi?
Io non ne sono capace, e francamente non ho mai incontrato nessuno, ricercatore, etnomusicologo, musicista virtuoso, ciabattino o macellaio, che fosse in grado di fare cio...
Nella mia esperienza ho potuto notare che in diverse aree geografiche esistono unicamente delle sorte di "canovacci" musicali, un pò come gli standard nel jazz, sui quali poi ogni suonatore instilla la propria capacità interpretativa e improvvisativa...
Quello che fà la musica popolare é "il suonatore", che elabora la sua personalissima modalità interpretativa, le sue passate, i suoi estetismi tecnici e le sue tipiche sporcature che caratterizzano invariabilmente l'esecuzione.
Spesso i suonatori anche di uno stesso paese sono (erano) gelosissimi delle proprie "passate" musicali che non rivelavano a nessuno, specialmente agli altri suonatori dello stesso paese verso i quali c'era una accesa, burlonesca (ma non troppo) competizione...
I suddetti suonatori si sbattevano ore e ore a provare per conto loro tecniche esecutive, di accordatura, variazioni su temi cosiddetti "popolari" e non... Altro che appartenenza per diritto di nascita!
L'unica cosa che si riceve per diritto di nascita, oltre che delle ovvie caratteristiche fisiche, é la demenza congenita...!
Perdonatemi per i toni accesi che vi assicuro non contengono astio verso nessuno, ritengo però che fino a che rimarremo impantanati in inutili equivoci campanilismi sarà impossibile dare dignità reale a questo immenso e martoriato genere musicale di cui tutti noi ci onoriamo e ci facciamo carico di rispettare ed amare....
Andrea
"MA QUANDO LA SMETTEREMO DI ACCAPIGLIARCI PER QUESTE SCEMPIAGGINI???"
O meglio:
- quali sono i canoni in cui si stabilisce cosa determina un suonatore "vero" da uno "falso"?
- chi é preposto a decidere questo e su quali basi?
Io non ne sono capace, e francamente non ho mai incontrato nessuno, ricercatore, etnomusicologo, musicista virtuoso, ciabattino o macellaio, che fosse in grado di fare cio...
Nella mia esperienza ho potuto notare che in diverse aree geografiche esistono unicamente delle sorte di "canovacci" musicali, un pò come gli standard nel jazz, sui quali poi ogni suonatore instilla la propria capacità interpretativa e improvvisativa...
Quello che fà la musica popolare é "il suonatore", che elabora la sua personalissima modalità interpretativa, le sue passate, i suoi estetismi tecnici e le sue tipiche sporcature che caratterizzano invariabilmente l'esecuzione.
Spesso i suonatori anche di uno stesso paese sono (erano) gelosissimi delle proprie "passate" musicali che non rivelavano a nessuno, specialmente agli altri suonatori dello stesso paese verso i quali c'era una accesa, burlonesca (ma non troppo) competizione...
I suddetti suonatori si sbattevano ore e ore a provare per conto loro tecniche esecutive, di accordatura, variazioni su temi cosiddetti "popolari" e non... Altro che appartenenza per diritto di nascita!
L'unica cosa che si riceve per diritto di nascita, oltre che delle ovvie caratteristiche fisiche, é la demenza congenita...!
Perdonatemi per i toni accesi che vi assicuro non contengono astio verso nessuno, ritengo però che fino a che rimarremo impantanati in inutili equivoci campanilismi sarà impossibile dare dignità reale a questo immenso e martoriato genere musicale di cui tutti noi ci onoriamo e ci facciamo carico di rispettare ed amare....
Andrea
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pizzicagnolo
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Sono d'accordo con Carlo Trono. Montemaranese é uno "vero", ma agli altri con tutte le caratteristiche che ha elencato Carlo non dev'essere precluso il piacere di cantare (o danzare) cose di altre terre e culture, sennò sai che noia! Mia moglie dovrebbe ballare solo gihe e manfrine e galoppe emiliane e si stufa, le piacciono più i reels e jigs irlandesi e che famo, la legamo? Inoltre, dici bene Carlo, diventa razzismo, perché se vogliamo estremizzare il discorso che se non sei pugliese non puoi cantare le canzoni pugliesi; ma non basta, se non sei salentino ma di Foggia neanche puoi; se sei di Martina Franca (Ta), nel cuore della Murgia non dovresti cantare in un dialetto che non ti appartiene, e se poi il tuo dialetto, trovandosi sull'area di confine fra l'area barese e salentina, é molto chiuso, ...AIUTO!!! NON SI FINISCE PIU'!!! Quelli di Cadelbosco di Sotto (RE) non potrebbero cantare le canzoni di Cadelbosco di Sopra (RE)!!! Ciao Betsabea!
