Gruppo di lavoro sull'associazione culturale

CarloTrono
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Gruppo di lavoro sull'associazione culturale

Messaggioda CarloTrono » 7 gennaio 2007, 0:43

[quote:931c1be956="giannino"]
Ne deduco che l'associazione "Pizzicata" NON SI é VOLUTA FARE, perché con 2000 iscritti e 3 anni e mezzo di vita qualcosa si sarebbe dovuta muovere da un pezzo...e meno male che sto sito é frequentato da "pezzi grossi" della nostra musica di tradizione.
[/quote:931c1be956]

Ok, vediamo di ragionare su questa cosa.
Lo statuto dell'associazione é pronto in realtà  all'80%. Purtroppo non ce l'ho sottomano in questo momento, altrimenti ve lo renderei scaricabile da tutti per darci un occhiata. Sinceramente negli ultimi tempi, visto l'andazzo sul forum, avevo quasi rinunciato a coinvolgere l'intera webcommunity nella stesura finale e avevo pensato di parlarne in forma privata con le persone di cui più mi fido. Ma vedo con piacere che il desiderio di dare una forma concreta a questa nostra webcommunity c'é.
Ho creato un forum apposito per ospitare questo gruppo di lavoro. Vediamo cosa ne esce fuori.

Tornando dallo statuto, partiamo dall'articolo fondamentale di ogni associazione, ovvero la [b:931c1be956]finalità  dell'associazione[/b:931c1be956], [b:931c1be956]gli scopi [/b:931c1be956]che l'associazione intende perseguire e [b:931c1be956]le attività  [/b:931c1be956]che l'associazione adotta per il perseguimento dei suddetti scopi e finalità . Come sempre, lascio a voi la parola prima di dire la mia. Vi prego di rispettare nei vostri interventi lo schema suggerito, ovvero
1) [b:931c1be956]la finalità  principale[/b:931c1be956], ovvero il principio primo che determina l'esistenza stessa dell'associazione
2) [b:931c1be956]gli scopi [/b:931c1be956]dell'associazione, ovvero tutti gli obiettivi che l'associazione intende perseguire per svolgere la propria finalità 
3) [b:931c1be956]le attività  [/b:931c1be956]dell'associazione, ovvero cosa fa concretamente l'associazione per perseguire scopi e finalità .

giannino
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Messaggioda giannino » 8 gennaio 2007, 13:01

Bé la finalità  principale secondo me dovrebbe essere quella di salvaguardare il patrimonio coreutico-musicale riconducibile alla tradizione salentina (ma non necessariamente solo "salentina" in senso stretto) e tutte quelle manifestazioni (non intese come "eventi organizzati") che ne sono naturale espressione (es. S.Rocco).

Gli scopi sono quelli di approfondire la conoscenza sulla nostra tradizione coreutico-musicale e di diffondere, anche attraverso il confronto con altri tipi di culture e tradizioni regionali ed etniche, le nuove conoscenze ed il materiale di cui si é entrati in possesso.

Le attività  sono innanzitutto una gestione degna di tutto il materiale di cui si é già  in possesso o di cui ci si potrebbe dotare facilmente (conservazione, catalogazione, disponibilità  al pubblico). Poi un' oculata gestione dei finanziamenti per effettuare nuove ricerche sul campo mirate appunto a far emergere realtà  dimenticate ed a raccogliere materiale prezioso per archivi, mostre, eventi culturali. Poi appunto l'organizzazione di manifestazioni( mostre, concerti, proiezioni, convegni) mirate a rendere pubblico il lavoro svolto ed a far conoscere quello che é il nostro patrimonio vivente e passato riguardante la musica, la danza, gli strumenti, nonché il contesto socio-economico culturale in cui queste attività  si svolgevano e si svolgono.
Non per ultimo, il supporto sia economico che logistico a quei ricercatori che vogliano diffondere attraverso materiale cartaceo o audio/video o digitale il proprio lavoro riguardante le nostre tradizioni.

Questo, secondo me.
Ultima modifica di giannino il 8 gennaio 2007, 15:19, modificato 1 volta in totale.

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andreap
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Messaggioda andreap » 8 gennaio 2007, 14:53

Caro Carlo e cari tutti

come già  affermato sono pronto a dare il mio contributo nei tempi e nei modi che si riterranno opportuni.

