Aramirè alla Carnegie Hall di New York

Liolà
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Aramirè alla Carnegie Hall di New York

Messaggioda Liolà » 10 gennaio 2007, 21:25

Ehi gioventù...
Guardate un pò cosa ho trovato sul sito della Provincia di Lecce,nonché su quello degli Aramiré...
Il nostro Raheli non si smentisce mai,e non perde mai un colpo per far sentire le sue ragioni!
Strano che non ce ne abbia detto nulla,ma suppongo sia molto impegnato nell'organizzazione di questa traferta,come capirete da ciò che vi sto per incollare qui di seguito.

Autore: Roberto Raheli
Titolo: Aramiré alla Carnegie Hall di New York - 19 gen. 2007
Messaggio:
Egregio Presidente
nell'augurarLe buone feste ho il piacere di comunicarLe che Aramiré suonerà  a New York presso la Zankel Hall della Carnegie Hall il 19 gennaio prossimo.

Questo é il link per la presentazione del concerto
http://www.carnegiehall.org/article/box_office/events/evt_8088.html?selecteddate=01192007

Il concerto si terrà  se riusciremo ad ottenere il visto per lavoro, dato che non essendo turisti abbiamo bisogno del visto dell'Ambasciata USA.
A tale scopo il colloquio per l'ottenimento del visto ci é stato fissato per il 29 dic. prossimo presso l'Ambasciata USA a Roma.
Sarà  mio piacere tenerLa informata, dato che suoneremo in rappresentanza del Salento tutto, Salento che siamo certi di ben rappresentare.
Spero che quello che Le scrivo possa servire a far riflettere Lei e tutta la classe politica salentina sulla differenza fra i concerti pagati dalla committenza (come nel nostro caso) e quelli per cui invece é la Provincia a pagare pur di far esibire l'orchestra della Notte della Taranta.

Cari auguri
Roberto Raheli
Aramiré
Risposta:
Caro amico,
sono veramente felice che Aramiré si esibisca a New York il 19 gennaio 2007 e non ho dubbi sul fatto che la cultura e le tradizioni musicali salentine otterranno il successo che meritano. Il Salento ha bisogno di tutte le espressioni artistiche per farsi conoscere ed apprezzare nel mondo; per questo la Provincia, non solo in campo culturale e artistico, é aperta e disponibile al dialogo costruttivo.
Ancora auguri.
Giovanni Pellegrino - Presidente della Provincia di Lecce

Bravo Roberto!
Facciamo il tifo per te.

Robytamburello
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evviva!!!!!

Messaggioda Robytamburello » 10 gennaio 2007, 21:44

Evvai!!!
Che dire?
Forza Roberto, cantagliele e suonagliele anche per noi che non veniamo :wink:

Ps: Non dimenticare il flautino :wink:

A presto, così ci racconti tutto

Valerio
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Messaggioda Valerio » 11 gennaio 2007, 1:32

http://it.wikipedia.org/wiki/Carnegie_Hall

Mica cazzi!

E scusatemi per il "mica"...

secundo
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Messaggioda secundo » 12 gennaio 2007, 9:25

Bravo Robé, sonala e cantala puru pi me.
Il Carnegie Hall tempio sacro della musica dove si sono esibiti i più grandi musicisti di tutti i generi di musica e sono molto contento che Aramire
fara parte di questa schiera.Auguri, e buon soggiorno a New York.

peppe21
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Messaggioda peppe21 » 12 gennaio 2007, 10:47

complimenti e in bocca al lupo!!!

GAETANO
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Messaggioda GAETANO » 13 gennaio 2007, 16:12

:lol: :lol: :lol:
BRAVO ROBERTO
In bocca al lupo
Vengo a vedervi

svincen
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Messaggioda svincen » 14 gennaio 2007, 21:11

Giro una mail che mi é arrivata dagli Stati Uniti da Mary Ciuffitelli:

[b:a5a7e41506]New York Loves Aramiré![/b:a5a7e41506]

For my video of 4 New York events set to the music of Aramiré,
go to: [url]http://www.youtube.com/watch?v=E-VBwfOLNPA[/url]

If that doesn't work, go to youtube.com and search "Pizzica with a New York Accent."
Be sure to click on the "more" link for text about the clips.