Anche la mia famiglia PRODUCE...e dico PRODUCE vino olio ecc.ecc.
e non ho preso 100 alla maturità .
Ma apparte questo
Mio padre é di una frazione di Cisternino (Br)
Mia madre di un paesino dell'entroterra barese.
Io sono nato a Bari
Io ho vissuto a Barletta, ultima città del barese prima di Foggia, già influenzata dalle cadenze del tavoliere.
Ora vivo a Bologna, da ben 8 anni.
A Ostuni mi chiamano il Barese, a Bari il Brindisino e a Barletta il Bolognese.
A Bologna sono Il Pugliese...e mi sono pure preso qualche batosta da "sedicenti musicisti di pizzica" perché non sono salentino, pur conoscendo spesso più cose di loro e meglio sulle loro tradizioni.
Mi dici in che cazzo di lingua dovrei cantare? Che strumento dovrei suonare e come caspita suonarlo?
In tutti i dialetti che conosco, o in rigoroso italiano, per non far offendere nessuno se per caso canto con cadenza barese un canto leccese?
Mi sai dire tu, decifrando il mio albero genealogico, a QUALE TRADIZIONE dovrei attenermi per non farti lo sgarro?
Io so solo che mi piace la musica, soprattutto se fatta con il cuore, e che quando la produco io mi diverto e spesso faccio divertire, commuovere e ballare altra gente. A me basta questo.
E se ti trovo in piazza maggiore a suonare bene il tuo tamburello, l'ultima cosa di cui mi preoccupo, é a che razza appartieni.
e non ho preso 100 alla maturità .
Ma apparte questo
Mio padre é di una frazione di Cisternino (Br)
Mia madre di un paesino dell'entroterra barese.
Io sono nato a Bari
Io ho vissuto a Barletta, ultima città del barese prima di Foggia, già influenzata dalle cadenze del tavoliere.
Ora vivo a Bologna, da ben 8 anni.
A Ostuni mi chiamano il Barese, a Bari il Brindisino e a Barletta il Bolognese.
A Bologna sono Il Pugliese...e mi sono pure preso qualche batosta da "sedicenti musicisti di pizzica" perché non sono salentino, pur conoscendo spesso più cose di loro e meglio sulle loro tradizioni.
Mi dici in che cazzo di lingua dovrei cantare? Che strumento dovrei suonare e come caspita suonarlo?
In tutti i dialetti che conosco, o in rigoroso italiano, per non far offendere nessuno se per caso canto con cadenza barese un canto leccese?
Mi sai dire tu, decifrando il mio albero genealogico, a QUALE TRADIZIONE dovrei attenermi per non farti lo sgarro?
Io so solo che mi piace la musica, soprattutto se fatta con il cuore, e che quando la produco io mi diverto e spesso faccio divertire, commuovere e ballare altra gente. A me basta questo.
E se ti trovo in piazza maggiore a suonare bene il tuo tamburello, l'ultima cosa di cui mi preoccupo, é a che razza appartieni.
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pizzicagnolo
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spifferaio
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- Iscritto il: 1 gennaio 1970, 2:00
"... se ti capita di sentire un gruppo non chiedere di dove sono i suoi componenti, ma ascolta quello che suonano e poi esprimi un giudizio sulla musica che fanno ..."
questo é quanto avevo scritto nella discussione che ha generato quella attuale...
Giannino e Pizzicagnolo, la penso anch'io come voi e come Carlo e non mi si chieda l'albero genealogico!!!! davvero il limite che porterebbe al razzismo (scusate se uso questa parola, mi spaventa!!) é sottile... forse é meglio parlare di musica
questo é quanto avevo scritto nella discussione che ha generato quella attuale...