Vorrei però avere un'idea di partenza legata appunto all'idea condivisa dagli ideatori e promulgatori della bozza dello statuto riguardo almeno, cosa dovrebbe essere il campo di interesse della suddetta associazione, qualcosa di un pò più specifico, per intenderci.

A me personalmente interessa anche salvare le foche ed il restringimento dei ghiacciai dell'artico, ma é utile questo a PIZZICATA? non credo...

Grazie

articolo6
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Messaggioda articolo6 » 8 gennaio 2007, 15:30

L'Associazione Pizzicata (?) é un associazione culturale di utilità  sociale senza scopo di lucro che si propone di:
a) svolgere attività  di studio, di promozione, di intervento - sia direttamente, sia organizzando o favorendo riunioni, convegni, seminari, mostre, iniziative artistiche e manifestazioni culturali e musicali in Italia e all'Estero ed ogni altra iniziativa rispondente alle finalità  istituzionali - per la miglior conoscenza e la divulgazione delle attività  culturali legate alle tradizioni popolari in particolare quelle di tutta la Puglia, il tutto sia agendo direttamente che partecipando ad iniziative di terzi o riconoscendone la legittimità , o anche concedendo sovvenzioni, premi o borse di studio;
b) creare e gestire archivi cartacei e elettronici per la conservazione e consultazione delle opere legate alle tradizioni musicali popolari;
c) curare, pubblicare e gestire siti in reti telematiche mondiali e internazionali (attualmente "Internet"), nazionali e locali, mediante utilizzo di dlaboratori propri od altrui per la divulgazione delle opere legate alle tradizioni musicali popolari;
e) compiere ogni operazione di vigilanza per la tutela dell'immagine dell'opere artistiche legate alle musiche popolari, vagliando tutto ciò che viene realizzato con riferimento alla musica tradizionale pugliese;
L'associazione potrà  inoltre, per promuovere e favorire la ricerca, organizzare corsi, seminari, conferenze, convegni e manifestazioni in genere attinenti allo scopo sociale, sia nei locali a sua disposizione, sia presso associazioni o istituzioni aventi oggetto analogo, affine o connesso al proprio, o in luoghi messi a disposizione da privati, imprese, Università , Enti pubblici o Pubbliche Autorità , utilizzando anche materiale didattico stampato e audiovisivo approntato a cura della fondazione stessa.
f) mantenere costantemente una collaborazione diretta con istituti culturali simili, con Conservatori di musica, Scuole, Associazioni, Imprese pubbliche e private, Enti pubblici, artisti, musicisti e singoli compositori privati, sia in Italia che all'estero.
L'associazione potrà  curare la divulgazione di testi e argomenti culturali ed artistici in genere nel campo della musica e dello spettacolo anche tramite audiovisivi, fotografie, periodici e stampati vari, e qualunque altro mezzo di comunicazione del pensiero, nei limiti di legge;
g) deliberare, in relazione alla riconosciuta rispondenza di particolari beni mobili o immobili alle finalità  istitutive, l'acquisto, la locazione, l'usufrutto, di tali beni nei modi più opportuni, tra cui debbono intendersi specificatamente compresi l'acquisto di proprietà , l'accettazione di donazioni, di eredità , di usufrutti, di diritti di uso o altri, previe le necessarie autorizzazioni amministrative, la stipula di contratti di locazione, comodato, mandato ad amministrare, l'ottenimento di concessioni amministrative ed ogni e qualsiasi altro mezzo, atto o strumento che, a giudizio del Consiglio di Amministrazione, venga considerato opportuno o sufficiente al raggiungimento degli scopi;
h) amministrare i beni di cui sia proprietaria, o titolare di altro diritto, anche in modo da conservare o eventualmente ripristinare le loro caratteristiche artistiche e storiche, nonchà© gestirne l'attività ;
g) promuovere intese con enti scientifici, culturali ed educativi, italiani e stranieri.

articolo6
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Messaggioda articolo6 » 8 gennaio 2007, 15:32

Un associazione :
1) culturale
2) di utilità  sociale
3) senza scopo di lucro

Tutto il resto può andare bene, ma le tre caratteristiche citate sono fondamentali.

