Statuto della associazione : RC 1

CarloTrono
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Statuto della associazione : RC 1

Messaggioda CarloTrono » 21 gennaio 2008, 16:32

Piccola premessa per tutti coloro che non masticano il gergo della programmazione open source

da wikipedia.it
[quote:90db41ece5]La release candidate , nell'ambito della realizzazione di un progetto informatico, ਠuna particolare versione del software che prelude al rilascio di quella finale e stabile. Generalmente la release candidate, abbreviata con rc, ਠrilasciata a sua volta in varie versioni (rc1, rc2, ...), le quali si differenziano tra loro solo per la soluzione dei bug ma non per l'introduzione di nuove funzionalità .[/quote:90db41ece5]

ecco lo statuto della Associazione Culturale Pizzicata.it RC1
http://docs.google.com/Doc?id=dfbxvhqp_0c9zzv3nz

metto in evidenza alcuni punti sui quali vorrei chiedere il parere degli interessati

[b:90db41ece5]Art.2, comma 2[/b:90db41ece5]
[i:90db41ece5]2. L Associazione persegue le seguenti finalità :
a) contribuire alla archiviazione, allo studio, alla preservazione e alla tutela del [u:90db41ece5]patrimonio musicale di tradizione popolare[/u:90db41ece5], con particolare (ma non esclusivo) riferimento al [u:90db41ece5]patrimonio italiano e dell'area mediterranea[/u:90db41ece5];[/i:90db41ece5]

ਠstato sostituito il termine "di tradizione orale" con "di tradizione popolare" per includere anche quelle forme appartenenti alla tradizione che sono state trascritte, e quindi non appartengono più alla "oralità ", oppure sono già  originalmente "scritte" ma appartengono comunque alla tradizione.
E' stato scelto di scrivere "musica di tradizione popolare" anzichਠ"musica popolare" per escludere tutte le forme di musica popolare che non appartengono alla tradizione di un popolo (vedi Tiziano Ferro :) )

l'ambito di riferimento dell'associazione ਠstato limitato (se così si può dire, e comunque non in maniera eslusiva) all'Italia e all'area mediterranea. Secondo il mio parere, non ਠpossibile ragionare sul "sud" senza considerare il "centro" e il "nord" d'Italia, e al contempo non ਠpossibile ragionare sul "sud" senza considerare i paesi del mediterraneo con cui storicamente siamo legati. Ogni ambito più ristretto darebbe una sensazione di "stiracchiamento" in alto e in basso secondo me spiacevole.

[b:90db41ece5]stesso articolo, comma c)[/b:90db41ece5]
[i:90db41ece5]c) promuovere la conoscenza, la conservazione filologica e la rivitalizzazione della musica di tradizionale orale, favorendo la fruizione delle fonti documentali (registrazioni audio/video, fotografie ecc.), incentivando l'apprendimento, partecipando all'organizzazione di momenti di scambio culturale; [/i:90db41ece5]

il punto ਠancora da riflettere tenendo conto dei pareri espressi da friscu e MarioFB. Riporto per semplicità  e invito alla riflessione:


[quote:90db41ece5="friscu"]
LA BUTTO LI.
AL SEGUENTE PUNTO:
b) promuovere la consapevolezza, la conoscenza, la conservazione filologica e la rivitalizzazione della musica tradizionale orale, incrementando la possibilità  di fruizione dei documenti originali (registrazioni audio/video, fotografie ecc.), incentivando l'identificazione e l'apprendimento delle tradizioni musicali, favorendo l'organizzazione di momenti di scambio di conoscenze,

PROPONGO DI AGGIUNGERE ANCHE...
incentivando e promuovendo la trasmissione e la rielaborazione "creativa" della musica tradizionale nel rispetto della sua identità  specifica, identità  fondata sulle tecniche e gli stili vocali e strumentali nonchਠsui codici linguistici e comunicativi maturati lentamente nella storia

CHE NE DITE?
Immagino si tratti di un punto controverso e difficile....[/quote:90db41ece5]

[quote:90db41ece5="marioFB"]
L intervento di Friscu va attentamente considerato perchà© sottintende un giudizio tecnico molto importante: la riproposta e la "contaminazione" non sempre elabora i determinanti specifici originali, ma può semplicemente stiracchiare gli originali verso forme musicali che hanno maggiore successo di massa. Ed ਠquest ultimo il tipo di riproposta a cui non manca la promozione come dice Dada.