Giannino e Pizzicagnolo, la penso anch'io come voi e come Carlo e non mi si chieda l'albero genealogico!!!! davvero il limite che porterebbe al razzismo (scusate se uso questa parola, mi spaventa!!) é sottile... forse é meglio parlare di musica
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CarloTrono
- Amministratore
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- Iscritto il: 11 maggio 2003, 11:06
- Località: Copertino (Lecce)
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Mille grazie, questi sono proprio gli interventi che speravo di leggere. In particolare, ringrazio Andrea Piccioni (ero strasicuro che saresti intervenuto, siccome é un argomento che ti "scazzica") e ringrazio Giannino per l'importantissimo storico riferimento a Piazza Maggiore a Bologna.
Montemaranese, nessuno vuole farti cambiare idea. Ma ti prego di rispettare le nostre. E non fare il talebanirpino.
Montemaranese, nessuno vuole farti cambiare idea. Ma ti prego di rispettare le nostre. E non fare il talebanirpino.
Per carità ... sono io che ti ringrazio "frate miu", come Giannino e gli altri per la ricchezza interiore che traspare dai loro interventi...!
Anche la tua, montemarané... sono sicuro che ne abbondi dietro l'apparente campanilismo, e che sei un ragazzo curioso, altrimenti non saresti in questa "piazza virtuale" insieme a tutti noi!
Cià !
Anche la tua, montemarané... sono sicuro che ne abbondi dietro l'apparente campanilismo, e che sei un ragazzo curioso, altrimenti non saresti in questa "piazza virtuale" insieme a tutti noi!
Cià !
Per montemaranese: io ho scritto TRE ANNI FA alla confraternita di Sant'Antonio di Bisaccia, proponendo addirittura di fare il gemellaggio con la mia, ma non mi ha risposto! Mi puoi mettere in contatto tu con loro? Il mio sito lo sai, il loro lo conosco a memoria.
Per Carlo Trono: quante sà© berafatte! Sembri un gigante buono con quel megafono, o meglio, l'ambulante che gira nel centro storico di Martina che grida: "Daiò! Daiò! DAIOOOOOOOOHHHHHH!!!!!" Anche questo é folklore.
Io il mantello me lo metto sempre e comunque in omaggio alle mie radici meridionali (quello che ho addosso in questo momento apparteneva alla famiglia del vescovo di Taranto).
Comunque avere un retroscena di tradizioni nella tua famiglia e nel tuo paese é una ricchezza grandissima, io non so immaginarmi Pasqua al mio paese senza che impastino i "pucciatidde", i taralli pasquali, come dico nell'home page del mio sito, e quando a giugno 2003 stavo in un villaggio turistico in Calabria per lavoro come animatore (che lavoro di merda!!!!!! e sottolineo merda. Ma la disoccupazione fa questo e altro) mi é dispiaciuto tantissimo non poter assistere alla processione del Corpus Domini. Pensate a quei poveri americani senza tradizioni, senza storia, i cui fili genetici sono una poltiglia immane nel continuo rimescolarsi delle migrazioni, che ci invidiano da morire perché noi abbiamo canti, riti, processioni, credenze che si tramandano da secoli, e paesi in cui ancora si usano i costumi tradizionali (vedi la Sardegna, vedi l'Abruzzo, vedi la Calabria, vedi il Trentino). Io dico sempre ai miei turisti quando li porto in giro: "Quando noi pugliesi (ma potete tranquillamente sostituire con "irpini" o altro) moriremo andremo tutti all'inferno perché in paradiso ci siamo già stati!"
Tanto per dirvene una, per me fu un'emozione grandissima quando il 12 giugno del 2004, dopo una notte insonne, Tonino, l'anziano segretario della mia congrega, durante la vestizione mi cinse in vita il cordiglio francescano, e da quel momento entrai a far parte della Confraternita di Sant'Antonio da Padova, come tanti miei antenati. Ed é sempre un'emozione forte prendere in mano la troccola che hanno suonato tanti confratelli prima di me e "nazzicarmi" (dondolarmi piano piano) la notte del Venerdì Santo insieme all'altro "trucculante" (che avrà sì e no la mia età ) per le vie di Martina.
