chi è Fabio Tricomi

kukurni
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chi è Fabio Tricomi

Messaggioda kukurni » 14 novembre 2007, 20:51

Adreap: Approfitto di questo topic per postare un paio di video di un grande maestro e carissimo amico, nonchਠattualmente, con molta probabilità , l'unico portatore vivente della tradizione di tamburello (stile "professionistico") siciliano, Fabio Tricomi:

caro andrea, Fabio Tricomi non solo ਠun grande portatore vivente della tradizione di tamburello ma anche del marranzano, come ha avuto la fortuna di vedere e sentire de visu chi era a Maranola lo scorso inverno!

i commenti malevoli o negativi a cui alludi, secondo me vanno semplicemente ignorati o tenuti nel valore che possono avere.

chi ਠveramente cultore della materia non può nel modo più assoluto avere nulla da ridire sulla tecnica, bravura e maestria di Tricomi.

ma d'altra parte sappiamo tutti la reale situazione di musicisti ed insegnanti di questo ambiente!

ਠormai una tragedia, tutti si improvvisano maestri, ballerini, insegnanti di musica popolare e non.

allora perchਠrimanerci male?

roma ਠuna piazza dura, dove tutti si strappano allievi a sciabolate e ormai viene offerto di tutto a qualsiasi prezzo e condizione!

ma quel che ਠpeggio ਠche la gente va a queste cose senza alcun discernimento, alcuna critica, in modo passivo e si trascina da un corso di tamburello, ad un corso di danze di qualsiasi tipo per poi andare ad un concerto che non si sa bene che sia e infine passare ad una festa di paese e combinarne di tutti i colori.

e poi la gente parla, tutti parlano, dicono, consigliano, criticano ma pochi, molto pochi.....studiano, approfondiscono, pensano!

Fabio Tricomi parla poco, si presenta semplicemente, con umiltà  e naturalezza e poi però quando prende in mano il suo tamburello o i suoi innumerevoli e diversi marranzani ਠcome salire sul tappeto di aladino e volare, volare in giro e provare emozioni e sensazioni nuove.

questo avete offerto ed avete fatto bene! forse non avete avuto la risposta che vi aspettavate, ma si trattava di una cosa preziosa e per una utenza raffinata e preparata!

spesso accade a Roma, dove oramai c'ਠun impazzimento generale intorno a queste cose e la qualità  à¨ diventata un elemento insignificante!

ma se anche quelli che ancora hanno la capacità  di saper distinguere la qualità , lo spessore, rinunciano perchਠil ritorno ਠstato fiacco o inferiore alle aspettative, allora ਠveramente un disastro!

ਠil segno che la palude vince e che non ci sarà  più spazio per le cose reali conquistate con la fatica e il lavoro, sarà  la vittoria degli imbonitori!

beh! non ci voglio credere! perfavore chi può deve continuare e non arretrare, anche se il costo potrebbe essere alto come anche il rischio di isolamento o di essere guardati come marziani!

RonnaPaulina
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Re: chi è Fabio Tricomi

Messaggioda RonnaPaulina » 14 novembre 2007, 21:31

[quote:3c60b42102="kukurni"]...un grande maestro , nonchਠattualmente, con molta probabilità , l'unico portatore vivente della tradizione di tamburello (stile "professionistico") siciliano, Fabio Tricomi: ... non solo ਠun grande portatore vivente della tradizione di tamburello ma anche del marranzano, ... chi ਠveramente cultore della materia non può nel modo più assoluto avere nulla da ridire sulla tecnica, bravura e maestria di Tricomi... Fabio Tricomi parla poco, si presenta semplicemente, con umiltà  e naturalezza e poi però quando prende in mano il suo tamburello o i suoi innumerevoli e diversi marranzani ਠcome salire sul tappeto di aladino e volare, volare in giro e provare emozioni e sensazioni nuove... una cosa preziosa e per una utenza raffinata e preparata!![/quote:3c60b42102]

E come non essere d'accordo con queste tue parole?
Quoto, straquoto! Fabio Tricomi ਠun grande portatore della tradizione, come ho potuto constatare di persona, avendolo ascoltato in alcune occasioni a Reggio E.
Inoltre, una mia giovane amica che spesso balla con noi, arpista di Sassuolo, che studia e approfondisce continuamente, spostandosi tra Modena, Reggio e Bologna, ਠsua allieva e collaboratrice e ne ਠentusiasta, ha una vera devozione per lui!

http://it.youtube.com/watch?v=O_OgD8MAiQA

http://it.youtube.com/watch?v=PV3PlbsPqe8

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andreap
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Messaggioda andreap » 15 novembre 2007, 12:53

Grazie mille Kukurni e RonnaPaulina per le vostre belle parole e un ringraziamento particolare all'amico Avvocatista per il prezioso aiuto offertoci...