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andreap
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Messaggioda andreap » 8 gennaio 2007, 15:58

[quote:7940df8706="articolo6"]L'Associazione Pizzicata (?) é un associazione culturale di utilità  sociale senza scopo di lucro che si propone di:
a) svolgere attività  di studio, di promozione, di intervento - sia direttamente, sia organizzando o favorendo riunioni, convegni, seminari, mostre, iniziative artistiche e manifestazioni culturali e musicali in Italia e all'Estero ed ogni altra iniziativa rispondente alle finalità  istituzionali - per la miglior conoscenza e la divulgazione delle attività  culturali legate alle tradizioni popolari in particolare quelle di tutta la Puglia, il tutto sia agendo direttamente che partecipando ad iniziative di terzi o riconoscendone la legittimità , o anche concedendo sovvenzioni, premi o borse di studio;
[/quote:7940df8706]

OK, questo é già  più chiaro...

Trovo questa bozza (sintetica ovviamente) molto rispondente a dei criteri che personalmnte condivido.

L'unico punto sul quale non mi trovo, e che a mio avviso é il cardine dell'intera faccenda é quello che ho inserito nella citazione di sopra.

Nello specifico quando si parla di di conoscenza e divulgazione di attività  legate alle tradizioni popolari in particolare quelle di tutta la puglia.

I motivi sono essenzialmente due:
- il termine popolare non significa nulla, anche Al Bano o "maruzzella" sono da considerarsi popolari, o magari Tiziano Ferro e GiGi D'Alessio.
Partirei quindi da una definizione tipo CULTURA DI TRADIZIONE ORALE LEGATA AL MONDO RURALE E CONTADINO. Inoltre é a mio avviso interessante capire quali degli aspetti legati alla Cultura di tradizione orale si intende occuparsi. L'alimentazione, il cibo, il vestiario, le forme musicali, la letteratura, la poesia. Io personalmente mi limiterei alle forme musicali in primis, seguendo ovviamente le successive ramificazioni quali le danze (indissolubilmente legate se si parla di fome musicali), ecc...

- Non ha senso fare un lavoro del genere legandolo unicamente (o principalmente, che dir si voglia...)alla puglia, o meglio , ha senso fatto da un'associazione che vive ed opera "in loco", ma io che vivo a Roma, o chi vive in abruzzo, catalunya o timbuctù non vedo come possa collaborare attivamente se non in maniera empirica.
A me le cose empiriche non piacciono molto, inoltre vorrei dare il mio modesto contributo per un'ossaciazione che si occupasse di Tradizioni Italiane, non legate a logiche locali di qualsiasi forma... D'altra parte, senza nulla togliere al mio amore per i luoghi e le musiche della bella puglia, non sono pugliese!

march
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Messaggioda march » 9 gennaio 2007, 19:56

Ottimi interventi, condivido sia il post sintetico di giannino che quello più dettagliato di articolo6. Non mi focalizzerei invece invece sulla sola musica rurale, ma anche su quella "cittadina" di tradizione.

Carlo, mi includesti nel gruppo di lavoro sull'associazione? A me mi pare di no. :roll:

Avvocatista
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Messaggioda Avvocatista » 17 gennaio 2007, 12:58

Tra le associazioni più longeve e meritorie vi é sicuramente "L'accademia della Crusca" che si propone di:

sostenere, attraverso i suoi Centri specializzati e in rapporto di collaborazione e integrazione con le Università , l'attività  scientifica e la formazione di nuovi ricercatori nel campo della linguistica e della filologia italiana;

acquisire e diffondere, nella società  italiana e in particolare nella scuola, la conoscenza storica della nostra lingua e la coscienza critica della sua evoluzione attuale, nel quadro degli scambi interlinguistici del mondo contemporaneo;

collaborare con le principali istituzioni affini di Paesi esteri e con le istituzioni governative italiane e dell'Unione Europea per la politica a favore del plurilinguismo del nostro continente.

http://www.accademiadellacrusca.it/l_accademia.shtml

Il successo di questa accademia credo si debba anche alla sua capacità  di fare rete, oltre a essere stata capace di farsi riconoscere come custode della lingua italiana.

Mi piacerebbe che la nascente associazione culturale si ispirasse alla filosofia dell'Accademia della Crusca.

