Cuba e Salento

davidefrak
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Cuba e Salento

Messaggioda davidefrak » 6 dicembre 2005, 19:18

Vorrei aprire una discussione sulle origini e sulla purezza di questa musica popolare. Ovviamente c é stato un particolare che mi porta a fare ciò.
Stamani, ho assistito ad una delle più belle lezioni mai viste in vita mia. La lezione, tenuta da un grande percussionista ed esperto di tradizioni, verteva su "Storia della tradizione musicale cubana". Per farvela breve, poichà© la lezione é durata 6 ore, é emerso che la musica popolare cubana é il frutto di una serie di contaminazioni avvenute nei secoli, senza escludere la tarantella. La tradizione non é mai orizzontale o verticale ma é obliqua, cioé prende, interagisce continuamente con altre culture e tradizioni.
[b:5fbb2267b5]Esempio[/b:5fbb2267b5]: la musica popolare cubana é formata da diversi generi, un po come quella italiana (salatarello, pizzica pizzica, tarantella, vinchia, etc), uno di questi generi é EL TUMBANTONIO, genere che si sente raramente ma del quale esistono diverse registrazioni. Se scomponiamo il nome emerge il nome Antonio e il prefisso Tumba che sta per "Cumpà "; questo tipo di musica viene eseguito con l organetto e voce!vi ricorda qualcosa? Ebbene l origine risale ovviamente all Italia, probabilmente del centro poichà© musicalmente assomiglia molto al saltarello.
Come ci é arrivato l organetto a Cuba? Semplice, Cuba é stata sempre terra di passaggio e di attracco temporaneo per le navi dirette in America. Si narra addirittura che il primo a scendere da una delle 3 caravelle di Cristoforo Colombo sia stato un calabrese.
Ci sono altre affinità  tra italia-cuba, tipo: risale alla metà  del 1800 il bolero-mambo "San Pascual Bailà³n" di Manuel Saumell!potrei continuare "prutitturi di li donn "
Insomma questo per chiedere:
1. Com é nata la pizzica? Possibile che uno un giorno si é alzato e ha inventato la terzina con il tamburello? Oppure anche la pizzica pizzica é il frutto di una serie di contaminazioni dovute anch esse al passaggio continua in terra salentina?
2. Come vediamo per Cuba la storia non si può cancellare. ed anche per la tradizione italiana tutto ciò che é stato suonato é storia! Nessuno rimangerà  mai quello che i nostri avi/nonni hanno cantato e suonato. Inoltre sappiamo che quella che viene rifatta oggi, per il solo fatto che viene fatta oggi, non é la pizzica pizzica tradizionale. Quindi siamo consapevoli che tutti noi stiamo o abbiamo già  contaminato la tradizione con quello che viviamo oggi e con i normali processi evolutivi della musica?

A voi la parola
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giannino
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Messaggioda giannino » 7 dicembre 2005, 12:37

Non credo che una musica ed un ballo "tradizionali" smettano di essere "tradizionali" quando vengono eseguiti oggi, altrimenti il solo concetto di "tradizionale" non avrebbe ragione d'esistere.
Io credo piuttosto che ci siano musiche più o meno tradizionali a seconda di chi le suona e di come le suona. Io conosco 15 enni che suonano l'organetto nello stesso e identico modo dei loro nonni, che lo suonano nello stesso modo in cui lo suonavano i propri....e questo non é tradizionale?
La contaminazione musicale, in fondo, é molto recente e figlia della globalizzazione....e in molte campagne italiane penso che non sia ancora arrivata.

Valerio
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Messaggioda Valerio » 7 dicembre 2005, 15:50

Mah.. permettimi di dissentire gianni... io CREDO sia piu' ragionevole pensare che in passato siano state diverse le dinamiche della contaminazione piuttosto che la contaminazione sia un evento molto recente figlio della globalizzazione.
E credo che l'esempio fatto da Davide sia abbastanza calzante in questo senso.

Gianlu
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Messaggioda Gianlu » 7 dicembre 2005, 16:10

io all'età  di 4-5 anni giocavo sulla spiaggia con la paletta con cui picchiavo un secchiello come tamburo. C'era un ragazzino un pò più grande francese...é venuto a tamburellare sul mio secchiello...però faceva un altro ritmo...MI CONTAMINAVA...che odio..gli ho dato una palettata in testa...
poi é arrivato un altro bimbo (italiano)...si é messo a fare lo stesso gioco con la sua paletta e il suo secchiello...non ero io che suonavo, quindi non era tradizionale...che odio...gli ho dato il secchiello in testa...
Tutto ciò succedeva 25 anni fa, prima di allora non mi erano mai capitate situazioni del genere..ergo la contaminazione é iniziata un quarto di secolo fa.
(Poi però spiegatemi perché il mio cognome é con tutta probabilità  di origine araba...poi spiegatemi perché chiamiamo le strade "rujel"...poi spiegatemi perché veneriamo una madonna nera...)

giannino
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Messaggioda giannino » 9 dicembre 2005, 22:01

Beh io ho un'altra concezione della contaminazione...e di certo quando oggi si parla di "contaminazione musicale" si intende qualcosa di diverso che "rubare" la tecnica al proprio vicino o al pastore di passaggio dalla propria masseria....non credete?

Quando si parla di argomenti così ampi bisogna per forza restringere il campo...altrimenti TUTTO sarebbe contaminazione!

Io SO che quando voglio posso ascoltare della sana musica tradizionale nella e della mia terra...VOI non lo so.

Valerio
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Messaggioda Valerio » 9 dicembre 2005, 23:48

Non ho capito. Forse ti ho frainteso Gianni.
Chiariscimi una cosa: il caso cubano può esser considerato come un esempio di contaminazione musicale o no? E se non lo é cos'é?