Le mie parole, dalle quali nessuno mi auguro si sia sentito ferito, sono state un semplice sfogo...
In realtà  queste stesse non sono state dettate da un ritorno in termini di partecipanti insifficiente, il numero era assolutamente giusto e si ਠpotuto lavorare insieme con profitto.
Quello che mi ha colpito e un poco ferito, dal basso della mia ingenuità , ਠil disinteresse di tutti coloro che operano in qualche misura all'interno e intorno il mondo della musica popolare quì nella capitale... Non solo i "colleghi" quindi ma in generale varie figure le quali avrei avuto piacere si manifestassero anche solo con un sms, o magari venendo a fare un saluto e bere un bicchiere di vino alla festa con noi. Tutto qui, niente di trascendentale...


La cosa strabiliante della tecnica siciliana "professionistica" ਠquello di trovarsi a che fare con una tecnica che comprende e racchiude in sਠquasi tutte le principali tecniche del tamburello Italiano nonchਠvarie provenienti dalla cultura araba...

Altra cosa stupefacente ਠil pensare il ritmo all'interno di cicli molto lunghi, in una maniera tipica della musica araba, indiana e persiana in generale...

Se organizzeremo uno "step 2 " del corso spero di cuore che altri, magari incuriositi da queste parole, si facciano avanti...

Comunque vorrei farne uno, sempre con Fabio, sul marranzano, e chi ha visto suonarlo ha già  capito...

Salutamu

Andrea

panticu
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Messaggioda panticu » 15 novembre 2007, 18:36

facitime lu piacere!!!!!

betsabea
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Messaggioda betsabea » 15 novembre 2007, 18:50

Caro Andrea, capisco il tuo avvilimento... per alcuni avvenimenti (guarda caso quelli qualitativamente più validi) sembra esserci una strana latitanza nell'ambiente romano. So che ognuno ha i suoi problemi, che gli interessi sono molteplici ma.. a me sembra che c'ਠun punto oltre al quale nessuno (o pochi) vogliono andare: quello dell'approfondimento...
Viene da chiedersi ma quand'ਠche "saranno maturi" questi tempi??
Io se avessi potuto sarei venuta, ovviamente non per suonare :shock: ma per il bicchiere di vino e la tua compagnia! :lol:

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Livio
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Messaggioda Livio » 16 novembre 2007, 10:49

[quote:317f8bb5d7="andreap"]della tecnica siciliana "professionistica"[/quote:317f8bb5d7]
Scusa Andrea mi spieghi che significa professionistica e perchà© l'hai virgolettata?

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quirino
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Messaggioda quirino » 16 novembre 2007, 10:55

Io Fabio Tricomi ho avuto la fortuna di vederlo e sentirlo suonare in altre occasioni e devo dire che merita tantissimo, ed ਠanzi molto utile per noi suonatori di tamburo andarlo a vedere; purtroppo questa volta sono stato costretto a perdermelo.
Secondo me comunque, "a parte una parte" di persone che non vuole approfondire, sempre più stò notando (e spero di sbagliarmi) atteggiamenti anche di invidie e rivalità  un po' troppo esasperati in questo ambiente, dai confini non molto netti, della musica tradizionale/popolare/folk che dir si voglia. In altri termini spesso, soprattutto quì a Roma, ci sono come delle "famigliole" che più o meno quasi si boicottano, in maniera non manifesta, a vicenda.

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andreap
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Messaggioda andreap » 16 novembre 2007, 12:15

Ciao Livio, con piacere:

La musica popolare siciliana, a differenza di altre regioni dove si ਠmantenuta ed ਠsopravvissuta quasi esclusivamente all'interno dei contesti rurali, ਠinvece parte integrante di gran parte degli strati della società ... Non solo quindi appannaggio esclusivo del mondo contadino ma anche dei commercianti e delle classi colte...
Il repertorio difatti ਠdavvero sterminato...

La tecnica di tamburello in sicilia non ha un'unica modalità  esecutiva ma diverse, la prima ਠquella legata al mondo contadino che utilizza una tecnica molto simile a quella salentina; la seconda ਠquella utilizzata dalle donne con enormi similitudini con le tecniche laziali di saltarella; l'ultima (ma in realtà  non ultima dato che ce ne sarebbero altre, così come ci sono altri strumenti incredibilmente simili alla Tammorra Campana...) ਠquella più legata alle radici arabe dello strumento che utilizza quindi il basso fatto con l'indice, i colpi sul bordo della membrana e varie tecniche di scuotimento laterale e trillo ( se qualcuno suona il RIQQ arabo può capire perfettamente di cosa stiamo parlando)

La classe di musicisti "professionisti", molto comune in passato in sicilia era quella che offriva i suoi servigi alle feste patronali oltre che alle cerimonie private come matrimoni, battesimi e quant'altro, spesso non solo in cambio di denaro ma con pagamenti in "natura" (galline, capre...).

