A proposito di veri artisti popolari : Due parole su TONINO

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Ialma
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Messaggioda Ialma » 14 ottobre 2003, 0:18

Ostunese di nascita e di residenza, Tonino ha fatto uscire il suo album di debutto IATA VIENDE per il Manifesto.Ma che ne parli chi sa farlo molto meglio di me:

La prima volta che ho ascoltato Tonino é stato più di un quarto di secolo fa. La sua voce e la sua chitarra uscivano da una cassetta registrata autarchicamente con i mezzi rudimentali di allora e ciò che ha invaso le mie orecchie e la mia anima é stata un’intera identità  della quale sono ospite in quanto straniero e alla quale appartengo in quanto italiano. Tonino nella sua scarna e sgangherata genialità  riassume iperbolicamente l’energia del popolo del Sud. Dopo che l’hai ascoltato per una volta non te lo dimentichi più. Poi Tonino l’ho incontrato. Era come le sue canzoni, la compenetrazione fra il suo modo di essere, di parlare, di vivere, di cantare accompagnandosi con la chitarra sono un unicum urgente e inscindibile. Sono trascorsi venticinque anni di alluvione della melma consumista, di degrado televisivo di ogni tessuto culturale, di riduzione dei valori tradizionali e popolari a strapaese da quiz e talk show dello scannatoio mediatico. Tonino non é entrato in nessuna moda, in nessun salotto, in nessuna maniera appetibile per il mercato neppure quello chic della sinistra, neppure di quella radicale. In questo lasso di tempo ho bestemmiato la mia rabbia perchà© un così grande e necessario talento non ha ricevuto l’ascolto e la dignità  che gli spettava, invano. Bisogna rientrarci in qualche maniera, essere furbi, sapersi vendere, per “esistere” e questo vale anche per i migliori di noi. Tonino ha l’urgenza di una verità  bassa e si sa questo tipo di verità  non si vende. Ma Tonino viene dalle profondità  del tempo e della terra, l’anima effimera dell’attualità  non lo scalfisce, la sua arte proletaria e cafona non conosce il crepuscolo. Si é rifatto vivo dopo tutto questo tempo incidendo “Iata Viende” un disco delle sue canzoni che nessuna moda può offuscare e nessuna ragionevolezza può soggiogare, come se nulla fosse accaduto, non per inconsapevolezza, ma per fedeltà  a qualcosa che non puoi perdere senza perdere te stesso. Canta ora come allora, parla ora come allora. Tocca a noi, una volta tanto farci furbi e non perdere Tonino per nessuna ragione, tenerci a portata di mano la voce e i suoni di qualcuno che racconta di esseri umani e non di consumatori per ricordarci da dove veniamo per sapere dove vogliamo andare. A me tocca con queste parole pagare un debito che ho contratto venticinque anni fa e che contrarrò ogni volta che Tonino mi manderà  i suoi canti. E’ il debito che hai con chi ti insegna a capire il cammino dell’uomo.
MONI OVADIA

Sento il disco e mi rimangono in mente le parole:... quando t'innamori tu senti nel cuore... noi veniamo spennati da vivi... chi ha la gobba ha qualcosa assai profonda... il mare é agitato e mi fa paura la morte... l'anima leggera non vuole più parlare... non vuole più fare i conti... se l'amore é forte il vecchio se ne va in malora... Madonna com'é questo Meridione!... e qui uno si ferma e riflette.
Com'é questo Meridione? Ma nel disco non si parla di questo, si canta questo. E, come dice molto meglio di me Rocco Capri Chiumarulo, si canta con le viscere.
Il suono del disco é una voce che va dal basso all'alto e viceversa, anche stridula a volte, in una continua preghiera "fatemi vivere ancora!", é il grido della gente del Sud, dove si può solo mettere tutto in termini di vita o di morte, perchà© é così, é essenziale, non c'é altro che conti. E questo colpisce tanto.
Colpisce chi vive in mezzo a mille pensieri diversi, preso da mille giri a spirale che poi, se si va a guardare, non portano a niente. Mai ho sentito così forte come in questo magnifico grido armonizzato, accompagnato, suonato, ripulito, infilato in un CD, il senso della necessità  "canto sennò me moro" (si dice a Roma).
Ho conosciuto Tonino tanti anni fa, forse più di trenta, e sempre mi ha dato questa sensazione di necessarietà , se vogliamo analizzare sul piano musicale le sue canzoni, sono note che incollano magnificamente sulle sillabe e insieme creano cellule sonore reiterate, che messe tutte in fila danno emozione.
Si entra in un vortice di emozioni varie e se ne esce solo quando il disco é finito. Ma non Tonino, il suo bisogno di cantare va oltre un semplice CD.
Ha bisogno della gente, ha bisogno di dirlo agli altri, di dipanare questo groviglio di sillabe e note che improvvisamente si distende in poesia.
Grazie, Tonino, e grazie ai musicisti che ti hanno accompagnato dandoci l'idea di quello che vuoi dire nel profondo, dandoci il senso che loro per primi ti hanno capito.
GIOVANNA MARINIQuesto messaggio é stato modificato da: Valerio, 13 Ott 2003 - 19:01 [addsig]

mandolino78
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Messaggioda mandolino78 » 19 novembre 2003, 19:07

ciao ho avuto modo di ascoltare l'artista in questione,sinceramente mi sembra ke pianga qndo canta!!!!!!!!!!!!i testi hanno molto poco di poetico e la musica é poesia specie quella genuina e popolare!!!!sono calabrese e vi dico pensate un pò alle serenate.....spero condividiate la mia opinione.grazie
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