Pertanto una forma da considerare potrebbe essere approssimativamente:
promuovere la consapevolezza, la conoscenza e la rivitalizzazione delle tradizioni musicali
mediante la pratica filologica e il ricalco stilistico, nonchà© la rielaborazione creativa che rispetti l identità  originale, fondata sulle specifiche tecniche e stili vocali e strumentali, e sui codici linguistici e comunicativi maturati lentamente nella storia.
[/quote:90db41ece5]

ਠuna questione importante su cui vorrei soffermarmi un'altro pò.
[b:90db41ece5]
Art.2, comma 3[/b:90db41ece5]
[i:90db41ece5]3. L Associazione potrà  promuovere tutte le attività  ritenute necessarie per la realizzazione delle sopraindicate finalità .[/i:90db41ece5]

anzichà© fare un elenco infinito di potenziali attività  dell'associazione (molte delle quali potrebbero rimanere su carta, non si sa mai) abbiamo preferito questa forma. Che ne pensate? In fondo quando si propone qualcosa alle istituzioni più che leggere lo statuto gli incaricati si leggono le finalità  del progetto presentanto, altrimenti che ci stanno a fare?

[b:90db41ece5]Art.3 comma 3[/b:90db41ece5]
[i:90db41ece5]3. Tutte le cariche sociali hanno durata pari a 2 anni, e alla stessa persona non può essere attribuito alcun tipo di carica sociale per un periodo di 4 anni dalla scadenza del mandato stesso.[/i:90db41ece5]

in altre parole, una persona una volta eletto in qualsiasi carica sociale (presidente, segretario, tesoriere o consigliere) potrà  riacquisire una qualunque altra carica solo dopo quattro anni dallo scadere del mandato. Questo assicura il ricambio, ma forse sarebbe necessaria una forma che preveda i casi in cui tale ricambio non ਠpossibile, come ha suggerito Mario in quest'intervento:

[quote:90db41ece5="marioFB"]Apprezzo le puntualizzazioni di Dada. E anch io sono per il ricambio continuo delle cariche. Ma noto che alcune di queste hanno degli impegni abbastanza gravosi. E siccome in precedenza non ho visto folle di lavoranti attorno a Carlo (es. nel volantinaggio della campagna "proteggiamo Torrepaduli), e neanche abbiamo rilevato una massiccia partecipazione a questa discussione, per essere realisti dobbiamo chiederci se ci sarà  un sufficiente serbatoio di persone disposte a smazzolarsi le grane dell associazione magari gratis. Quindi, per timore che il turnover possa escludere elementi attivi e benvoluti, ho posto in discussione l interpretazione consecutiva o vitalizia del ricambio.[/quote:90db41ece5]

A voi la parola

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Messaggioda Avvocatista » 22 gennaio 2008, 0:04

Grazie per la parola.
Salve sono una particella di sodio, ehm, scusate, di tradizione.

Scusate, rifaccio.

Salve, sono una particella di tradizione.

C'ਠnessunooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

(tante o messe in fila significa che c'ਠl'eco)

ooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Ora, io dico la seguente.

Che io sappia questo ਠl'unico esempio di associazione Web2.0.

Un fatto storico.

Una associazione che nasce sulla base di criteri di partecipazione diffusa, democratica, trasparente, ecc... ecc. ecc..

Una associazione in cui lo statuto ਠfatto non da una oligarchia di persone, ma potenzialmente da 8000 persone.

E invece sento solo l'eco delle parole di qualcuno e soprattutto del mio capitano che poteva tranquillamente fottersene e invece NO, ha voluto fare il democratico, il web2.0.

Invece, quando c'ਠda dire che le cose non vanno, quando c'ਠda criticare sterilmente qualcuno, ecc.. tutti bravi a strillare a dire a suggerire, centinaia di post.

Centinaia di inutili post.

E quando i post servono? C'ਠl'eco.

Io credo che ci meritiamo quello cha abbiamo.

Vai avanti capitano, la particella di tradizione ਠcon te e condivide gli articoli.

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Luca/
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Messaggioda Luca/ » 22 gennaio 2008, 2:11

Condivido quanto ho letto.

