racconto

alex
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Iscritto il: 15 luglio 2005, 15:15

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Messaggioda alex » 15 luglio 2005, 16:48

Ciao a tutti, sono un nuovo iscritto ma vi seguo da molto praticamente da quando e' nato il sito. Mi sono deciso a scrivere spinto da questa bella idea di inviare piccoli racconti,pensieri,esperienze e quant'altro legato alla musica popolare e alle nostre radici in genere (radici di cui la musica e' parte integrante). E' un piccolo racconto ispirato da ricordi d'infanzia che mando con estremo pudore e modestia (spero di mandarlo nella sezione dedicata ai racconti perche' non ho ancora molta confidenza con l'utilizzo del forum).
LU PAPONN'
"Men ia! Addurmitv'mo'! S'NO' MO' VEN' LU PAPONN'!!" diceva zia Lella ai tre piccoli briganti sdraiati sul letto grande della camera,per spaventarli e costringerli a dormire; "Addurmitv' che staser'c'sta' lu cantant'!". Era la festa del santo patrono e i bambini dovevano riposare il pomeriggio per restare svegli fino a tardi a seguire lo spettacolo del "cantante famoso"che quell'anno aveva spopolato in TV e che suscitava la trepida attesa del paese e di tutto il circondario.
Quella mattina erano stati svegliati presto dal colpo delle otto che i solerti fuochisti avevano sparato con precisione svizzera; erano stati lavati,profumati,pettinati,costretti ad indossare il vestito nuovo color cielo terso,le calze bianche fatte all'uncinetto da mani agili e svelte con precisi movimenti che ricordavano antichi riti pagani, le scarpe blu con i due occhielli sopra e la fibbia laterale.
..........IL PIAVE MORMORO' NON PASSA LO STRANIERO ZUM ZUM!!........arrivarono in piazza quando "la banda" aveva appena iniziato il suo repertorio classico; eccitati dalla musica,dai colori,dagli odori,dalle bancarelle avevano impiegato meno di un'ora per rovinare irrimediabilmente il vestito,le scarpe e le calze nuove e per spendere il patrimonio di 5000 lire che avevano in tasca; a mezzogiorno in punto, in una accecante luce mediorentale che rendeva tutto surreale, avevano visto scendere dalla scalinata della chiesa,lui,IL SANTO,ricoperto di biglietti da 50 e 100 mila lire,50 e 100 marchi,50 e 100 franchi,50 e 100 dollari, portato a spalla da uomini sudati ed urlanti e seguito da donne scalze e penitenti. "IL SANTO FRANCESE" comincio' lentamente e quasi infastidito da tutto quel frastuono il suo annuale pellegrinaggio per le vie infuocate del paese, seguito dal suo cagnolino nero con la pagnotta in bocca,dalle tuniche rosse dei"fratelli", dal prete benedicente,dal sagrestano con la croce,dal sindaco fasciato,dagli assessori sorridenti,dal maresciallo impettito,dalla banda trafelata e da un fiume di gente sfatta dal caldo.
Dopo la processione,i fuochi d'artificio e il pranzo pantagruelico,si erano ritrovati sul lettone nella frescura della camera da letto dalle spesse mura antiche; i bambini pero' nonostante la calura della controra ed il canto conciliante delle cicale,non ne' volevano sapere di dormire; e poi non aspettavano altro che la zia minacciasse di chiamare LU PAPONN' per ricominciare le lotte sanguinarie fra di loro e riempire il pigro e sonnolento pomeriggio delle loro grida di sfida e di scherno.....................e fu allora che apparve, fluttuante nell'aria densa,coperto di un drappo nero,orribile a vedersi,minaccioso e tremendo a sentirsi:"OOH!OOH! ADDOV'STANN' LI B'RGANT!? OOH!OOH! CHI'A IE' CHE FA LU CATTIV' CHE MO' M'LU MAGN' OOH!" urlava con il suo gelido alito d'oltretomba avvicinandosi lentamente verso di loro che,terrorizzati,si coprivano fin sulla testa con il lenzuolo e si nascondevano sotto i cuscini stretti l'un l'altro; arrivato ad un niente dal letto LU PAPONN' faceva per togliersi il velo nero e scoprire le sue terribili sembianze ma,proprio allora,i tre bambini con un balzo fulmineo gli saltavano addosso e ,scanzato via il drappo,scoprivano il volto roseo,dolce e materno della nonna ricopredola di baci e carezze.
Solo lei conosceva il segreto per farli addormentare e,schiaritasi la gola con due colpetti di tosse, cominciava a cantare con voce chiara e quasi fanciullesca:"NINNA NANNA NINNA NINNA NANNA STU' FIGGH' C'VO' 'DDURMI' VO FA LA NANNA, IANN' MADONN' E IANN'TELU PIGGH' E PURTL' PASSIANN' A QUISTU FIGGH'; SANT'NICOL' E P'LU MUNN' IEV' E TUTT' LI CRIATUR' L'ADDURMEV............................................"
IL canto,lento e struggente,entrava nelle orecchie dei bambini e scendeva dolcemente nei loro cuori riempendoli di tenerezza.................................la stessa tenerezza che ancora oggi invade l'animo di tre giovani uomini ogni qualvolta risentono eceggiare la struggente melodia di quell'antica ninna nanna, balsamo per i loro cuori affaticati.

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Messaggioda march » 15 luglio 2005, 17:18

Gran belle immagini, bei suoni..si immagina facilmente quello che racconti, come una scena di film!grazie!
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