Perplessità

svincen
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Messaggioda svincen » 3 giugno 2005, 9:48

Vedo che stiamo procedendo bene, perchà© siamo passati ad una più utile discussione di merito. Naturalmente, il mio esempio su Zimba e il blues si riferiva alla figura del "maestro concertatore", e non agli ospiti, che quasi sempre sono animati da sincera passione (forse certi interventi andrebbero preparati meglio, ma non si può avere tutto dalla vita).

Comunque: no, io non sono per l'abbattimento della Notte della Taranta. Questa manifestazione ha i suoi meriti, soprattutto dal punto di vista della promozione complessiva del "prodotto Salento" (anche se proprio questo - su che immagine del Salento viene promossa - é anche uno degli elementi più problematici). Personalmente mi piacerebbe che la NdT fosse organizzata in maniera diversa, meno fracassona e volgarmente commerciale; con più attenzione alla sostanza e meno al marketing (a partire dalla qualità  delle esecuzioni musicali: se le interessa il mio parere di merito sulla edizione 2004, insieme a una selezione di articoli "critici", lo può trovare all'indirizzo: www.vincenzosantoro.it/riflessioninottedellataranta.asp ).
Mi piacerebbe (mi perdonerà  la retorica, forse insopportabile...) quando li sento cantare, capire che hanno studiato la voce di Uccio Aloisi fino a consumarsi le orecchie (e invece quasi tutti cantano come a Sanremo, quando non stonano). O quando li sento suonare le "pizziche", che venisse fuori che hanno, anche solo per un momento, percepito la magia del violino di Stifani o del tamburo di Salvatora Marzo.
Vorrei insomma che nel "maneggiare" certi materiali, anche per "innovarli", per "modernizzarli", per "contaminarli", venisse sempre usata una sorta di "pietas", di rispetto.
Come dice sempre Giovanna Marini: come si fa per Michelangelo, o per Caravaggio. Ma forse, oggettivamente, pretendo troppo.

Inoltre, sarei per un maggiore pluralismo. Va bene la NdT, ma vorrei che altrettanto spazio - dal punto di vista, cruciale, del sostegno finanziario pubblico - potesse esserci per chi ritiene che il rapporto creativo con i materiali tradizionali andrebbe esperito in maniera differente (e, mi creda, siamo in tanti).

Infine, su un piano più generale, vorrei che il 10% di quanto viene speso per i mega festival estivi (tutti, non solo per la NdT) venisse impiegato per finanziare la costituzione di un archivio sonoro, per fare ricerca sul campo, per sostenere le pubblicazioni, per fare corsi seri che partissero dai materiali tradizionali e non dalle panzane new age, etc etc; e vorrei che queste fossero attività  "normali", non legata alla buona o cattiva volontà  dell'assessore di turno (da qui la proposta, che abbiamo fatto e che svilupperemo ulteriormente, di una legge regionale sulla musica popolare, sul modello di altre regioni).
Lei mi dirà : e chi non é daccordo su questo? Io le rispondo: tutti, tranne gli amministratori pubblici salentini, che annunciano, proclamano, ma poi fanno solo (o quasi) le iniziative che hanno un maggiore risalto mediatico. Allora lei mi chiederà  ancora: ma questo é un problema generale, perchà© prendersela in particolare con la NdT? E qui casca l'asino: il soggetto organizzatore della NdT, l'Istituto "Diego Carpitella", nacque a suo tempo proprio per fare le cose su cui dovremmo essere tutti daccordo (archivio sonoro, ricerca etc), e per questo ha il nome del fondatore dell'etnomusicologia italiana. A tutt'oggi, esiste solo il megafestival.

Spero di essere riuscito a sintetizzare con chiarezza i termini della questione.

Vincenzo Santoro

Questo messaggio é stato modificato da: svincen, 03 Giu 2005 - 04:05 [addsig]

Maruko_KuFu
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Messaggioda Maruko_KuFu » 3 giugno 2005, 10:27

Allora, si era capito che la carica istituzionale ricoperta da Franco é importante: il senso dell'umorismo é uguale ad un calippo Eldorado. Al limone. Squagliato. Nel latte. Acido.Purtroppo non posso commentare al meglio delle mie possibilità : non verrei capito. Nel senso che verrei frainteso. In quanto (invito di Roberto) alle minchiate... beh, dopo il "caso" Pan non riesco più a dirlo: avete un senso diverso (voi italiani) della parola "minchiata". Tranne Pan, per fortuna. E anche Danzerino... hehe.In quanto alla musica suonata dagli Aramiré... beh, sig Franco, Lei di musica non so se se ne intende...  io non mi fiderei di quello che dice. Mi sembra che non é roba sua. La musica intendo, o meglio, i commenti alla musica, anzi, ai brani di "Sud Est", mi sanno di "televenditore" che cerca di spacciare un master system come xbox360... ovviamente non vengo capito. Comunque, per essere più chiari affermo che non mi tiro in causa più di tanto perché sono sicuro, dico, sicuro che Lei, sig. Franco é solamente una (bravissima) persona che fa il suo lavoro, lavoro importante ma che non ha niente a che vedere con enjambement (scusate il mio francese), ossimori, rime, terzine, sincopi,  animasità , esternazione di sentimenti, pensieri, dati di fatto, umili discorsi, intonati canti con gli amici, cuori di carne, ricotta grattugiata, corde spezzate, stecche davanti ai 500, lacrime su kill Bill, gioia con Susan Saradon, sigaretta accesa, aremu in stereo (bella folk da un lato e class dall'altro, dico a Roberto...). Parla uno che ci si é pagato l'affitto, la luce, il gas, il divvuddì e il cibo facendo il Musicista. ma questo non credo sia tanto importante. Oramai l'ho scritto però.Ricomunque...Perche dovrei fidarmi di quello che (non convince, non so perché....) che afferma? Il suo scopo verbale più o meno dichiarato in principio quale é adesso? Ricominciamo. Ho notato dei cambiamenti  in corsa. Forse arriviamo a qualche cosa. Anche oggettivamente, facendo finta di non conoscere Aramiré e Ndt, non posso che essere in disaccordo con Lei. Il centro del mio post, lo scopo e il fulcro: "Non sono d'accordo con il sig. Franco, alias senzanome".Comunque 3.000 euri per me vanno bene. Anche un postdatato che lo giro al padrone di casa. "Ci sono più cose in cielo e in terra, che in qualsiasi altro posto" (c) 2000 Leone Marco Bartolo... seee vabbé, Tiziano Sclavi fù... ben prima di me. Che genialità , però.
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