Then buy your tickets!

ARAMIRÈ
at
CARNEGIE HALL

New York City
January 19, 2007

Presented by Carnegie Hall
in partnership with
The World Music Institute

Aramiré Compagnia di Musica Salentina, from Southern Italy,
is renowned for their infectious renditions of the pizzica tarantata,
the music played to heal the bite of the mythical spider.
The only cure was to dance to the rhythm of the tambourine.

TICKET INFORMATION AND SALES
www.worldmusicinstitute.org or call 212-545-7536
www.carnegiehall.org

Tickets are selling out! So move your feet!
Get Bitten by the Beat!

Stay tuned for more announcements.
Post concert party in the planning.

www.aramire.it

USA contact for Aramiré
Mary Ciuffitelli
201-863-0394
mc5@mindspring.com

"Se viti ca se cotula lu pete
quista e' lu segnu ca vole ballare"

"If you see your foot moving
this is the sign that you want to dance"

march
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Messaggioda march » 15 gennaio 2007, 10:21

Giusto perché sono americani...e non ci si può dire molto, però secondo me di aramiré, oltre alle prime scene, c'era solo la colonna sonora! Mi confermate?

raheli
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Messaggioda raheli » 15 gennaio 2007, 14:28

Nemo propheta in Patria.

La Carnegie Hall di New York, luogo sacro della musica mondiale, ospita Aramiré Compagnia di Musica Salentina.
Il concerto, organizzato in compartecipazione da Carnegie Hall e dal World Music Institute di New York, si terrà  il 19 gennaio 2007 alle 20,30 presso la Zankel Hall, uno dei tre auditorium di cui Carnegie Hall é dotata.

Un riconoscimento di indubbio valore per Aramiré, gruppo musicale che negli anni ha proposto la musica del Salento senza lasciarsi fagocitare dalla moda della pizzica a tutti i costi, ma basando il proprio repertorio anche sui canti polifonici, i canti di protesta sociale e politica, i canti d amore che sono parte integrante della tradizione musicale salentina.
Al di là  di facili ammiccamenti alla pizzicomania ed alla apparente "contaminazione", oggi diktat imperante per chi voglia avvicinarsi al Salento ed alla sua musica, Aramiré propone, insieme ai brani tradizionali salentini più conosciuti (Lu rusciu de lu mare, Fimmene, Cali Nifta!), nuove composizioni che parlano dell oggi con un linguaggio musicale antico.
Ecco allora Mazzate pesanti, che focalizza l attenzione sulla mercificazione del Salento per scopi commercial-turistici, la Pizzica per Adriano Sofri, le nuove strofe di O pillo pillo pi, canto di protesta degli anni 70, rivisitato oggi con la lettura critica delle gesta del San Silvio nazionale.

Aramiré, che nasce nel 1996, erede del Canzoniere di Terra d Otranto, prova ad elevare il patrimonio tradizionale lasciatoci dagli anziani al rango di genere musicale originale. Non un lavoro di "musealizzazione" della musica antica, quindi, ma un percorso originale di riappropriazione di canoni e tecniche compositive musicali e testuali in chiave attuale.

