"tipologie" pizzica

paolettarossi64
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"tipologie" pizzica

Messaggioda paolettarossi64 » 22 novembre 2005, 12:05

ciao,

un quesito da una profana curiosa...é possibile e valida una suddivisione della pizzica in:
pizzica-pizzica (danza di festa fra donne),
pizzica de core (danza di corteggiamento fra uomo e donna),
pizzica tarantata (danza delle tarantate),
pizzica a scherma (danza di sfida fra uomini).

mi scuso anticipatamente per il semplicismo con cui porgo la domanda, (non voglio scadere in una sorta di "pizzica classista")...spero sappiate leggere fra le righe e cogliere anche il senso generale della mia domanda per chiarirmi le idee fra le "ipotetiche categorie".

grazie,
pao

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Ialma
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Messaggioda Ialma » 23 novembre 2005, 14:19

Le divisioni e diversificazioni, le "tre tarante", la tripartizione pizzica de core, pizzica tarantata, pizzica scherma é una invenzione recentissima dell'ormai scomparso Giorgio Di Lecce, assolutamente non esistente nella tradizione.
La pizzica (in realtà  da sempre definita pizzica pizzica ed accorciata solo molto recentemente) non é mai stata oggetto di tutte queste classificazioni.
Il ballo é quello, unico e solo, e veniva usato NON PER IL CORTEGGIAMENTO o almeno NON SOLO, checché ne vogliano dire i neobaccanti, altrimenti non si spiega perché venisse ballata anche fra donne, fra uomini, o fra appartenenti alla stassa famiglia.
Per fare un esempio stupido: dei musicisti suonano, ed io ballo prima con mia sorella e poi con la ragazza che mi interessa, e poi le due ragazze ballano insieme.
Ed una di queste donne balla lo stesso ballo sulla stessa musica durante un esorcismo coreutico.
Il ballo é sempre uno ed unico.
Discorso assolutamente a parte é da fare per la scherma, che é ballata su un ritmo di pizzica ma che ha passi e figurazioni completamente a se stanti.
Queste le mie idee, replicate gente, replicate...
...la luna aggira il mondo e voi dormite...
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lapo
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corteggiamento

Messaggioda lapo » 23 novembre 2005, 16:51

sottoscrivo ialma!

anche se una danza di corteggiamneto può essere reinterpretata scherzosamente sia fra familiari che fra persone dello stesso sesso.
il trescone toscano é un fulgido esempio di corteggiamneto (e non solo) spicciolo e ironico, quasi sempre ballato da persone dello stesso sesso.

Valerio
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Messaggioda Valerio » 24 novembre 2005, 12:43

Io suddividerei la pizzica, intesa come danza, in
Pizzica pizzica (danza di coppia)
Pizzica scherma (danza armata)
Neopizzica (interpretazione libera della pizzica pizzica)

Con la terza da considerarsi, al contrario delle altre due, danza non tradizionale.

Per quanto riguarda la pizzica tarantata cito:
<<La musica usata per "scazzicare" le tarante (per cacciare gli effetti del morso della tarantola) veniva detta da Stifani "pizzica tarantata".>>
(http://www.taranta.it/pizzica.html)
Ed effettivamente é un termine che personalmente preferisco associare alla musica piuttosto che alla danza della tarantata.
Anche perchà© chiamarla "danza", quella della tarantata, e metterla sullo stesso piano delle altre mi sembra fortemente riduttivo.

Pino
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Messaggioda Pino » 24 novembre 2005, 14:53

Ciao Paoletta tutti questi termini non esistono e come diceva Ialma sono stati inventati tutti di recente. e sinceramente mi chiedo perché.
La Pizzica Pizzica era la danza che danzavo le persone pizzicate,
oppure danza ludica che poteva essere ballata sia fra uomo e donna oppure fra persone dello stesso sesso.
La pizzica schermata era molto diffusa nelle provincie di Taranto Brindisi e Lecce
ed era ballata esclusivamente da uomini. Ciao

Gianlu
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Messaggioda Gianlu » 24 novembre 2005, 15:59

Il discorso mi sembra interessante. Vorrei chiedere se le classificazioni introdotte recentemente, sono viste da voi in senso negativo...penso che comunque tornino utili per indicare univocamente l'oggetto delle discussioni, per evitare fraintendimenti. Soprattutto trattandosi di soggetti quasi o totalmente scomparsi. Passatemi l'esempio non proprio azzeccato... un po' l'utilità  del paleontologo nel dare nomi ai dinosauri. Infatti il termine neopizzica proposto da Valerio, ci torna sicuramente utile per distaccare la "pizzica pizzica" tradizionale dalle trasformazioni modaiole dei tempi nostri. Ovvio poi che le chiusure in classi e regole rigide non sempre funzionano bene.