Questi professionisti del tamburello elaborarono una tecnica nel corso dei secoli che utilizzava tutti gli elementi fin quì descritti combinandoli insieme, espandendo a dismisura le possibilità  timbriche e melodiche (difatti le variazioni del tamburello seguono precisamente la melodia prodotta dalla zampogna o dal friscaletto) dello strumento.

Spero di aver risposto alla tua domanda.

Caro Quirino, gli atteggiamenti di cui parli credo siano comuni a tutti gli ambienti in quanto semplicemente parte dell'essere umano... quello che non capisco ਠla mancanza di curiosità , la voglia di porsi delle domande e di mettersi in discussione, il desiderio di condividere delle conoscenze che non appartengono nello specifico a nessuno di noi ma sono patrimonio comune...

Un caro saluto



Andrea

Avvocatista
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Messaggioda Avvocatista » 16 novembre 2007, 12:38

Panticu
[quote:f250839251]facitime lu piacere!!!!![/quote:f250839251]

Panticuzzo mio, a quando il piacere di vedere di cosa sei capace?

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Livio
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Messaggioda Livio » 16 novembre 2007, 13:27

@Andrea
Interessante!
Esistono materiali documentativi o, meglio ancora, registrazioni audio e/o video?

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Luca/
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Messaggioda Luca/ » 17 novembre 2007, 16:11

Finalmente se ne parla.
Il professionismo degli strumenti tradizionali come realtà  storica secolare, e non come fenomeno dell'ultimora.
Già  una volta tentai di sfiorare questo argomento,in riferimento alla situazione campana,cercando di chiarire,come d'altronde accade per altri strumenti della tradizione colta,che l'esecuzione di determinati stili musicali o danze era affidata ad una categoria di musicisti che non era identificabile tout court con quelli appartenenti al contesto "Rurale".
Questa classe di musicisti ,attenzione al condizionale, sarebbe rifluita nelle forme musicali che avrebbero portato alla musica classica partenopea,per poi sparire con l'estinzione di pratiche musicali come la moresca prima,e con l'introduzione di strumenti a percussione più semplici nell'esecuzione rispetto al tamburello poi.Non ho fonti solide sul come sia sparita questa "tradizione" di musicisti professionisti,ho semplicemente elaborato una ipotesi che ritengo coerente con la realtà ,ma non per questo esatta.Per la loro esistenza rimando come fonte di più facile reperibilità  informatica,all'iconografia.
Certo ਠche nelle provincie di Napoli e Caserta,e nei comuni che conoscono un'urbanizzazione secolare,la musica ਠgeneralmente prerogativa di alcune famiglie,e spesso in queste famiglie si conoscono avi che,anche in epoca recente, conoscevano l'uso del tamburo.
Tutt'oggi ci sono cantatori e paranze che non suonano esclusivamente nei luoghi di devozione,ma che vengono contattati per allietare situazioni di festa ,come il confezionamento dei pomodori (e' pummarole) l'uccisione del maiale,matrimoni et similia,ritenuti più bravi ,più "professionali" ,magari dei suonatori "Ingenui" presenti sul luogo,come a ribadire il retaggio dell'esistenza di una categoria di professionisti della musica di tradizione.

Avvocatista
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Messaggioda Avvocatista » 17 novembre 2007, 16:44

Capisco che ad alcuni "pare brutto" che si possa usare il termina "professionista" nell'ambito della musica di tradizione, ma vorrei ricordare, a questo proposito altre 2 categorie di suonatori:

1. Coloro che curavano le persone "pizzicate/mozzicate";
2. Gli arpisti popolari.

Questi ultimi, che conosco per nascita, erano suonatori (quasi mai musicisti) girovaghi, che partivano dalla Lucania e viaggiavano per tutto il mondo, campando della loro arte.

Non solo, ma stando alle risultanze di alcuni serissimi studi, a loro si devono tante "arie popolari" e non solo popolari.

Ormai assodato ਠstato il loro contributo alla "musica napoletana" dell'800 e dei primi del '900.

Frag
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Messaggioda Frag » 17 novembre 2007, 21:33

[quote:827ba68f00="Avvocatista"]Panticu
[quote:827ba68f00]facitime lu piacere!!!!![/quote:827ba68f00]

Panticuzzo mio, a quando il piacere di vedere di cosa sei capace?[/quote:827ba68f00]

Panticu deve prendere tante di quelle mazzate!!!

Damiano
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Messaggioda Damiano » 19 novembre 2007, 11:46

Approvo Frag!


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