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Re: Statuto della associazione : RC 1

Messaggioda Livio » 22 gennaio 2008, 10:59

[quote:32c0c6e75f="CarloTrono"][b:32c0c6e75f]Art.2, comma 2[/b:32c0c6e75f]
[i:32c0c6e75f]2. L Associazione persegue le seguenti finalità :
a) contribuire alla archiviazione, allo studio, alla preservazione e alla tutela del [u:32c0c6e75f]patrimonio musicale di tradizione popolare[/u:32c0c6e75f], con particolare (ma non esclusivo) riferimento al [u:32c0c6e75f]patrimonio italiano e dell'area mediterranea[/u:32c0c6e75f];[/i:32c0c6e75f][/quote:32c0c6e75f]
In che modo?

CarloTrono
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Re: Statuto della associazione : RC 1

Messaggioda CarloTrono » 22 gennaio 2008, 14:11

[quote:69d2c21661="Livio"]In che modo?[/quote:69d2c21661]

questa domanda ਠuna spia del fatto che forse sarebbe necessario indicare nel dettaglio le attività  dell'associazione, per esplicitare senza possibilità  di errore o "storture" le finalità .

sicuramente l'associazione non manderà  MAI degli "improvvisati ricercatori" in giro a dare fastidio ai suonatori a casa loro o alle feste tradizionali. L'attività  di ricerca ਠun argomento delicatissimo che sarà  affrontato con un apposito regolamento interno.

Con un associazione culturale potremo provare a reperire dei fondi per finanziare dei progetti di ricerca portati avanti da persone competenti che già  fanno questo da tempo in maniera oculata, rispettosa e con competenza.

Magari potremo acquistare delle attrezzature tecniche necessarie per la raccolta dei materiali e per la loro elaborazione. Alcuni associati competenti nell'uso di specifici software potranno aiutare chi fa ricerca per digitalizzare il materiale.

Una cosa importante che dovrà  fare l'associazione ਠquella di battersi per la leggittimizzazione e la tutela del lavoro di chi fa ricerca sul campo. Questo ਠun punto importantissimo sul quale l'associazione dovrà  fare pressione.

Poi si lavorerà  per rendere più fruibile il materiale creando un database su internet e cercando anche alcune forme di fruizione delle fonti documentali attraverso la rete. Anche "solo" creare un sito che indicizzi tutti gli archivi presenti sul territorio sarebbe una gran cosa.

Questi sono solo alcuni esempi di attività . Ripeto però: la questione della ricerca sarà  sottoposta ad un regolamento interno molto rigoroso.

Gianlu
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Messaggioda Gianlu » 23 gennaio 2008, 0:11

Premetto che ho un bel po' di cose serie ed importanti da fare e che ਠun periodo molto particolare quindi mi sono esonerato dal partecipare attivamente alla discussione... senonchà¨... senonchà¨...
senonchਠla particella di Ezum mi ha fatto sentire veramente in colpa ed ho fatto un cambio della mie priorità  questa sera. Il mio eroico tempo lavorativo VOLONTARIO serale non retribuito partirà  dopo le 23 o comunque dopo aver scritto a proposito della nascitura associazione.
Ho dato un'occhiata alla classifica dei "posteggiatori" più frequenti della settimana; da loro che evidentemente non sono fuori sede o non stanno leggendo www.pizzicata.it, mi aspetterei una partecipazione più attiva. Anzi.
Sarebbe doverosa la partecipazione di tutti coloro che hanno, che so, almeno un centinaio di post all'attivo. Ma credo che siano/mo indaffarati nella fiera del TUtubo a indicare quelloquantebbravo, quelloche merdaccia. Un'altra prova a favore dell'ipotesi che lo zoccolo duro di pizzicata sia solo un'unghia incarinta (sto includendo anche me medesimo).

Io ho un suggerimento per Carlo. In questo momento fondamentale, credo sarebbe opportuno oscurare completamente tutte le altre voci e capitoli di Pizzicata e lasciare solo ed esclusivamente aperta questa discussione. Anzi. Direi di lasciare solo il banner e mettere in home page e per intero il testo dello statuto e sotto il link per la discussione. Mi pare che in questo modo il messaggio non dovrebbe passare inosservato.