Credo che per quanto riguarda la pizzica scherma, sia ben individuabile anche dall'occhio più profano, quindi pochi problemi.

Resto un po' perplesso dai versetti: Ialma, 279 5,6... :D cioé:[quote:d0b8247fea]
Ed una di queste donne balla lo stesso ballo sulla stessa musica durante un esorcismo coreutico.
Il ballo é sempre uno ed unico.
[/quote:d0b8247fea]
Mi riesce un po' difficile accomunare le due situazioni (pizzica pizzica e pizzica tarantata per intenderci). Per quello che ne ho inteso, la tarantata compie ripetutamente cicli con alterne fasi a terra e in piedi (identificazione con la taranta e successivo affrancamento); movimenti spesso convulsi, isterici; spesso vi era l'interazione con i componenti dell'orchestra guaritrice (o meglio con i loro strumenti).
Nel ballo a due CREDO si interagisca solo con il/la compagno/a., non esistano fasi a terra ecc. ecc. Tutto questo perché evidentemente lo spirito delle due situazioni doveva essere profondamente diverso: gioco, divertimento, corteggiamento contro sofferenza, trance, malattia.
Probabilmente la fase in piedi della tarantata ha molto in comune con la pizzica "da ballo" per quello che riguarda le movenze (passi, saltelli, figure), ma resta comunque diverso lo stato d'animo sia della protagonista, sia dei suonatori, sia degli spettatori. Questa parentela del ballo a due con la fase in piedi del rito di guarigione dimostra che effettivamente le definizioni rigide vanno comunque prese con le pinze.
Viene a tal proposito da chiedersi: come mai il termine "pizzica" accomunasse un tempo le due situazioni diverse? O meglio, quando c'é stato il contatto ed il mescolamento tra queste due forme? Può sembrare una domanda un po' stupida, come chiedersi se sia nato prima l'uovo o la gallina (domanda che dal punto di vista scientifico ha però una risposta seria e motivata). Voglio intendere se é possibile chiarire in due parole un evento di diverse centinaia di anni indietro, sicuramente non riconducibile ad un momento ben definito, ma ad lento e graduale processo evolutivo. La simbologia, la terminologia, i passi (come ultimo effetto) della danza di un rito di tarantismo sono stati assorbiti nella danza popolare, oppure dal fenomeno "Tarantismo" si é sviluppato un modo di ballare molto simile al rituale, applicato però in ambiti di feste popolari ecc.?

Ne approfitto per chiedere se qualcuno può dare indicazione sull'esistenza (ed eventualmente reperibilità ) di filmati delle due...anzi di tutte le tre forme di pizzica. Chiaramente filmati più vecchi possibili, per avere una testimonianza più fedele possibile delle tre situazioni. Per esempio, mi pare che il gruppo De Martino non effettuò riprese, ma qualcosa dell'epoca mi sembra esista...

Pino
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Messaggioda Pino » 24 novembre 2005, 19:21

Non tutte le persone pizzicate avevano la fase a terra. La figlia di una tarantata da me intervistata
mi raccontava che la madre quando ha ballato, non ha mai avuto una fase del balla che si svolgeva al suolo. Tutti questi termini sinceramente danno fastidio, pizzica de core, neo pizzica
la musica é una e veniva chiamata e gli anziani la chiamano ancora oggi pizzica pizzica.
Secondo me non c'é differenza fra una pizzica che si balla in coppia é una pizzica che ballava una persona pizzicata, la musica é sempre quella, la cosa che cambia se fai caso sono le parole.
Nella pizzica suonata durante il rito, il testo riguarda sopratutto la taranta e la persona pizzicata,
mentre nella pizzica di coppia i testi sono differenti, e riguardano sopratutto il corteggiamento. Sul sito www.besaeditrice.it puoi trovare del materiale video, come il filmato di Gianfranco Mingozzi LA TARANTA, che é stato pubblicato qualche anno fà , ed é il primo documento filmato sul tarantismo. Il filmato é accompagnato da un libro. Saluti

march
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Messaggioda march » 24 novembre 2005, 20:22

da alcuni commenti musicali leggevo che la musica nei 2 casi é la stessa anche se il ritmo varia. nel caso della cura: é meno costante, ha accelerazioni e rallentamenti, come se fosse una musica su misura della tarantata. mentre nel ballo di coppia il ritmo é costante e meno ossessivo...