Oppure (tanto ormai sono lanciato!) mi scoppia il cuore di gioia in petto, al punto da sentirmi male, quando il giorno del Corpus Domini esco da casa col caldo infernale, carico di panieri di vimini pieni di petali di rosa (la busta di plastica é brutta!!!), drappi rossi, tovaglie ricamate, mazzi di fiori e mazzi di spighe, addobbo il balcone di un palazzo dell'Ottocento e quando arriva il pallio con l'arciprete che reca il Santissimo li getto dal balcone attirandomi i sorrisi dei confratelli che passano in processione.
Scusate la lunga geremiade, ma "amor mi mosse, che mi fa parlare" (come dice Dante). Se non ci fossero persone come noi, amanti delle tradizioni, qui al Sud Italia, finiremmo tutti come il peggior quartiere suburbano di Milano o Torino.
Per Carlo Trono: quante sà© berafatte! Sembri un gigante buono con quel megafono, o meglio, l'ambulante che gira nel centro storico di Martina che grida: "Daiò! Daiò! DAIOOOOOOOOHHHHHH!!!!!" Anche questo é folklore.
Io il mantello me lo metto sempre e comunque in omaggio alle mie radici meridionali (quello che ho addosso in questo momento apparteneva alla famiglia del vescovo di Taranto).
Comunque avere un retroscena di tradizioni nella tua famiglia e nel tuo paese é una ricchezza grandissima, io non so immaginarmi Pasqua al mio paese senza che impastino i "pucciatidde", i taralli pasquali, come dico nell'home page del mio sito, e quando a giugno 2003 stavo in un villaggio turistico in Calabria per lavoro come animatore (che lavoro di merda!!!!!! e sottolineo merda. Ma la disoccupazione fa questo e altro) mi é dispiaciuto tantissimo non poter assistere alla processione del Corpus Domini. Pensate a quei poveri americani senza tradizioni, senza storia, i cui fili genetici sono una poltiglia immane nel continuo rimescolarsi delle migrazioni, che ci invidiano da morire perché noi abbiamo canti, riti, processioni, credenze che si tramandano da secoli, e paesi in cui ancora si usano i costumi tradizionali (vedi la Sardegna, vedi l'Abruzzo, vedi la Calabria, vedi il Trentino). Io dico sempre ai miei turisti quando li porto in giro: "Quando noi pugliesi (ma potete tranquillamente sostituire con "irpini" o altro) moriremo andremo tutti all'inferno perché in paradiso ci siamo già stati!"
Tanto per dirvene una, per me fu un'emozione grandissima quando il 12 giugno del 2004, dopo una notte insonne, Tonino, l'anziano segretario della mia congrega, durante la vestizione mi cinse in vita il cordiglio francescano, e da quel momento entrai a far parte della Confraternita di Sant'Antonio da Padova, come tanti miei antenati. Ed é sempre un'emozione forte prendere in mano la troccola che hanno suonato tanti confratelli prima di me e "nazzicarmi" (dondolarmi piano piano) la notte del Venerdì Santo insieme all'altro "trucculante" (che avrà sì e no la mia età ) per le vie di Martina.
Oppure (tanto ormai sono lanciato!) mi scoppia il cuore di gioia in petto, al punto da sentirmi male, quando il giorno del Corpus Domini esco da casa col caldo infernale, carico di panieri di vimini pieni di petali di rosa (la busta di plastica é brutta!!!), drappi rossi, tovaglie ricamate, mazzi di fiori e mazzi di spighe, addobbo il balcone di un palazzo dell'Ottocento e quando arriva il pallio con l'arciprete che reca il Santissimo li getto dal balcone attirandomi i sorrisi dei confratelli che passano in processione.
Scusate la lunga geremiade, ma "amor mi mosse, che mi fa parlare" (come dice Dante). Se non ci fossero persone come noi, amanti delle tradizioni, qui al Sud Italia, finiremmo tutti come il peggior quartiere suburbano di Milano o Torino.
caro montemaranese, io sono nato e cresciuto in provincia di roma, ma suono la montemaranese con il tamburo da più di 25 anni, ( ho fatto le nozze d'argento con montemarano! ) ti posso assicurare che la mia suonata sa proprio tanto di montemarano e se tanti mi chiamano " u romano de montemarano " penso che quello che dici tu sia prendibile, basta calarsi nella tradizione e rispettarla. ti ho mandato un messaggio, io domenica, lunedì e martedi sono a montemarano, se capiti da quelle parti fatti sentire.