Lo statuto ਠlungo, quindi credo sia da discutere pian piano.



"2. La sede dell Associazione ਠdeterminata con delibera del Consiglio Direttivo"

Parto da questa frase per mettere in evidenza una cosa: qui ed in altri punti andrebbe specificato che l'associazione, come naturale evoluzione ed emanazione del sito pizzicata.it debba conservare un certo carattere salentinocentrico. Credo che la cosa vada esplicitata e messa per iscritto. Si potrebbe includere un articolo che permetta successivamente di scegliere un'altra sede, qualora esigenze pratiche e l'esperienza indichino un luogo più appropriato. Come partenza quindi il Salento (non me ne voglia il resto d'Italia) per permettere un funzionamento più agile almeno nelle prime fasi.
La o le sedi devono essere locali individuati affittati e/o concessi gratuitamente da terzi o possono anche essere abitazioni di privati?



1. L Associazione ਠun'associazione culturale di utilità  sociale senza scopo di lucro, apolitica e apartitica.

Se l'associazione ਠapartitica, verrano bandite tutte le attività  di supporto ad iniziative promosse da partiti politici? I colori di giunte che potranno sostenere o comunque interagire con l'associazione influenzeranno le decisiioni della stessa? ( Che cazz di domanda...certo che no, ma credo che qualche riga in più a tal proposito vada scritta)



"contribuire alla archiviazione, allo studio, alla preservazione e alla tutela del patrimonio musicale di tradizione popolare"
(Qui finisco il tempo a mia disposizione)

Come ci si relazionerà  con gli archivi già  esistenti?
L'associazione ਠdiciamo al settimo mese, l'archivio pugliese di Bari (credo) ਠall'ottavo... ci sono parentele tra i due criaturi in arrivo?

Avvocatista
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Messaggioda Avvocatista » 23 gennaio 2008, 10:33

[b:90c488ac5d]Salento centrica?[/b:90c488ac5d]

E' indubbio che al momento il Salento sia l'area d'Italia ove maggiore ਠil dibattito ed il fermento intorno alle questioni di cui si occuperà  l'Associazione (notare la A maiuscola) ed ਠvero che l'Associazione nasce in Salento per volontà  di molti Salentini ed ਠla diretta emanazione di Pizzicata.it.

Ma, a mio parere, ha poco senso dire: "Occupiamoci solo del nostro patrimonio".

Forse il patrimonio friulano o ligure o siciliano o libanese non ਠanche vostro?

Questo approccio mi ricorda tanto quegli "ecologisti" che si oppongono alla costruzione delle centrali elettriche nel loro paese per poi vederle spuntare nel paese accanto e festeggiano pure l'evento.

E poi, essendo diretta emanazione di Pizzicata.it, che facciamo, la lottizziamo come la Rai?

Allora, 10 posti ai Salentini, 3 a quelli del Gargano, 2 ai Lucani, 1 a Damiano sennò rompe, 1 a Tizio che pur essendo romano lavora al ministero dei beni culturali, 1 a tuo cugino, ecc....

Gli archivi:

E' indubbio, a mio avviso, che debbano esserci delle relazioni con tutti gli archivi esistenti. Che facciamo altrimenti, non riportiamo i materiali "detenuti" a Santa Cecilia o a Bari?

pizzicagnolo
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Messaggioda pizzicagnolo » 23 gennaio 2008, 16:14

Un grande "grazie!" e un grande riconoscimento a Carlo per primo e a tutti coloro che stanno appassionandosi e lavorando su questo progetto!

Noi due (oggi parliamo come Cip e Ciop :wink: ) siamo d accordo sulle finalità  dell Associazione: contribuire all archiviazione, allo studio, alla preservazione e alla tutela del patrimonio musicale di tradizione popolare, con particolare (ma non esclusivo) riferimento al patrimonio italiano e dell'area mediterranea, e siamo soddisfatti che questo non ponga al centro dell attenzione il solo Salento.
Secondo noi, ਠstato giusto sostituire il termine "di tradizione orale" con "di tradizione popolare" ; sono interessanti anche i momenti di scambio di conoscenze, auspicati da Friscu, mentre troviamo di più difficile attuazione mettersi d accordo su come fare a rielaborare "creativamente" la musica tradizionale rispettandone l identità  specifica; però ci sono tante persone più preparate di noi, alle quali non mancano scienza nਠtecnica nਠpratica filologica per affrontare con successo questi ed altri aspetti.
La forma dell Art.2, comma 3 ci soddisfa.
La tecnica che assicura il ricambio, come ben dici, Carlo, non prevede però per ora il caso in cui non ci sia un numero sufficiente di persone disponibili, quindi riteniamo molto saggia e pratica l interpretazione di Mario FB.