Gianlu
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Messaggioda Gianlu » 24 novembre 2005, 21:06

Grazie del link Pino, penso di potermelo procurare in poco tempo.

Ma tu non credi che il diverso contesto emozionale delle due situazioni sia la differenza fondamentale?
Mi fido di quello che dici della tua intervista, ma proprio per la grande possibilità  di variazioni e di interpretazioni personali di entrambi i fenomeni, immagino che si possa dedurre tutto ed il contrario di tutto.
La semplifico: a me sembra di vedere due fenomeni distinti che hanno iniziato a contaminarsi l'un l'altro. Secondo te sono lo stesso ballo presente in due situazioni diverse. Cerco di vederla come te, ma mi manca qualcosa.

Sarai d'accordo nel dire che almeno i contesti sono diversi, perlomeno per il discorso testi da te citato. Allora, se si tratta dello stesso ballo, quando e come é iniziata questa diversificazione nei testi? Si tratta del discorso precedente dell'uovo e della gallina. Molto difficile, non avendo nessuno una macchina del tempo, però é un tassello fondamentale per me per vederla in questa luce. Nella tua visione ho bisogno di spiegarmi le differenze, nel mio modo di vedere, invece devo spiegarmi i punti in comune...al momento mi riesce + facile la seconda delle due.

Poi mi sembra che cercare di capire in questa direzione, sia il senso generale indicato anche all'inizio da Paoletta...almeno spero

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Ialma
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Messaggioda Ialma » 24 novembre 2005, 22:59

Le classificazioni a mio avviso sono negative nel momento in cui diventano della gabbie di contenzione.
In questo caso mi sembra che ci sia molto poco da classificare, e che la discussione stia scivolando fra uova e galline verso una serie di teorizzazioni senza molta sostanza.
Chi ballava la pizzica lo faceva sia per il ballo ludico che per la terapia.
Ma se la musica richiesta dal ragno é la pizzica pizzica, mi sembra ovvio che qualsiasi sia lo stato d animo del tarantato/a, egli si troverà  a ballare quella danza indipendentemente dalla componente psicologica del momento.
Magari la danza sarà  frammentaria, divisa fra fasi a terra (in cui si balla solo la breakdance, che io sappia ;-) )e parti di ballo in piedi ma gli elementi del ballo sono indiscutibilmente quelli.
E il ballo della pizzica pizzica, punto.
Cosa sia venuto prima é discussione a mio avviso abbastanza inutile.
Purtroppo ci si ritrova in materia di tarantismo, a fare i conti con pochissimi documenti, la trentina di tarantati descritti da Stifani, (cifre che farebbero ridere qualsiasi studioso di statistica), analisi fatte in maniera poco approfondita per le domande che ci poniamo noi.
Abbiamo un unico documento video su una terapia domestica che io sappia, quella di Maria di Nardò, la quale balla in più di un punto passi di pizzica pizzica.
La domanda che mi farei io é "...ma Maria di Nardò ballava la pizzica pizzica "ludica"? E come la ballava? Ed il turco curato da Stifani nell Egeo nel 1945 che danza faceva?
Questo mi direbbe molto di più sul ballo nel esorcismo di tante elucubrazioni.
Quello che hai letto, Gianluca, é molto parziale.
Spesso manca la fase a terra, spesso si ballava pochissimo, per non parlare di terapie come il forno o la corda o la vasca nelle quali che io sappia, non si ballava.
Per Pino : i versi delle pizziche tarantate sono i più vari e non tutti cantavano solo strofe sul ragno o sul ballo.

paoletta, hai visto che putiferio hai scatenato con una domanda innocente ? :-) :-)
...la luna aggira il mondo e voi dormite...