Carlo mi perdonerai...spero
Se fossimo in una discussione reale,a sentire l' ammasso di cretinerie che siete capaci di scrivere tra mantelloni tipici del sud italia e, montemarané ,contadini ignoranti con cento al diploma, e che te lo fanno sapere tramite internet nell' era della comunicazione.
Ma dai vengo anch'io da una famiglia di contadini e conosco molti allevatori....non esageriamo,sei un ragazzo preparato ma questi non sono ,spero,proprio un branco di boccaloni.Poi nella vita non si può mai dire ma a questo punto sono curioso di conoscerti.Se fossimo in una situazione reale ripeto vi manderei tutti a ca...e.
L' evoluzione della musica popolare:
Ma secondo voi la musica popolare cosé una musica immobile?
Allora basta dirlo perché io lascio i tamburi alle tarme ,ve lo spiego io che cosé la musica perché ne ho più diritto in quanto non posso fare a meno di far ruotare un tamburo anche se ho mal di testa.
LA MUSICA E' COMUNICAZIONE.
E non esistono generi ma solo modalità di espressione,c'é a chi piace un linguaggio forbito,c'é chi usa un linguaggio aulico,c'é chi ha il viziaccio di alzare spesso la voce....ognuno rispecchia nella sue attività e nel modo di esprimerle la sua "Personalità ".Così é la musica una volta esistevano poche attività a cui gli idividui dovevano giocoforza adattarsi,oggi esistono i designers informatici.
Allo stesso modo esistono molteplici linguaggi come quello informatico quello giuridico...Viviamo insomma in una società complessa.
A Montella come a Taranto come a New York c' é chi ascolta la musica di tradizione e allo stesso tempo ascolta ,quantomeno, la radio.
Gli individui coevolvono con l' ambiente che li circonda.
Ora ,avendo cercato di ristabilire un parziale senso di realtà ,arrivando alla musica vediamo che avviene bene o male lo stesso.
Ma c'é una caratteristica che la musica conserva dalla sua nascita,e cioé la sua capacità e funzione di forma di comunicazione preverbale...quando dovete eprimere verbalmente un vostro sentimento una vostra esigenza ,sopratutto quando i vostri sentimenti sono tanti e si intrecciano tra loro e a loro volta con la realtà vi viene da dire "non Trovo le parole per dirti come mi sento" ecco con la musica potete dirlo.Un musicista é una persona che ha a volte un' enorme esigenza di comunicazione di queste "cose" inesprimibili con il linguaggio verbale o scritto....sia esso un contadino con un flauto di corteccia o un jazzista seduto al piano del blue note,siamo sempre lì ha sempre la stessa dignità emotiva.
Quando ho deciso di prendere in mano il mio tamburo ci ho visto uno "Strumento" non un costrittore,se avessi pensato "ecco con questo il mio destino sarà suonare per tutto il corso della mia vita un ostinato due quarti immutabile"probabilmente lo avrei lanciato dalla finestra,certo il mio strumento ha una "voce"antica,ma se ha camminato fino a me significa che ha le potenzialità per viaggiare ancora oltre.Poi c' é chi forse ha bisogni diversi legati alla scelta di determinate sonorità ,fors' anche in molti casi un bisogno di semplice appartenenza senza andare troppo nel profondo.Ma questo ha poco o nulla a che fare con chiunque io riconosco avente le esigenze di cui sopra,sia anche esso un ottuagenario cantore che ancora seleziona le sue strofe o le inventa al momento per esprimere le sue emozioni,e che al contempo non disprezza l' ascolto ed in molti casi l' apprendimento (magari parziale e distorto)di forme di comunicazione differenti da quelle che gli sono usuali.Siamo uomini abbiamo costruito idee a volte più alte di montagne,ma siamo anche stati capaci di distruggerle per il timore dell' evoluzione.
Ciò che conta é il rispetto;il rispetto delle tradizioni, dei sentimenti,delle idee vecchie e nuove.........
Non facciamo i coglioni.
Se fossimo in una discussione reale,a sentire l' ammasso di cretinerie che siete capaci di scrivere tra mantelloni tipici del sud italia e, montemarané ,contadini ignoranti con cento al diploma, e che te lo fanno sapere tramite internet nell' era della comunicazione.