Per il resto... talvolta ਠnecessario un nuovo tipo di coraggio: quello di riconoscere i propri e altrui limiti, i tempi di cui ciascuno ha bisogno per riflettere ed elaborare qualcosa di più serio e impegnativo che non sia la semplice "boutade", per diventare un sostegno valido e sensibile gli uni per gli altri.
Noi due arriviamo fin qui; non si può veramente dare ciò che ancora non si ha e ci disponiamo con sincera umiltà  ad: osservare, tacere, imparare!

Pizzicagnolo e RonnaPaulina
Ultima modifica di pizzicagnolo il 23 gennaio 2008, 23:41, modificato 1 volta in totale.

LUMAURIZIU
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Messaggioda LUMAURIZIU » 23 gennaio 2008, 18:12

Ciao a tutti.

Sono d accordo sulla sostituzione di "orale" con "popolare".

Proporrei di aggiungere a "musicale" anche "coreutico", quindi:

"Tutela del patrimonio musicale e coreutico di tradizione popolare"

e di sostituire ovunque possibile a "musicale" il duplice aggettivo di cui sopra.

OK il perimetro Italia – Mediterraneo.

OK la rotazione delle cariche, prevedendo la possibilità  di una deroga – per i motivi già  detti negli altri post - su votazione all unanimità  - o con maggioranza qualificata - dell assemblea.

Qualche dubbio sulla possibilità  di svolgere "attività  commerciali".

Sono nettamente contrario, invece, tanto alla proposta di Friscu quanto a quella di Mario FB inerenti una qualsiasi forma di impegno dell Associazione ad incentivare la "rielaborazione creativa", sia pure con gli opportuni distinguo fatti da entrambi gli amici.

Non che abbia io nulla in contrario verso la "rielaborazione creativa che rispetti etc, etc!", tipo quella della buon anima (che spero resusciti presto) di Aramirਠper intenderci e per rimanere nel Salento, e nemmeno verso un altro tipo di "rielaborazione creativa" a cui potrebbe interessare forse più creare artisticamente e molto meno rispettare: mi sta bene anche quella, purchਠsia onesta e veritiera nel dichiarare le sue vere radici (da quelle profonde di Mascarimirì, per fare un esempio, a quelle più superficiali o addirittura assenti di tantissimi altri gruppi) e i suoi veri fini.

Il fatto ਠche secondo me l Associazione dovrebbe porsi in modo neutrale ed esterno rispetto al "lento maturare nella storia dei codici linguistici e comunicativi", preoccupandosi "soltanto" di tutelare il patrimonio coreutico musicale popolare e favorire la sua "tradizione" alle future generazioni, le quali poi ! ne facciano pure quello che c**** vogliono ! In altre parole l Associazione, secondo me, non dovrebbe essere nà© giocatore nà© tanto meno arbitro o allenatore o sponsor o padrino o commissario di gara o "opinionista" delle partite che si giocano sul campo della "rielaborazione artistica o della contaminazione" della musica di tradizione popolare, ma dovrebbe "semplicemente" cercare di garantire - continuando la metafora calcistica - che da qualche parte siano comunque sempre disponibili, per chi fosse interessato, le registrazioni delle più belle partite del vero calcio, i commenti e le analisi tecniche più qualificate, i gloriosi palloni di cuoio regolamentari, le scarpe bullonate "pantofola d oro" da Ascoli Piceno, i veri campi d erbetta e le vere porte di dimensioni giuste dove giocare ancora il "vero giuoco del calcio de nna fiata", !. Etc. etc. L Associazione dovrebbe poi cercare, sempre secondo me, anche di proteggere da distruttive invadenze e contaminazioni artistiche e commerciali quei pochi campetti ancora rimasti dove qualcuno, vecchia gloria o esordiente che sia, magari senza soluzione di continuità  da generazioni e generazioni, ama farsi ancora la sua partitina ogni domenica pomeriggio o mercoledì sera, appunto, con i vecchi palloni di cuoio, sul vecchio campo erboso, con le vecchie sane regole del gioco.