Che un gruppo italiano sia invitato alla Carnegie Hall é un risultato di spicco, se si pensa che vi si sono esibiti musicisti del calibro di Louis Armstrong, John Coltrane, Frank Sinatra, i Beatles, Luciano Pavarotti, Uto Ughi! solo per citarne alcuni.
Che quel gruppo sia poi Aramiré crediamo sia notizia di poderosa rilevanza, che riempie di gioia, ma intimorisce e meraviglia allo stesso tempo noi per primi.
Aramiré, un gruppo che propone la musica del Salento ispirandosi ai musicisti tradizionali, contadini ed artigiani emarginati, che ha rifiutato di sfruttare l icona Salento/tarantismo (sino ad arrivare a scrivere sul suo ultimo disco: "stop agli abusi sui ragni"), che cerca di affondare le proprie radici in un antico humus culturale, quello della società  contadina, fatto sì di pratiche arcaiche (che é bene essersi lasciati alle spalle), ma anche da grande disponibilità  al dialogo con culture diverse. E capace di dar vita ad autentici gioielli di poesia e musica che sarebbe bene traghettare ai posteri.
Sarebbe forse il caso di riflettere, nel Salento ed in Italia, su quell approccio auto censorio secondo il quale per essere "moderni" diviene necessario ignorare le proprie radici ed asservirsi a modelli a noi estranei.
La sopravvivenza di ogni cultura, per quanto marginale possa essere, rende più ricco l intero pianeta. Pensiamoci tutti.

Aramiré

secundo
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Messaggioda secundo » 15 gennaio 2007, 17:13

Caro Roberto, personalmente sono parecchio contento che Aramire, che stimo molto si eisibisce al Carnegie Hall. Bravi veramente bravi, come ho detto nella mia precedente e-mail contentissimo di sapere che Aramire fara parte della folta schiera di musicisti (tra l'altro molti miei preferiti) che si é esibita al Carnegie Hall. Sicuramente incanterete la gente di New York,ancora in bocca al lupo e facitili ballà .

Liolà
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Messaggioda Liolà » 15 gennaio 2007, 18:41

E' indubbio...
Basta che Aramiré suoni come sa,e non potrà  che affascinare il pubblico americano.
Ti vedo bello carico Roberto e questo spero sia solo l'inizio di progetti sempre più gratificanti.
Dimostrate a chi vi ascolta che noi dell'Italia meridionale non siamo solo "pizza,madolino,spaghetti e mafia".
Ah...comincia a riscaldare il flauto.

federico.capone
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Messaggioda federico.capone » 16 gennaio 2007, 10:36

Lessi l'articolo apparso oggi su "Nuovo Quotidiano di Puglia", davvero una bella cosa, complimenti.

destilado
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Messaggioda destilado » 16 gennaio 2007, 21:52

Portate un po' di Salento negli USA e mi raccomando a Melpignano mai. Mai servi,mai mercenari. Prof. non mollare!

svincen
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Messaggioda svincen » 17 gennaio 2007, 22:17

Altre info da Mary Ciuffitelli sul dopo concerto:

Following the ARAMIRE' concert at Carnegie Hall,
We are taking this party SOUTH!

Drink specials, light snacks, and DANCING to
ITALIAN neo-roots, techno, hip-hop, pizzica!

M1-5 Bar
52 Walker Street
between Church and Broadway
NEW YORK CITY
M1-5.com

Friday, January 19, Midnight

Ballo New York tarantati! Ahi!

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Luca/
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Messaggioda Luca/ » 18 gennaio 2007, 2:15

Mmm

destilado
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Messaggioda destilado » 18 gennaio 2007, 3:27

ce significa stu umm...

raheli
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Messaggioda raheli » 19 gennaio 2007, 19:29

In diretta da New York.

Fra mezz'ora andiamo a fare il sound check.
Nevica e fa freddo.
Articoli sul Salento, sulla nostra musica e su Aramire' sul Newsday e sul New York Times.

Le nostre brutte facce sono sul cartellone nella settima strada.
Vicino a noi David Byrne.

Il concerto sara' stasera alle 8.30.
Quindi alle 2 e mezzo di notte ora italiana.

A dopo per aggiornamenti.

Ciao,
Roberto Raheli
Mauro Toma
Roberto Corciulo
Samuele Tommasi
Antonio Ancora
MaVi Antonazzo

svincen
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Messaggioda svincen » 19 gennaio 2007, 20:14

Mazzate pesanti anche da New York!!!