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dada
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Messaggioda dada » 19 gennaio 2007, 12:12

Un paio di giorni fa avevo proposto a Carlo di inserire questa discussione all'ordine del giorno nel workshop di preparazione al convegno che si terra' ad Alessano il 2 febbraio. Credo che il confronto delle proprie idee "de visu" sia ancora la forma migliore di discussione, senza nulla togliere alla comodita' e rapidita' dei forum come questo. :)
Pero' il capitano mi faceva, giustamente, notare che quel giorno di carne al fuoco ce ne sara' gia' parecchia... ergo e' probabile che non si riesca a parlare anche della costituenda associazione.
Allora non posso far altro che inserire anche le mie idee qui.
Per quanto riguarda finalita' - scopi - attivita', ovvero gli argomenti su cui Carlo ci chiedeva un parere, tutto sommato mi trovo abbastanza d'accordo con quanto detto finora. Ovviamente qualche mia idea differisce, ma forse sono solo sottigliezze, e cmq ci sara' modo e tempo per parlare dei dettagli.
Quello che invece vorrei mettere da subito sul piatto della discussione e' sostanzialmente un mio grande timore, nonche' la mia principale remora sulla costituzione di Pizzicata.it in associazione.
Temo, detto in parole povere, che sara' ben difficile mantenere l'associazione scevra da ogni "idea" di lucro, dal momento che si sta decidendo di farne anche una *organizzatrice* di "manifestazioni"...
Spero di sbagliarmi, ovviamente, ma per esperienza so che quando s'inizia anche solo ad intravedere un giro di soldi (e intorno alle manifestazioni popolari, specie nel Salento, di soldi ne girano anche troppi) mantenersi davvero puliti e' impresa ben ardua. E questo facilmente porta a scazzi vari e a deviazioni dalle finalita' originali.
Anche per questo motivo, ma non solo, gradirei che le "cariche" associative (i vari: presidente, vicepresidente, segretario, tesoriere, e chi piu' ne ha piu' metta) siano:
1) limitate in numero (trovo inutile e troppo burocratico avere tante cariche in una piccola associazione),
2) sempre elettive (nessun meccanismo automatico di passaggio di cariche, del tipo che il vice- diventa presidente e poi past-president, ecc),
3) limitate nel tempo (ovvero che gli eletti durino in carica al massimo 2 anni, per avere anche un buon ricambio di idee al vertice),
4) elette in maniera molto "popolare" (ovvero richiedano la partecipazione di un buon numero di associati, pena l'invalidita')

Il vespaio e' smosso... ora a voi la parola! ;)
baci
dada

P.S. approfitto di questo post per mandare un augurio/complimento agli Aramire' che oggi suonano a New York! :D

march
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Senza scopo di lucro

Messaggioda march » 19 gennaio 2007, 14:32

Da quel poco che so io, un'associazione senza scopo di lucro non é un'associazione che va sempre in perdita o pareggia sempre il bilancio.
Semplicemente é un'associazione che non distribuisce i profitti a chi ha contribuito di propria tasca a formare il capitale sociale.

Un'associazione senza scopo di lucro comunque remunera le risorse utilizzate, comprese le risorse umane che ci partecipano.
é possibile che generi un utile, ma il vincolo é che l'utile non viene distribuito, ma reinvestito in attività  legate al suo statuto.

Chi ne sa di più può corregermi?

Dada, ho interpretato male la tua preoccupazione?

articolo6
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Messaggioda articolo6 » 19 gennaio 2007, 15:25

March hai perfettamente ragione. Le associazioni come altre forme giuridiche svolgono attività  economica e lo fanno non per spirito santo ma attraverso proprio collaboratori (interni e esterni) e consulenti che debbono essere pagati. Tra questi collaboratori vi possono essere i propri soci che se incaricati dal proprio CdA possono svolgere attività  ed essere remunerati. Il preventivo incarico serve solo ai fini del quieto vivere tra i soci e niente é imposto dal codice civile. Alcune amministrazioni pubbliche ai fine di rendicontare i finanziamenti che erogano possono richiedere l'autorizzazione al fine di evitare che occultamente vengano rendicontati i costi degli amministratori che per definizione considerano non rendicontabili. Personalmente dirigo un associazione senza scopo di lucro con 30 dipendenti, un centinaio di collaboratori e un migliaio di liberi professionisti. Non si pone ovviamente da statuto il problema della divisione degli utili, i soci si ritengono soddisfatti dal perseguimento della mission, ossia dell'ideale che sta alla base dello stare insieme. Ma é proprio per questa ragione che molti finanziamenti richiedono il "senza scopo di lucro".