Penso, infine, che potrebbe essere più opportuno, all Art 3 comma 2, fare un elenco esemplificativo e non esaustivo delle possibili attività  dell Associazione.

Mi scuso con tutti gli amici e le amiche per non essere riuscito a partecipare all incontro di domenica e per lo scarsissimo contributo che sto riuscendo a dare negli ultimi tempi a questa Community che ho praticamente visto nascere ed a cui sono molto affettuosamente legato.

GRAZIE CARLO.

Ciao.

Maurizio

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Livio
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Re: Statuto della associazione : RC 1

Messaggioda Livio » 23 gennaio 2008, 20:03

[quote:b2bdc975a4="CarloTrono"]Magari potremo acquistare delle attrezzature tecniche necessarie per la raccolta dei materiali e per la loro elaborazione. Alcuni associati competenti nell'uso di specifici software potranno aiutare chi fa ricerca per digitalizzare il materiale.[/quote:b2bdc975a4]
A mie spese, oltre alle indagini sul campo, ho recuperato dei microarchivi privati su audiocassetta: la digitalizzazione non ਠun problema come invece il restauro e la pulizia del segnale utile e in specialmodo il recupero delle tonalità  reali.

L'Università  di Lecce (Beni Musicali) ha un laboratorio eccezionale per fare tutto questo e altro, purtroppo per accedervi bisogna essere iscritti alla specialistica ed aver sostenuto l'esame di restauro audio...

L'indagine sul campo ਠuno dei tre fronti su cui operare un recupero, gli altri due sono, appunto, i microarchivi privati e/o familiari e le piccole pubblicazioni dei ricercatori di tradizioni popolari in genere che non sono andati oltre la diffusione del proprio paese. Dalla fine dell'800 fino ai giorni nostri ce ne sono stati e giacciono, anonimi, nelle biblioteche o nei magazzini comunali...

[quote:b2bdc975a4="CarloTrono"]Una cosa importante che dovrà  fare l'associazione ਠquella di battersi per la leggittimizzazione e la tutela del lavoro di chi fa ricerca sul campo. Questo ਠun punto importantissimo sul quale l'associazione dovrà  fare pressione.[/quote:b2bdc975a4]
Magari!!!

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Messaggioda RonnaPaulina » 23 gennaio 2008, 21:37

Mi sembra una buona idea quella di LuMauriziu di prestare attenzione anche alle danze, quindi di aggiungere a "musicale" anche "coreutico",
"Tutela del patrimonio musicale e coreutico di tradizione popolare".
Ribadisco i dubbi sulla rielaborazione creativa.

kukurni
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Messaggioda kukurni » 24 gennaio 2008, 10:29

ok anche io mi sento in colpa! e la tiratina di orecchi forse fa bene!

scusante: per lavoro mi occupo da anni di queste cose, brrrrrrrr che fatica!

vorrei però dare un piccolissimo contributo, così mi sento meglio!

intanto grasssssssssie! bellissimo e geniale! e fantastico mettere insieme tradizione popolare e high tech!

mi sembra un esercizio veramente portentoso che guarda al lato arricchente della evoluzione da un lato e al recupero però della parte "umana" del nostro vivere dall'altro!

non sono in grado di fare aggiunte specifiche, perdono, ma vorrei sottoscrivere l'idea dei nostri "cip e ciop" che l'associazione dovrebbe avere come ambito non solo musica ma anche danze, e forse direi ancora di più una definizione che possa accogliere tutto quello che noi viviamo come tradizione popolare, ossia immagini, cucina, attrezzi, ecc. una visione circolare del vivere direi

troppo vasto?

per quanto invece attiene le cariche.
la mia esperienza ਠche cariche troppo brevi non funzionano e cariche troppo lunghe sono pericolose perchਠsi fossilizzano.
forse due anni sarebbe la durata giusta. un ricambio troppo ravvicinato non permette di entrare nelle cose, quando finalmente se ne comincia a capire il meccanismo, se ne esce.

ah! anche il limite geografico, direi che sarebbe fuorviante.
tradizione popolare ampia, sicuramente, visto che poi ਠmolto difficile determinarne i limiti. non abbiamo scoperto che le tarantelle ad esempio sono quasi dovunque e come si riversano da una una zona all'altra? in che misura si possono delimitare e definire (annosa questione antropologica!!! evoluzione o diffusione?). insomma non credo di concordare su una associazione che si focalizzi specificatamente su una area ad esempio salento, senza avere nulla contro il salento, please!

comunque mi dispiace se ho perso qualcosa e spero di non arrivare come una pera cotta a questo punto!