[b:0a3a9e23f7]Echoes from the boot-heel of Italy[/b:0a3a9e23f7]
[i:0a3a9e23f7]Aramirà© revives old-world folk sounds at Zankel[/i:0a3a9e23f7]
BY JUSTIN DAVIDSON
[url]www.newsday.com[/url]

January 18, 2007

The photographs date back a generation or two, but the frenzied rituals they document emerge from distant centuries. It's summertime at the tip of Italy's impoverished boot-heel and a woman is splayed out on the ground, surrounded by placid villagers who wait for a rescue team of musicians. She is a tarantata, the victim of a spiritual poison that has thrown her into a trance.

Brought on by a mythic spider bite or just by rural tradition, her fit can be cured by a visit to the church of San Paolo in Galatina on the saint's feast day of June 29 - that, and the intense administration of music. When the band arrives, she will start to writhe, still supine, creating her private choreography to a dance known as the pizzica. Eventually, she will rise to her feet. Her frenzy will increase, and though the music may go on for days, she will eventually return to consciousness and to the ordinary life of a peasant - at least, until the same time the following year.

The phenomenon of tarantismo died out in the 1970s, and few in Italy's deep-southern area of Salento mourn it. Certainly not Roberto Raheli, who has made it his life's work to preserve and perpetuate the region's folk music, and whose ensemble Aramirà© performs at Zankel Hall tomorrow night. The music, he explains, was linked to those quasi-epileptic episodes, but not limited by them. His repertoire is one of wedding dances and songs about labor, love and protest.

The Salento of the 21st century bears little resemblance to the bleached, medieval land that nourished tarantismo. Today this southernmost part of the region of Puglia is known for its olive oil, its velvety wines, its farms spiffed up as tourist accommodations - and its infectious music. "La notte della taranta," an annual festival of folk and folk-tinged music in the town of Melpignano, draws 100,000 people.

To Raheli, though, the Salento has been a victim of its own success, and the festival is an abomination. Uncontrolled development and environmental depredations go hand in hand with the pollution of the region's music, which is now most often peddled in the form of a pop pizzica and cotton-candy tarantellas. The tax money lavished on such spurious bacchanals would be better spent on research and preservation.

"The old people have their own way of playing and singing, and that's been abandoned," Raheli says. "We're losing the music's richness."

The 46-year-old singer, composer and musical archaeologist spent years gathering vintage recordings and scouring the countryside for octogenarian musicians. He invited himself into their kitchens for singing sessions and tried to acquire their slightly serrated harmonies and the timbre of their throaty hollering. He had to leap a barrier of decades during which this artisanal music had been set aside along with the hand-turned coffee roasters and wooden yokes.

"I do remember the women singing in the fields when I was a child, but I'd be lying if I said that's where I learned this music," Raheli said. "I learned it later, and it took a lot of work."

Raheli belongs to a generation of southern Italian musicians who have tried to recapture the culture of an agrarian past without harboring any nostalgia for its privations. The music he adores can be thistly and hard, like the earth his forebears plowed. Ernesto De'Martino, an anthropologist who arrived in Salento in the 1950s, declared the taranta a ritualized protest against the frustrations of peasant life.

Raheli, who founded Aramirà© in 1989, is something of a purist when it comes to the sounds and techniques of his homeland's folk music, but he is hardly an antiquarian. In "Mazzate pesanti" ("Heavy Blows"), the latest CD from Aramirà©, the antique sounds of tambourine, accordion and raucous polyphony are put to the service of contemporary complaints: nuclear waste, poisonous fumes from coal-burning power plants, myopic politicians.

"What's important is to take ownership of traditional techniques in order to compose new music," he says. "The old songs comment on the exploitation of peasants, they talk about social conditions. We want to honor that legacy but address our own time."

Liolà
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Messaggioda Liolà » 19 gennaio 2007, 20:38

Grandi Aramiré,sono contento e orgoglioso,io per voi.
Coraggio,non vi fermate mai.

peppe21
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Messaggioda peppe21 » 20 gennaio 2007, 12:27

BENE...ORA ASPETTIAMO TREPIDANTI (ALMENO IO) la cronaca dettagliatissima della serata!!!
dai, forza...


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