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dada
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Re: Senza scopo di lucro

Messaggioda dada » 19 gennaio 2007, 23:58

[quote="march"]
Dada, ho interpretato male la tua preoccupazione?[/quote]

Ciao Marcello,
non hai interpretato male, semmai in modo un po' restrittivo! :)
Non ho alcuna nozione legal-commercialistica, e quindi il senso del mio discorso voleva essere un po' piu' ampio, non certo tecnico.
Purtroppo ho alle spalle una lunga esperienza in diverse associazioni "non a scopo di lucro" (ovviamente in tutt'altro campo). Peraltro in due di queste, che sono a livello nazionale, ho ricoperto cariche fino alla vicepresidenza (e se non me ne fossi andata ora sarei, automaticamente, presidente). Altre invece erano realta' piu' piccole e locali, ma i risultati sono stati gli stessi: ogni volta ho mollato, dopo anni ed anni di sacrifici personali ed economici in nome di cause in cui credevo fermamente, perche' ho sempre visto morire di stenti tutti quegli ideali e quei valori sui quali queste associazioni si sono costituite.
Questo per dirti che i punti che ho elencato nel mio precedente post non sono altro che le osservazioni maturate in queste esperienze.
Poi magari i miei timori sono, in questo caso, del tutto infondati... ma questo era il contributo che "sentivo" di dare ad un'altra causa in cui fermamente credo! :)

dada

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evanmac
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Messaggioda evanmac » 2 febbraio 2007, 19:46

[quote:46281354aa="articolo6"]Tra questi collaboratori vi possono essere i propri soci che se incaricati dal proprio CdA possono svolgere attività  ed essere remunerati. Il preventivo incarico serve solo ai fini del quieto vivere tra i soci e niente é imposto dal codice civile.[/quote:46281354aa]

Non perchà© sia di parte, ma do ragione a dada: son sempre più convinto, essendo anche io stato coinvolto in fenomeni "associazionistici" finiti alla cazzo, che quando cominciano a girare soldi in qualsiasi associazione (per quanto non a scopo di lucro) gli "associati" cominciano a mozzicarsi come i cani.

La parte del messaggio che ho quotato é emblematica: quali soci/associati dovrebbero essere incaricati dall'associazione di svolgere un determinato compito? E quando cominceranno a girare i soldi (magari tanti, in vista di patrocini e sponsorizzazioni varie) questi screzi non saranno forse destinati ad aumentare fino a creare un clima pieno di miasmi insopportabili che porteranno i "puri" a storcere il naso e ad allontanarsi? Con il risultato che rimarranno solo le macerie su cui i soliti sciacalli costruiranno la ... notte della taranta!

CarloTrono
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Messaggioda CarloTrono » 6 gennaio 2008, 19:43

ecco una bozza dello statuto dell'associazione culturale "Pizzicata.it"
ad oggi, 6 Gennaio 2008, manca ancora da definire tutto l'articolo delle finalità  e delle attività , che essendo il più delicato ਠstato per adesso solo abbozzato.
Vi invito a contribuire e a suggerire.
http://docs.google.com/Doc?id=dfncd6s_3fnt7mq

noterete subito che il campo di applicazione dell'associazione non ਠstato limitato al Salento o alla Puglia...anzi, non ਠstato limitato affatto. I limiti dell'associazione saranno dati solo dall'interesse e dalla presenza nel territorio degli associati.

L'assemblea costitutiva dell'associazione sarà  fissata nei prossimi giorni e si svolgerà  o questo o il prossimo fine settimana AL MASSIMO.
Stative 'ncorti !

betsabea
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Messaggioda betsabea » 8 gennaio 2008, 18:27

Mi piacciono molto i punti di giannino: pochi, chiari, concreti e.. fattibili.

Meno (sorry) quelli di articolo6: troppe cose, molte difficilmente realizzabili, soprattutto all'inizio.