Damiano
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Messaggioda Damiano » 24 gennaio 2008, 13:53

Caro Carlo e cari tutti,

scusate se espongo il mio punto di vista, ma io la penso così.

Ma l'avete fatta sta riunione? E PERCHE' PER FORZA NEL SALENTO???? E che cazzo! Mi sembra che tutto ruoti intorno a sto benedetto Salento! Come faccio io, gli amici del Gargano, i lucani, i calabresi, i campani e i laziali a venire a Taviano in culo al mondo? Io abito in una zona dove in certe parti, esclusi pochi volontari (io, Max Soprabito, Ialma, e altri ancora) non si fa ricerca dal 1954 ed ਠandato perso quasi tutto, mentre nel Salento si fanno tutte le seghe mentali possibili e immaginabili (con conseguente ricco mercato editoriale) su come Gigi Stifani suonava il violino o su come si tiene il coltello nella scherma salentina.

Tanto per dirvene qualcuna su quello che c'era (o forse ancora c'à¨) vi dico cosa ho trovato io e i miei amici dalle mie parti (la famigerata "Bassa Murgia" che ਠcome l'araba fenice, che ci sia ognuno lo dice, dove sia nessun lo sa):

- pizzica pizzica martinese (particolare e differente persino da quella di Ostuni);
- scherma col bastone (contrada Paretone fra Martina e Ceglie);
- tarantismo a Ceglie Messapica;
- pizzica pizzica cegliese;
- canti di rimonda a Ceglie Messapica (canti durante la potatura degli ulivi);
- tarantismo a Martina Franca (già  in estinzione sulla fine dell'800);
- e, in fatto di registrazioni (quel poco che ho fatto io), a Martina Franca: canzoni a dispetto ("Mamma lu zito vene"), canti vari (versione martinese di "Cicerenella", "Ciuri ciuri" e "La canzone di Carmeluccio", "Azzicchete a me Ninella mia"), canti di Passione e di Natale, rosari in dialetto, invocazioni, decine di stornelli....

TUTTO QUESTO ANDRA' PERSO SE NESSUNO MI AIUTA A FARE RICERCA. Se stiamo a pensare solo a sto benedetto Salento si continuerà  a cantare "Pizzicarella" in eterno perchਠtutto il resto sarà  andato perso. Quindi, miei cari salentini, vedete di guardare anche al resto del Meridione!

CarloTrono
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Messaggioda CarloTrono » 24 gennaio 2008, 15:08

Damiano, perch੠non impari a leggere quello che c'ਠscritto?
In tutti gli interventi che sono stati fatti per lo statuto, solo DUE proponevano di stringere (per altro in maniera non esclusiva) l'ambito di intervento al salento leccese, e tali inteventi provenivano da persone residenti a Foggia e a Milano.
Chiusa la polemica (se continua, finirà  tutta in OT, uomo avvisato...)

Damiano
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Messaggioda Damiano » 25 gennaio 2008, 12:26

E vabbਠCapitano, ho sbagliato io.

(Probabile) OT: ieri, in una telefonata il mio consigliere ufficiale (Frag) ha detto che forse ਠmeglio che la situazione sulla Murgia rimanga così, ovvero trascurata e non abusata, in modo che continui a rimanere genuina come mi ਠsuccesso in un paese della Bassa Murgia (non vi dico qual'ਠaltrimenti ci arriveranno orde di ricercatori e rovineranno tutto) dove sono entrato in uno jòs e il padrone di casa (già  registrato da Pino Gala), con tutto che non mi conosceva per niente, ha messo tavola e ci ha pure suonato una pizzica pizzica murgiana al mandolino. Ma state certi che me lo tengo per me. Grazie del consiglio Frag! U miegghie sà© tà©!