(tradizionale, Matteo Salvatore)

gmartano
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Messaggioda gmartano » 24 novembre 2005, 23:38

Forse la pizzica...e la relativa taranta..che pizzica...non sono così facilmente scindibili...
preciso che lo dico dalla semplice analisi dei termini...non certo da "esperto" :-)

Giovanni

giannino
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Messaggioda giannino » 25 novembre 2005, 10:53

Béh a leggere De Martino non penso sia molto difficile far derivare entrambi i tipi di danza dal complesso e variegato ambito degli antichi riti orgiastici e dionisiaci, nei quali evidentemente si danzava sia in preda all'euforia e per divertimento, sia in preda ad un vero e proprio "isterismo" o "possessione" che doveva ricordare ciò che poi fu chiamato tarantismo.

Tarantismo il quale, lo ricorda se non sbaglio anche il nostro guru De Martino, non veniva assolutamente curato esclusivamente con la musica e tantomento solo con la pizzica, essendoci malati che ballavano al suono della radio, di una banda o di una cassarmonica di paese.

...almeno, ricordo così...

giannino
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Messaggioda giannino » 25 novembre 2005, 10:54

Ricordo anche che "pizzica tarantata" é un termine se non sbaglio inventato da Stifani, il quale aveva una concezione MOLTO particolare del male del tarantismo.

Pino
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Messaggioda Pino » 25 novembre 2005, 16:30

Sicuramente il contesto é diverso nel primo caso si ha che fare con la sofferenza,il dolore.
Nel altro invece la stessa musica diventa momento di divertimento e di giocosità .
La persona pizzicata secondo me ballava seguendo le proprie emozioni senza precisi schemi e con le richieste più strane come vasche d'acqua, funi, sedia, scala, erbe aromatiche, ecc. Mentre nel ballo ludico le movenze sono diverse, entra in funzione il corteggiamento e il gioco.
Ma resta sempre la domanda quale ballo é nato prima, alla quale personalmente non so risponderti.Ciao Pino

Gianlu
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Messaggioda Gianlu » 25 novembre 2005, 17:31

Effettivamente era una delle cose che mi aveva colpito nella lettura. De Martino aveva toccato con mano un numero comunque limitato di casi, statisiticamente non proprio significativo e inoltre limitato da un periodo sul campo comunque breve. Non disponendo all'epoca di un ufficio comunale aperto tutto l'anno con tarantate/i munite/i di numero che si esibivano a turno, probabilmente di meglio non si poteva fare. Altro grosso problema resta (e fu una delle scoperte che più mi meravigliarono nelle lettura) il fatto che si trattasse di Tarantismo già  abbondantemente corrotto sia dal passare del tempo, sia dalla fagocitosi cattolica. Ecco perché é una mia esigenza personale cercare di intuire qualcosa degli anni precedenti il 1959. A tal proposito ringrazio Giannino che, anche se in due parole, mi ha dato una chiave di lettura per afferrare (immaginare) la parentela (o la diversificazione) delle due danze. Che volete il mio cervello é decisamente strano...può non capire "lapis" e illuminarsi con "matita" (o viceversa).
Resta il fatto che "La terra del rimorso", sebbene limitato a magari parziale, sia un documento importante e ben curato dal punto di vista scientifico. Magari non sarà  la Bibbia, ma resta un buon punto di partenza. A proposito, stavo per chiedere altro materiale da leggere. Mi sono ricordato di un topic che potebbe tenermi occupato per una ventina di anni:

http://www.pizzicata.it/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&t=190

se avete altri titoli da aggiungere...(per esempio, dove posso leggere qualcosa di più sul turco amico di Francesco?)

Però...non vorrei essere obbligato a riprendere questo discorso solo dopo aver letto TUTTO il resto (tra vent'anni i nostri figli ci verranno a chiedere cosa sapevamo della pizzica di un tempo... e io che gli rispondo? Aspe' che ho QUALCHE commento arretrato da leggere...)