Per il documento di carlo: non ਠbanale il lavoro che resta da fare sull'articolo 2, tanto più sarà  chiaro tanti problemi in meno si creeranno in seguito. Soprattutto ਠimportante definire le modalità  con le quali si vuole operare, ovvero QUALI sono in concreto le attività  che rispondano alle finalità  di "contribuire all'identificazione, alla documentazione, allo studio, alla preservazione e alla difesa del patrimonio musicale di tradizione orale...".

Scusassero se mi intrometto... : )

Gianlu
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Messaggioda Gianlu » 8 gennaio 2008, 21:26

Vado un po' di fretta.... mi scusino le corbellerie. Premetto che anche io sono a digiuno di assciazioni, comitati, enti, gruppi, fondi, e chi ne ha ...ne ha di più.... condivido pienamente che a questo punto il discorso soldo può diventare molto pericoloso, ma in fondo ਠun rischio che si deve correre. Ultimamente la baracca iniziava a sapere di muffa e questo potrebbe esserne la naturale evoluzione.

Mi chiedo: ad associazione costituita, a statuto definito, quali problemi pratici si possono incontrare nel confronto di idee e opinioni degli associati? Beh, suppongo possano essere non molto diversi da quelli che possiamo trovare spulciando un po' ovunque nel forum. Quindi potrebbe essere una base di partenza per evitare "errori" dimodi e impostazioni in un certo senso già  fatti...

Damiano
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Messaggioda Damiano » 10 gennaio 2008, 12:40

Io metto a disposizione completamente Lavorincorso come sede murgiana di pizzicata.it.

stambali
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Messaggioda stambali » 12 gennaio 2008, 11:24

Per chi ha interesse, sul sito dell'agenzia del''entrate (www.agenziaentrate.it), ਠdisponibile il software, la domanda e le istruzioni per la richiesta di fruizione di benefici da parte delle associazioni senza fini di lucro.
saluti

CarloTrono
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Messaggioda CarloTrono » 12 gennaio 2008, 16:39

grazie del suggerimento, stambali
ci vado subito

marioFB
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Messaggioda marioFB » 13 gennaio 2008, 14:51

Ho visto con piacere che l'idea dell associazione culturale non ਠcaduta, ma galoppa verso la sua costituzione. Credo che per le potenzialità  di Pizzicata.it l associazione rappresenti un passaggio obbligato per acquisizione dell'agibilità  necessaria per lavorare meglio nel concreto.

Una web community ਠcosa molto differente da un associazione culturale, quindi la prima cosa che mi domando ਠse questa associazione si vuole intendere come un organo strettamente connesso alla web community, o se le due realtà  avranno vita distinta. Questa considerazione coinvolge alcune importanti scelte tecniche di gestione: ad esempio, se non si intende restringere lo spazio virtuale proprio della web community, si possono prevedere strumenti di partecipazione idonei, quali il voto telematico in particolari momenti decisionali, la teleconferenza o l uso della web community per opportune discussioni, la visibilità  dei bilanci in rete. Attualmente si evidenzia una notevole delocalizzazione territoriale dei partecipanti, in questo senso si presenta un problema d accessibilità  dei potenziali soci agli organi di gestione e ai momenti assembleari.
D altra parte però, un associazione opera nella società  reale e necessita di persone disponibili nelle opere concrete, e non ਠdetto che chi ਠattivo sul web posa esserlo altrettanto nella pratica associativa.

