Il costo degli strumenti musicali popolari

Avvocatista
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Il costo degli strumenti musicali popolari

Messaggioda Avvocatista » 30 ottobre 2007, 11:33

In un recente incontro al Circolo Gianni Bosio, il M° Alfonso Toscano a domanda: "Lei cosa fa?".

Ha risposto (più o meno):

"Io costruisco chitarre battenti per i giovani, ossia, strumenti popolari accessibili a tutti, secondo lo spirito che animava i "vecchi" costruttori". "Potrei anche fare chitarre impreziosite da avori, madreperla, ecc... ma non ne comprendo l'utilità  e la coerenza con lo spirito della musica di tradizione"

Sullo stesso piano filosofico si pongono molti altri costruttori (es. Gianfranco Petti, Giuseppe Salamone, ecc...).

Ritengo questo modo di rapportarsi alla tradizione estremamente corretto e coerente, soprattutto nell'ottica di quello che ਠuno dei principi sui quali si basa la tradizione orale: il suo perpetuarsi.

D'altra parte rilevo, sempre più spesso, la presenza di "costruttori" che propongono i loro "articoli" a prezzi assolutamente - almeno per me - esorbitanti: tamburelli "normali" a 120/180 Euro; ance di plastica a 30/40 €; ecc...

Il mestiere che faccio mi porta a dire che se c'ਠgente che acquista a quei prezzi ਠbene che ci sia gente che offre strumenti a quei prezzi.

Ma quegli strumenti, mi chiedo, a cosa servono veramente?

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quirino
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Re: Il costo degli strumenti musicali popolari

Messaggioda quirino » 30 ottobre 2007, 12:14

[quote:9a44a1dae7="Avvocatista"]
tamburelli "normali" a 120/180 Euro
[/quote:9a44a1dae7]
Cosa intendi per "normali"?

giannino
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Messaggioda giannino » 30 ottobre 2007, 12:31

A quirì, se conosci quelli SPECIALI si capisce subito
cosa significa "normali"

Condivido ciò che dice avvocatista tramite le parole di toscano.
Sono però dell'opinione che l'ARTIGIANO che non costruisce strumenti in serie, e che ci mette il proprio tempo e la propria arte (nonchਠa volte materiali costosi, che spesso significano un suono migliore) abbia il sacrosanto diritto di mettere un proprio prezzo alle proprie creazioni.

Considerato che per sistemare il filtro di una lavatrice a Bologna ormai ti chiedono 150€, credo che per uno strumento di qualità  si possa fare qualche sacrificio.

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Yerushalom
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Messaggioda Yerushalom » 30 ottobre 2007, 14:32

Eh.... non ne parliamo, che sto cercando una chitarra Battente da mesi... e il prezzo più basso che ho trovato per il nuovo ਠdi 1500-2000€...

Per fortuna il M°Alfonso Toscano ha a disposizione battenti dal costo davvero accessibile.

Ciò non toglie che sono d'accordo con Giannino riguardo al fatto di apprezzare il lavoro i artigiani che lavorano Bene.

Credo che al giorno d'oggi abbiamo la possibilità  di acquistare strumenti per qualsiasi tasca.

Tamburi da 25€ a 200€
Violini da 80€ a XXXXXXXXmilioni di € ( :mrgreen: )
Organetti da 150€ a 3000€ (Vero Giannino?)
Battenti da 100€ a 2000€ (Vedere i costruttori Calabresi per quelle da 100€...)
Ecc. ecc.

betsabea
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Messaggioda betsabea » 30 ottobre 2007, 15:19

questo prezziario che hai fatto à¨... avvilente...
:(

alfonso
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"Maestro e costruttore ?!?"

Messaggioda alfonso » 30 ottobre 2007, 16:48

Caro Avvocatista ti ringrazio per la pubblicità  (impropria, visto che mi definisci abusivamente Maestro e costruttore..) e approfitto per chiarire alcune cose:

Anni fa mi resi conto che mentre la chitarra battente era ben conosciuta e apprezzata da musicisti di fama ed appariva in numerose compilation musicali di varia estrazione, per lo più di ottimo livello, era invece assolutamente sconosciuta e inusata fra i giovani di molte aree rurali dove invece era in passato capillarmente diffusa e nota.

Analizzando la cosa mi resi conto delle motivazioni:

1) i giovani di queste aree non sapevano cosa fosse perchਠera mancata la trasmissione da parte della generazione precedente, colpita e frastornata dai fenomeni dell urbanizzazione, dall emigrazione e dai repentini cambiamenti di costume

2) la costruzione dello strumento era diventata una esclusiva dei liutai, che impreziosendolo e illegiadrendolo l'avevano trasformato in uno strumento "di lusso", alla portata di pochi, o dei soli musicisti e concertisti

Mi resi conto che se avessi voluto raggiungere lo scopo di ridiffondere la chitarra battente nei territori dove era "endemica" avrei dovuto puntare su due fronti:

a) portare a conoscenza dei giovani la storia e l'esistenza di questo strumento, che era stato loro scippato,

b) fare in modo che questo strumento tornasse quello che era, uno strumento alla portata di tutti, e sopratutto delle tasche dei giovani e dei suonatori disattivati