Tornando alla prima questione proposta da Davide: c'é qualcuno che pensa che la pizzica sia stata inventata dal niente, così com'é, chissà  da chi e si sia preservata immune da eventuali contaminazioni, di qualsiasi tipo, nel tempo?
Io personalmente credo di no, ma non ho le conoscenze necessarie per argomentare questa mia convinzione. Semplicemente mi sembra poco verosimile possa essere accaduto qualcosa del genere.
Spero che qualcuno su pizzicata abbia le conoscenze che a me mancano e intervenga. Attendo curioso.

Per quanto riguarda la seconda questione ci sarebbero un bel po' di puntualizzazioni da fare. Ma son cose dette e ridette in altre discussioni e sinceramente mi costa fatica rielencarle tutte da capo.
Provo a riassumerle dicendo che secondo me prendere un testo tradizionale e riarrangiarlo in qualsiasi altro stile può esser considerata una contaminazione della tradizione solo nel caso in cui non si perdano le peculiarità  che caratterizzano e contraddistinguono questa musica tradizionale.
Se questo succedesse probabilmente sarebbe più giusto dire che si sta contaminando la propria musica con qualche elemento (quasi sempre testo e/o melodie) appartenente alla tradizionale musicale di qualche regione piuttosto che il contrario.
Quindi ci andrei parecchio cauto con l'affermare che "tutti noi stiamo o abbiamo già  contaminato la tradizione con quello che viviamo oggi".
Pensare di esser dei contaminatori della tradizione secondo me rischia di essere una grossissima presunzione.
Ovviamente, lo ribadisco, é una convinzione personalissima.

davidefrak
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Messaggioda davidefrak » 11 dicembre 2005, 20:35

Questione 1
Non mi sono mai documentato in merito, altrimenti non avrei posto la domanda. Comunque anche da ignorante, mi sento di affermare che la pizzica pizzica (fenomenologia esclusa) dal punto di vista musicale é senz altro il risultato di una serie di contaminazioni di stili e di culture. In Spagna esiste un genere che assomiglia moltissimo alla pizzica pizzica (appena trovo il nome ve lo scrivo).
Ovviamente le mie affermazioni possono essere smentite purchà© documentate, perciò attendo delle dritte su cui potermi indirizzare da tutti voi

Questione 2
A questa mia domanda, a differenza dalla prima, non esiste risposta precisa ed ognuno la pensa come vuole.
Quella di cui parla Valerio secondo me non é contaminazione ma FORZATURA. Cioé, se io una mattina mi alzo, prendo un pezzo tradizionale e ci metto una base dance sotto, secondo me si parla forzatura!! Perchà© non mi piace la musica dance, perchà© non sarei capace a livello informatico di fare una cosa simile!insomma perchà© io ho sempre fatto altro. La contaminazione avviene attraverso processi naturali, spontanei (vedi appunto il caso cubano). Quindi io contamino con quello che sono, con quello che so fare, e con l epoca in cui vivo, ma non con quello che non conosco. Se io eseguo un pezzo tradizionale con una Ibanez o con una pelle sintetica sto già  contaminando, oppure se durante una ronda si unisce un algerino con un darbouka, di sicuro non ti farà  il terzinato sul suo strumento ma suonerà  a ritmo qualcosa che si porta dietro dalla sua terra. A questo punto che si fa? Lo ammazziamo? Oppure é l inizio di un nuovo sound che si perfeziona con l integrazione sociale. Per fare un ulteriore esempio prenderei il caso di Napoli: perchà© Napoli é stata da sempre una fucina di artisti eclettici, originali? Perchà© oggi quando uno parla di "sound mediterraneo" pensa subito a Napoli? Secondo me la risposta sta proprio nella particolarità  di Napoli nell essere crocevia di culture e popoli.
Sociologicamente parlando, é palese il fatto che quando uno si trova in terra straniera tende a rafforzare le proprie radici. Credo che possano confermare questa affermazione tutti gli emigrati presente sul sito, io stesso ho iniziato ad interessarmi alla cultura meridionale appena sono arrivato in toscana. Quindi é proprio da questo forte attaccamento alle proprie radici che nasce la contaminazione, che si manifesterà  solamente per le prossime generazioni.

Vi lascio replicare e nel frattempo valuto esempi + forti.
Davide
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Messaggioda giannino » 16 dicembre 2005, 21:19

Ragazzi mi sa che ogni tanto farebbe bene andarsi a sfogliare il caro vecchio vocabolario cartaceo ed usare i termini nel modo giusto.

La mia concezione di tradizione - e di conseguenza di Musica Tradizionale - coincide quasi completamente con la definizione di Tradizione del sig. Nicola Zingarelli, ossia:
"Trasmissione nel tempo di notizie, memorie, consuetudini da una generazione all'altra attraverso l'esempio o testimonianze e ammaestramenti orali e scitti."
Da qui si dovrebbe dedurre che la definizione "tradizione" non include l'Immobilità  nei secoli della cosa tramandata...sbaglio?

Trovo assolutamente sbagliato invece parlare per le musiche tradizionali di contaminazione, in un'epoca in cui questo termine é ormai universalmente usato per indicare la Volontaria fusione tra più generi....potrei citare gli aprà©s la classe...i mascarimirì...

In definitiva penso che affermare che la musica tradizionale sia contaminata semplicemente perché involontariamente ha subito nel tempo delle influenze e delle trasformazioni, sia una grande banalità , dato che tutto al mondo é contaminato...daltronde uno furbo un giorno lo ha detto: niente nasce e niente muore...ma tutto si trasforma! ehehhe


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