Pizzicata.it à¨, almeno fino a questo momento, connotata in modo molto specifico: ਠnata nel Salento leccese; ਠparte del cosiddetto "movimento della (neo)pizzica" (anche se ovviamente i partecipanti possono avere origini e attività  culturali assolutamente indipendenti da tale movimento), ma nell ambito di questo movimento (che sappiamo affetto da abnormi contraddizioni) rappresenta una delle componenti (purtroppo minoritarie) critiche ed autocritiche. Pertanto, l elemento (non necessariamente esclusivo o prioritario) che maggiormente accomuna i partecipanti, ਠl interesse per la tradizione musicale e coreutica salentina, indipendentemente dal fatto di essere autoctoni o meno. Nell ambito di questo repertorio, alcuni partecipanti particolarmente acculturati, esperti e competenti, hanno prodotto e continuano a produrre, mediante un sistema di apporto complementare, un cumulo di informazioni che nel suo insieme può rappresentare un punto di riferimento (ottimizzabile, ampliabile, migliorabile su molti aspetti) per chi vuole conoscere o approfondire il repertorio (in aggiunta alla consistente bibliografia). La qualità  di questi apporti dipende molto dal contatto diretto che si ha con il territorio di cui si parla. Nondimeno, la community opera sull attualità  della materia (editoria, fruizione, tutela...e anche culacchi e satira), fungendo spesso da osservatorio a rapido recepimento per tutto il mondo connesso al repertorio stesso, senza limiti territoriali (perchà© il "movimento ਠormai di carattere nazionale). Nonostante l orientamento di interesse della community, ਠevidente che esiste altrettanto interesse e spazio per le culture differenti, quali ad esempio quelle limitrofe e quelle che sono interessanti per confronti ed analogie (se si parla di danza scherma si parla anche di danze armate in generale, se si prende in esame un testo salentino, lo si confronta con gli analoghi di ogni dove, sul tamburello si stanno esaminando tutte le analogie interne ed esterne al territorio regionale ...)
Quindi, a mio parere, l associazione culturale che (se) parte dalla community e deve lavorare in sintonia con la stessa, dovrebbe mantenere i caratteri appena descritti, ovvero un orientamento territoriale che garantisca la qualità  e l autorevolezza degli interventi (dovuta alla migliore conoscenza del territorio e del suo patrimonio tradizionale), ed un illimitata apertura alle culture differenti quale necessità  complementare di studio. In altre parole converrebbe trasferire e migliorare nel concreto delle attività  di un associazione culturale, ciò che già  adesso viene espresso bene ed in modo originale a livello di web community. Ad esempio, l associazione potrebbe attuare forme di fruizione alternative a quelle ormai attestate sul territorio non solo regionale.
La bozza dello statuto ਠperò molto generale, da questa risulta che lo scopo dei costituendi soci ਠ"contribuire all'identificazione, alla documentazione, allo studio, alla preservazione e alla difesa del patrimonio musicale di tradizione orale.." di tutto il pianeta? Mi sembra eccessivo. Non comprendo bene il senso della frase di Carlo: "I limiti dell'associazione saranno dati solo dall'interesse e dalla presenza nel territorio degli associati". Qualsiasi territorio, su cui magari esistono altre associazioni culturali dedite alla propria musica di tradizione? Aprire il campo di interesse indistintamente a tutta la musica tradizionale, rischia di banalizzare quanto di più utile ha prodotto la web community. Inoltre, siccome credo che per ovvi motivi l associazione avrà  il suo fulcro e gli organi di gestione sul territorio salentino se non leccese, sarebbe naturale predisporre una facciata coerente con il concorso ad eventuali fondi locali, anche se non si considerano come unica risorsa.
In seguito a quanto precedentemente considerato, si potrebbe aggiungere nel Titolo1, Art 2.2 a):
contribuire ... di tradizione orale, CON PARTICOLARE (MA NON ESCLUSIVO) RIFERIMENTO ALL AREA SALENTINA (O AREA PUGLIESE), nonchà©...

L interesse per la musica come elemento prioritario, unitamente a quello per ogni suo contesto culturale, ਠgiustamente espresso nel Titolo1 Art. 2.2 a, che però contiene alcune imprecisioni. Gli aspetti connessi con il repertorio musicale possono essere immateriali e materiali: gli strumenti musicali, o l artigianato tradizionale già  citato nell articolo, sono aspetti materiali. Quindi credo sia indispensabile aggiungere nell Art. 2.2 a): ... di tutti quegli aspetti del patrimonio MATERIALE ED immateriale...
Inoltre, nello stesso articolo, aggiungerei FRUIZIONE, e sostituirei DIFESA con TUTELA.
Se intendiamo per musica di tradizione orale quella rigorosamente non scritta, dobbiamo anche ammettere che in alcune fasce non certo irrilevanti di quella che dobbiamo considerare come tradizione musicale (esempio la fascia borghese-artigianale degli strumenti a corda, dove pure possiamo trovare la lettura e scrittura musicale), si adottano composizioni di autori vari, in particolare dell ottocento e del novecento. Pertanto per eliminare tutti i peli nell uovo, io sostituirei nell Art. 2.2 a) "del patrimonio musicale di tradizione orale" con l omnicomprensiva DEL PATRIMONIO TRADIZIONALE MUSICALE, lasciando la successiva parola "orale" perchà© lì ci sta bene.