Per agire sul primo fronte (diffondere la conoscenza) adottai una serie di iniziative, partecipare ad occasioni didattiche, organizzare concerti, mostre, raduni e seminari, pubblicizzare simili iniziative organizzate da altri, creando anche un "sito della chitarra battente" all indirizzo www.alfonsotoscano.it che diventasse punto di riferimento per tutti gli appassionati. E non ultima la realizzazione sul sito del forum "la chiazza"

Per agire sul secondo fronte, altrettanto importante, feci il giro di diversi liutai chiedendo loro di diversificare la produzione approntando anche una linea di costruzione economica, per dar modo ai giovani di procurarsi uno strumento a prezzo "popolare", tutti mi risposero che per fare una battente economica ci si impiega quasi lo stesso tempo che per farla "normale", e quindi il costo non sarebbe potuto discostarsi se non di poco. Naturalmente il discorso ਠsacrosanto trattandosi di attività  imprenditoriali.

L'unica strada da percorrere quindi per agire sul secondo fronte era quella di mettersi in proprio e costruire battenti economiche praticamente "in perdita" ma, sopratutto, stimolare la vecchia abitudine alla "autocostruzione", tramite la diffusione di disegni, progetti, "segreti" e consigli sulla costruzione, cosa che ho potuto fare sopratutto tramite internet, e vi assicuro che non sono poche le battenti nate in questo modo.

Ma poichਠnon ਠverosimile impiantare una attività  "in perdita" a meno di non essere appunto finanziati "a perdere" da qualcuno, va da se che mi sono potuto dedicare a questa attività  solo marginalmente, occasionalmente ed a livello amatoriale,

mentre ha assunto sempre più importanza, ai fini del mio progetto, l aspetto didattico-informativo e la "stimolazione all'autocostruzione", e questo anche in virtù del fatto che il Comune di Guidonia Montecelio (dove vivo), grazie ad una associazione culturale locale che ha appoggiato la mia idea, ha approvato e quindi finanziato la realizzazione di un "Laboratorio di Liuteria Popolare e Restauro", affidandomene la Direzione.

Vorrei citare fra le altre iniziative le mostre che quando posso allestisco saltuariamente qui e là  anche in altre regioni, sempre grazie alla collaborazione e ospitalità  gratuita di enti, privati e associazioni.

Ecco in poche parole la storia della nascita del mio "Progetto di rivalutazione e ridiffusione della chitarra battente" (ammesso che interesi a qualcuno..).

Cicoria a tutti.

PINOC
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Re: Il costo degli strumenti musicali popolari

Messaggioda PINOC » 30 ottobre 2007, 17:02

[quote:590cf9e66b="Avvocatista"]In un recente incontro al Circolo Gianni Bosio, il M° Alfonso Toscano a domanda: "Lei cosa fa?".

Ha risposto (più o meno):

"Io costruisco chitarre battenti per i giovani, ossia, strumenti popolari accessibili a tutti, secondo lo spirito che animava i "vecchi" costruttori". "Potrei anche fare chitarre impreziosite da avori, madreperla, ecc... ma non ne comprendo l'utilità  e la coerenza con lo spirito della musica di tradizione"

Sullo stesso piano filosofico si pongono molti altri costruttori (es. Gianfranco Petti, Giuseppe Salamone, ecc...).

Ritengo questo modo di rapportarsi alla tradizione estremamente corretto e coerente, soprattutto nell'ottica di quello che ਠuno dei principi sui quali si basa la tradizione orale: il suo perpetuarsi.

D'altra parte rilevo, sempre più spesso, la presenza di "costruttori" che propongono i loro "articoli" a prezzi assolutamente - almeno per me - esorbitanti: tamburelli "normali" a 120/180 Euro; ance di plastica a 30/40 €; ecc...

Il mestiere che faccio mi porta a dire che se c'ਠgente che acquista a quei prezzi ਠbene che ci sia gente che offre strumenti a quei prezzi.

Ma quegli strumenti, mi chiedo, a cosa servono veramente?[/quote:590cf9e66b]Avvocato.... vai qui...http://www.antoniodattis.it/

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Messaggioda Avvocatista » 30 ottobre 2007, 17:07

Ci sono andato. E allora?

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quirino
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Messaggioda quirino » 30 ottobre 2007, 17:52

[quote:563684af8b="giannino"]
A quirì, se conosci quelli SPECIALI si capisce subito
cosa significa "normali"
[/quote:563684af8b]
Io però l'ho chiesto ad Avvocatista...

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Messaggioda andreap » 30 ottobre 2007, 19:07

A cosa servono?
Davvero una bella domanda... difficile rispondere!

A niente oserei dire, perchਠla musica di per se non ha una funzione necessaria alla sopravvivenza dell'individuo (almeno di alcuni...)

Personalmente però se vedo uno strumento di bella fattura e mi innamoro della sua voce non ragiono più con le saccocce... e quindi sono pronto a sborsare quello che mi chiedono...

