Torrepaduli 2012, ecco com'è andata

Damiano
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Torrepaduli 2012, ecco com'è andata

Messaggioda Damiano » 14 novembre 2012, 12:10

Cari amici e cari tutti,

dopo tre mesi mi dura ancora l'effetto benefico di Santu Roccu di quest'anno.... spendo giusto due parole per fare un resoconto di com'è andata quest'anno a Torrepaduli.

Il pomeriggio prima ("il" Nicolella non ha macchina, eppure è famoso per arrivare ovunque ci sia una festa popolare) prendo il treno Martina-Lecce per poi giungere il giorno dopo con tutta calma a Santu Roccu. Fra chiacchierate in treno con signore vecchio stampo e giovani praticanti di arti marziali, arrivo alla mitica stazione di Lecce, con tutto ciò che mi serve per due giorni (due!) di vacanza nello zaino. Una passeggiata ad ammirare il barocco leccese, che è sempre bello, dormo (bene o male) a casa di Salvatore, squisito amico tarantino che lavora nel capoluogo salentino, e il mattino dopo, fatta colazione, un amico mi dà un passaggio fino a Santu Roccu. E' incredibile quanta strada mi separa da casa: figuriamoci per chi viene dal Nord! Arrivo sul largo di San Rocco in pieno svolgimento della fiera, e dopo essermi perso nelle stradelle di Torrepaduli becco Rocco Luca, costruttore storico di tamburelli ed amico di vecchia data, che è venuto parecchie volte a suonare da noi a Martina. Stavolta Rocco Luca ricambia l'ospitalità e mi fa accomodare a casa sua (sta preparando il laboratorio per una troupe della televisione russa che deve girare un documentario) dove mi faccio due ore rigeneranti sul divano, mangio qualcosa con la sua famiglia e riprendo a bighellonare per le vie del paese. Torrepaduli è proprio remoto: portoni spagnoleggianti, chiese in cui statue in cartapesta leccese, piene di polvere, aspettano una mano pietosa che le restauri, il comitato festa che al riparo degli ombrelloni raccoglie offerte.... io con gli ultimi spiccioli compro due "zacareddhe" benedette, una rossa e una verde in onore di San Cosma e Damiano, e me le annodo ai polsi, in segno di devozione a San Rocco. Ma prima di attaccarmele ci scrivo su il nome di una bambina, figlia di amici suonatori, volata in cielo ad un anno per una brutta malattia: schermerò per lei stanotte. Le ore passano lente, comincia ad arrivare qualche conoscente.... mi attacco un'altra zacareddha al collo e pazientemente aspetto che esca la processione quando ormai è buio. Cominciano ad arrivare anche i suonatori: c'è un ragazzo siciliano che vende tamburi conciati con la cenere, ci sono i suonatori di tamburello tradizionali, sempre più rari, e qualche giovane col tamburo pieno di nastri che viene ogni anno a farsi la suonata devozionale a Santu Roccu, i soliti turisti esagitati.... finalmente sparano i fuochi e la ronda madre si apre. C'è una calca enorme: per farmi largo e finalmente schermare anch'io devo alzare il braccio e mostrare le zacareddhe, mentre 'ste cacchio di telecamere e macchine fotografiche ci prendono d'assedio. La Compagnia di Scherma Salentina e gli zingari sbraitano in continuazione contro i tamburellisti che vanno contro tempo, ma alla fine, anche con l'aiuto di Anna Cinzia Villani e Carlo Canaglia che danno il tempo si riesce finalmente a schermare decentemente. Io, Livio, Luciano, la Compagnia, Andrea di Felline, un novellino che risponde al nome di Marco di Casarano, gli anziani ci facciamo onore, mentre attorno a noi ci sono quaranta tamburelli, due fisarmoniche, una armonica a bocca, un organetto ed addirittura una piva!, suonata da una signora dai capelli rossi. Flavio Olivares comanda la ronda, poi più in là la lascia in buone mani e si continua fino alle quattro. Vicino al santuario invece c'è la ronda dei casaranesi, con Lele, Fabrizio di Zollino, Romolo Crudo di Taurisano e Stefano De Monte, con cui mi faccio un paio di giri veloci e violenti prima che Mario Gennari (alias MarioFB) parta e mi dà un passaggio alla stazione di Lecce. E anche quest'anno Santu Roccu è finito!

E voi? Attendiamo i vostri commenti. Stai 'ncavaddatu, eh?

Vostro Damy

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