Controtempi

montar
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Messaggioda montar » 31 dicembre 2005, 18:27


Frag
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Messaggioda Frag » 31 dicembre 2005, 18:41


raheli
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Messaggioda raheli » 31 dicembre 2005, 19:18

Ultima modifica di raheli il 31 dicembre 2005, 19:40, modificato 2 volte in totale.

Valerio
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Messaggioda Valerio » 31 dicembre 2005, 19:34


Valerio
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Messaggioda Valerio » 31 dicembre 2005, 19:37


Frag
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Messaggioda Frag » 1 gennaio 2006, 14:24


CarloTrono
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Messaggioda CarloTrono » 1 gennaio 2006, 17:44

Quelle che seguono sono ovviamente considerazioni personali.
Gli "abbellimenti" e i "virtuosismi" sullo strumento sono più che legittimi...il tamburello é uno strumento musicale come gli altri, quindi é legittima la ricerca di una tecnica personale che possa appagare le proprie aspirazioni e le proprie "esigenze di ritmo". Ben vengono quindi i controtempi, il trillo, le fusioni con altre tecniche percussive tradizionali o moderne.
Ben vengano...ma solo finché si suona da soli o si suona con altre persone che vogliono partecipare a questa sperimentazione.

Diverso é il discorso quando ci si trova in una ronda, magari in un contesto tradizionale. Controtempi e abbellimenti sono da evitare, perché potremmo trovarci a suonare con persone o che non gradiscono queste interferenze nel ritmo costante della ronda, oppure non sono in grado di starci dietro, e quindi perdono il ritmo con effetto domino.

Tralasciare abellimenti e virtuosismi di qualsiasi tipo é ancora più importante quando ci si trova a suonare per accompagnare il ballo. Non dimentichiamoci che la pizzica-pizzica é una danza, e quindi la musica che si fa per accompagnarla é legata al momento dei danzatori.
Sempre più spesso i danzatori ballano senza tener conto della musica portata avanti dalla ronda, e questo provoca una vera e propria devastazione dell'efficacia espressiva di questa danza tradizionale.
Allo stesso modo, sempre più spesso i suonatori dimenticano che s[b:6a04b45bf3]tanno suonando per qualcuno che balla [/b:6a04b45bf3](stanno cié offrendo la loro esibizione ai danzatori, così come i danzatori la stanno offrendo agli spettatori), quindi egoisticamente, solo per dimostrare quanto sono bravi, suonano ad un ritmo imballabile, oppure si mettono a fare abellimenti e virtuosismi che spezzano il ritmo costante e mettono in crisi i danzatori.

Allora chi é il bravo tamburellista? Il virtuoso che con il tamburello fa controtempi, trilli, rumbe, accenti spostati ecc. ecc. oppure il suonatore che riesce a reggere per ore e ore una ronda tradizionale, con decine di coppie che si alternano nel ballo e che si ritirano soddisfatte perché non sono state mai bloccate da alterazioni della musica? Se si ragiona con i canoni egoistici di oggi, in cui bisogna sempre affermare la propria superiorità  rispetto agli altri, sicuramente il primo; se si ragiona invece tenendo ben conto che la pizzica-pizzica é innanzitutto una danza, e si ricerca un rapporto di reciproco rispetto fra danzatori e suonatori, il bravo tamburellista é sicuramente il secondo.

In sintesi, non c'é niente di male ad allenarsi sugli abellimenti, ma si farebbe molto meglio ad imparare a reggere una ronda per ore e ore, mantenendo lo stesso ritmo e "offrendo" così la propria capacità  alla danza.
pisa l'oru, pisa lu chiummu, pisa cchiu l'onore de tuttu lu munnu !

Frag
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Messaggioda Frag » 2 gennaio 2006, 1:37

clap clap clap (battito di mani) per carlo.. ha perfettamente ragione....grazie secuno....

secundo
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Messaggioda secundo » 2 gennaio 2006, 17:17

Bravo Carlo ben detto. La cosa che mi dà  più fastidio quando ballo sono i controtempi.
Hai proprio ragione.

Frag
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Messaggioda Frag » 2 gennaio 2006, 17:47

ieri ho conosciuto secundo, posso confermare, lui odia i controtempi...... eheheheh

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Ialma
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Messaggioda Ialma » 2 gennaio 2006, 18:04

- potremmo trovarci a suonare con persone o che non gradiscono queste interferenze nel ritmo costante della ronda, oppure non sono in grado di starci dietro, e quindi perdono il ritmo con effetto domino

Perché, a parte i deficienti che ballano la pizzica su qualsiasi cosa suoni in tre, a qualcuno piacciono i controtempi nelle ronde ?
Personalmente mi irritano, tanto da farmi smettere di ballare.
Trilli e controtempi sono (in contesti tradizionali) qualcosa di quanto meno maleducato, spessissimo fatti da ragazzini alle prime armi coi tamburelli che vogliono solo mettere in mostra quanto siano fighi.
In ambito di riproposta

march
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Re: Controtempi

Messaggioda march » 24 luglio 2009, 22:39

A proposito di controtempi. In questa discussione si parlava di controtempi specialmente fatti con il tamburo. Raheli parlava di un particolare modo di disallineamento temporale nel modo di suonare la pizzica da parte di Uccio Aloisi che consiste nell'anticipazione dell'accento di una mezza battuta. Suonata che è stata poi inserita nella pizzica per Adriano Sofri degli Aramirè.

Io mi chiedo. Ma questo controtempo è davvero un controtempo del tamburo o è piuttosto un controtempo della voce?

Cioè io non sono convinto che nella pizzica degli Ucci vengano fatti chiamiamoli off beat con il tamburo, ma che il disallineamento dei tempi venga fatto con la voce, anticipando (o ritardando) l'accento della voce di mezza battuta rispetto alla botta del tamburo.

Una cantata del genere in pratica inserisce i controtempi in una suonata che rimane costante e per questo non si disorientano i ballarini..

Fra l'altro gli off beat della voce nella pizzica sono una delle variazioni più belle (e divertenti) che ci siano in questo modo di cantare. E mi è capitato di ascoltare diversi livelli di complessità di questi disallineamenti.. il più facile di tutti è probabilmente il giochetto di cui dicevo sopra fatto dagli Ucci, ma ho sentito uscite e rientri di ritmo, scansioni moltiplicate, tipo raddoppi delle note cantate, fino a tempi completamente liberi "tipo alla stisa" nel cantare il primo emistichio e poi ricadute nel ritmo del tamburo sulla conclusione.. Un bell'esempio di questi controtempi l'ho ascoltato nel disco di pino Gala "pizzica taranta" proprio in una pizzica di Cutrofiano dove Uccio Aloisi canta insieme a Luigi Scrinieri (che secondo me fa i controtempi più belli!).

Spero in numerosi contributi e spunti sul tema...contro l'appiattimento del modo di cantare la pizzica!!

un'abbraccio a tutti
march

Maruko_KuFu
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Re: Controtempi

Messaggioda Maruko_KuFu » 27 luglio 2009, 13:59

D'accordissimo con March (le botte del tamburo servono stabili), cito "Sta strada" live di Aramirè, dove si fanno apprezzare i "disallineamenti vocali" di mezza, una, o un quarto di battuta eseguiti con tale naturalezza da non avere dubbi sulla bellezza certificata (e voluta) di questi virtuosismi, necessari per permettere a chi canta di esprimersi in maniera personale.


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