Comprendo le osservazioni che suggeriscono una maggiore semplicità  dello statuto: una volta enunciati gli scopi, si potrebbe affermare che l associazione utilizzerà  ogni mezzo lecito per perseguire gli stessi. In realtà  però ਠdi prassi elencare ogni possibile e specifica iniziativa utilizzabile in astratto, non tanto perchà© si intende utilizzarle tutte, ma per favorire ogni possibile occasione futura che si potrà  incontrare. Infatti, in caso di richiesta fondi, facilmente chi dovrà  esaminare la proposta sarà  incompetente o frettoloso, e avere nello statuto ciò che si propone di fare agevola l individuazione del proponente come soggetto coerente (anche se purtroppo, come tutti sappiamo, l assegnazione di fondi non sembra legata in molti casi alla competenza dell assegnatario)

Per quanto riguarda l eventuale retribuzione delle prestazioni dei soci, le preoccupazioni di dada e evanarc sono legittime, fondate, e purtroppo ben note a quanti a vario titolo hanno conosciuto l associazionismo no profit. Non per questo si deve rinunciare a priori ad un salto qualitativo che può consentire una maggiore incisività  nell azione di tutela e valorizzazione. Anche per una forma di fiducia e stima nelle persone che crediamo di conoscere e che stanno lavorando per questa iniziativa. Staremo a vedere se anche in questo caso il denaro produrrà  i noti danni, ma non ਠinibendo questa evoluzione che possiamo imbalsamare i pregi della community. Piuttosto, potremmo domandarci se gli eventuali contributi erogati da enti pubblici potrebbero produrre una sorta di "ammansimento" della carica critica che Pizzicata.it ha finora espresso nei confronti dell operato degli enti stessi. Difatti, l associazione ਠapartitica e apolitica, ma la web community ਠapolitica? In realtà , una delle azioni più apprezzabili e visibili concretamente in questi ultimi anni di Pizzicata.it, ਠdi avere alimentato il dibattito critico sulle scelte di politica culturale della Regione che coinvolgno a vario titolo il patrimonio tradizionale, organizzando numerosi dibattiti, che hanno contribuito alla pubblica sensibilizzazione nei confronti di una necessità  di tutela, che solo recentemente vede spiragli concreti quali l archivio di Bari. Questa ਠpolitica. Comunque, la parola "apolitico/a" ਠdi prassi in uno statuto di questo tipo.

A proposito del Titolo 2 Art. 6: Mi sembra che la separazione tra soci fondatori e soci ordinari, in alcuni casi può essere utile per meglio proteggere nel tempo l intento dei fondatori; in quei casi si attribuiscono ai fondatori diritti particolari, quali l approvazione dei soci ordinari e la facoltà  esclusiva di decidere per alcune materie critiche per la continuità  degli intenti originali. Nel caso dello statuto in oggetto si afferma che ci sono pari diritti e doveri tra fondatori e ordinari, il che ਠun attestato di fiducia. Però, anche se non appare rilevante ai fini di diritti e doveri, non si capisce se ci sarà  una pubblica opzione iniziale tra le due categorie.
L Art. 1 b potrebbe essere soggetto a significative differenti interpretazioni. Qual ਠil tipo di impegno che si intende per soddisfare lo status di socio? Un impegno concreto costante, o anche saltuario?

Titolo 2 Art. 9.1: significa che il socio ha diritto di accesso GRATIS ad OGNI iniziativa dell Associazione? Se sì, non ਠprudente, perchà© penso che per realizzare particolari iniziative i soci possano versare piccoli contributi extra quota.

Titolo 6: il numero di rielezioni si intende consecutivo o vitalizio?

L interesse della nuova associazione comprende il grande fenomeno delle bande da giro?

Per concludere: sicuri che Pizzicata.it (quale riferimento storico e specifico) sia attualmente il nome che meglio rappresenta gli scopi e l evoluzione culturale dell associazione?

Un grande augurio.

Mario


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