Ma dai vengo anch'io da una famiglia di contadini e conosco molti allevatori....non esageriamo,sei un ragazzo preparato ma questi non sono ,spero,proprio un branco di boccaloni.Poi nella vita non si può mai dire ma a questo punto sono curioso di conoscerti.Se fossimo in una situazione reale ripeto vi manderei tutti a ca...e.
L' evoluzione della musica popolare:
Ma secondo voi la musica popolare cosé una musica immobile?
Allora basta dirlo perché io lascio i tamburi alle tarme ,ve lo spiego io che cosé la musica perché ne ho più diritto in quanto non posso fare a meno di far ruotare un tamburo anche se ho mal di testa.
LA MUSICA E' COMUNICAZIONE.
E non esistono generi ma solo modalità di espressione,c'é a chi piace un linguaggio forbito,c'é chi usa un linguaggio aulico,c'é chi ha il viziaccio di alzare spesso la voce....ognuno rispecchia nella sue attività e nel modo di esprimerle la sua "Personalità ".Così é la musica una volta esistevano poche attività a cui gli idividui dovevano giocoforza adattarsi,oggi esistono i designers informatici.
Allo stesso modo esistono molteplici linguaggi come quello informatico quello giuridico...Viviamo insomma in una società complessa.
A Montella come a Taranto come a New York c' é chi ascolta la musica di tradizione e allo stesso tempo ascolta ,quantomeno, la radio.
Gli individui coevolvono con l' ambiente che li circonda.
Ora ,avendo cercato di ristabilire un parziale senso di realtà ,arrivando alla musica vediamo che avviene bene o male lo stesso.
Ma c'é una caratteristica che la musica conserva dalla sua nascita,e cioé la sua capacità e funzione di forma di comunicazione preverbale...quando dovete eprimere verbalmente un vostro sentimento una vostra esigenza ,sopratutto quando i vostri sentimenti sono tanti e si intrecciano tra loro e a loro volta con la realtà vi viene da dire "non Trovo le parole per dirti come mi sento" ecco con la musica potete dirlo.Un musicista é una persona che ha a volte un' enorme esigenza di comunicazione di queste "cose" inesprimibili con il linguaggio verbale o scritto....sia esso un contadino con un flauto di corteccia o un jazzista seduto al piano del blue note,siamo sempre lì ha sempre la stessa dignità emotiva.
Quando ho deciso di prendere in mano il mio tamburo ci ho visto uno "Strumento" non un costrittore,se avessi pensato "ecco con questo il mio destino sarà suonare per tutto il corso della mia vita un ostinato due quarti immutabile"probabilmente lo avrei lanciato dalla finestra,certo il mio strumento ha una "voce"antica,ma se ha camminato fino a me significa che ha le potenzialità per viaggiare ancora oltre.Poi c' é chi forse ha bisogni diversi legati alla scelta di determinate sonorità ,fors' anche in molti casi un bisogno di semplice appartenenza senza andare troppo nel profondo.Ma questo ha poco o nulla a che fare con chiunque io riconosco avente le esigenze di cui sopra,sia anche esso un ottuagenario cantore che ancora seleziona le sue strofe o le inventa al momento per esprimere le sue emozioni,e che al contempo non disprezza l' ascolto ed in molti casi l' apprendimento (magari parziale e distorto)di forme di comunicazione differenti da quelle che gli sono usuali.Siamo uomini abbiamo costruito idee a volte più alte di montagne,ma siamo anche stati capaci di distruggerle per il timore dell' evoluzione.
Ciò che conta é il rispetto;il rispetto delle tradizioni, dei sentimenti,delle idee vecchie e nuove.........
Non facciamo i coglioni.
[quote:10082bce5c="Luca/"]"ecco con questo il mio destino sarà suonare per tutto il corso della mia vita un ostinato due quarti immutabile"[/quote:10082bce5c]
...Santa Maria.... Caro Luca!
Hai descritto l' INFERNO, altro che Dante...!!!
Comunque sono totalmente daccordo: La musica E' comunicazione !
...Santa Maria.... Caro Luca!
Hai descritto l' INFERNO, altro che Dante...!!!
Comunque sono totalmente daccordo: La musica E' comunicazione !