Ialma, vediamo se riesco a seguire il tuo ragionare...ti faccio una domanda. Mi auguro che la tua risposta sia affermativa (con le solite presine però). In tal caso il mio quadretto personale fatto con i tuoi colori diverrebbe più bello (più plausibile) del precedente.
Domanda: "Se il Tarantismo fosse arrivato in Romagna, i Tarantati ballerebbero il liscio? Stifani sarebbe rimpiazzato da Casadei?"...
La cosa potrà  sembrare a qualcuno ridicola, offensiva, non pertinente...l'esempio é chiaramente balordo, ma spero che il meccanismo di fondo sia chiaro. Effettivamente, ragionando sulla diffusione che aveva il Tarantismo prima di Stifani, la teoria di Francesco mi sembra sempre più plausibile...spero che il senso sia quello giusto, altrimenti ci sarà  altra fatica per il mio cevello A.B. Normal.

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Ialma
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Messaggioda Ialma » 25 novembre 2005, 20:47

Qui mi fai entrare nel campo delle congetture più strane, e posso solo azzardare qualche ipotesi.
Da un canto, per testimonianze riportate c'era la signora che scazzicava ascoltando Lazzarella di Aurelio Fierro, che tutto é meno che una pizzica pizzica, la signora che non riusciva ad ascoltare la radio senza avere una reazione violenta, oppure c'era gente sensibile alla musica classica.
La mia risposta alla tua domanda é, come é ovvio che debba essere, SI E NO.

-"Se il Tarantismo fosse arrivato in Romagna, i Tarantati ballerebbero il liscio? Stifani sarebbe rimpiazzato da Casadei?"...

La mia risposta é SI, probabilmente alcuni scazzicherebbero ascoltando polke e mazurche, altri NO, potrebbero essere più sensibili ad altre musiche.
Perché?
Sempre per azzardo mi verrebbe da chiedere a chi ascolta TANTA musica distinta se non vi é mai capitato di ascoltare per la prima volta musiche di luoghi molto lontani dai nostri e venirne impossibilmente rapiti.
Sto parlando di musiche che ci toccano davvero in profondità .
A me é capitato più e più volte con musiche molto differenti, ma oggi come oggi, non bisogna dimenticare che i nostri nonni non erano minimamente a contatto con la quantità  di musica a cui siamo abituati.
Loro ascoltavano musica una volta ogni morte di papa, la banda del paese per il santo, a qualche festa, ed il corpus di musiche a cui erano esposti era incredibilmente ridotto.
La discussione potrebbe andare ancora avanti, ma per gusto vostro suggerisco il libro LA TELA INFINITA (Besa editrice 2004), 180 pagine di BIBLIOGRAFIA sul tarantismo. Dice la presentazione, circa OTTOCENTO voci della letteratura sul tarantismo.
Ed a chi capitasse su Bari posso indicare dove andare a recuperare a costo quasi zero (da remainder) un po di libri interessanti della Capone, da Il Panno Rosso a Nella Puglia Del '700
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Messaggioda montar » 29 novembre 2005, 11:03

Io vorrei chiedere a Giannino
se mi puo' dare un riferimento storico/letteraio/archeologico ( non leggendario )
tra il V sec. d.C. ed il XIV sec. d.C.
in cui ci sia un passaggio tra la fine dei riti classici (per intenderci da Macrobio in poi ) alle prime fonti storiche del tarantismo (a voi note).

Ad esempio come accade per il diritto romano (chiedo scusa a chi studia giurisprudenza :-) ) in ogni secolo ci sono elenchi sterminati di documenti, quindi si puo studiare il diritto nella sua trasformazione dal periodo classico a quello attuale secolo per secolo, si potrebbe fare lo stesso con il tarantismo?
Io non lo so, ma se la risposta fosse affermativa allora si potrebbe essere certi della sua discendenza, cosi' come il diritto di oggi discende dal diritto romano.

Ovviamente la domanda e' estesa a tutti.


Vorrei dire qualcosa sui termini (neologismi):

A mio parere I termini servono per parlare ( a tutti i livelli) non per agire, il tempo stabilirà  cosa accadrà  poi, se moriranno, se resteranno solo in discussioni da forum, accademiche, su libri, su tesi di laurea, in seminari o se pregneranno nel tessuto sociale.