Comunque, Carlito, sappi che metto completamente a disposizione Lavorincorso per tutte le esigenze di pizzicata.

Gianlu
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Messaggioda Gianlu » 25 gennaio 2008, 22:39

Caro Avvocatista,

FRENA!

Per come leggo io la tua risposta mi pare che ti sia irritato abbastanza delle mie idee. Fermo restando che io sono libero di pensare frescacce e tu di scriverle, almeno non mettermi in bocca cose che non ho detto.
Cerco di rispiegarmi meglio.
Come suggerito dal tuo alter ego gentile, sarebbe molto interessante che la discussione in atto venga condivisa da una grossa fetta di utenti. Quant'ਠgrossa la fetta? In realtà  temo sia così sottile da leggerci il giornale attraverso.
La discussione dello statuto ਠun discorso molto teorico, con idee molto generali. Con la teoria non sono molto bravo. Cerco di ragionare in concreto, se ricordi ho espresso lo stesso problema per la nascita dell'archivio di Bari.
Partendo dall'inizio dello statuto, mi sono inceppato appena ho letto "sede" chiedendomi "dove?'". Quindi (perdonami per questo) ho cercato di immaginare una soluzione più comoda e pratica.
Ritengo che Carlo possa essere eletto per acclamazione e al grido "CAR-LO SU-BI-TO!" perchਠin tutto questo tempo ha dimostrato di avere buon senso e spirito di sacrificio (e poi fa un arrosto di carne...). Adesso poichਠla fetta resta sempre sottile io ritengo che sia utile privilegiare Carlo e chi lo affinacherà  da vicino. Poi, questo non vieta di poter scegliere un'altra sede alla luce dei risultati "elettorali".; non vieta di poter se necessario fare riunioni in altri posti più comodamente ragiungibili dagli interessati; non vieta di poter imboccare la via delle riunioni on-line...
Tutto dipende da cosa vogliamo che sia la "sede". Se deve essere un garage vuoto con una targa e quattro sedie di legno Cefalù va bene come Brisighella. Se poi deve essere utile a qualcuno per qualcosa, opto per l'utilità  del Carlo. Se va bene a lui,può simbolicamente essere anche casa sua. Ma anche quella ਠin Salento, no?
Un discorso simile vale anche per le aree di interesse. Posso mettermi l'aureola e dire che anche il Mediterraneo ਠuna limitazione, che bisognerebbe allargare ancora di più e che tutti veniamo dai Sumeri...
Perchਠin pratica potrebbe non essere fattibile? Forse perchਠcosì ci sarebbe un po' troppo da fare? Beh, a mio parere già  col "Mediterraneo" ci sarebbe troppo da fare. Come primo anno dell'associazione credo siano utili progetti più mirati in un raggio d'azione più corto, augurando che ne faccia parecchi di anni e che si possa arrivare fino a Marte. Poi se qualcuno crede che sia logico usare tale campo ristretto partendo dalla Sardegna, a me va bene lo stesso.
Mi viene solo il dubbio di essere totalmente in OT, e che queste idee io le debba esprimere in pratica mediante il voto quando sarà  necessario.

P.S. Spesso faccio casino anche con la pratica

CarloTrono
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Messaggioda CarloTrono » 26 gennaio 2008, 15:47

[quote:ee26a6155c="LUMAURIZIU"]
Proporrei di aggiungere a "musicale" anche "coreutico", quindi:
"Tutela del patrimonio musicale e coreutico di tradizione popolare
[/quote:ee26a6155c]

E' un osservazione giustissima. Ho corretto l'articolo 2.2.a, se nessuno ha niente in contrario la nuova forma à¨

2. L Associazione persegue le seguenti finalità :
a) contribuire alla archiviazione, allo studio, alla preservazione e alla tutela del patrimonio musicale[i:ee26a6155c] e coreutico [/i:ee26a6155c]di tradizione popolare, con particolare (ma non esclusivo) riferimento al patrimonio italiano e dell'area mediterranea;

Direi di mantenere l'area di riferimento così com'à¨.

Sulla "rielaborazione creativa" inviterei friscu ad esplicitare meglio il suo pensiero magari facendo degli esempi.


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