-
montemaranese
- Messaggi: 138
- Iscritto il: 14 aprile 2006, 9:48
- Località: irpinia
sai cosa. La buttate sempre sul tecnico.. Si...AMMETTO CHE TRA VOI C'é GENTE VERAMENTE CAPACE, MA C'E' PURE GENTE CHE NON LO E'. io ammetto di non esserlo....e parlo di tradizioni...la musica tradizionale di un posto, se sei di quel posto, e ci hai avuto a che fare da sempre, ce l'hai nel sangue. io, per esempio, sono uno dei pochi ragazzi che a Bisaccia, conosce ancora la tecnica canora del suono di canto...il suono di canto, dato che é a tempo di valzer, agli scemi non piace...ma se é sempre stato a valzer, perché lo dovremmo portare a tarantella..non avro' la voce di Albano...non saro' nulla di ritmi e cose del diavolo....ma neanche il migliore degli studiosi, sarebbe, al livello di chi come me ci é cresciuto... senza sapere di do e re, e altre diavolerie, i miei parenti e i miei amici suonano a orecchio il quattro bassi, e io, non mi sono mai posto il problema della tonalità , perché non c'é altra tonalità di quella che da sempre si suona. anche se, a dire la verità , a parte Pino Gala, nessuno si é mai interessato al nostro suono di canto, e questo, secondo me é in un certo senso un bene.
Per Zorro: non ho ricevuto i messaggi!!!!
cmq se vengo, ci vengo solo a vederlo, non ci ho mai suonato al carnevale di Montemarano, anche perché non ho mai suonato con uno di Montemarano...Ci sono ottimi suonatori anche nei paesi del circondario...Il mio attuale é di Torella dei Lombardi....
Per Zorro: non ho ricevuto i messaggi!!!!
Montemaranese io non ce l'ho con te, ma all'arroganza rispondo con l'arroganza, perché contro di essa non c'é educazione che tenga...
comunque, ringrazio ogni giorno il padreterno che mi ha fatto nascere dai genitori che ho, e mi sento davvero FORTUNATO ad essere stato "costretto", causa la loro diversa provenienza, a vivere e crescere libero dalle strette e soffocanti maglie culturali che spesso attanagliano chi, e colui é DAVVERO SFORTUNATO, non conosce, e si rifiuta anche di farlo, la bellezza e lo splendore di altri posti, altre culture, altri cieli, altri mari, che non siano quelli che si vedono dalla finestra di casa propria, foss'anche questa situata in cima al pollino.
Io amo la Puglia, ed anche la Lucania, e anche l'Irpinia, ed anche....
comunque, ringrazio ogni giorno il padreterno che mi ha fatto nascere dai genitori che ho, e mi sento davvero FORTUNATO ad essere stato "costretto", causa la loro diversa provenienza, a vivere e crescere libero dalle strette e soffocanti maglie culturali che spesso attanagliano chi, e colui é DAVVERO SFORTUNATO, non conosce, e si rifiuta anche di farlo, la bellezza e lo splendore di altri posti, altre culture, altri cieli, altri mari, che non siano quelli che si vedono dalla finestra di casa propria, foss'anche questa situata in cima al pollino.
Io amo la Puglia, ed anche la Lucania, e anche l'Irpinia, ed anche....
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federico.capone
- Messaggi: 160
- Iscritto il: 25 ottobre 2003, 13:30
- Località: Cavallino (le)
- Contatta:
Boh, io non so, non capisco... é come se dicesero che la capoeira debbano ballare solo i brasiliani o l'hip hop proporlo solo i negri del ghetto americano...
Sarebbe come dire che solo gli inglesi possono giocare al calcio perchà© l'hanno inventato, gli altri sono tutte pippe se non nascono almeno in GB...
Sarebbe come se il Papa dicesse che l'unica "vera" religione é quella cristiana e gli altri fossero tutti infedeli...
Ah, l'ha già detto? e allora é "vero", nessuno può ballare o suonare la pizzica se non é salentino!
Sarebbe come dire che solo gli inglesi possono giocare al calcio perchà© l'hanno inventato, gli altri sono tutte pippe se non nascono almeno in GB...
Sarebbe come se il Papa dicesse che l'unica "vera" religione é quella cristiana e gli altri fossero tutti infedeli...
Ah, l'ha già detto? e allora é "vero", nessuno può ballare o suonare la pizzica se non é salentino!