Off topic - tranne per Ialma

Proprio sabato scorso discutevo a tavolino sull'entrata in "vigore" del termine "Tammurriata" con l'etnomusicologo M. Orabona, in presenza di R. Inserra, Zi Giannino, Zi fedele, , R. Izzo e G. Aiello.
Perché dagli anni Venti/trenta alla fine degli anni 50, il termine "tammurriata" si usava, ma dove, in quale contesto, in che modo ... etc. etc. ...

fine off topic.



Poi vorrei dare un input alla questione dell'uovo e la gallina:

Io ho letto la terra del rimorso, non solo perché parla di tarantismo
ma per il protocollo e la metodologia di ricerca, applicata per la prima volta al tarantismo, insomma De Martino ha messo una pietra miliare importante sul modo di analizzare le cose. Ma penso che questo risulti a tutti chiaro.
Nelle mie letture spesso trovavo scritto:
"In base alla metodologia di ricerca fatta da De Martino."
"Sulla scia della linea tracciata da De Martino."
"Sulla rivoluzione metodologica del De Martino."

Allora, mi son chiesto, cosa ha scritto de Martino? quale metodologia ha usato?
Quindi si, applicazione affascinante, tarantismo. Ma anche punto di vista diverso.
Infatti dopo averlo letto ho dovuto rileggere diversi altri testi che col tarantismo hanno poco a che vedere. Se non per origini veramente remote oggi del tutto cancellate.

Con l'idea che mi son fatto, posso dire che in diverse tarantelle (nell'accezione più gnerale del termine) esistono due sfumature (prima ero in grado di dirlo solo con una): una tendente al "sacro", al rito, e un'altra tendente al profano, al divertimento al corteggiamento etc. etc.. Ovviamente queste due sfumature si differenziano in modo diverso in ogni caso specifico anche a seconda della definizione di che si da di "sacro e di "profano".
Ai giorni nostri risulta sempre piu' forte la spinta verso il profano, e sempre più debole quella verso il rito di qualunque tarantella si tratti.

Qualche annetto fa mi presi la briga di "ricercare" (parola che a me proprio non mi si addice) testi delle mie zone che parlassero di termini ad esso legati.

Riporto una frase di chiara espressione ludica di corteggiamento (Ialma, se non uso questi due termini, quante parole dovrei sprecare per dire le stesse cose he he he).

Come ballano belli
sti dui figliuli
e la tieno la tatarantola
sotta le pere

Come ballano belli
sti dui figliuli
awanno le bulimo maretane.

Come vedi col tarantismo "rito" "terapia" le frasi hanno poco a che vedere infatti : basti pensare che il testo si riferisce ad una coppia.

Poi ci sono altri testi che spiegano le frasi testé riportate, ma preferisco non annoiarvi ...



Infine le statistiche possono essere allargate perdendo ovviamente in correllazione fino a passare da prove ad indizi (Post di Giannino sulle origini classiche o Lazzarelle e S-capricci-atielli varÃŽ).

Saluti

giannino
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Messaggioda giannino » 3 settembre 2007, 1:37

ringrazio ialma per aver riesumato (ma per fortuna lo fa spesso) un vecchio topic nel quale la discussione stava prendendo una bella piega, prima di cadere nel dimenticatoio. Una cosa mi meraviglia: di come tutti noi eravamo abituati a "criticare" le tipologie di pizzica de core e pizzica tarantata senza azzardarci a toccare quella che, secondo le mie odierne concezioni, ਠla più criticabile di tutti: ossia la "pizzica scherma".
A mio parere infatti questa ਠun vero e proprio mostro, un alieno, sognato tempo fa ormai dal fu di lecce ma che non ha un briciolo di fondamento nella nostra storia e tradizione. Da noi esiste la pizzica, esiste la scherma, ma credo che non esista niente che si possa davvero chiamare pizzica-scherma. Al massimo oggi esiste una scherma AGITA col sottofondo del tamburello..ma da qui a chiamarla PIZZICA-SCHERMA.

Come ho affermato in altri post credo che la scherma non sia affatto una danza, ma che sia una vera arte marziale la quale, come tutte le altre arti marziali, somiglia ed al massimo evoca una danza.

Ricordo inoltre che ci sono testimonianze, anche recenti, anche scritte, di vecchi schermitori, che rinnegano l'indispensabilità  del tamburello e della musica nella scherma, elementi che spesso infastidiscono mandando la coppia combattente fuori dal proprio ritmo interno.


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