Chi invece fa della musica il proprio lavoro (che si voglia chiamare popolare o meno) ha spesso necessità  di strumenti di fattura superiore, affidabili e quant'altro...

Pensiamo ad una zampogna, alle ore necessarie per la costruzione, all'arte frutto di anni e anni di apprendistato, alla cura nella realizzazione.... O ad un tamburello con la cornice scolpita...

Mi vengono in mente ad esempio i tamburelli che produceva il M Biagio Ghiaccio, vere opere d'arte dal suono sempre unico, con sonagli in rame accordati, pelle conciate in maniera straordinaria, casse in massello... Capolavori... a che servono? Non ne ho idea... ma mi piacerebbe tanto possederne uno...:)

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Messaggioda Avvocatista » 30 ottobre 2007, 22:53

Attenzione, io (e alfonso) mi riferivo a strumenti che si usano in contesti tradizionali.

E' chiaro che un organetto Castagnari da "palco" può costare diverse migliaia di euro o un tamburo a cornice strafico (come quello che mi hai consigliato tu) vale i 200 euro che ho speso. O il tamburello di Felice Currò, scolpito, con meccanica fatta ad hoc: 100 euro sono niente.

Ma perchਠchiedere 100/120 euro per un tamburello da 30 in faggio snervato, cimbali ricavati da barattoli di latta e pellaccia di capra assorbente?

O un paio di castagnette fatte col pantografo in legno di melo fresco di taglio 35 euro (70.000 lire)?

E quanto avrei dovuto pagare le castagnette lucane fatte in legno di radica di ulivo selvatico, stagionato 7 anni, cotto al forno e sagomate al coltello?

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Messaggioda quirino » 31 ottobre 2007, 14:40

[quote:2cfe8d8b02="Avvocatista"]
Ma perchਠchiedere 100/120 euro per un tamburello da 30 in faggio snervato, cimbali ricavati da barattoli di latta e pellaccia di capra assorbente?
[/quote:2cfe8d8b02]
Tu quindiper normale intendevi questi, però in realtà  si trova qualche cosa di meglio, anche non a prezzi così assurdi.

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Messaggioda andreap » 31 ottobre 2007, 16:18

Caro avvocatista

su questo hai ragione... da vendere (se mi permetti il gioco di parole)!

Un tamburellaccio in faggio con sonagli in latta riciclata e pelle di capra depressa deve essere pagato quello che vale... Quello che manca ਠforse una corretta informazione, soprattutto da parte di chi produce siffatti strumenti...

Personalmente mi chiedo per quale diavolo di motivo uno dovrebbe comprarsi un tamburello fatto in questo modo... Altra cosa sono i strumenti tradizionali, non confondiamo "tradizionale" con grezzo, o faremo più o meno come quei simpaticoni che durante il ventennio andavano in giro per i paesi a distruggere battenti e zampogne perchਠtroppo "grezze" e poco adatte al (secondo loro...) folk italiano!

P.S. i miei Kartal (una specie di castagnette indiane che guarda n pò erano presenti anche in toscana nella tradizione del "trescone"), praticamente quattro assicelle in ulivo sagomate a sgorbia con cura maniacale mi sono costate 50 euro... e io ne sono davvero felice!!!:)

Andrea

zorro
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Messaggioda zorro » 6 novembre 2007, 3:14

ciao Avvocatista, ਠun pò che non ci si sente, ma dove hai visto quei tamburi a quei prezzi?
Come dice Andrea, penso che manchi un pò d'informazione, io che costruisco anche tamburi a titolo artigianale e quindi non in serie, vendo un tamburo da 33 cm a 80 €, per completarlo ci impiego 4 ore e mezza circa, di spese vive ci sono 30 € circa, non mi sembra esagerato farsi pagare 12 € l'ora, certo per fare un tamburo a cerchio sovrapposto e rifinitura praticamente grezza, pelle di capra adulta e sonagli in latta malamente riciclata, non si arriva a un ora di lavoro e 12, 13 € di spesa complessiva, in questo caso pagare il suddetto tamburo 100 euro non mi sembra giusto anche perchਠnon potrebbe valere più di 30 o 35 euro massimo. A questo punto mi sembra corretto suggerire a chi si avvicina per la prima volta all'acquisto di un tamburo, di farsi consigliare da buoni maestri che oltre ad insegnare possono guidare l'allievo all'acquisto di uno strumento giusto, non solo nella manifattura, ma anche per lo studio.
Un abbraccio a tutti,
Zorro
Gianni Berardi

kukurni
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Messaggioda kukurni » 6 novembre 2007, 11:26

caro zorro,

il tuo suggerimento ਠmolto buono.

però accade a volte che alcuni "buoni" maestri in realtà  si facciano mediatori: tamburelli, castagnette, ecc. allora subiscono una variazione nel prezzo non proprio interamente giustificata! e questo ਠun pochino triste, non credi?

capisco magari che si riprendano il costo della benzina per andarli a prendere!

:roll: :lol:

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quirino
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Messaggioda quirino » 6 novembre 2007, 16:53

Io mi riferivo alla dizione "normali" perchਠper me un tamburo normale ਠuno mediamente buono, quello scadente non lo considero normale.


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